Piantine

Dove eravamo rimasti?

I personaggi sono tutti cambiati, o quasi
ora a tavola siedo sempre da sola
e ogni tanto addirittura sorrido-

Oh, what a difference a day makes
piantine finte
panico da futuro all’Ikea
le bollette, uova in frigo
scadute, o quasi
i giri in centro
i caffè che ancora non bevo-

Il mio guardaroba dal set delle Iene
ansiosa e ipocondriaca come Mr Pink
perché il lupo perde il pelo
ma non le cattive abitudini-

Dici che la mia insistenza nello strofinare i lavandini
sarà solo un altro dei miei sintomi
io mi chiedo
quanto ancora durerà-
non è mai stato da me
far corrispondere i fatti alla buona volontà.

Untitled 18

Ora che il cielo ha più in comune col mare
Tu spieghi le tue ali.

Dieci passi avanti
Undici indietro
Ancora colleziono sogni
Ancora non ci credo

Dieci passi avanti
Undici indietro
Fai una giravolta, falla un’altra volta
I fallimenti fuori a stendere
Sotto alla pioggia.

Untitled 15

Non raccoglierò le briciole-
Quando mi spezzo
Mi spezzo male
Credo solo a forza di provare-
Non sono quello che vorresti vedere
Il tuo riflesso, solo molto meglio.

Per ogni pezzo di cuore
Perso
Ogni sogno spento
Chiudi la cella, getta la chiave
Ogni mattina lo stesso errore
La mia nave che salpa
per affondare.

Ancora gratto il fondo con le unghie
Spezzate.

Untitled 14

Alla fine ci vado da sola
Me ne vado sempre
Da sola come sempre
Ma non ti farò sapere
Non parliamoci- sopra, attraverso, a distanza
Non parliamoci
Ormai ti penso solo con tristezza.

Spedisci i tuoi fiori all’indirizzo sbagliato
E sputi sale dopo aver ingoiato il mare
Mi dicono
Dopo aver ingoiato male-
Ti auguro con il tuo amore di smetterla di farti male
Io ho solo sentimenti stropicciati
E tu li vuoi rammendare.

Mi soffoco di aspettative, per me
Disperazione a colazione, vedi
Il mio bicchiere è sempre pieno
Salutami, ti prego, il sole e il cuore
La mia estate di naufragi solitari
Non può durare.

A nessuno

Il tuo universo spento- come tutti cercavamo solo sesso- ora che credi di essere un dio- nessuno ha tempo per questo. E anche se adesso abbiamo le mani fredde- camminavamo con il sole alle spalle- sei stato solo sempre- vivi solo di morti lente.
Quello che rimane delle nostre ambizioni è chiuso fuori senza ombrello- e tu non sei poi così diverso. Non ti troveremo più- un tuffo ed ecco, è andato- la tua prima volta veloce e indolore- in gola un urlo strozzato- addio amico triste.

Post-it

Chi ha scritto questa roba non si prende affatto sul serio e penso che dovreste tenerne conto mentre la leggete. So che fa schifo ma la pubblico comunque perché tanto la leggerete in cinque. Ciao.

Dopo quella che le era sembrata un’eternità, aveva ricominciato a fumare. L’unica cosa che l’astinenza le aveva insegnato era che il fumo è davvero un vizio- anche per lei- che alla fine non era stata diversa da tutti gli altri e ne era diventata dipendente. In alcuni momenti le era sembrato di impazzire- pensava che se solo avesse potuto fumare una sigaretta- allora sarebbe stata bene, tutto sarebbe tornato al suo giusto posto- oh, per una sola sigaretta! Per venti lunghi giorni non fumare le era sembrata la più grave violazione della sua libertà- così alla fine aveva deciso che era venuto il tempo di ripristinare un suo diritto fondamentale- visto che non si poteva più festeggiare (e festeggiare cosa, in ogni caso?), non le rimaneva che ricominciare a fumare- e così aveva comprato un pacchetto di Camel Blue. Eppure le cose non erano andate meglio- la sola differenza era che le sue dita sapevano di nuovo di sigaretta.

Sebbene la Realtà e il Presente avessero fatto una drammatica irruzione nella vita di tutti, sentiva che la sua mente aveva cominciato a mettere in atto meccanismi fin troppo familiari- la cara vecchia fuga dalla realtà. Forse era troppo giovane per lasciarsi vivere, ma come giudicarla, quando non trovava altre cure, altri appigli che le impedissero di spezzarsi? Poi, con il tempo, le notti passate a stringere il vuoto si erano fatte più calde e più dolci- e lei aveva cominciato a sentire la necessità di alleggerirsi, di tenere l’indispensabile e lasciare andare il resto. Negli ultimi tempi non era stato facile, tutto era stato ampiamente al di sotto della soglia della mediocrità- si era chiesta se fosse possibile cadere più in basso di così. Aveva cominciato a soffrire di certe curiose amnesie: la sera spostava un oggetto ai piedi del letto e la mattina dopo si svegliava convinta di averlo lasciato sulla scrivania; entrava in bagno per lavarsi i denti ma, chiusa la porta dietro di sé, non ricordava più perché vi fosse entrata. L’unica soluzione era stata tappezzare le pareti di post-it per colmare i vuoti della memoria:

“Ricorda che hai spostato le scarpe nell’ultimo cassetto del mobile in legno”

“ore 14.30 lava i piatti”

“3/05 spesa+appuntamento con S.+PASSA A RITIRARE IL LIBRO!”

“Ricordati di non annegare”

Il più delle volte, le severe indicazioni dei post-it riuscivano nel loro scopo, ma non sempre. Capitava che si dimenticasse di leggerle.

Untitled 13

Siedo in adorazione del mio unico dio, un dio
di melismi e strazio- un dio
in Doc Martens- con i denti macchiati di caffè,
stelle in fulgido splendore sulla pelle_
in gocce salate a imperlare ciocche color caramello, come rugiada su fili d’erba
che piove per terra dalle tempie bianche.

Un campo aurale in espansione costante
Vibravo di attese ed epilessie al tuo altare- Aiuto!
Vivere mi dà il mal di mare
Vivere mi dà il mal di mare.

Che importa se prego senza religione-
Mi pento, mi pento!
Ma quanto è inutile ora ricucire lo strappo-
Perdonami e basta, stretta tra le tue braccia.

E le bugie sono il prezzo dell’assoluzione,
Ma devi saperlo-
Quando ho dissanguato il nostro amore
Non ho provato dolore-
La lama l’ho conservata, In Memoriam.

Torno indietro ogni volta nella mia testa
Torno al tuo tempio-
Due occhi affamati, tristi
Si nutrono della tua pelle, fino a consumarla-
Per un guardare troppo violento.

Versa la poesia nella mia gola
Una tua parola e non sarò più sola.

Untitled 12

La tua calligrafia sulla teppezzeria
Dei miei sogni, spirali verso il nulla-
Mi leghi al rogo per farmi luccicare
Come luci di Natale
Le ali inchiodate alla croce.

Preparo il caffè per le tue eccentricità
Le tue spigolose singolarità
Persi in visioni di pomeriggi pigri
I tuoi occhi chiusi su poesie sublimi-
Eppure non mi senti.

Ti sciolgo nel mio cuore, voglio
Conservare la tua essenza-
Se incontrassi il tuo sguardo
Morirei una volta, ed altre due ancora
Cadrei a terra appassita troppo in fretta.

Mi vedrai sorridere fino alla fine, ora so
Che non c’è più niente da cercare
Né altro profumo da catturare- con respiri profondi, profondi
Quando ti stringevo in fantasie liquide.