Questa sarà l’ultima notte che passeremo nella residenza Cardosa in Pomety City, è doveroso spendere due parole per lei
COSA NON MI MANCHERA’:
-La famiglia Juventina dell piano di sopra, le loro urla, la loro esultanza per i goal della loro squadra e quelli contro la Roma, il figlio cicciottone che scende rumorosamente le scale a due a due che sembra un cavallo al trotto.
– la puzza di fumo che esce dalla porta accanto alla nostra, della signora Fumo di sigaretta (sperando siano solo sigarette…altrimenti sono stati anni persi se era roba buona)
-Il cinesino urlante
-Gli strambi e loschi individui dell’affollatissimo sesto piano, ma in particolar modo, di loro, non mi mancherà la signora che puntualizza i miei Kg in eccesso
– Quella che mi tiene aggiornata sullo stato della sua cistite (erano belli i tempi in cui in ascensore per rompere il silenzioso imbarazzo si parlava del tempo… le mezze stagioni che non esistono più ci hanno portato a parlare di cistiti e problemi intestinali)
– il pazzo psicopatico che urla alla sua immagine riflessa nello specchio in ascensore (no forse lui un po’ mi mancherà)
-Il ciccione in mutande sul divano del palazzo di fronte (orripilante) e la sua anziana vicina che molesta Claudio
-L’ascensore rotto, l’ascensore rotto quando rientri da fare la spesa con buste e il passeggino
– la casa buia e l’eccesso di Rosso
– Lo spigolo del letto
– il parcheggio introvabile in alcuni orari
– ma soprattutto non mi mancherà l’odiosa lavatrice
COSA MI MANCHERA’:
– Le passeggiate con le mie amiche Ale e Teresa, la passeggiata su via Roma per andare a trovare Simona
– il supermercato Leon con tutte le sue splendide e splendidi dipendenti (tranne quella ricciolina dai capelli lunghi con la faccia da idiota che mi irrita solo a guardarla)
– la signora che vive con tre figli maschi, marito e due cani maschi (povera donna) che ha un meraviglioso sorriso e ti cambia la mattina con il suo buongiorno. E comunque mi mancheranno tutte le gentile ed educate persone che incontro tutte le mattine.
– la dolce signora del secondo piano e l’odore delizioso di cibo che proviene dalla sua casa
– la pizzeria cimiciurri e il “ ciao sono betta con la voce di Claudio” per ordinare la pizza la solita vegetariana e la solita margherita e due suppli’
– la gigantesca camera da letto
– non ci crederete ma pure Vincenzina mi mancherà
Ma soprattutto e principalmente mi mancheranno queste mura che raccontano gioie, dolori, amore…risate e litigate, cene romatiche, cacce al tesoro, queste mura che per prime hanno accolto la nostra piccolina….Ciao Casetta grazie per questo viaggio. La cosa che mi rende più felice è che ti lasciamo in buone mani. Con affetto Cardosa Family ❤
Amore a prima vista
Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
È bella una tale certezza
ma l’incertezza è più bella.
Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?
Vorrei chiedere loro
se non ricordano –
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
Uno “scusi” nella ressa?
Un ‘ha sbagliato numerò nella cornetta?
– ma conosco la risposta.
No, non ricordano.
Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.
Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.
Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all’altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell’infanzia?
Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.
Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà. (Wislawa Szymborska)
Eccoti ❤️
Per te …. :)
Ben ritrovati 🙂
E’ tanto che non scrivo più qui, e di cose ne sono successe tante….Questa è per te, perché dopo tante paure e tante lacrime, non ho mai smesso in cuor mio di sperare.
Dickon Hinchliffe – Did you ever wonder why
Scanno – Pescasseroli – Parco della camosciara 17 Maggio 2013
Nuova partenza nuova meta…direzione Scanno. Ci eravamo stati per il nostro compleanno lo scorso anno e tornarci con Marlyn è stato decisamente divertente e piacevole. Questa volta niente campeggio, si entra totalmente nelle veste del camperista itinerante…Ci siamo informati riguardo alle aree di sosta, e quella di scanno accanto al lago, nonostante il primo impatto poco rassiccurante (anche questa volta siamo arrivati che era buio) si è dimostrata essere molto tranquilla. Grazie alla nostra precedente esperienza, per questa nuova avventura ci siamo organizzati meglio, muniti inoltre con le migliori intenzioni, abbiamo portato le biciclette e la clemenza del tempo ci ha permesso di poterle utilizzare. Abbiamo avuto qualche difficoltà iniziale, con nostro sommo stupore ci siamo resi conto che una bici aveva una ruota completamente a terra…urge gommista, dopo svariate peripezie siamo finalmente riusciti a porre rimedio (a scanno se non trovi l’omino che affitta le bici in grado di poterti aiutare con una gomma bucata…non puoi pedalare) Dopo una giornata a scanno decidiamo di passare la serata a pescasseroli, e visto che la mia dieta lo consente, approfittiamo ed andiamo a mangiare a una bella pizza…ADORO LA PIZZA !!!!!!
Domani destinazione il parco della camosciara.
ME RA VI GLIO SO !! girato totalmente in bici, con cervi e vari animali allo stato brado…e sorpresa delle sorprese ci troviamo di fronte un lupo, si lo so nessuno ci crede, e non abbiamo foto a dimostrarlo perché la paura ci ha paralizzato i riflessi, ma vi assicuro che lo abbiamo visto e fortunatamente lui ha avuto più paura di noi :D. Da non dimenticare il turista curioso solo, il fratello povero di Teo Teocoli e la sua incapacità di scattare foto ihihihi. Anche questa volta pochissimi giorni a disposizione, si ritorna di nuovo contenti a casa
Mondo via cibo: pizza, vino della casa e BRINDIAMOOOOOO
Mondo via musica: https://www.youtube.com/watch?v=dx3k7Xh0kOA
Mondo via Foto: 
LAGO DI BOLSENA – 26 Aprile 2013
Ciao vi presento Marlyn il nostro nuovo compagno di avventure 🙂
Il 24 Aprile del 2012 entra far parte della nostra vita !!!
26 Aprile 2013
abbiamo solo tre giorni di ferie e siamo alla nostra primissima esperienza con il nostro Marlyn, siamo emozionatissimi.Come meta scegliamo il lago di Bolsena, preferiamo non allontanarci molto dal nostro luogo di partenza e di vivere questa prima avventura, soprattutto per familiarizzare con il nostro nuovo amico, in un campeggio.
Il viaggio ha inizio, tutto è pronto, cibo, cambi ed il necessario per passare due piacevolissimi giorni di puro relax…
3-2-1 Viaaaaaaaaaa partenza ore 19
Ci sentiamo delle lumachine con la nostra casina da trasportare, le salite sono un po’ dure ma la strada è meravigliosa. Lungo il tragitto incontriamo altri camperisti…chissà se tutti veterani o se c’è qualcuno come noi, ci salutiamo. Mi chiedo sempre perché nel tran tran quotidiano non si trova l’occasione o il momento per salutare un passante che incrociamo, mentre invece in montagna tra i sentieri, tra camperisti, motocicilisti, insomma con chiunque palesemente mostri la tua stessa passione il saluto nasce spontaneo e naturale… Gli insodabili misteri dell’essere umano. Arriviamo, ormai è notte, ecco il lago, le luci danzano sulle sue quieti acque. Dobbiamo trovare il posto già prenotato, eccolo, bordo lago. Iniziano le grandi manovre per parcheggiare la nostra casetta. Il suono assordante della retro marcia e le manovre che indicano la chiara inesperienza attirano gli sguardi dei nostri amici/vicini che ci vengono in aiuto…ed ecco di nuovo la solidarietà tra le persone che condividono la stessa passione, Il gentile Sig. Giuseppe si presenta e ci da degli ottimi consigli, grazie di cuore, a domani. Dopo aver inaugurato il cucinotto con una fugace cenetta tutti a nanna.
Decidiamo di dormire sulla mansardina, il rumore dell’acqua sulla riva, il fruscio delle foglie ed il silenzio del mondo umano, ci aprono le porte ad una serena notte da sogno.
Svegliaaaaaaa è mattina e che mattina, dalla finestrella entra una leggera brezza mattutina…wow. Il panorama che si mostra ai nostri occhi, lascia un sorriso tale di felicità, tutto questo non ha prezzo. Lasciamo per un attimo la visione romantica…anche avere il proprio bagno ovunque non ha prezzo :D. Il campeggio è molto carino le persone sono cordiali, sembra un piccolo paesino composto da ogni parte di mondo…mi piace. I nostri due giorni passano tra passeggiate “bagnate” (ebbene si abbiamo preso un po’ di acqua) chiacchierate e relax, è ora di tornare a casa, ma senza quella triste sensazione di aver finito una vacanza, perché il nostro marlyn è lì, e la vacanza è sempre con noi in ogni momento. BCM (Betty – Cla – Marlyn)
Mondo via musica:
https://www.youtube.com/watch?v=8H18PvgxuJ4
ogni tanto ritorna … pillole di saggezza!
Bath, 1921. La guerra è finita da poco, e Alice Sheridan è una ragazza triste. Il suo grande amore, William, non ha più fatto ritorno dal fronte, e la sua vita non è più quella di prima. E per questo che un giorno, all’ora del tè, Alice decide di prendere ago e filo e mettere insieme i pezzi di un nuovo amico: due bottoni per gli occhi, un batuffolo di cotone per il naso, ed ecco Henry N. Brown, orsetto di peluche. Un orsacchiotto diverso dagli altri: perché Alice gli ha cucito dentro un segreto. Un minuscolo segreto di metallo che lei chiama amore. Comincia così la storia di Henry, che, da allora, di amore ne ha dato e ricevuto, durante i lunghi anni in cui è passato di mano in mano: la sua esistenza è stata ricca, curiosa, piena di incontri. Ovunque sia approdato, ha conquistato adulti e bambini con il suo sguardo tenero e sapiente e l’incrollabile capacità di ascoltare. Ha visto la guerra e il suo furore, ha conosciuto le grandi città d’Europa e ha avuto moltissimi amici: dal piccolo Robert con cui condivise una spericolata infanzia parigina, a Marlene che lo regalò al fidanzato in partenza per il fronte russo, a Nina, bambina ammalata nell’Ungheria sovietica. Senza mai dimenticare la sua prima amica, che gli fece il regalo più importante. E così, oggi, Henry ci racconta la sua storia. Che è soprattutto una storia d’amore: quello che gli è stato cucito dentro il primo giorno, il filo rosso della sua lunga vita.










