PREMESSA: non sono esperta di serie, di fantasy, di giochi di ruolo e il fatto che mi sia appassionata a #strangerthings è già un bel successo![]()
CONSIDERAZIONI LIBERE:
– difficile scrivere un finale, figuriamoci quello di una serie così. È il miglior finale possibile? A ognuno i suoi ragionamenti, e il suo cuore. È coerente con l’idea forte di narrazione che hanno avuto i Duffer fin dall’ inizio, come le scelte dei personaggi sempre credibili e ben strutturati elementi calamita con la sottoscritta.
– la centralità del raccontare storie apre e chiude la trama: come gioco, come modo di stare insieme ma anche come vita che ci si racconta per poterla accettare e celebrare (d’altronde il momento di neverending Story è stato epico nelle stagioni precedenti). Le storie che analizzano, inventano la realtà e le vite che hanno diritto al racconto.
– l’amicizia oltre le differenze come valore primario, il riscatto di chi sceglie di essere fuori dalla massa e lo continua ad essere. E soprattutto, in un’epoca di indivudualismo come la nostra, il gruppo, essere comunità che vince su tutto.
– I mostri da combattere alla fine sono sopratutto interiori, creati nel nostro inconscio da esperienze, pensieri e considerazioni su di noi nati dagli sguardi altrui, traumi.
-L’elaborazione del trauma e delle paure come vero viaggio.
– il ruolo delle madri, forte e determinante, ovviamente commovente.
– il ruolo dello spettatore: la quarta parete è abbattuta e allo spettatore è chiesto di credere a quel che ritiene o, meglio, sente.
– un finale parziale che apre la possibilità di nuove strade narrative e che lascia qualcosa di irrisolto (evocato nella cross medialità scelta come nel caso dello spettacolo teatrale).
– la musica che vince e ti trova sempre
– il cerchio che si chiude perché è una storia di formazione e i bimbi crescono, passano il testimone e si chiudono anche gli anni 80… L’epilogo tra piazza Tienanmen e il muro di Berlino, il mondo non sarebbe più stato lo stesso.
– Ne consegue una grande nostalgia: nella scena finale dello scantinato dove si gioca l’ultima partita, si chiude una porta che non è solo fisica. Tutti abbiamo un momento esatto in cui la porta sull’infanzia si è chiusa per sempre e sappiamo che da quel momento non si torna più indietro, come per i personaggi della saga. Così come loro sono cresciuti, anche le nostre vite sono cambiate in quasi 10 anni di stagioni tv.
– la centralità della radio
– i miei personaggi. Robin e il suo essere se stessa, Max e la sua lotta con i pensieri negativi, Dustin e Steve per il loro arco di sviluppo e cambiamento.
– il dubbio dei meravigliosi titoli di coda: se fosse tutto un grande RPG?![]()
CONCLUSIONE siamo stati spettatori arrivati solo alla quarta stagione ma non è stata solo una visione collettiva e condivisa con amici e in famiglia. Era da Twin Peaks che non mi accadeva
ho anche pianto , mi mancherà ![]()
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