
Quando ero giovane, come si suole dire, durante gli anni universitari fondai con mio fratello e un suo amico una fanzine. Si parlava di giochi di ruolo e di boardgame e usciva, inizialmente, mensilmente, per poi assestarsi su una periodicità basata sul portarla alla mostra di Lucca Comics & Games (quindi semestrale e poi annuale).
L’esperienza fu, come per molte delle cose che ho fatto nella mia vita, divertente, stressante e priva di qualsiasi guadagno dal punto di vista economico, ma sufficientemente ricca di guadagno dal punto di vista pratico e di amicizie.
Nella delirante fase organizzativa della fanzine (che, comunque, realizzo ora, andò avanti per almeno cinque anni) ci fu ovviamente da scegliere il titolo e alla fine la spuntò Alter Ego, per tutta una serie di ragioni con cui non voglio annoiarvi (vi ho sentito che dite “grazie a Dio”, sa?).
Il titolo della fanzine, cosa che probabilmente non sanno manco i miei due soci, mi è sempre rimasto appiccicato tanto da usarlo ogni volta che mi serve un nome per un progetto temporaneo o per qualche struttura in qualche videogioco scemo (tipo mi ricordo che quando giocai a The Movies, la mia casa produttrice era la Alter Ego Productions).
Questo ci porta a oggi e alla mia assoluta incapacità di stare tranquillo e fermo sul posto quando posso complicarmi la vita. Un giorno, mentre andavo al lavoro, ascoltavo il podcast dell’ottimo Jonah Babins, Discourse in Magic, nel quale intervista una lunga serie di maghi sulla loro esperienza con la magia. Jonah (che, per rispettare i cliché, è canadese e di una gentilezza straordinaria) ha impostato il podcast s uno stile molto tranquillo, il genere di chiacchierata che faresti con qualcuno, seduto a un tavolo mentre bevi un caffè o una birra, e oltre a parlare di magia, parla di come questa sia arrivata e abbia cambiato la vita dell’interlocutore.
Essnedo che da qualche anno ho ripreso ad appassionarmi di giochi di ruolo, si è risvegliato in me il desiderio di parlare con coloro che avevo conosciuto ai tempi della fanzine per vedere in che modo si fosse evoluto il mondo del gioco durante gli anni (che sono, inutile negarlo, molti). Ho quindi steso una lista di nomi e, mentre lo facevo, ho aggiunto nomi di persone che non conosco e che chiamo “della nuova guardia”, e cioè molto più giovani di me, cresciuti in un mondo in cui il gioco di ruolo non era visto come una cosa imbarazzante come negli anni ’80 (o almeno considerato meno imbarazzante di allora) ed era più facile da reperire. Ed è lì che il podcast ha cominciato a prendere una strada leggermente diversa e cioè essendo partito da “vediamo un po’ come si è evoluto il GDR dagli anni ’80 a oggi” a “dimmi come lo hai conosciuto, come ha cambiato la tua vita e, soprattutto, dove pensi si trovi, in questo momento, questo hobby così desueto eppure nel mezzo di una delle sue età dell’oro”.
Le interviste sono state divertenti, gli intervistati tutti gentilissimi e interessanti e non vedo l’ora di sentire cosa diranno gli altri. Poi è cominciata il momento di montare gli episodi (cosa che ha richiesto la necessità che il panic monster entrasse in azione) e ora siamo qui, al momento del lancio.
Si chiama “Alter Ego – Un podcast sul gioco di ruolo” e uscirà ogni mercoledì mattina, sulle principali piattaforme di streaming (spero, devo riuscire a capire pure io se è vero, al momento lo trovate su Substack, Spotify e Apple Podcast). Mercoledì 21 ci saranno i primi tre episodi e poi ne uscirà uno al mese. Oggi potete trovare il trailer.
Con tutti i suoi limiti tecnici e di tempo, al momento lo amo molto, perché ha dentro quello spirito fanzinaro che mi porto dietro dagli anni ’90 e quindi, ecco, bene così. Spero che lo ascolterete e che vi piacerà e, se vi piacerà, che ne parlerete ad altre persone che lo ascolteranno e, se gli piacerà, che ne parleranno ad altre persone e così via.
Non so bene dove andrà questo esperimento, come non lo sapevo quando aprii la fanzine. Ma è bello fare qualcosa di nuovo ed è bello risentire voci di persone che conosci da anni e quelle di persone che non conoscevi e che si rivelano essere piacevoli. Spero sarà bello anche per voi.







