Suocere, leggende metropolitane.

Visione comune, condivisa in tutto il mondo, è che le madri delle mogli sono streghe.
Non c’è niente di più sbagliato.
Potete fare sondaggi, ricerche, o perché no, vedere forum, per scoprire che le streghe sono sempre le madri dei mariti.
Ma perché questo? C’è una spiegazione psicologica alla base?
Può darsi, anzi sicuramente sarà così. Forse per una madre la paura di perdere il figlio è talmente forte da annebbiare la lucidità. Forse i figli maschi, al contrario dalle donne, tendono a distaccarsi più facilmente dalla famiglia e questo fa paura alle loro madri tanto da preferire crescerli come bamboccioni sotto una campana di vetro.
Ma a me piacciono le cose semplici e quindi, per me, le suocere paterne sono solo delle streghe subdole.
Non prendetevi pena per i vostri figli perché si sono fiori, ma di lota.

Da vacca svizzera a oca scema.

La dieta, ossessione di tutte le donne, ma anche degli uomini…perché no.
Ma in fondo cosa è la dieta?
Semplicemente abituarsi a mangiare bene, nel giusto modo, perché un pranzo non deve categoricamente essere composto da tre portate.
Ragazzi qui diventa anche una questione di salute, perché il cibo è un determinante di questa.
Io consiglio a tutti di auto-educarsi all’alimentazione.
Ma poi siamo oggettivi, tu ragazza fidanzata pesi 80 Kg e sei alta un metro e 50 cm e casomai il tuo ragazzo non ti ha mai detto che fai schifo, così tu resti a casa a fare la calzetta mentre lui va a vedere il culo delle altre.
Forse ti faranno credere che dimagrire provoca complessi, ossessioni e dovrai andare in cura dallo psicologo, solo perché invece della carbonara mangi un kg di insalata.
Sempre tu non credere alle persone che ti diranno non dimagrirai mai e casomai loro ci sono riuscite prima di te.
Dimagrire è facile, mangiare bene è semplice, e non provoca il dimagrimento del cervello!

Riflessioni su un’umanità che ha motivo di essere fiera solo della sua insignificanza.

Negli ultimi giorni ho riflettuto molto sulla frase “abbassa la testa, se vuoi andare avanti”, allora mi sono chiesta :

– Cosa insegnerò a mio figlio quando sarò madre? Se sei incudine statti e fatti schiacciare dal martello? Essere ruffiani è più vantaggioso, perché le ingiustizie sono dietro l’angolo? Chiudere gli occhi, far finta di non sentire, è meglio di combattere? 

A queste domande non sono riuscita a rispondere, ma hanno portato a pormi delle altre domande:

-Può essere nobile chi subisce in silenzio? Può considerarsi coraggioso? Cosa è il coraggio? Mantenere salda la propria posizione a discapito del futuro o difendere il proprio futuro? Quali sono le guerre che hanno motivo di essere combattute? Si possono trovare dei difensori quando hai tutti contro? Perché trovare dei difensori per provare l’innocenza di un innocente? 

Ancora non ho risposte, ma una certezza c’è. L’umanità alla ricerca inutile di se stessa, angosciata, ossessionata, potrà essere liberata solo dalla morte.

La ricetta della gogna mediatica

Prendi il mostro, un mostro, uno qualsiasi. Disegnagli due corna, una coda biforcuta, mettigli in mano un forcone, inzuppalo nella crema degli stereotipi e schiaffalo ad arrostire in prima pagina. La ricetta della gogna mediatica ha un basso livello di difficoltà, ma uno molto alto di superficialità. Menzogne? Q.b.
L’ingrediente principale é l’ignoranza, non importa la marca, che sia culturale, sociale, politica andrà bene comunque, sarà lei a rendere il tuo piatto digeribile, e ad alcuni addirittura gustoso.
Di loro non preoccuparti, loro ingoieranno il boccone annuendo, convincendosi che sì, il daspo a quel delinquente di Genny a Carogna era cosa buona e giusta. “E’ un camorrista, aveva la maglia che inneggiava a un assassino” si ripeteranno deglutendo, dimenticando il sapore della libertà di espressione, il senso di nausea di applausi scroscianti indirizzati a carnefici.
E lo finiranno quel pasto, oh se lo finiranno, e saranno così affamati da non ascoltare gli odori di altri cibi, le ricette di quei cuochi che, proprio in quella cucina, hanno più volte dichiarato di non aver trattato con nessuno. Si sentiranno sazi, con il loro stomaco pieno di bugie, ma riusciranno a digerirle, ci sono abituati ormai.
Sarà questione di ore, poi le getteranno in uno specchio di acqua limpida, un’acqua incapace di purificare, ma che si macchierà del colore della menzogna, della puzza delle falsità.
Il ciclo però non si esaurirà, sarà subito pronto a ripetersi e loro lesti a ingoiare le stesse stronzate, a sparare le stesse cacate.
Anche a tavola, a volte, é semplicemente una questione del sedersi dalla parte sbagliata

IL MOMENTO IN CUI ESSER PIU’ GRANDE TI FA SENTIRE SOLO PIU’ VECCHIA

Il preciso istante in cui “ Sembri più grande delle ragazze della tua età ” non ti fa sentire matura, ma più vecchia.

Il preciso istante in cui il complimento di una vita, si trasforma in consapevolezza, e le persone che fino a ieri tanto ti erano simpatiche vanno ad aggiungersi alla tua lista della raccolta differenziata.

Ogni ragazza ambisce a sentirsi un po’ donna agli occhi dell’uomo, certo le quindicenni non escono di casa con due chili di stucco, dieci centimetri di gonna e altri dieci di tacco per sentirsi più comode, ma più fighe, o come credono loro, più donne. Non ho ancora capito che gusto ci sia a sfoderare la propria indecenza per nascondere la propria età, matematicamente sarebbe come avere venticinque anni ma essere al primo anno di liceo, quindi una superfiga ripetente. Cioè un’ ignorante. La verità è che sembrate solo più baldracche, ma contenti voi, i vostri genitori e chi vi gira intorno, insomma sta bene anche a me.

C’è un momento in cui sentirsi troppo grandi non sta più bene, gli obiettivi raggiunti sono sempre meno di quelli che ti sei preposta l’anno precedente, le candeline iniziano a non vedersi più sulle torte di compleanno (la festeggiata sostiene di averle dimenticate a casa), le bottiglie di prosecco sul tavolo anche (a ognuno la propria ovviamente).

Ventiquattro anni non sono pochi, ma non sono nemmeno tanti, questi sono anni di transizione, ventiquattro sono gli anni che precedono il primo quarto di secolo, insomma la depressione. Che senso ha festeggiare un evento triste?! Amiche non allarmatevi, si beve lo stesso.

Noi donne siamo chiaramente un caso clinico, voi uomini anche. Cosa vi salva? La strafottenza. Cosa amo di voi? La strafottenza.

Quando chiedete l’età a una donna e la donna vi risponde “Quanti ne dimostro?”, sappiate che quella donna è chiaramente nel baratro della “crisi di un quarto di età”, non sparate come delle teste di cazzo cifre a casaccio perché qualunque risposta darete, ve lo garantisco, sarà la vostra condanna a morte.

Se la donna vi risponde “Ho 24 anni”, state zitti, sorridete e offritele furbamente da bere, non rispondete con quella tipica espressione ebetica che solo voi sapete fare “Davveeeeeero? sembri più grande” o “Ma non li dimostri per gneeeeeeeeente”, le carte giuste si giocano a inizio serata!

Ma se, se improbabilmente la donna vi risponde “Ho 24 anni e due mesi”, beh sappiate che quella donna è dannatamente felice e non ha voglia di rimpiangere un solo momento della propria vita, insomma è la donna della vostra vita. Evviva.

Ah, non esiste.

Chiwy

Avete 1000 motivi per lamentarvi, 999 ancora validi

Da tempo le lamentele di noi giovani ( e non solo ) nel Sud Pontino ( e non solo ) stanno avendo una proliferazione incredibile. L’espressione “Qui non c’è mai nulla da fare!” è nella top ten delle lagnanze dei miei coetanei .

Ma ecco che dal cilindro magico spunta come un immacolato coniglietto bianco un evento assolutamente imperdibile: i NOBRAINO in CONCERTO a Terracina!!!

Et voilà!

A dirla tutta la magia è stato frutto di un massiccio lavoro compiuto dai fantastici (nonché stakanovisti) ragazzi di Bucolica Produzioni e ai creatori dell’Anxur Festival , a loro va il mio applauso sia per gli eventi che hanno avuto luogo nella meravigliosa città di Terracina negli anni precedenti che per l’idea di questi concerti/anteprime che precedono il festival del 2013.

Si sono impegnati tantissimo, fatto mille telefonate, bevuto molte birre per mettere in moto la macchina organizzativa  ( è noto quanto il luppolo sia un toccasana per la sfera creativa del nostro cervello!) e here we are con la prima delle anteprime che i nostri aitanti ragassuoli stanno mettendo su con tanto ardore!

L’appuntamento è, quindi,  a “LA SCUDERIA” di Terracina il 10 febbraio con i Nobraino;  è qui che  i nostri eclettici amici musicanti delizieranno il nostro apparato uditivo ( e visivo ) con un concerto fuori dal comune. Sono infatti famosi per le loro singolari esibizioni, in cui di solito il frontman dà il meglio di sé per catturare ogni briciolo di attenzione del pubblico pagante.

Sarà anche per questo che vantano un nutrito seguito che li supporta in ogni occasione, una schiera di fanzz che comprende la sottoscritta da quando per la prima volta ho visto il complesso di Lorenzo krueger &co. dalla Dandini a “Parla con me” nel 2010, quando il cantante ancora non aveva quel barbone per cui io nutro poca simpatia.

Non voglio dirvi altro riguardo i nostri signori romagnoli, sia perché chi li conosce sa già ( o forse no?! ) cosa aspettarsi, sia perchè mi va di stimolare la curiosità di voi piccoli animaletti da tastiera, farvi uscire dalla vostra tana/piumone e farvi conoscere una delle più belle realtà italiane.

Questo è il link dell’evento dove potrete trovare info per le prevendite dei biglietti, vari video della band e molto altro!

Pagina da tenere tra i likes di Facebook per conoscere in anteprima i prossimi aggiornamenti dal “Fronte Anxur”!

https://www.facebook.com/AnxurFestivalAnteprime?fref=ts
Vi lascio con uno dei miei pezzi preferiti del “Disco d’Oro” dei Nobraino , ci vediamo a Terracina e non dimenticate la maschera ( è pur sempre Carnevale!)


See u.

La Miri

Cerette da Incubo

Il pelo. L’incubo di ogni donna. La devastazione.

Ogni ragazzina che donna voglia sembrare, nell’età dello sviluppo vede cambiare il proprio corpo, e prende atto della triste verità che vede sfatare il mito casereccio delle madri “Tranquilla figlia, quelli non sono peli, è peluria!” . Non è vero, sono peli, e ai ragazzi fanno schifo, e se non li strappi via capisci che sei finita. Tutto quello che fino a qualche anno prima ti rendeva una bellissima bambina, ti ha appena trasformata in un ominide e tu non puoi farci niente.

Non ricordo bene, ma un giorno accadde che non ebbi più il coraggio di mettere la gonna e mi costrinsi a prendere il primo appuntamento dall’estetista-esorcista. Tralascio i particolari, lei molto gentile e brava, ma i pianti che mi feci, i piaaaaaaaaanti. Nemmeno il primo fidanzatino penso mi abbia procurato tante pene.
Il piacere che hai nel vedere il risultato finale è pari alla consapevolezza che tu da quel tunnel non uscirai più per il resto della tua vita.

Perché poi le gambe non ti bastano più, e radi al suolo baffetti, sopracciglia, braccia, pancia, schiena, ascelle e pube, insomma, una vera e propria negazione del proprio corpo di donna scimmia per tornare ad avere la pelle liscia e morbida come da bambina.

Agli uomini non piace la donna ispida.

Quando le foglie di fico finirono, dio creò il pelo, e eva e adamo ne furono felici.
Cos’è cambiato fino ad oggi?

Quello che i genitori dicono

 

Ci sono delle cose che i genitori non dovrebbero mai dire ai loro piccoli pargoletti. Nel tentativo di introdurre i propri microscopici mostriciattoli nella vita sociale, tenendoli pur sempre al sicuro dai tanti pericoli, o di legarli all’alveare materno con teneri escamotages, spesso si ricorre a fanciulleschi luoghi comuni che altro non fanno che creare paure e convinzioni errate. Misantropia, xenofobia, stravolgimento della realtà: le conseguenze sono tante e irreversibili e li accompagneranno fino alla morte. Ma passiamo alla nostra rassegna:

– “Ti do all’uomo nero che ti tiene un mese intero”: Bene, benissimo. Cosa può terrorizzare di più un bambino dell’essere strappato dalle accoglienti braccia materne da un omaccione di colore? Il presunto ragazzino crescerà con il terrore di tutti i neri. Li vedrà sempre come una razza di ladri e rapitori, non comprendendo che quelli, in realtà, sono gli zingari. Magari un giorno qualche professore a scuola proverà a spiegargli che tutti siamo uguali, che l’anima è la stessa e che tutti, bianchi o neri, possono essere buoni o cattivi. E il bambino ci crederà, almeno fino a quando non scoprirà l’esistenza di Balotelli.

– “Ti ha portato la cicogna”: Poi ci si domanda come mai i bambini crescano confusi e insicuri. Portarsi sulle spalle il peso di non aver mai conosciuto il pennuto che ti ha generato apre una ferita difficilmente risanabile. Passare intere giornate con lo sguardo rivolto al cielo nella speranza di beccarne uno, invece, fa sembrare un po’ coglioni.

– “Ti ho trovato sotto a un cavolo”: Qui si stravolgono addirittura le dimensioni, specialmente con le bambine questo errore non andrebbe commesso. Come può un neonato essere nascosto da un cavolo? Per non parlare degli effetti che avrà sulla dieta del piccolo, non vorrà mangiare mai quel coso verde che per tanto tempo l’aveva tenuto in ostaggio e tanto meno le sue complici amiche verdure. Bravi, tenetevi i bambini obesi.

– “Ti abbiamo comprato a Forcella”: questa credo, e altrettanto fortemente mi auguro, sia un’esclusiva dei miei genitori che, dolci e amorevoli, si divertivano a indispettirmi disconoscendomi. Tutto questo sotto lo sguardo complice delle mie sorelle le quali, sghignazzando, mi chiedevano quale altra spiegazione avrei potuto dare alla mia poca somiglianza con il resto della famiglia (fino alla mia nascita la sconvolgente bellezza e l’assoluto fascino non era cosa poco nota a loro). Inutile spiegare come camminando per il centro storico di Napoli non mi senta molto protetta. Quindi se canto “Vesuvio lavali col fuoco” o li prendo per il culo perché non vincono mai un cazzo, non sono cattiva io, ho solo avuto un trauma infantile.

– “Non toccare, quella è cacca”: frase usata per tenere lontani i bimbi da cose e/o elementi pericolosi. In primis, credo sia sbagliato legare l’immagine della naturalissima popò a un qualcosa di malvagio. Un esempio è quello del fuoco dai quali i bambini sono attratti. Per evitare che si trasformino in una torcia vivente, si opta per convincerli che la fiamma equivale alla cacca, e che siete matti a dirgli semplicemente che brucia!. Poi non lamentatevi se proveranno a cucinare con i loro piattini-giocattolo sugli escrementi del vostro cane o, ancora, se tenteranno di usare il loro sederino come un lanciafiamme.

 

 

I Corn Flakes sono antiafrodisiaci

Mezzo litro di mate speravo bastasse a tenermi concentrata per un paio d’ore. Ma forse prima del rito devo essere stata un po’ imprecisa, il libro sta aperto alla stessa pagina da prima di pranzo.. presumo sia controproducente ma inevitabile.
Mi è sembrato un buon incipit per attaccare bottone con il disgraziato di turno, ma a quanto pare opterò per una distruzione di coglioni di massa.

Voi tutti dovete sapere che l’amore vero esiste (come inizio è ottimo), ma dura solo due mesi (a me l’ha rivelato una persona seria, fossi in voi non riderei), ma non si sa quando inizia né quando finisce, che sintomi dia o che volto abbia, insomma un po’ come dio.
Porco Amore! suona anche una merda.

Quindi se iniziate ad avere seri problemi con l’altro sesso, non avete motivo di sfondarvi il fegato davanti a un Martini bianco, rischiando magari anche di ingoiare il nocciolo dell’oliva (il Campari è superiore!).
Per rispetto verso il patrimonio economico che scialacquate ogni fine settimana, sarebbe buona abitudine bere felici e magari in buona compagnia, che non guasta.
Se siete depressi o delusi, per una sera statevi a casa e abbuffatevi di Corn Flakes.

Proprio così, i Corn Flakes sono ricchi di fibre, potete divertirvi a mangiarli con gli Smarties, nel vasetto di yogurt o affogarli in una possente tazza di latte, aiutano ad iniziare/finire bene la tua giornata, e scoperta del secolo: SONO ANTIAFRODISIACI.
Esatto.

E’ logico! se stai male, la tua preoccupazione deve essere spegnere i tuoi bollenti spiriti, non fare il pieno per la serata, ubriacarti fino alla morte e sbiascicare nell’orecchio dei tuoi amici “Tu non capisci, io lo aaaaaaaaaaaaaaaaaaamo”. No! Non esiste! E’ da bimbiminkia. E i tuoi amici non lo meritano.
E poi si sa che se bevi a schifo, la voglia di copulare aumenta, e se non puoi copulare, poi ti vien voglia di imprecare.

Basta, ho finito.
Siate felici, fate tanto sesso, non vivete di false illusioni e bevete tanto mate.

Chiwy