🔍 Cosa fanno davvero i PM (Pubblici Ministeri)?
Spiegarlo è fondamentale, soprattutto adesso.
I PM sono magistrati che rappresentano lo Stato nel processo penale. Non sono “avvocati dell’accusa”, ma titolari dell’azione penale: guidano le indagini, raccolgono prove e chiedono il rinvio a giudizio nell’interesse della legge, non di una parte.
👉 Cosa fanno, in sintesi:
- Coordinano le indagini preliminari (insieme alla polizia giudiziaria);
- Decidono se ci sono elementi per sostenere l’accusa in giudizio;
- Rappresentano l’interesse pubblico durante il processo;
- Vigilano sulla corretta applicazione delle leggi;
- Curano l’esecuzione delle sentenze definitive.
⚖️ La differenza con il giudice?
- Il giudice valuta le prove e decide;
- Il PM costruisce il quadro probatorio, ma è anch’egli un magistrato, non un organo politico.
🛑 Perché la riforma li indebolisce?
La separazione delle carriere, da sola, non rafforza l’imparzialità del giudice. Ma indebolisce il PM, perché lo isola da quella rete di tutele costituzionali che oggi lo proteggono dall’influenza del potere esecutivo.
👉 Se il nuovo organo di governo dei PM è composto in parte da membri nominati dalla politica, allora:
- Un PM che indaga su un ministro o un potente rischia pressioni sulla propria carriera;
- L’obbligatorietà dell’azione penale diventa una finzione;
- La magistratura requirente diventa più controllabile, meno autonoma.
🇮🇹 Questo non è un tema “tecnico”. È democrazia costituzionale.
Perché una giustizia dove chi accusa è subordinato al Governo, non è più giustizia. È un rischio enorme per chiunque crede nella legalità, nella divisione dei poteri e in uno Stato di diritto.


















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