Che cosa hanno fatto al latte?

-Non posso, sono intollerante al lattosio-

-Anche io-

-Anche io-

Anche io … io e molti nella cerchia di amicizie e conoscenze improvvisamente, ad un’età non proprio giovane, ci siamo scoperti intolleranti al lattosio. Stranissimo, tutti in simultanea, dopo una vita, o diciamo, mezza vita, trascorsa a mozzarella e ricotta.

Più strano ancora è che, quando vado in Irlanda, posso bere latte come se non ci fosse un domani.

Quindi la domanda giusta è: Che cosa hanno fatto al latte in Italia?

Notre Dame ?

https://www.repubblica.it/video/socialnews/2024/11/22/video/notre-dame_torna_a_splendere_il_video_girato_dentro_la_cattedrale_restaurata-423690872/?ref=RHRT-BG-P1-S1-T1

Finalmente! Ma con un restauro che la rende irriconoscibile, come il botulino su vecchie labbra.

Due sono le principali metodologie di restauro. Il restauro interpretativo, nel quale si aggiunge, interpretando, nel disperato, vano tentativo di riportare il monumento o l’oggetto allo stato inziale. Oppure il restauro conservativo, quello più spesso praticato in Italia, nel quale si conserva il manufatto così come ci è giunto, per raccontarne la storia e umilmente consegnarlo a un futuro che, si spera, ne sappia più di noi di storia e restauro.

Ora, riportare i muri e i rilievi della magnifica Notre Dame de Paris, uno dei luoghi-simbolo degli europei, ai fasti iniziali è una violenza interpretativa: si tace e si cancella la storia del luogo, storia che è anche l’incendio del 2019, nel disperato desiderio di riportarla a un ormai impossibile splendore originario.

Meglio farne la storia, lasciare che i muri anneriti ci raccontino di quel terribile incendio, e del dolore che ne abbiamo provato, Meglio lasciare che le pietre grondino storie e lacrime, ambizioni, amori ed errori.

Spero che il video non sia del tutto veritiero…altrimenti l’Europa diventa tutta Disneyland.

Saggezza equatoriale

Non tutto noi europei possiamo imparare all’Equatore. Sicuramente non il modo di muoversi e di danzare. Noi abbiamo dei limiti che loro non hanno. Pare che i bianchi abbiano nei muscoli abbiano fibra rossa, adatta alla resistenza, e i neri fibra bianca, adatta agli scatti di velocità. Sì, ma questo non spiega certe splendide angolazioni dei femori e del bacino. Guardate il video qui postato e ditemi se un bianco danzerebbe così. Ho visto grandi ballerini arrivare a cose simili, ma come frutto di un lungo, diuturno esercizio, senza un briciolo della naturalezza che si vede all’Equatore e in questo video.

Però possiamo imparare da loro a vestirci quando c’è caldo. Il loro vestito tradizionale è di cotone inamidato, di forma trapezoidale, in modo da restare scostato dal corpo -nulla che costringa, che impedisca la traspirazione. Nei punti critici, dove si tende a sudare di più (la scollatura, la parte inferiore delle gambe) praticano dei trafori romboidali, come una griglia, in modo che l’aria circoli. Di questi abiti non trovo nel web immagini, ma esistono, credetemi e li immagino freschissimi.

Peccato che loro adesso imitino noi, e si fascino di jeans skinny elasticizzati.

Ancora il Viandante

Ancora il Viandante sul mare di nebbia, 1818. Probabilmente il colonnello di fanteria Gotthard von den Brinken, sul crinale che divide la vita dalla morte. Noi siamo immaginati salire dietro di lui: anche noi arriveremo dove egli ci ha preceduto, vedremo ciò che lui vede, l’alto monte sopra il mare di nebbia. Guarderemo, come lui, il monte, non la nebbia; Dio, non il mondo.

1800, Novalis, dal I e dal IV Inno alla Notte, (citato a memoria)

Sento in me la fine del tuo affaccendarti tra le cose

Libertà celeste, beato ritorno

Fra selvaggi dolori sento

la tua distanza dalla nostra patria

la tua furia contro l’antico

splendido cielo

Vana la tua rabbia e la tua furia

Incombustibile si erge la Croce

Vessillo trionfale della nostra stirpe

E ancora Novalis

desideri di gioventù

sogni dell’infanzia

brevi gioie e vane speranze

vengono in vesti grigie

come nebbie della sera.

Lo stesso nitore, lo stesso fuoco freddo, la stessa comprensione delle cose ultime.

Nemesi storica personale

Da ragazza trovavo irritanti gli scialletti di lana a cerchio ripiegato che usavano certe anziane zie sulle spalle; oggi se non ho una sciarpa, anche leggerissima, da novembre ad aprile non esco di casa.

Quando mia suocera portava in tavola una minestra, in cuor mio sbuffavo, odiavo le cose liquide; oggi, quando a cena i Figli non ci sono e nessuno mi vede, talvolta mi preparo una pastina olio e scaglie di parmigiano; e mi sorprendo a cucinare la minestra di melanzane (ricetta calabrese) che faceva mia suocera.

Mi sa che da ragazza ero proprio odiosa.

Meno male

Meno male che c’è chi all’alba va a correre sulla scogliera sotto la mareggiata, nella bufera imminente -l’ho visto dalla finestra, nella luce incerta.

Meno male che c’è chi non segue le regole, che spera, che crede contro ogni evidenza. Ti fa ricordare che il sole, prima o poi, tornerà. Domani lo aspettiamo.

Figlio Piccolo e dieta (o della superfluità delle madri)

Il Figlio Piccolo, durante i vari lock down (downs? non saprei), ha preso molti, molti chili. Gli avevo dato qualche suggerimento: fare colazione, a pranzo 80 gr. di pasta condita in modo semplice e insalata, a merenda frutta, a cena verdure e un po’ di pesce, o di formaggio magro, o 2 fette di prosciutto crudo con 50 grammi di pane.

Mamma, tu non sei un nutrizionista! Voglio un nutrizionista! Ok tesoro.

Andiamo dal nutrizionista, una specie di guru, magro, abbronzato e bello come un dio greco.Pinze a polsi e caviglie, tabelle, metabolismo, statistiche, IMB, massa magra, ecc…Infine ci dice che invierà la dieta a mio figlio per mail. Quasi un oracolo.

L’indomani arriva la tanto attesa mail. Questa la dieta: fare colazione, a pranzo 80 gr. di pasta condita in modo semplice e insalata, a merenda frutta, a cena verdure e un po’ di pesce, o di formaggio magro, o 2 fette di prosciutto crudo con 50 grammi di pane.

No comment.

Però ha perso 20 kg., ben venga il nutrizionista.

Impoverimento subdolo

Un tempo si regalavano piccoli gioielli alla figlia, Natale, compleanno ecc..; l’orologio al figlio, sterline d’oro, quando si poteva; al matrimonio si regalava argento, il servizio di posate, ciotole, ecc…Abitudine piccolo borghese, antica, inutile, certo, Però si costituivano piccoli tesoretti, che al momento del bisogno potevano essere venduti e il cui valore comunque cresceva.

Oggi regaliamo cellulari e tecnologie varie, nelle liste nozze, di compleanno ecc…Il cellulare di sei mesi fa ha perso oggi il 50 % del valore; un’automobile, appena la si compra ed esce dalla concessionaria, perde il 20%. Compriamo e regaliamo ciò che si svaluta istantaneamente, nessun tesoretto più si costituisce. E tutti noi, io compresa, chiniamo la testa e obbediamo.

Attrici vs poeti/pittori

Di Elena di Troia, che scatenò una guerra decennale con la sua bellezza, Eschilo scrive: Elena bella come il sorriso del mare in pace. Il mare quando brilla al mattino sotto il sole. Quale attrice può reggere queste parole? Neppure la pur bellissima Diane Kruger, che nel film Troy impersona Elena.

O la bella attrice che ha impersonato Simonetta Vespucci nella serie I Medici, può reggere il confronto con il probabile ritratto che ne fece Botticelli?

5.1.3

Nelle attrici, bellissime, sentiamo le proteine e le vitamine che le hanno sostenute e permesso la pura bellezza; manca però il tremito, la commozione, delle parole di Eschilo, del profilo di Botticelli. Manca quel che le rese incantevoli, quel che faceva interrompere i duelli sotto le mura al sopraggiungere di Elena sugli spalti; quel che indusse i fiorentini a lasciare scoperta la bara di Simonetta prima del funerale, affinchè chi non l’aveva conosciuta prima piangesse la morte di tanta creatura.