Secondo il report “Space Innovation in Italia: un’analisi brevettuale”, realizzato dall’Osservatorio Innovazione e Brevetti dell’Università LIUC e dall’Osservatorio Space Economy del Politecnico di Milano, dal 2000 al 2022 il numero di brevetti relativi alla Space Economy depositati da attori italiani ha registrato una crescita del 91%. Un valore superiore a quello osservato a livello mondiale, dove il peso dell’attività innovativa italiana è pari allo 0,29% e resta costante nel periodo.
Questi dati sono il segnale di un ecosistema sempre più dinamico, capace di rinnovarsi e di attrarre nuove competenze.
Il panorama dell’innovazione spaziale italiana vede il ruolo predominante di grandi aziende industriali. Ma accanto ai grandi player si evidenzia l’emergere di nuovi attori, tra cui Pmi innovative e startup, soprattutto a partire dal 2012.
L’innovazione è trainata dall’Accesso allo Spazio, +348%
A trainare l’innovazione italiana è l’aumento dei brevetti relativi all’Accesso allo Spazio (tecnologie che permettono l’accesso, l’esplorazione, lo sfruttamento dello spazio al di fuori dell’atmosfera terrestre), che registra un incremento del 348% (a livello globale +149%).
Anche le Comunicazioni Satellitari crescono più che a livello mondiale (69% vs 47%), mentre l’Osservazione della Terra (+60% Italia, +102% mondo) e la Navigazione Satellitare (+62% Italia, +82% mondo) crescono a un ritmo inferiore rispetto al contesto internazionale.
La capacità innovativa si rafforza nelle Comunicazioni e Navigazione Satellitare
Oltre all’evoluzione dell’attività innovativa, l’applicazione dell’Innovation Patent Index (IPI), elaborato dall’Università LIUC, che misura la capacità innovativa di questi brevetti, evidenzia tra i periodi 2000-2011 e 2012-2022 un rafforzamento di quest’ultima nei domini della Navigazione Satellitare e delle Comunicazioni Satellitari.
Al contrario, la capacità innovativa diminuisce nei domini dell’Accesso allo Spazio e dell’Osservazione della Terra, mostrando come la crescita numerica dei brevetti non sia sempre accompagnata da un analogo aumento della loro capacità di generare ulteriore innovazione.
Inoltre, questo mostra come nell’Osservazione della Terra il Paese stia perdendo terreno rispetto ad altre aree geografiche, come Stati Uniti, Giappone e Corea del Sud.
Tecnologie: cresce l’integrazione tra domini e campi applicativi
Dal punto di vista tecnologico, i brevetti italiani si concentrano principalmente sulle tecnologie relative a veicoli spaziali, sistemi di comunicazione, meccanica avanzata, sensoristica e componentistica elettronica.
A partire dal 2012 emergono tecnologie in aree non osservate in precedenza, come elaborazione delle immagini, componenti meccaniche, misurazione delle proprietà della luce e misurazione e test di materiali.
Di particolare rilevanza è l’aumento delle innovazioni cross-dominio, ovvero, tecnologie applicabili a più ambiti della Space Economy, a prova di una crescente integrazione tra diversi domini e campi applicativi.
Inoltre, nel periodo 2012-22, si assiste, da un lato, alla crescita dei brevetti esclusivi dell’Accesso allo Spazio e delle Comunicazioni Satellitari, dall’altro, alla scomparsa di brevetti esclusivamente dedicati all’Osservazione della Terra.