
Prosegue dalla prima parte.
Le elezioni più insicure del mondo: la grottesca realtà dell’espressione del voto negli Stati Uniti d’America. Cosa facciamo in Italia -ma praticamente ovunque- e cosa fanno loro. Perché nessuno ne parla mai? La agevolissima e già istradata contestazione dei risultati.
Tutte le grandi nazioni ‘partecipano’ a loro modo, secondo le loro possibilità, all’elezione della persona più potente della Terra. Così è sempre stato, così sarà. L’equilibrio ideato a Yalta s’è consumato: Il mondo ai ferri corti va allo scontro a casa degli americani, secondo ciò che resta del ‘Grande Gioco’. Chi la fa l’aspetti.
Spoglio contestabile in ogni caso, pressioni di potenze straniere, guerra mondiale a media intensità. Perché l’opzione di un tormentato post 4 Novembre e persino di una guerra civile, per nulla estranea al DNA statunitense, sembra possibile. Le avvisaglie.
Le elezioni più insicure del mondo: la grottesca realtà dell’espressione del voto negli Stati Uniti d’America
Considerato quanto già avvenuto nel 2020 e quanto potrebbe accadere nel 2024, è meglio chiarire subito un punto: le elezioni americane non possiedono alcun requisito che possa consentire di definirle sicure, tantomeno ‘le più sicure della Storia’. Poco importa l’attuale Presidente Joe Biden abbia detto esattamente l’opposto, 4 anni fa: del resto è stato appena sostituito in corsa da Kamala Harris a causa delle deboli capacità cognitive. E’ più grave che questa falsità, ovviamente interessata, la abbiano ripetuta incessantemente e senza remissione tutti i giornalisti, gli analisti, i politici, le commissioni, gli enti e le accademie dell’Occidente. Nessuno escluso.

Perché possiamo essere così tranchant? Se proseguite nella lettura -cosa che sconsiglio caldamente a chi vuol credere ancora a Babbo Natale- e avete un briciolo di onestà intellettuale, ne sarete presto persuasi anche voi. Continua a leggere










