
Tipiche "cartellate" pugliesi
Tutte le mattine la vedevano posteggiare l'auto sgangherata nella piazza antistante il forno "Pane & Carteddate" , entrare dal fornaio e poi uscire con due sacchetti.
Un giorno, due curiosi più degli altri, ne vollero sapere di più: quando videro da lontano la vecchia auto, entrarono in negozio e scambiarono due chiacchiere con Giovanni, il fornaio. Le due chiacchiere si fecero quattro, e Ugo fece la sua ordinazione di pane due secondi prima che quella straniera mettesse piede al forno.
Mentre Ugo la teneva lunga con Giovanni, Minuccia squadrò da capo a piedi la nuova arrivata. Eh, si, nuova. Perchè "quella" era da venti giorni che si vedeva in giro e nessuno ne sapeva nulla, dal momento che abitava fuori dal paese. Avrà avuto tra i trentacinque e i quaranta. Forse più vicina ai quaranta. Quel giorno vestiva un paio di pinocchietti neri e una maglietta pure nera e portava sandali color cuoio. Mentre attendeva il suo turno, appoggiava il peso ora su un piede, ora sull'altro.
Ugo pagò la sua spesa e Minuccia ordinò il suo pane. Ugo non stava nella pelle: ne voleva sapere di più. Anche perchè fuori dalla bottega, era atteso da Pino, Beppe, Augusto e Mimì, che volevano notizie fresche di giornata.
Si schiarì la voce, prima di guardare quella figliola tutto sommato carina, esibendo un sorriso a trentadue denti. Poi attaccò:
– Ehh, signorina, il nostro Giovanni fa il pane più buono di tutto il paese. – esordì con un moto d'orgoglio
La signorina, ricambiò il sorriso con uno molto meno espansivo.
Ugo continuò:
– .. e dovrebbe assaggiare le sue Cartellate.. –
Minuccià rincarò:
– Si, si, mia cara, dovrebbe proprio. – e con nonchalance fece scivolare un "Ma lei non è di qui, si vede sa."
e Ugo:
– "Di dov'è, signorina?"
La signorina, visibilmente seccata, in quel momento pensò che era difficile passare inosservati in Ottobre, a stagione turistica pressochè conclusa. Fosse arrivata a Luglio, nessuno le avrebbe fatto caso.
Tra i denti rispose: "Vengo da Trento".
Ugo non si fece scrupolo di spingersi oltre:
"Le piace il mare d'autunno? E' raro trovare turisti d'ottobre da queste parti. Ormai le feste sono finite, la gente se ne è andata.."
La signorina, senza l'accenno di un sorriso compiacente e un tantino piccata, rispose: "Preferisco fare le ferie adesso, non amo la folla e mi devo riposare."
Un tono un poco più gelido nella sua voce, suggerì ad Ugo e a Minuccia che non era il caso di insistere. Parlarono con Giovanni, facendosi di lato per dare modo alla signorina di fare la sua spesa, senza, peraltro, accennare ad uscire dal negozio.
Con il solito tono monocorde, la signorina ordinò un pane da mezzo chilo e una cartellata. Pagò, salutò e uscì. Riprese la sua auto e se ne andò per la stessa strada da cui era venuta.
Una volta soli, Giovanni disse:
"Viene qui tutte le mattine da venti giorni, ordina un pane da mezzo chilo e una cartellata. Secondo me non sta da sola, anche se ordina solo una cartellata. E' così, sono sensazioni. E non ride mai, non si scosta mai da quell'ordine lì, e non dice mai una parola di più."
Ugo e Minuccia uscirono salutando Giovanni e, una volta fuori, furono subissati da mille domande dai loro amici. Ma anche loro restarono a becco asciutto per le scarsissime notizie avute.
Cosa non fa la curiosità, che, in questo caso, era femmina e pure maschia?
Il giorno dopo, fu stabilito che in negozio dovevano stare ancora Ugo e Minuccia se non altro, perchè erano facce già conosciute e si pensò che forse, la signorina, sarebbe stata più collaborativa.
Intanto, in auto, pronti a partire, stavano Beppe e Mimì.
La scena si svolse poco differente dal giorno prima. Ugo e Minuccia tentarono un timido: "Le piace qui?" e anche un "Certo, che senza andare alla spiaggia, far passare le giornate dev'essere lunga", in risposta alle quali ricevettero un laconico "Si" e un altrettanto laconico "Niente affatto".
Ma stavolta, alla partenza in auto della signorina, Beppe e Mimì presero a seguirla da distante.
[continua, se avrete la pazienza di seguire]