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pag.390- Mondadori – Piccola Biblioteca Oscar
La politica vissuta nel periodo caldo degli anni ’60 da un ragazzo che cresce. La politica come aggregazione in una provincia che offre poco e come fuga da una famiglia con determinati valori prestabiliti da seguire. Vidi il film tempo fa ma l’unica cosa che collima nella mia memoria è la parte iniziale sul seminario (ironica ma spietata visione di un seminario visto dal suo interno) parte che ho apprezzato da entrambe le parti. Il resto del film l’ho scordato ma non doveva essere un granché.
Il personaggio Accio Benassi non si tira indietro se c’è da prendere un bastone e andare a picchiare qualcuno della parte avversaria, ma è anche un “bravo ragazzo” a cui piace studiare il latino e leggere e a cui la famiglia avrebbe dovuto dare maggior considerazione.
Alla fine il filo conduttore di tutte le esperienze sia comiche che tragiche, in cui Accio si imbatte mi pare sia quello della disillusione, soprattutto dal punto di vista politico, ma anche da quello famigliare e dell’amicizia.
La lettura mi è risultata a tratti un po’ faticosa a causa di una scrittura un po’ piatta e dal ritmo ripetitivo.
L’amore assoluto. Vero e duraturo perché non consumato e desiderato, perché rimasto per oltre mezzo secolo impalpabile e forte solo come un’idea può esserlo. Storia densa di particolari e personaggi coloratissimi (soprattutto donne) che passano e lasciano il loro segno sensuale di bambine, giovani, mature o vecchie. Un romanzo sulla vita che accoglie e segue quest’idea di amore . Molto bella l’ambientazione calda e umida del Caribe e l’immateriale presenza del fiume dove questa storia si compirà in un’astrazione degna di tanto amore idealizzato. Mi è venuta la curiosità di leggerlo dopo aver visto alcune scene del film.
Ringrazio Tracciamenti per avermi mandato il libro e per i lavori che lo accompagnavano 🙂
Ho letto questo libro per una questione affettiva, perchè Tattoo You nel 1981 (prima media) è stato il primo LP non da bambina che mi sono comprata in autonomia (non sono stata comunque particolarmente originale visto che era in hit parade…). un disco che non ho mai smesso di ascoltare da allora (non credo sia il più significativo dei rolling) senza sapere bene perché ( mi piace/mi diverte …è troppo poco?).
Mi sono divertita molto a leggerlo. Ci sono tutti gli ingredienti “sex, drugs and rock’n’roll” e del resto non mi aspettavo di trovarci qualcosa di diverso. Diciamo che se avevo “quel” particolare mito su KR ebbene si… tutto si è confermato (tranne la storia del sangue e quella della caduta dalla palma… 😀 ).
Ho trovato KR abbastanza umile come persona, in quanto attribuisce il successo dei Rolling (almeno inizialmente) a quella particolare coincidenza di essere al posto giusto nel momento giusto in una particolare epoca storica. Mi pare che nella band è l’unico che sia riuscito alla fine a rimanere nel limite del possibile (cioè tra droga e soldi a palate) coi piedi per terra. Poi certo, sono arrivati i grandi produttori e la macchina per fare soldi è partita e non si è fermata. Emerge però anche una passione senza fine per la musica blues (vera) , e soprattutto la determinazione per continuare a suonare la sua musica che al blues tutto deve (virato al pop come lui stesso ammette).
Pensavo di trovare di più sull’odio/amore verso Jagger, ma va bene anche così (Mick ne esce comunque antipatico). Insomma, un vecchio rocker che nel raccontarsi non nasconde un cuore tenero oltre all’immagine che dà di se stesso e che comunque, finché c’è vita, continuerà a fare ciò che vuole. Hi Keef!
Letto di seguito a Se questo è un uomo e sua naturale prosecuzione. Avvalora e sottolinea l’esperienza del lagher e la sopravvivenza ad esso. Se possib ile, la rende ancora più amara e incredibile.
pag… Giulio Enaudi Editore 1973
Quando leggo libri sull’Olocausto rimango colpita, oltre che dagli orrori, dall’intrenseca capacità della natura umana di saper seppur lievemente, gioire di qualcosa. Anche se questo qualcosa è l’uscire di notte da una baracca gelida di Auschwitz e rendersi conto che non piove, per cui il percorso che dovremo fare praticamente scalzi verso i lavori forzati, non sarà così fangoso come al solito….
Sono particolarmente affezionata a questa copia trovata su una bancarella.
pag 216 – Trad. G. Paterniti – Feltrinelli 2006
Un libro lieve che narra di una crisi tardo adolescenziale ( ma che potrebbe essere riferito a qualsiasi crisi).
Un libro sulla pausa,senza nemmeno sbattersi troppo per la ricerca della riflessione. La riflessione arriva, attraverso la pausa stessa. Atraverso gesti banali e ripetitivi, che nell’assenza di senso, ridanno un senso perduto alle cose. Un libro dove anche i toni cupi, sono tracciati col pastello.
la trama da amazon.it