Leggere Lolita a Teheren… libere riflessioni

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“E che succede se decidiamo che è giusto fare ciò che ci va e non quello che la società o una qualsiasi autorità ci impongono?”

(Leggere Lolita a Teheran / Azar Nafisi) 

Mi sono trovata nuovamente fra le mani Leggere Lolita a Teheran di Azar Nafisi perché ho deciso di partecipare a un gruppo di lettura che, nei primi giorni di gennaio, lo aveva proposto come libro del mese a mo’ di gesto simbolico a favore della liberazione di Cecilia Sala, allora detenuta in carcere in Iran. 

Rileggere questo libro, con l’odierna consapevolezza di quanto accade in Italia e nel mondo, mi ha messa di fronte al pensiero ricorrente che non sia inverosimile che una situazione simile possa ripetersi altrove, verificarsi ovunque. Anche da noi. 

Non solo. 

Cecilia Sala è stata liberata. Ed è stato un sollievo per tutt*, ma quante donne meno “fortunate” di lei sono rimaste in quel carcere? Quante donne e quanti uomini innocenti imprigionat* in carceri ovunque nel mondo per aver detto un no, per aver deciso di non sottostare a un’autorità qualsiasi, per essere… semplicemente? Una luce nuova ha illuminato le retrovie di una percezione diversa assieme alla sensazione di essere così ottenenbrati dalle apparenze, dalle notizie che vogliono ci arrivino, da quelle che ci tengono nascoste da non vedere cose che a ben guardare non sono così nascoste. Le mie riflessioni, con ogni probabilità, non serviranno a nulla… non sto offrendo soluzioni, non ne sto cercando… so solo che mi spaventa che tutto passi sotto silenzio e ci si abitui alle peggiori atrocità con la stessa leggerezza con cui passiamo da un post all’altro di un qualsiasi (a)social network.

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