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26/01/26

Cittadinanza

 CITTADINANZA 




Un figlio di una capoverdiana e di un italiano conserva sempre la cittadinanza capoverdiana anche se non lo ha mai richiesto?


La risposta breve è sì. Secondo la legge sulla cittadinanza di Capo Verde, un figlio di madre capoverdiana è considerato cittadino capoverdiano per nascita, indipendentemente da dove sia nato o dal fatto che abbia fatto una richiesta formale.

​Ecco i dettagli su come funziona e cosa comporta:

1. Il principio dello "Ius Sanguinis"

Capo Verde applica il principio del ius sanguinis (diritto di sangue). La Costituzione e la legge sulla nazionalità stabiliscono che:

È cittadino capoverdiano il figlio di padre o madre nati a Capo Verde.

La cittadinanza è automatica e originaria. Non è necessaria una manifestazione di volontà per "diventarlo"; lo si è già dal momento della nascita per il solo fatto del legame biologico.

​2. La Doppia Cittadinanza

​L'ordinamento capoverdiano è molto aperto:

​Permette la doppia (o plurima) cittadinanza senza restrizioni.

​Non richiede di rinunciare alla cittadinanza italiana per mantenere quella capoverdiana.

​Allo stesso modo, l'Italia permette il possesso di più cittadinanze. Pertanto, il figlio conserva entrambi i passaporti a vita, a meno che non decida formalmente di rinunciarvi.

​3. "Diritto" vs "Documentazione"

​C'è una distinzione importante tra essere cittadino e avere i documenti:

Anche se il figlio non ha mai richiesto il passaporto capoverdiano o non è mai stato registrato al consolato, per lo Stato di Capo Verde egli è comunque un cittadino.

​Tuttavia, per esercitare i diritti (come votare o viaggiare con passaporto capoverdiano), dovrà procedere alla trascrizione dell'atto di nascita presso le autorità consolari capoverdiane in Italia. Senza questo passaggio, la sua cittadinanza è "latente" (esiste ma non è documentata).

Cosa deve fare se vuole i documenti?

​Se il figlio desidera ottenere il passaporto o la carta d'identità capoverdiana, dovrà presentarsi al Consolato di Capo Verde con:

​L'estratto dell'atto di nascita italiano (modello plurilingue).

​Documenti d'identità della madre che attestino la sua nazionalità capoverdiana.

​In sintesi: Non si perde la cittadinanza capoverdiana per "mancata richiesta". È un diritto permanente legato alla discendenza.

BY Casa Madre


Capeverdian's migration

 Gli anni '60: La "migrazione delle donne"




​A differenza di altre migrazioni, quella capoverdiana è stata fin dall'inizio prevalentemente femminile.

​Il ruolo dei missionari: Le prime donne arrivarono tra il 1957 e i primi anni '60, spesso provenienti dall'isola di São Nicolau. Il tramite furono i Frati Cappuccini della provincia romana, che operavano nell'arcipelago.


​Collaboratrici domestiche

Queste giovani donne venivano chiamate dalle famiglie della borghesia romana (spesso legate agli ambienti cattolici) per lavorare come colf o "tate" conviventi. I datori di lavoro spesso pagavano il biglietto aereo, che veniva poi rimborsato con le prime paghe, cioè lavoravano a gratiseee, come si dice a Roma. Guadagnava o 60 mila lire al mese, 30 mila ritornava al datore di lavoro, il resto serviva per mantenere i figli rimasti a Capo Verde. 

​Status giuridico: Fino al 1975 (anno dell'indipendenza dal Portogallo), i capoverdiani arrivavano con passaporto portoghese, venendo registrati ufficialmente come cittadini portoghesi.


​2. Gli anni '70 e '80: Consolidamento e ritrovi

​Negli anni '70 il flusso aumentò grazie al "passaparola" e ai ricongiungimenti. La comunità iniziò a creare i propri punti di riferimento urbani:

Piazza Fiume e Via Sicilia: Questa zona divenne il cuore pulsante della comunità. In via Sicilia si trova il Centro "Nossa Senhora do Rosario", gestito dai missionari, che divenne il luogo di preghiera (messa in lingua portoghese) e di aiuto reciproco.

​Associazionismo: Nel 1988 nacque l'OMCVI (Associazione Donne Capoverdiane in Italia), una delle più antiche associazioni di immigrati in Italia, fondamentale per la tutela dei diritti e l'emancipazione delle lavoratrici.

​3. La "Roma Capoverdiana" oggi

​Oggi la comunità è arrivata alla quarta generazione. Molte delle ragazze arrivate negli anni '60 sono oggi nonne di cittadini italiani a tutti gli effetti.

​Cultura e svago: Luoghi storici come il Cafe Cretcheu (zona Via Ancona) o la discoteca Criola (Casal Bertone) hanno rappresentato per anni i centri della "movida" capoverdiana, dove si ascoltano generi come la morna, la coladeira e la kizomba.

​Integrazione: Molti figli e nipoti dei pionieri sono oggi professionisti affermati (medici, architetti, mediatori culturali) che mantengono però un legame fortissimo con l'identità dell'arcipelago.

​Curiosità: Perché proprio Roma?

​Mentre i capoverdiani diretti negli USA si concentrarono sulla pesca e quelli in Olanda sulla navigazione, a Roma la migrazione fu urbana e domestica. Questo ha creato un legame unico con il tessuto sociale della città, fatto di convivenza quotidiana all'interno delle case romane per oltre sessant'anni.

21/01/26

Maria José Mendes Evora


38 ANNI DI RACCONTI 
DI MARIA JOSÉ MENDES EVORA 


La Nascita del Sogno

​Maria José, che tutti chiamano Mizé, è nata nell'arcipelago di Capo Verde, un luogo di sole e mare. Fin da piccola, il suo sguardo era rivolto oltre l'orizzonte, sognando un futuro fatto di conoscenza e opportunità. La sua infanzia è stata segnata dalla bellezza della sua terra, ma anche dalla consapevolezza delle sfide.


Il Perno Spezzato e la Forza della Famiglia

Nel 1972, la vita di Mizé subisce un duro colpo: perde la madre, il "perno" della famiglia. Questo evento la costringe a crescere in fretta, ma rivela anche la straordinaria forza dei suoi cari. Il padre, un uomo amorevole, e il fratello maggiore, giovanissimo, decidono di emigrare per sostenere la famiglia, mostrando un amore e una dedizione che rompono ogni stereotipo.


Il Viaggio e le Prime Sfide in Italia

Nel 1979, Mizé stessa compie il grande passo e arriva in Italia. Le prime esperienze sono a Napoli, una città vibrante e affascinante che le ricorda la sua Capo Verde. Tuttavia, Mizé cerca qualcosa di più, un modo per realizzare il suo desiderio di studiare e contribuire attivamente.


I Libri, la Conoscenza e il "Noi"

Il trasferimento a Roma apre le porte della conoscenza. Con grandi sacrifici e determinazione, Mizé si iscrive alla Pontificia Università Gregoriana. Qui, l'incontro con altre realtà migranti le fa comprendere che i problemi sono spesso comuni. Nasce in lei la consapevolezza del "Noi", un concetto potente che, attraverso l'unità, può generare cambiamento e successo per l'Africa e il mondo intero.


CAVALIERE AL MERITO DELLA REPUBBLICA ITALIANA 


Mizé trasforma ls sfida della propria vita in partecipazione attiva arrivando ad ottenere un importante riconoscimento. Infatti il culmine del suo percorso è la nomina a Cavaliere Ordine al Merito della Repubblica Italiana (2001), simbolo del successo della sua integrazione e del suo impegno sociale. 



di Jorge Canifa Alves 
e il laboratorio di Casa Madre

38 ANNI DOPO






38 Anni di Racconti

di Maria José Evora



​1. Introduzione: L'impatto del libro

​Il libro cattura il lettore fin dalle prime pagine per due motivi fondamentali:

  • Lo stile: Un linguaggio semplice, chiaro, privo di fronzoli. L’autrice inserisce termini in creolo (come Mãegatchada, Ringue o Roda) senza appesantire la lettura, ma offrendoli come "piccoli gioielli" che evocano l'anima di Capo Verde.
  • L’universalità: Pur essendo una storia specifica, chi legge sente che quella storia gli appartiene. È un "film" fatto di volti amici, odori di caffè e cachupa, e il desiderio pulsante di emigrare per trovare un futuro migliore.

​2. Le Radici e il "Perno" che si spezza

​Il racconto biografico parte dal 1979, ma le radici affondano nel 1972, anno in cui la vita di Mizé cambia drasticamente:

  • Il trauma: La perdita improvvisa della madre, il "perno" della famiglia. Un evento crudo che la proietta precocemente nell'età adulta.
  • La figura maschile: Il libro rompe gli stereotipi sull'uomo capoverdiano. Vediamo un padre amorevole e protettivo e un fratello che, a soli 15 anni, si assume la responsabilità di emigrare per sostenere la famiglia.
  • Il sogno di studiare: Nonostante le difficoltà e la vita tra le isole (Boa Vista, Sal, São Vicente), il desiderio di Mizé è chiaro: studiare.

​3. L'Arrivo in Italia: Da Napoli a Roma

  • Napoli: Una città magica che le ricorda la sua terra, ma dove la "routine" non le basta.
  • Roma e la svolta: Il trasferimento a Roma segna l'inizio della realizzazione accademica. Con grandi sacrifici, Mizé studia con impegno presso la Pontificia Università Gregoriana.
  • La dimensione del "Noi": L'incontro con altre realtà migranti a Roma le fa capire che i problemi sono comuni. Nasce la consapevolezza che il concetto di "Noi" è la chiave del successo per l’Africa e per il resto del mondo.

​4. Il Focus: La Donna nella Migrazione

​A partire dal secondo ciclo di studi (1998), Mizé approfondisce un tema a lei carissimo: la condizione femminile.

  • Oltre lo sguardo maschile: Mizé analizza la migrazione con uno sguardo da "protagonista" femminile.
  • La donna capoverdiana: Una figura di grande importanza qualitativa, impegnata su più fronti e capace di una visione a 360°.
  • L'Interazione (non solo integrazione): Il passaggio dal lavoro umile ("dal piumino al computer") alla partecipazione attiva. La donna migrante non è solo un soggetto che riceve aiuto, ma un elemento decisivo di cambiamento sociale.

​5. L'Impegno Istituzionale e le Conclusioni

​Il percorso di Mizé non resta teorico, ma diventa azione concreta:

  • 1997: Entra a far parte del Tavolo delle Donne presso la Presidenza del Consiglio.
  • 2001: Riceve l'onorificenza di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana.
  • Il Ruolo Multiforme: La sintesi della sua identità — Donna, Moglie, Madre, Figlia e Migrante — che, nonostante la nostalgia e le barriere burocratiche, trova forza nell'interazione e nel sostegno ai più piccoli (Bambini di Boa Vista).
  • Conclusione: Il libro di Mizé è un viaggio che parte dal dolore personale per arrivare a un'energia collettiva, dimostrando che la migrazione, se vissuta con consapevolezza, è una risorsa inestimabile per la società intera.


Jorge Canifa Alves 


20/01/26


​✊ 20 GENNAIO: AMÍLCAR CABRAL VIVE NELLE NOSTRE AZIONI

​Oggi non ricordiamo solo un uomo, ma un’idea che non può essere uccisa. In questo 20 gennaio, come rappresentante del PAICV in Italia, onoriamo la memoria di Amílcar Cabral, il padre della nostra indipendenza e la bussola della nostra dignità.

​Cabral ci ha insegnato che la libertà non è un traguardo statico, ma un processo continuo di liberazione dalla fame, dall'ignoranza e dall'ingiustizia.

Amilcar Cabral


​🏗️ Oltre i Monumenti: La Politica del Popolo

​Cabral era un uomo di terra e di popolo. Egli non avrebbe voluto costruire monumenti costosissimi e sfarzosi, cattedrali nel deserto che celebrano il passato o se stessi dimenticando il presente e il popolo. 

​Il suo spirito pragmatico ci direbbe che il miglior modo per onorarlo oggi è:

  • Rafforzare i trasporti: unire le nostre isole e i nostri cittadini con infrastrutture efficienti.
  • Sconfiggere la povertà: mettere le risorse della nazione al servizio dei più deboli.

​Per Cabral, la sovranità ha valore solo se si trasforma in un piatto di cibo in tavola, in una scuola aperta e in una vita dignitosa per ogni capoverdiano.

​🇮🇹 La nostra missione in Italia

​Dalla diaspora, qui in Italia, il nostro compito è restare uniti. Non siamo solo custodi di una memoria, ma motori di progresso. Dobbiamo pretendere una politica che, come insegnava Cabral, "non dica bugie e non mascheri le difficoltà".

​Oggi non piangiamo un martire, ma rinnoviamo un giuramento: quello di mettere sempre il bene del popolo davanti a tutto.

Amílcar Cabral vive nel nostro impegno quotidiano!

Gloria eterna al nostro eroe! 🇨🇻

04/01/26

Colonnello Quaritch: Il Venezuela ha osato dire "NO"

PANDORA È SOTTO ATTACCO


Immagina il Venezuela come se fosse Pandora, il mondo rigoglioso di Avatar. In questo momento, quel mondo è sotto attacco, e non per caso.

​Ecco cosa sta succedendo, spiegato con i termini che conosci bene:

​1. L'Attacco della RDA (Le Grandi Potenze)

​Alle sette di stamattina, il Venezuela è stato colpito da esplosioni e blackout. Non è una "discussione tra politici", è un attacco militare vero e proprio. Perché sta succedendo? Proprio come la RDA voleva l'Unobtainium su Pandora, le grandi potenze (guidate dagli USA) vogliono il petrolio del Venezuela. Il Paese ha le riserve più grandi del mondo e ha deciso di tenersele per il proprio popolo invece di svenderle alle multinazionali. Questo, per i "Popoli del Cielo", è imperdonabile.

​2. La Resistenza dei Na'vi (Il Progetto Bolivariano)

​Anni fa, con Hugo Chávez, il Venezuela ha fatto come Jake Sully: ha detto basta alla sottomissione. Hanno cercato di dare dignità ai poveri, a chi era "invisibile", rimettendo al centro la propria terra. Difendere il Venezuela oggi è come difendere l'Albero delle Anime: significa difendere l'idea che un popolo possa decidere il proprio destino senza chiedere il permesso a Washington o ai mercati globali.

​3. La Guerra dell'Ombra: Sanzioni e Propaganda

​Prima delle bombe, hanno usato l'assedio. Hanno bloccato cibo e medicine (le sanzioni) per indebolire la popolazione, e ora usano quella sofferenza come scusa per attaccare, dicendo che lo fanno "per il bene della gente". Hanno persino usato il Premio Nobel come uno strumento di propaganda per dare un volto pulito a chi vuole solo distruggere il progetto bolivariano.

​4. Il "Colonnello Quaritch" della situazione

​In tutto questo, Donald Trump si muove come il colonnello Quaritch: non usa giri di parole o diplomazia. Va dritto al punto con la forza, il ricatto e la guerra. Per lui non contano i diritti umani, conta solo chi comanda e chi si deve sottomettere.

In breve: Il Venezuela oggi è come un clan Na'vi che ha osato dire "No" all'invasore. Per questo viene bombardato e affamato. Chi dice che è colpa loro mente: è una guerra per le risorse e per il controllo.


Il Venezuela ha scelto di non allinearsi e ora ne paga il prezzo. Per questo va difeso! Viva Bolivar!

02/12/25

OGNI CULTURA È METICCIA

🫆GIKA🫆

Ogni cultura è meticcia


  • Identità, appartenenza e meticciato culturale.
  • La critica alle definizioni rigide.
  • La forza generatrice dell'energia e del racconto.

​1. "Ogni cultura è meticcia"

​Questo punto evidenzia il rifiuto di una cultura monolitica e statica. Saba Anglana, essendo un "intreccio vivente di storie, destini, umori" (come spesso viene definita per le sue radici tra Etiopia, Somalia e Italia), incarna il concetto che ogni cultura è intrinsecamente meticcia e contaminata.

  • Meticciato: Non è solo un incrocio etnico o geografico, ma un mescolamento continuo di linguaggi, narrazioni e memorie.
  • Rifiuto della "patente d'identità": L'artista non cerca una singola definizione, ma abbraccia la sua complessità, riconoscendo che nessuno può dare l'autorizzazione al proprio sé.

​2. La "Libertà Culturale" e il Bisogno di "Appartenere"

SABA sottolinea che la vera libertà culturale non è l'assenza di legami, ma la scelta consapevole di appartenere.

  • Libertà di scelta: "Libertà culturale c'è quando incardiamo gli altri... scegliamo di 'APPARTENERE'..." Implica un'azione attiva e non passiva. Scegliere a chi e a cosa appartenere è un atto di libertà che si compie includendo gli altri nella propria narrazione.
  • Casa come tema, racconto e voce: Per Anglana, il senso di "casa" non è legato a un luogo fisico, ma a un luogo che si può ricostruire attraverso il racconto e la voce. La voce, intesa come strumento espressivo e narrativo (canto, recitazione, scrittura), diventa metaforicamente "uno strumento libero" che permette di costruire la propria appartenenza ovunque.

​3. "Energie, scontro continuo tra i caos per questo scegliamo di 'APPARTENERE'..."

​Questo è un punto cruciale che lega l'identità al concetto di energia generatrice e di conflitto.

  • Caos e Scelta: L'esistenza è vista come un'esplosione, un'energia primordiale e uno "scontro continuo tra i caos" (le molteplici storie, radici, culture, lingue, conflitti ereditati).
  • L'Appartenenza come Ancoraggio: In questo caos, la scelta di "APPARTENERE" (a storie, a comunità, a un racconto) è un bisogno psicologico e un modo per dare ordine e significato, non per annullare i conflitti, ma per gestirli e usarli come risorsa. I "nostri testi" (le nostre narrazioni personali) sono il fondamento su cui si costruisce questo senso di sé.

​4. Critica alle "Definizioni"

​In SABA ANGLANA abbio il rifiuto di etichette rigide, un tema ricorrente nell'opera di Saba Anglana (ad esempio nel romanzo La signora Meraviglia).

  • "Gika è la linea che definisce la vita": L'uso del termine gika evidenzia il punto di inizio della vita umana a partire all'ombelico di ognuno di noi. Rafforza il concetto di "definizione", come appartenenti tutti allo stesso concetto di vita, alla stessa linea e mette in luce la sua avversione per le definizioni. Per lei, le definizioni sono "recinti" che limitano, mentre la sua attitudine, quella di Saba e di Gika, è quella di "travalicare i confini" e cercare continui attraversamenti.
  • Sguardo senza preconcetti: La via alla libertà è, in sintesi, uno "sguardo senza preconcetti" che riconosce la complessità e la stratificazione dell'identità.

​5. "LINEA — ALBA"

​Gika è la linea... E la linea è spesso anche un confine, un limite (come quello che separa l'ALBA dal giorno). Anglana, come si evince dalle sue opere musicali e narrative, invita ad avere la forza di attraversare queste linee, queste paure, per raggiungere una dimensione di meticciato e comprensione reciproca.

Il concetto di Saba Anglana di Gika è un inno all'identità dinamica e complessa: un'identità che nasce dal caos e dal meticciato, si realizza nella libertà di scegliere a chi e a cosa appartenere, e rifiuta ogni rigida "patente" o "recinto" culturale.

La linea ti permette di avere uno sguardo diverso sul mondo perché offre una visione poliedrica del mondo stesso. 



Capo Verde: poesia in bianco, nero e grigio

Capo Verde

🌍 Dalla Siccità alla Sodade: Capo Verde e la Poesia in Bianco, Nero e Grigio

Capo Verde non è solo un arcipelago di dieci isole vulcaniche baciate dal sole e battute dal vento. È un vero e proprio laboratorio culturale, un luogo dove la Storia ha forgiato un'identità unica, densa di contrasti e di malinconia profonda: la Crioulidade.

​Se volessimo riassumere l'anima di questa nazione, potremmo usare il titolo che ho usato per una raccolta di poesie che pubblicati oltre venti anni fa: Poesia in Bianco, Nero e Grigio.

​🎨 Il Grigio: Il Colore del Meticciato Perfetto

​La chiave per capire Capo Verde è il meticciato (Meticismo Etico), che non è un semplice mescolio, ma una terza cultura autonoma.

​Immaginate due colori puri in scontro:

  • ⚪ Bianco: Simbolo dell'Europa, della colonizzazione portoghese, della Storia scritta e del Disprezzo per lo schiavo.
  • ⚫ Nero: Simbolo dell'Africa, delle radici, del Ritmo ancestrale e della Memoria.

​L'uomo capoverdiano, la cui terra è stata un punto di transito cruciale per 500 anni, vive esattamente in questa intersezione. Il risultato è il Grigio, una tonalità che rappresenta la sintesi creativa nata dalla tensione.

💡 Metafora del Cappuccino: Per comprendere il Grigio non basta mescolare caffè (Nero) e latte (Bianco). Ci vuole l'azione (il vapore, la schiuma), un elemento che trasforma gli ingredienti in qualcosa di nuovo. Il cappuccino è a Capo Verde l'equivalente della Crioulidade: un prodotto culturale "fatto" dall'uomo, che non assomiglia né al caffè puro né al latte, ma è squisitamente proprio.


​🌊 La Tela dei Contrasti: Terra vs. Mare

​La letteratura capoverdiana è strutturata su una serie di contrasti (o dicotomie) che riflettono la durissima realtà geografica e sociale dell'arcipelago.

​Il tema centrale non è l'armonia, ma la tensione che si crea tra elementi opposti:

  • TERRA vs. MARE: L'isola è la radice, l'identità fissa; il mare è l'illimitato, la via d'uscita, ma anche la paura della pirateria e della schiavitù.
  • SICCITÀ vs. MARE: La Siccità è la catastrofe che ciclicamente (come negli anni '30, '40, '50) ha decimato la popolazione, costringendo alla fuga. Il mare è l'unica risorsa alimentare.
  • INSULARISMO vs. PUNTO DI RACCORDO: Le isole sono fisicamente bloccate (Insularismo), ma la loro posizione strategica le ha rese storicamente un Punto di Raccordo tra tre continenti.

​Queste opposizioni creano un'eterna Inquietudine, il motore della poesia capoverdiana.

​💔 Il Dramma Esistenziale: Partire o Restare?

​Tutte le tensioni culturali, storiche e geografiche culminano in un unico, straziante dilemma esistenziale che definisce l'anima capoverdiana: il dramma del contrasto.

​😢 Il Dilemma Invertito

​Il capoverdiano vive nella dolorosa oscillazione tra due polarità:

  1. Voler Partire (per fame, per cercare fortuna) ma Dover Restare (per l'amore viscerale verso la terra).
  2. Voler Restare (per il legame emotivo) ma Dover Partire (per necessità economica, per la siccità).

​Questa impossibilità di conciliare il desiderio con la necessità è l'origine della saudade capoverdiana, la nostalgia perenne che permea le musiche (come la Morna di Cesária Évora) e le poesie. È la malinconia per ciò che si è costretti a lasciare e per ciò che si è costretti a non raggiungere.

​In Conclusione: La Poesia come Riscatto

​La Poesia in Bianco, Nero e Grigio è, in sostanza, la mappa emotiva di Capo Verde.

​Non è solo un racconto delle difficoltà, ma la testimonianza della resilienza di un popolo che ha saputo trasformare la sua condizione di "terra di mezzo" e di eterno contrasto in un'identità ricca e unica, dove il grigio della fusione brilla più intensamente del bianco o del nero presi singolarmente.

​Leggere la letteratura capoverdiana significa entrare in un dibattito antico che dura da cinquecento anni e che ha un unico grande protagonista: l'uomo, eternamente diviso tra la Terra e il Mare, tra l'Africa e l'Europa.


01/12/25

CASA MADRE

 



🇮🇹 CASA MADRE si propone di essere un polo di aggregazione e incubatore culturale intergenerazionale per la comunità, con un focus specifico sul benessere giovanile e l'inclusione sociale. La sua missione è offrire uno spazio dinamico e protetto che stimoli la creatività, l'espressione artistica emergente, e promuova il recupero delle radici culturali, in particolare quelle capoverdiane, celebrando la diversità come una risorsa. 


​🇵🇹 Portoghese

CASA MADRE propõe-se a ser um polo de agregação e incubadora cultural intergeracional para a comunidade, com um foco específico no bem-estar juvenil e na inclusão social. A sua missão é oferecer um espaço dinâmico e protegido que estimule a criatividade, a expressão artística emergente, e promova a recuperação das raízes culturais, em particular as cabo-verdianas, celebrando a diversidade como um recurso.


​🇨🇻 Crioulo Cabo-verdiano (Variante de Santiago/Praia)

CASA MADRE teni komu objetivu ser un polu di agregason y inkubadora kultural inter-jenerasional pa komunidadi, ku un foku spesífiku na ben-star di jovens y na inkluzon sosial. Si misom é oferese un spasu dinámiku y protejedu ki ta stimula kriatividadi, espreson artístika ki sta nase, y promove rikuperason di raís kultural, prinsipalmenti kes di Kabu Verdi, selebrando diversidadi komu un risursu.



25/11/25

La bambina dai piedi scalzi

 La bambina dai piedi scalzi 

autrice Jessica Jortes



di Jessica Fortes


Julinha, "La Bambina dai Piedi Scalzi" ti trasporta immediatamente nell'incantevole scenario di Capo Verde, con descrizioni evocative che fanno sentire il sole e la sabbia sotto i piedi. 

Musicista: Inaldino, Presidente Tabanka onlus Maria A. Gomes e
1° Segretario PAICV settore Italia Jorge Canifa Alves

 Julinha è il protagonista adorabile e ben delineato fin da subito: il suo spirito coraggioso, la sua indipendenza (simboleggiata dai piedi scalzi) e la sua intraprendenza la rendono immediatamente simpatica. Il dialogo tra i bambini è naturale e autentico, aggiungendo profondità ai loro caratteri e alle dinamiche del gruppo.  

Le tante che si alternano sono narrate con un ritmo incalzante, pieno di curiosità e piccole sfide che mantengono alta l'attenzione. La decisione di Julinha di condividere qualcosa con la comunità e di prendersi cura dell'asinello Ziplin mette in luce i suoi valori e il suo buon cuore, rendendola un modello positivo per i giovani lettori.  

Il secondo capitolo de "La Bambina dai Piedi Scalzi," "Il Ballo del Funanà," prosegue splendidamente l'avventura di Julinha, enfatizzando il valore della perseveranza e la forza dell'amicizia.  La storia si apre con l'entusiasmo contagioso di Julinha per il Festival di Musica Internazionale, un contesto che introduce una nuova sfida: la gara di funanà. 

È particolarmente apprezzabile come l'autrice utilizzi questa competizione per esplorare le diverse personalità dei personaggi: la reticenza iniziale di Calù, che poi si scioglie nella giocosità, e la timidezza di Bety, che viene incoraggiata dalla positività di Julinha.

 Quest'ultima, con la sua inesauribile energia e la sua incrollabile convinzione che "l'importante è stare insieme e divertirsi," si conferma un personaggio trainante e ispiratore.

Capitolo (Trama Principale)Tema Centrale
Il Tesoro di Terra BoaJulinha scopre un tesoro e decide di condividerlo con la comunità, mostrando il suo buon cuore.
Il Ballo del FunanàI bambini partecipano a una gara di ballo, superando ostacoli con perseveranza e vedendo la timida Bety fare qualcosa di inaspettatamente.
Il Guardiano delle SalineEsplorazione misteriosa nei sotterranei di un vulcano spento (Pedra de Lume), cementando l'amicizia contro la paura.
La Pietra Magica di BuraconaJulinha trova una pietra magica e, con altruismo, esprime il desiderio che lei e i suoi amici restino "Amici per sempre".
Il Pozzo VerdeI tre amici salvano con coraggio e ingegno un passerotto ferito, dimostrando compassione e ricevendo una commovente gratitudine.
La Rivolta degli AnimaliUna farsa comica in fattoria, dove l'ingegno di Julinha e il lavoro di squadra sono essenziali per gestire il caos.
A Caccia di RosmarinoAffrontano pericoli (le vespe) per trovare un rimedio naturale per la nonna malata di Calù, riaffermando la loro premura.
Mercanti a PalmeiraAiutano il papà di Julinha a vendere pesce al mercato, imparando l'intraprendenza e il commercio con simpatia.
Il Mistero di Monte LeãoScalano il monte per risolvere un rompicapo. La ricompensa non è un tesoro, ma una prospettiva grandiosa che ispira sogni di viaggi futuri.
La Sera della CatchupadaI bambini cucinano il piatto tradizionale e riflettono sui loro sogni, riaffermando la loro promessa di amicizia indissolubile.

Attraverso queste avventure, Julinha, Bety e Calù incarnano valori universali come l'amicizia, il coraggio, l'altruismo, l'ingegno e la perseveranza, offrendo ai lettori un viaggio emozionante e ricco di insegnamenti nel cuore di Capo Verde.

pubblico alla presentazione organizzato da PAICV-Italia del 5 luglio 2025


XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE

XXXIII° ANNIVERSARIO DALL'INDIPENDENZA DI CAPO VERDE
J. Canifa Alves, l'On.le M. Monteiro, l'On.le Frias, l'On.le Sousa, rappresentante Caritas F. Pittau

Un libro può salvare la vita

  • edgar allan poe - racconti
  • Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine
  • Isabel Allende - il piano infinito
  • Luis Romano - famintos
  • Michael Ende - la storia infinita

MONDO MIGRANTE

Los Angeles – Charlize Theron è diventata cittadina americana. Ad annunciarlo la stessa attrice durante il David Letterman Show: “ho sempre desiderato essere cittadina americana, ma loro non volevano accettarmi… Ho dovuto studiare. Inoltre era difficile non pensare a qualche trucco all’esame, come quando a me, di madrelingua inglese e sudafricana, è stato dato un foglio e mi è stato chiesto di scrivere correttamente la frase: è una giornata di sole”.

Un premio Oscar all’ umorismo americano… ma si diamo loro anche un “Tapiro d’oro”.

Le rivoluzioni non necessariamente rappresentano delle soluzioni... sicuramente ti danno linfa vitale!

RAIZ-LONGE

RAIZ-LONGE
dietro: Benny Hopffer Almada, Giovanni Mone, Alfredo Pierantozzi; al centro: Marta Poretti, Viviana Alves, Jorge Canifa Alves, Cateline Hopffer Almada, Lorena Salvatori, Walter do Rosario; in basso: Hamdi Dahir, Linda Evora, Aderico Brito.