Calendario dell’ Avvento 2024
Inizio oggi, domenica 1 dicembre 2024: sulla mappa degli Stati Uniti d’America si colora uno Stato, ne potremo colorare 24: uno al giorno nell’attesa del Natale. E gli altri? vedremo 😉
New York è una finestra senza tende di Paolo Cognetti.
Con questo libro inizia l’attesa della Grande Nascita che ci impegna sempre tanto materialmente, ma forse non altrettanto spiritualmente, forse.
Dunque ogni giorno uno Stato, un libro o un autore conosciuti nel corso del 2024 e che mi stanno facendo “scoprire l’America”.
Anche gli Stati Uniti d’America hanno storie di bisogni, sogni e attese che sanno parlare alla nostra anima. Io ci provo dunque a rievocarle un po’ al giorno in questo ultimo periodo dell’anno.
“I profughi che arrivano dall’Europa, ebrei russi, italiani del sud… superate le ispezioni sanitarie di Ellis Island andavano ad abitare in un tenement, caseggiato popolare senza balconi o cortili, cinque piani, otto metri per trenta, quattro famiglie per piano. Io le trovo bellissime e struggenti. È impossibile vivere in un caseggiato popolare senza trovarsi tra i piedi gli scarafaggi e le tragedie altrui.” (pag. 94)
Lo Stato dove sbarcavano questi migranti di cui ci racconta Cognetti è lo stato di New York, e il porto è proprio quello della Grande Mela dove la visione della famosa statua della Libertà alleggeriva i loro cuori.
Allora oggi 1 dicembre “accendiamo di colore” lo Stato di New York!
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Giorno dopo giorno aggiornerò il calendario che condividerò su Facebook, e al termine lo raccoglierò qui sul mio blog “Alicemate”. Intanto sto predisponendo anche il Presepe

E siamo al 2 dicembre
Ambientato in Pennsylvania, Corrado Augias scrive un intero capitolo in I segreti di New York raccontando le vicissitudini di un uomo dal cuore di ghiaccio. Si tratta di Henry Clay Frick (1849-1919), uno dei fondatori del capitalismo americano. (da pag. 74)
La prima vera attività di Henry C. Frick sono le miniere di estrazione e poi i forni di cottura per produrre il coke, combustibile per gli altiforni.
I turni in fabbrica sono massacranti. Si lavora tutti i giorni per dodici ore: dalle 6 alle 18 e viceversa. Le uniche feste riconosciute durante l’anno sono il giorno di Natale e il 4 luglio, anniversario dell’Indipendenza.
Frick vuole dunque battaglia ma i sindacati non sono da meno… All’alba di lunedì 30 marzo 1889 un migliaio di scioperanti, quasi tutti immigrati, tra di loro molti che capiscono a stento l’inglese, danno inizio ai tumulti. Le guardie ordinano di fermare la marcia…
3 dicembre
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3 – Connecticut
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casa Harriet Beecher Stowe
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casa Mark Twain
Siamo nel Connecticut, luogo di nascita dell’autrice di La capanna dello zio Tom
Ancora su I segreti di New York di Corrado Augias, a pag. 7
“alle radici del movimento abolizionista americano c’è anche “La capanna dello zio Tom” di Harriet Becker Stowe (1811 -1896), che contribuisce alla diffusione popolare delle idee democratiche e antischiaviste.”
La città di Hartford, dove visse Harriet B. Stowe, la capitale del Connecticut, pare fosse la più ricca d’America e lo fu per decenni, dopo la guerra civile, nella seconda metà dell’Ottocento, quando divenne anche un centro di vivace vita intellettuale, religiosa e progressista. Hartford aveva anche numerose industrie, come quelle della sete e delle armi, e soprattutto quella dell’editoria. Fu proprio grazie a quest’ultima, che la città fondata nel 1635 da un centinaio di pellegrini puritani dissenzienti attrasse due dei più importanti autori della storia letteraria americana: Harriet Beecher Stowe e Mark Twain. Oggi le loro case sono diventate musei, e testimoniano di quanto viva e felice fu la loro vita in quegli anni.
4 dicembre
Nei programmi avrei voluto portarvi nella Capanna dello zio Tom ma, accidenti, stasera ho appena terminato la lettura di FIESTA – Il sole sorge ancora– di Ernest Hemingway (1899-1961), il famoso scrittore americano, nato in un sobborgo di Chicago nello stato dell’Illinois, e dai che allora ci spostiamo nell’Illinois, ancora nella regione dei grandi laghi?
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4 – Illinois
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In questo romanzo niente America, siamo in Europa: in Francia, in Spagna, fra feste, giochi, sogni, amicizie generose ma a volte opprimenti, innamoramenti non privi di tensioni, ma dove la libertà nelle relazioni sembra ancora oggi un’illusione. Insomma parliamo della grande Fiesta e di innumerevoli fieste.
Anche il Natale è una grande Festa, come tale porta gioie, emozioni, speranza e delusione, tristezza e dolcezza.
Allora accendiamo l’Illinois in onore al grande scrittore americano che tanto credette e raccontò la libertà, la giustizia e la bellezza.
5 dicembre
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5 – Kentucky
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Ed eccoci dentro alla narrazione di Harriet Beecher Stowe: La capanna dello zio Tom.
Accendiamo il KENTUCKY da dove ha inizio questo romanzo.
“Nell’avanzato pomeriggio di una rigida giornata di febbraio, due signori se ne stavano seduti a bere vino in una elegante sala da pranzo nella città di P., nel Kentucky…. Infervorandosi a discutere con molto calore un affare importante.
– Eppure Haley, le assicuro che Tom è un tipo fuori dal comune; vale certamente quella somma…
La capanna dello zio Tom era una piccola abitazione di tronchi d’albero costruita accanto alla “casa”, come il negro usa designare -per antonomasia- la dimora del padrone.
Entriamo nella capanna… e zia Chloe è assorta a seguire certa frittura che sfrigola in padella…”
(pag. 9 e pag. 31)
6 dicembre
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6 – Louisiana
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Film del 1963
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Tom nel film
Tom, è stato venduto e lo stanno portando nelle grandi coltivazioni al sud che tanto timore incutono negli schiavi, lascia la sua capanna, moglie, figli e amici.
“Lo troviamo sul ponte affollato del piroscafo sul Missisippi, fra le onnipresenti balle di cotone… Quando sembrava che non ci fosse altro da fare, si arrampicava in un angoletto e si sprofondava nello studio della Bibbia. Non sapeva scrivere, era un lettore lento e laborioso, avenso imparato a leggere tardi.
Il giorno dopo, in una giornata calda e soffocante, il piroscafo giunse a New Orleans (pag. 180 -186)
Siamo in Louisiana, la raggiungiamo seguendo il fiume e l’accendiamo, graffiandola.
Ah, ho visto il film: La capanna dello zio Tom, solo al termine della lettura, per vederlo anche con gli occhi e ascoltare con le orecchie, ma immaginare sulle parole dell’autrice è meglio!
7 dicembre
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nell’Ohio
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attraversando il fiume
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7° giorno
L’unica salvezza per sfuggire alla schiavitù era la fuga, ma era quasi impensabile riuscire a raggiungere il Canada per essere in salvo. Oltre a Tom anche per il piccolo della schiava Eliza era stata decisa la vendita, separandolo anche dalla madre. Ma Eliza lo scopre e la notte precedente fugge col piccolo verso il Canada. Prima dovrà raggiungere lo stato dell’Ohio attraversando il fiume omonimo che lo divide dal Kentucky.
“ -Ed Elisa?
-Ebbene, padrona… Lizzy è entrata nello stato dell’Ohio passando il fiume in modo così straordinario…
-Ebbene, padrone, l’ho vista io con i miei occhi traversare il fiume sui ghiacci galleggianti… e ho visto un uomo che l’aiutava a risalire la riva dell’Ohio” (pag. 93, 94 da La capanna dello zio Tom)
Accendiamo dunque l’Ohio per seguire la giovane mamma col suo bimbo nel pericoloso viaggio verso la libertà.
8 dicembre
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in Canada!
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sul lago
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all’8 dicembre
Eliza col figlioletto ha ritrovato suo marito, anche lui schiavo in fuga dai maltrattamenti, e insieme devono superare l’ultimo ostacolo: attraversare il lago Erie, e raggiungere il Canada.
– Quel giovanotto e quella ragazza farebbero bene a sbrigarsi ad attraversare il lago. E badate che abbiamo degli agenti a Sandusky che sorvegliano tutti i vapori per noi…
George guardava la moglie occupata a rivestire la bella e slanciata figura di spoglie mascoline con le quali la sua fuga sarebbe stata più sicura. … il battello si avvicinava alla piccola città di Amherstberg nel Canada. Chi potrebbe descrivere la beatitudine di quel primo giorno di libertà? (pag. 465-470 La capanna dello zio Tom)
9 dicembre
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9 – Minnesota
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dal film: Z l’inizio di tutto
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in lettura
E dopo gli ultimi viaggi degli schiavi, viaggi di obbligata obbedienza e forzata fuga, ci prendiamo una giornata di leggerezza, di mondana gioiosità in cui poter attivare sentimenti e passioni più umane e spensierate, di cui ci racconta Francis Scott Fitzgerald in Tenera è la notte, che sto leggendo ora.
“Dich Diver, lui era completo. Rosemary lo ammirava in silenzio. … La sua voce, percorsa da una lieve melodia irlandese, corteggiava il mondo. … sentiva in lui uno strato di durezza, di autocontrollo e di autodisciplina… Oh, le piaceva, e Nicole udì il lieve sospiro per il fatto che era di un’altra.” (pag. 24-25)
Questo scrittore, che visse e poi scrisse con tanta passione e libertà grazie all’amore travolgente della sua Zelda, nasce a Saint Paul la capitale del Minnesota, quindi con lui accendiamo il Minnesota, che si aggancia al Canada e lo fiancheggia con corsi d’acqua, baie e laghi.
10 dicembre
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10 – Massachusetts
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“Un Natale senza regali non è Natale!” brontolò Jo, sdraiata sul tappeto.”Che tristezza essere poveri!” sospirò Meg, guardandosi il vestito.
“Non è giusto che ci siano ragazze che hanno un sacco di cose e altre niente!” aggiunse indignata la piccola Amy.
“Ma noi almeno abbiamo i nostri genitori e ci vogliamo bene” osservò Beth.
-anche se ognuna pensò che il babbo era lontano, alla guerra-
(dall’incipit di “Piccole donne” di Louisa May Alcott 1832-1888)
Il romanzo Piccole donne è ambientato al tempo della Guerra di Secessione che porterà all’abolizione della schiavitù negli Stati Uniti (1865). La storia si svolge a Concord nel Massachusetts, dal Natale 1861 al Natale successivo.
Accendiamo dunque il piccolo MASSACHUSETTS.
11 dicembre
– Prima di tutto – disse (Atticus, il padre della piccola Scout) – se riesci a imparare un trucco semplicissimo, Scout, andrai molto più d’accordo con tutti. Non possiamo mai capire veramente una persona finché non consideriamo il suo punto di vista… finchè non ci mettiamo nei suoi panni e non andiamo un po’ in giro così.
(da Il buio oltre la siepe, pag. 43, di Harper Lee (1926-2016)
Autrice una donna. Narratrice una bambina. Ma l’eroe è il padre e giudice che insegna il coraggio per combattere la paura del diverso, non solo per il colore della pelle, anche se in questo romanzo è quello più evidente e tragico. Succede negli anni 50, in Alabama, nel sud degli States, dove anche l’autrice è nata e vissuta. Accendiamo dunque l’Alabama.
12 dicembre
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12 – Kansas
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i due amici in Kansas
Harper Lee nel suo romanzo autobiografico Il buio oltre la siepe, di cui ho parlato ieri, ha anche un amico per la sua piccola Scoult, un amico un po’ strano ma anche speciale, e leggo che si tratta di un reale amico della scrittrice, il famoso Truman Capote. Non ho letto nulla di lui, ma decido di guardare il film Truman Capote-A sangue freddo, tratto dal suo romanzo innovativo, un reportage narrativo: A sangue freddo. Questo romanzo è ambientato in Kansas, dove avvenne un atroce omicidio nel 1959 e Truman per sei anni lavora alla ricerca di capirne le ragioni, aiutato (udite udite) dalla sua amica d’infanzia Harper Lee. Ebbene il film l’ho visto, ma non so se leggerò il libro. L’esperienza di Truman è terribile: così tremendamente lucido e squassato di fronte alla morte violenta, prima di quella irrazionale delle vittime e poi di quella logica e programmata dei colpevoli. Eppure quanta violenza anche oggi come in ogni tempo. Per ora accendiamo il Kansas.
Siamo pronti per la California? Io da tempo la penso, ma è tanto lontana!
E allora eccomi lungo il fiume Salinas con “
Uomini e topi” di
John Steinbeck. Il suo primo romanzo che leggo: bello, breve, la storia cruda di un’amicizia così forte e speciale che parrebbe possibile solo all’amore di una madre. Ci mostra la durezza di vite nella diversità, nella povertà, nella difficoltà. Ma l’amicizia è di una ricchezza da vero Natale.
– Dì ancora- disse Lennie – Come sarà un giorno. Avremo un pezzetto di terra.
– Avremo una mucca – , riprese George – Forse avremo il maiale e le galline… e in fondo alla piana… un pezzo di alfa.
– Per i conigli, – urlò Lennie
– Per i conigli – ripetè George
E i topi? Beh ci sono anche loro, poverini!
Accendiamo la California, che con la sua bellezza pare il prototipo della Valle Incantata, della Terra Promessa.
Ah, c’è anche il film, molto fedele al libro, ma come sempre le immagini corrono troppo.
14 dicembre
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14 Oklaoma
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Route 66
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con la mamma
Accendo l’ Oklahoma! Da lì prende vita un romanzo stupendamente raccontato da John Steinbeck, ma poi, sulla lunga “Route 66” ci ritroveremo in California!
Un uomo con un trattore può prendere il posto di dodici o quattordici famiglie. …
– Dovete lasciare la terra.
A quel punto gli uomini accoccolati si alzavano in piedi furibondi. …
E le donne si voltavano in fretta e tornavano in silenzio verso la casa… e si rimettevano al lavoro. ma senza mai perdere di vista gli uomini accoccolati nella polvere – confusi e assorti- … Non mi va di morire di fame senza ammazzare l’uomo che mi fa morire di fame.
(da Furore di John Steinbeck (pag. 46/59)
e alla fine una commuovente separazione:
Ma’ : – Come faccio a saper che ti succede!
Tom: – non importa. Io ci sarò sempre nascosto e dappertutto. Dove c’è qualcuno che lotta per dar da mangiare a chi ha fame, io sarò lì. Dove c’è uno sbirro che picchia qualcuno, io sarò lì. … sarò negli urli di quelli che si ribellano… e sarò nelle risate dei bambini quando hanno fame e sanno che la minestra è pronta. E quando la nostra gente mangerà le cose che ha coltivato, e vivrà nelle case che ha costruito… be’ , io sarò lì. Capisci?
(da Furore pag. 584)
15 dicembre
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15 New Mexico
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Sulla 66
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Soste alle bettole
La Route 66 è la principale strada migratoria, dal Missisippi a Bakerofield, inerpicandosi su per le montagne, superando valichi e planando nel deserto, di nuovo le montagne fino alle ricche valli della California. La 66 è la strada madre, la strada della fuga. Lungo la 66, le bettole… Baracche di legno e lamiera.
Fusi in una sola unità, i Joad e i Wilson arrancavano verso l’Ovest… e l’Oklaoma ormai alle spalle.
E finsce il Texas,. poi il New Mexico, le montagne.
Non erano più contadini, erano emigranti. L’uomo che aveva imparato a ragionare in ettari viveva di anguste miglia di asfalto.
(da Furore di John Steinbeck pag. 165… 274)
16 dicembre
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16 – percorrere l’Arizona
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ponte sul fiume Colorado
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guardado la California
Procede il gravoso viaggio della famiglia Joad, scacciata dalle terre conquistate dai loro nonni, imbrogliata da un nuovo sogno, il sogno della California, del buon clima, del buon raccolto, del facile lavoro.
… quando albeggiò videro sotto di loro il fiume Colorado. Proseguirono fino a Topock , si fermarono al ponte… Poi percorsero il ponte e arrivarono al deserto di roccia. Pa’ disse – Ci siamo… siamo in California! I vigneti, i frutteti
– C’è ancora il deserto – disse Tom.
Accendiamo l’Arizona e via verso l’agognata California!
Attraversarono Tehachapi e poi… di colpo videro la grande vallata sotto di loro. Al pestò sul freno e arrestò il camion in mezzo alla strada, e – Cristo santo! – disse. I vigneti, i frutteti, la grande vallata verde, morbida e rigogliosa, i filari d’alberi e le fattorie. …
– Ma’ vieni a vedere. Siamo arrivati!
– È la California.
Scesero a terra. E lì rimasero, muti. – Sia lodato Iddio! La famiglia è arrivata.
(da Furore, pag. 282, 316… 320)
17 dicembre
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17 Canada Yukon
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il romanzo
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17 – Zanna Bianca con mamma e papà
Ora lasciamo la famiglia dei migranti di Furore a cercare una sistemazione in California, terra del suo autore Steinbeck, ma luogo di nascita anche di Jack London, lo scrittore di Zanna Bianca, il famoso romanzo per ragazzi, ma non solo.
Pronti a vagabondare con il giovane London che sale fino al Nord del Canada, nella valle del Klondike coi cercatori d’oro, i gelidi inverni e le slitte da cani. Sarà proprio da queste terre che avrà il materiale per molti suoi racconti e romanzi.
Quindi eccoci nello Yukon, al Nord del Canada, ai confini con l’Alaska, con Zanna Bianca, per un quarto cane e tre quarti lupo.
– è la lupa- sussurrò Bill – Strano colore per un lupo, non ne avevo mai visti di rossi fino ad oggi. Ha persino una sfumatura color cannella. – Sembrerebbe un grande husky da slitta.
(da Zanna Bianca di Jack London -1876/1916- pag 21)
Questa lupa sarà la mamma di Zanna Bianca, che era per metà cane, mentre suo padre era lupo. Nato libero si addomesticherà dopo innumerevoli disavventure, anche lui in California!
Per ora siamo al Nord e incontriamo sua madre, poi il vecchio e forte padre, ed eccolo unico supestite della cucciolata, che un piccolo indiano chiamerà Zanna Bianca per il colore della sua forte dentatura. Presto sarà solo ad affrontare il mondo e le difficoltà che lo renderanno diffidente, silenzioso, sensibile e fortissimo.
” Era l’estate del 1898 e migliaia di cercatori d’oro risalivano lo Yukon fino a Dawson e al Klondike.
A Fort Yukon, Zanna bianca vide perr la prima volta gli uomini bianchi…
(pag 129)
18 dicembre
Sempre in Canada con London, ci spostiamo dallo Yukon ai Territori a Nord-Ovest alla ricerca della sopravvivenza in queste vaste terre desolate, dove i fiumi guidano e a volte una baleniera pare un sogno. Ma chi si salverà? L’uomo o il lupo?
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18 Canada, Terr.nord-ovest
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18 – L’amore della vita Una nave?!
“Con deliberata lentezza, senza alcuna concitazione o qualcosa di più di un distratto interesse, seguì il corso di quel torrente sconosciuto sino all’orizzonte, e lo vide sfociare in un mare chiaro e scintillante. Rimase ancora impassibile. Piuttosto insolito, pensò, una visione, o un miraggio… probabilmente uno scherzo della sua mente sconvolta. A conferma era la vista di una nave all’ancora in mezzo a quel mare luccicante. … Sentì dietro di sé uno sbuffare… a meno di una ventina di passi, vide la testa grigia di un lupo. … Sembrava malato. … fosse quella la realtà? Quel fiume largo e tranquillo era il Coppermine. Quel mare luccicante era l’Oceano Artico. Quella nava era una baleniera…”
(pag.51, 52, 53 di L’Amore della vita, racconto di Jack London)
19 dicembre
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Alaska, alla foce dello Yukon
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19 -Negore il vile (Negore e Oona)
Oggi ci spostiamo a est del Canada, in Alaska, nella zona del delta del fiume Yukon, sullo stretto di Bering. Questa terra ora fa parte degli Stati Uniti, ma nel racconto di London Negore il vile, ambientato nel 1850, era occupata dai Russi che depredavano le terre agli indigeni, gli indiani d’America. In questo racconto breve si sente la forza delle passioni che nelle difficoltà possono diventare folli ed eroiche
– Sei un uomo coraggioso Negore, – la sentì dire al suo orecchio. – Sei il mio uomo Negore.
(pag.92 di Negore il vile, racconto di Jack London)
20 dicembre
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20 Hawaii
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Le ossa di Kahekili, questo racconto è ambientato nelle isole Hawaii, altro luogo del cuore di Jack London. Qui dimentichiamo i ghiacci del nord di Zanna Bianca e i racconti di cercatori d’oro e ci godiamo un clima mite, dolce e temperato, come il carattere degli abitanti, che hanno ormai abbandonato alcune terribili tradizioni sacrificali. Di una di queste primitive usanze, London ci narra in questo racconto, attraverso le parole di un vecchio servo sopravvissuto alla morte per un puro accidente.
Quindi accendiamo le Isole Haway, che sono parte degli Stati Uniti, anche se hanno una buona dose di Oceano Pacifico che le separa.
“Quando quella notte trapelò la notizia della morte di Kahekili, tutti corsero a rifugiarsi nelle capanne nella speranza di sfuggire al sacrificio umano.
Dunque le ossa di Kahekili sono …
Porta un bicchiere di latte e gin per il vecchio Kumuhana.”
(pag.82, 104, 106 del racconto Le ossa di Kahekili di Jack London)
21 dicembre
21 Texas
E ora qualche info giornalistica dal gettonatissimo Francesco Costa del Post. Nel suo libro California – La fine del sogno – ci porta a seguirlo in Texas. Come mai? I californiani, negli ultimi anni, sono costretti ad abbandonare la loro felice e prodiga terra e rifugiarsi negli stati vicini, in particolare in Texas. Perchè? Non solo per vedere i pipistrelli al ponte, il Congress Avenue Bridge, non perchè a loro piaccia la musica dal vivo che si gode ad Austin, ma perchè in California è diventato impossibile avere una casa e una vita, oltre al lavoro. Ecco la migrazione dalla California al Texas tale da sembrare una colonizzazione dei ricconi della Bay Area. Austin, ma non solo lei, in Texas si sta espandendo, costruisce anche in verticale per accogliere i Californiani in cerca di case, ha lo spazio e la volontà per farlo, non lascia la gente senza tetto!
“Ah, le scuole pubbliche in Texas sono ottime, soprattutto nelle grandi città. E poi c’è la questione delle tasse. Le tasse statali sul reddito, che in California sono le più alte degli Stati Uniti, in Texas semplicemente non esistono.” (pag. 171 di California di Francesco Costa)
Coloriamo dunque questo Texas liberale e accogliente.
22 dicembre
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22 – Cuba
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Torniamo da Ernest Hemingway, Premio Nobel nel 1954 con Il vecchio e il mare e siamo a Cuba, non è parte degli Stati Uniti, ma siamo stati anche in Canada con London, quindi ci concediamo qualche scappatella.
Hemingway si innamora di Cuba e là si traferisce nel 1952 fino alla fine degli anni. Ha conosciuto pescatori e ha pescato molto, anche a lui i pescecani hanno divorato un grosso tonno, e un pesce spada gli è fuggito dopo due ore che lo aveva arpionato sotto la pioggia…
Hemingway in questo romanzo breve unisce arte e natura, poesia e realtà.
(dalle note di Ferdinanda Pivano)
23 dicembre
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23 Washington
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L’autore di questo libro, Un italiano in America, è Beppe Severgnini, che racconta la sua esperienza vissuta a Washington per un anno intero nel 1994-95. Si tratta di Washington città, non dello Stato, ma di una città speciale, che la si considera indipendente come uno Stato: è la capitale degli Stati Uniti d’America.
Severgnini sa essere spiritoso, e pare che l’ironia non sia un pregio degli americani, più attenti a semplificare e ridurre; liberamente rispettosi e concreti, efficienti e “in campana”.
“Ho trascorso dodici mesi in una casetta di Georgetown, un vecchio quartiere dove Washington diventa una città normale. (pag. 9)
Le festività, in America, sono i totem intorno ai quali balla una tribù soddisfatta.
Accade certamente a Natale.” (pag. 161)
24 dicembre
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24 – Stati Uniti d’America
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Ed eccomi all’ultimo giorno dell’ Avvento. Come fare per citare tutti gli altri Stati di cui ancora non ho letto? Prenderò il loro poeta Walt Whitman che li presenta e li abbraccia tutti! E chissà che pian piano anch’io li possa conoscere meglio o leggere qualcosa di ciascuno di loro!
Whitman è stato il loro primo grande poeta, ha scritto un poema, come ha fatto Omero, come ha fatto Dante, come Shakespeare, prendendo lezione dai grandi e dalla Bibbia. Ha studiato e viaggiato e amato la sua grande terra.
Io ho preso liberamente dei versi della sua opera FOGLIE D’ERBA: – Partendo da Paumanuk – un poemetto che osanna e unisce in modo libero e amorevole i vari Stati d’America. Li chiama per nome, li mette in pace fra loro, li vuole tutti insieme e a uno a uno. Non li confonde, ma li vuole uniti, come figli di uno stesso padre giusto. Tutti sono valorizzati per il bene di tutti.
“O gioia che si sente e non si dice! o musica selvaggia!”
(Potete leggere nelll’immagine un po’ di versi accostati liberamente da me per sintetizzare, Walt mi perdonerà lo so)
25 dicembre
Oggi è Natale!

Siete arrivati fin qui? In una sola volta o a puntate? Bravissimi!
per
“NATALE 2024 – il Presepe” e la bibliografia sarà
QUI
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Scritto, documentato e pubblicato da
Maria Valenti/Alicemate
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