1° Maggio Festa dei Lavoratori
01 Mag 2020 Lascia un commento
Seppur il lockdown in questi ultimi tempi, ci ha costretti a rimanere fermi in casa, non possiamo dimenticare il significato ed il ricordo di queste ricorrenze festive.
Irma Bandiera detta “Mimma”
25 Apr 2020 Lascia un commento
Medaglia d’Oro al Valor Militare
“Prima fra le donne bolognesi ad impugnare le armi per la lotta nel nome della libertà, si battè sempre con leonino coraggio. Catturata in combattimento dalle SS tedesche, sottoposta a feroci torture non disse una parola che potesse compromettere i compagni. Dopo essere stata accecata, fu barbaramente trucidata sulla pubblica via. Eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne, fu faro luminoso per tutti i Patrioti bolognesi nella guerra di Liberazione”
La storia che raccontiamo è quella di una ragazza bolognese, 29 anni. Non era solo una ragazza di famiglia agiata. Da militante comunista infatti, aveva aderito con entusiasmo alla Resistenza. Era una staffetta partigiana, VII Brigata Gap. E’ la sera del 7 agosto 1944 e quella che diventerà ben presto una eroina viene catturata. La prigioniera è Irma “Mimma” Bandiera.
Insieme a lei vengono arrestate altre persone. E’ una rappresaglia in risposta all’assalto compiuto poco tempo prima dai partigiani contro alcuni soldati tedeschi. I suoi compagni vengono tutti fucilati immediatamente. Lei no. A lei tocca di peggio. Finisce nelle mani di un certo Tartarotti, meglio noto come il “boia in camicia nera”. Perché Mimma ha informazioni: sa i nomi, sa i luoghi, conosce le strategie di attacco della sua brigata partigiana. Ed è una donna.
Viene torturata per sei giorni e sei notti. In ogni modo. Ma Mimma non parla. Anzi, guardava i suoi aguzzini con sguardo fermo e sprezzante. E allora la accecarono. La portano alla fine nei pressi della casa dei suoi genitori a Bologna. Nonostante tutto è ancora viva, viva dentro, perché il suo corpo è completamente tumefatto, martoriato, ferito. Neanche sotto la finestra dei suoi genitori Mimma parla. Non si tradiscono quelli che lei chiamava “i miei ragazzi”, non si tradiscono i sogni. E allora i fascisti la finiscono con una raffica di mitra e la lasciano lì sulla strada, come monito. E’ la mattina del 14 agosto.
Le era stata concessa, prima di tale inaudita violenza, un’ultima lettera. Rivolgendosi alla madre, Mimma dirà “sono caduta perché quelli che verranno dopo di me possano vivere liberi come l’ho tanto voluto io stessa. Sono morta per attestare che si può amare follemente la vita e insieme, accettare una morte necessaria”. Ecco cos’è la Resistenza. Ecco le donne e gli uomini che riempiono e danno concretezza alle parole. Parole così facili da pronunciare, così difficili da vivere veramente. Per il suo gesto Mimma verrà insignita della Medaglia d’oro al Valor Militare come “eroina purissima degna delle virtù delle italiche donne”.
Ora Mimma è tornata a sorridere grazie ad un murale sulla facciata di una scuola elementare a Bologna. Chissà se il ritratto e il ricordo della sua brevissima vita possano, almeno in parte, sovrastare quel costante ronzio disturbante. Forse così anche i festeggiamenti del 25 Aprile potranno essere meno fastidiosi. E la Resistenza potrà essere raccontata finalmente per quella che è. Storie di uomini e di donne. Storie di italiani.
Festa di San Giorgio Cavaliere e Martire
23 Apr 2020 Lascia un commento
Quest’anno causa Pandemia la festa, non sarà manifestata all’esterno

e neanche tra la Gente…………………….

Grippe
21 Apr 2020 6 commenti

1918-1920 Una Pandemia un pò simile a quella odierna.
La chiamarono Spagnola, ovvero un virus influenzale H1 N1,
che seminò quasi 100 milioni di decessi, e arrivò fino a 500 milioni di contagi, con la differenza che infestava bambini, giovani persone ed anche animali, infatti nella foto anche il gatto ha una mascherina. Era il periodo della prima guerra mondiale, quindi immaginate voi le condizioni di guerra non permettevano a pieno le cure adeguate, i contagi avvenivano principalmente sui campi di combattimento e nelle trincee. il pericolo era Mondiale.
Oltre agli orrori della guerra si aggiungevano anche quelli della Pandemia…….

La Spagnola fece più vittime del conflitto mondiale, All’influenza fu dato il nome di “spagnola” poiché la sua esistenza fu riportata dapprima soltanto dai giornali spagnoli: la Spagna non era coinvolta nella prima guerra mondiale e la sua stampa non era soggetta alla censura di guerra; mentre nei paesi belligeranti la rapida diffusione della malattia fu nascosta dai mezzi d’informazione, che tendevano a parlarne come di un’epidemia circoscritta alla Spagna (dove venne colpito anche il re Alfonso XIII). Credo che in quest’epoca moderna, nessuno può ricordarsi di quegli orrori, per motivi di età/epoca, malgrado tutto, l’Umanità di tanto in tanto è sottoposta a delle prove in cui è necessario resistere.
Giorgio
Un Fiore di Pietra
20 Apr 2020 Lascia un commento
in Poesia e Vita, Senza categoria
Un teatro era la vista,
su un fiore di pietra calcare
un proscenio di pietre remote,
una festa di calcante ardore,
e come odorava di gelsomino sul far della sera.
Non finirei mai di parlarne,
come di sognare nel vuoto della mia fantasia
di ritornare a specchiarmi
in un così tenero miraggio di lontananze,
di rivedermici quando la mattina uscivo
incontro alle peripezie della vita,
portando sempre addosso
il profumo della mia terra,
ed il concerto delle campane
sempre squillanti a festa.
Giorgio ♥
La Corona che Salva
12 Apr 2020 2 commenti
Abbracciare la sua croce significa trovare il coraggio di
abbracciare tutte le contrarietà del tempo presente, abbandonando per un momento il nostro affanno di onnipotenza e di possesso per dare spazio alla creatività che solo lo Spirito
è capace di suscitare.
Giorgio

Seminare Amicizia raccogliendo Gratitudine
25 Gen 2013 6 commenti
Affinché due persone siano amiche, entrambe devono superare le barriere dell’egoismo, aver acquisito la capacità di saper Tacere quando è necessario. Un di più nel saper Ascoltare, essere presenti, utili ma senza imporsi, sopportare quando necessario, Umili nel dare e chiedere Perdono.
Nell’Amicizia Cristiana si possono riconoscere i Doni più dolci e soavi offerti dall’infinita bontà di Nostro Signore . Un Dono che per essere autentico deve contenere un Amore solido verso Dio che certifichi la ragione della sua esistenza.
A queste condizioni l’Amicizia sarà un poderoso sostegno e un sollievo alle amarezze di questa vita, per continuare nell’Eternità

Si può dire che i veri amici si scambiano reciproca fiducia, i sogni, i pensieri, le virtù, le gioie come i dolori. Sono liberi di separarsi ma non si staccano mai. L’amicizia è un sentimento che rende la vita degna di essere vissuta e contemporaneamente insegna ad affrontarla con serenità e gioia. Aiuta a scalare la montagna della paura, della tristezza, delle difficoltà e della solitudine.

L’Amicizia mette anche in movimento sentimenti ed emozioni. L’Amico non è solo il confidente ma anche una medicina, la sua presenza è così profonda da non accorgerti . L’amico è chi non ti fa vergognare. A lui puoi confidare i tuoi pensieri in assoluta tranquillità trovando sollievo e conforto, e questo lascia una impronta nel tuo cuore.
L’Amicizia, infine, è uno tra i sentimenti più belli perché dona emozioni nell’assoluta gratuità. Si può camminare accanto e nello stesso tempo crescere insieme pur percorrendo strade diverse, consapevoli dei reciproci bisogni, come dei fiori che hanno necessità della pioggia per aprirsi e mostrare tutta la loro bellezza. Nell’Amico c’è sempre un qualcosa di noi, un modo possibile d’essere, un riflesso di una identità che potremo assumere.
Un Amico che prega Cristo per conto dell’Amico, e desidera essere esaudito da Cristo per amore dell’Amico, finisce per dirigere su Cristo il suo Amore e il suo desiderio. In questo modo da quell’Amore Santo con cui si abbraccia il proprio Amico, si sale a quello con cui si abbraccia Cristo: si afferma così, nella letizia spirituale, nell’attesa di una pienezza che si realizzerà nel tempo a venire. Bisogna conoscere la solitudine con se stessi per cogliere i valori di certi incontri, che di per sé possono anche essere limitati nel tempo, ma «segnare tutta un’esistenza.
Perciò una delle grandi sfide è saper guardare le amicizie con gli occhi della Fede, che svelano un senso profondo su di sé e la realtà storica che si vive.
Giorgio
Farsi Perdonare…perdonando!
16 Gen 2013 8 commenti
Il Perdono
Ci sono sempre parole che feriscono, suscettibilità che si urtano.
Chiedere e accogliere il Perdono è un processo Umano ed un percorso Divino.
Cominciamo sempre con un atto di coraggio e, trasformeremo le relazioni Umane in piena capacità di rivelare la Saggezza di Dio.
Chiedere Perdono come anche perdonare non sono azioni spontanee, naturali, sono valori che entrano a far parte della cultura Cristiana e che il Cristiano è chiamato a vivere con la forza che scaturisce dalla vita nuova a Lui ricevuta.
Ci risulta faticoso chiedere perdono perché la nostra società incoraggia a salvare la faccia, a giustificarci in ogni caso, a dare prova di spirito di potenza, a non incontrare la propria debolezza.
Ammettere di aver sbagliato, infatti, presuppone una grande attenzione alla propria interiorità e ai propri Valori, tanto Morali quanto Spirituali.
Esercitare il Perdono esige una buona memoria ed una coscienza lucida dell’offesa.
Sarebbe bene ricordare anche dettagliatamente, il torto ricevuto per poterci liberare delle ferite che esso può aver provocato. Se si giunge a perdonare un’offesa ciò significa che il suo ricordo non ci causa più sofferenza ma sarà un ricordo come un altro che contribuirà ad acquistare una saggia Serenità. 
Il perdono non è dimenticare le colpe del passato, ma un dilatarsi del Cuore in uno scambio di Vita.
Quando si riceve un duro colpo, specie da persone a noi care, una delle reazioni più frequenti consiste nel difendersi dal tumulto di emozioni che emergono in Noi, negando che ci sia stata l’offesa. Ma questa reazione non si chiama Perdono bensì rimozione e c’entra ben poco con il Perdono del Cuore!.
L’animo sia ben disposto, Umile, pieno di Misericordia, facile a Perdonare…………… Chi sa di avere offeso, chieda Perdono.
E’ indubbiamente gesto Nobile, Umile ed assai meritevole Perdonare le colpe al Fatello, come il Signore Perdona le Nostre!.
Quando Passione e Amore possono nuovamente ritrovarsi
03 Nov 2012 4 commenti
Ci si innamora e subito la passione divampa,
per un tempo più o meno lungo fino al raggiungimento di un apice, e superato, l’eros comincia a calare fino a spegnersi. Poi ci si lascia, oppure si sta insieme perché ci sono i figli o per comodità da interessi economici.
È questo lo schema più frequente di molte relazioni d’amore, e anche quello ritenuto più ineluttabile: si pensa cioè che il pathos debba per forza diminuire, che a un certo punto i due coniugi si conoscano così bene che non c’è più niente da scoprire l’uno dell’altro, e che la coppia non abbia più niente di vitale e creativo da estrarre da se stessa.
Ma è davvero impossibile che le cose vadano diversamente? Qual è il segreto di quelle poche coppie che continuano a innamorarsi nel tempo?
Perché spesso il destino dell’amore è spegnersi?
In molti casi il problema centrale sembra risiedere in un grande equivoco: si pensa di conoscere “definitivamente” il coniuge. Così quest’ultimo perde di mistero e diventa “il solito”; è ormai così familiare che lo si senta un po’ fraterno e un po’ estraneo,….. si vedono con troppa chiarezza le sue carenze e gli aspetti negativi del suo carattere.
L’attrazione e la stima per l’altro coniuge scemano, accompagnate dalla fatalistica e non realistica idea che “in amore le cose vanno così”. In realtà questa “totale conoscenza” dell’altro non è solo presunta ma assoggettata da pregiudizi, paure e preesistenti modelli di riferimento.
In molti casi è solo finito il “primo livello” di energia e di conoscenza: basterebbe aprire il passaggio al livello sottostante per attingere a un altro grande mondo tutto da scoprire, in cui la coppia troverebbe nuova linfa. E invece tanti si fermano qui, soffrendo e………..perdendo l’amore…
Potrebbe anche accadere che dopo la prima “ondata” di conoscenza il coniuge non piaccia realmente più e in questo caso non c’è nulla da fare. Ma se fin dall’inizio c’è stata una misteriosa, inspiegabile affinità tra i due, l’innesco di una nuova onda d’amore è possibile. Certo bisogna capire cosa sta accadendo e aprire il passaggio al livello successivo, fornendo al rapporto nuovi terreni in cui proseguire e rinnovare la sua crescita. Costruire insieme, con questa consapevolezza, esperienze del tutto nuove (viaggi, progetti, contesti, attività) apre nuovi sguardi sull’altro e su se stessi senza scindere la coppia, anzi riconoscendola sempre di più nel suo divenire. Perciò, ci si può innamorare tante volte del nostro partner, marito o moglie che sia a secondo i casi . Il vero amore è Credenza, e….. provando nel modo giusto, quasi sempre si riesce!.
Giorgio




Un teatro era la vista,






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