The wave man

What happens at night on Lake Oeschinensee?

Only in October did I see something strange in this enchanting place. Unfortunately, I wasn’t able to take photos or videos due to poor visibility (it was dark).

On two separate occasions, I saw lights above the lake, probably drones, although I didn’t notice any people or other light sources: I don’t think a drone can be flown in complete darkness.

The third event occurred on October 24th, around 8:30 PM. It was dark and snowing lightly. The sound of waves, similar to the surf, piqued my curiosity. There was no wind, not even a light breeze, just the constant lapping of the waves.

I decided to approach the shore, then continued toward some boats moored on three piers. The rowboats were banging against each other, making creaking noises. I turn to the left with the flashlight in my hand and glimpse a human figure: a black wool hat, a brown jacket, and dark pants. His back was turned.

I direct the light back onto the docks and boats, which continued to bang into each other.

I turn back to that guy, still as a tree trunk. I even thought he was doing something, but how the hell can you stand in the woods without a single light? Anyway, if someone shone a flashlight at me, I’d turn around. And I did this three times: no movement. My blood ran cold, while the sound of the waves and boats continued incessantly. There was no wind, and this person was standing still in the darkness of the woods, about twenty meters away from me.

But the story doesn’t end there: around 10 pm, two French boys came down from the mountain. I met them, and they were quite scared. Something in the woods forced them to flee, to run beyond this beautiful lake.

I usually post imagined, constructed stories on my blog. This time, I find myself writing an adventure route about the lake and the woods surrounding it.

I called the man standing still in the darkness The Wave Man, because he seemed connected to what was happening on the lake.

I’ll never forget that evening; I still get chills from that encounter every time I think about it.  

L’uomo delle onde

Cosa succede di notte sul lago Oeschinensee?

Solo in ottobre mi è successo di vedere qualcosa di strano in questo incantevole posto. Purtroppo, non sono riuscito a fare foto o video per la scarsa visibilità (era buio).

In due diverse occasioni ho visto delle luci sopra il lago, probabilmente droni, anche se non ho notato persone, o altre fonti luminose: non credo che un drone possa essere pilotato nel buio più completo.

Il terzo avvenimento è accaduto il 24 ottobre, verso le 20:30. Era buio e nevicava appena. Un rumore di onde, simile alla risacca del mare, ha attirato la mia curiosità. Non c’era vento, nemmeno una brezza leggera, solo il continuo sciabordio di onde.

Decido di avvicinarmi alla riva, poi proseguo verso alcune barche ormeggiate su tre pontili. Le imbarcazioni a remi sbattevano tra loro, emettendo dei cigolii. Mi giro verso sinistra con la torcia in mano e intravedo una sagoma umana: berretto nero di lana, giubbotto marrone e pantaloni scuri. Era girato di spalle.

Dirigo il fascio di luce di nuovo sui pontili e le barche, che continuavano a sbattere tra loro.

Mi rigiro verso quel tizio, immobile come un tronco d’albero. Ho anche pensato che stesse facendo qualche bisogno, ma come diavolo fai a startene in un bosco senza una sola luce? Comunque, se qualcuno mi puntasse contro una torcia, io mi girerei. E questo l’ho fatto per ben tre volte: nessun movimento. Mi si è gelato il sangue, mentre il rumore delle onde e delle barche continuava incessante. Non c’era vento, e questa persona se ne stava immobile nell’oscurità del bosco, a una ventina di metri da me.

Ma la storia non finisce qui: verso le 22, due ragazzi francesi sono scesi dalla montagna. Li ho incontrati ed erano piuttosto spaventati. Qualcosa nel bosco li ha costretti a fuggire, a correre oltre questo bellissimo lago.

Di solito sul mio blog pubblico storie immaginate, costruite. Questa volta mi ritrovo a scrivere una mia avventura sul lago e i boschi che lo circondano.

Il tizio immobile nell’oscurità l’ho chiamato L’uomo delle onde, perché sembrava connesso a ciò che stava accadendo sul lago.

Quella sera non la dimenticherò mai, ho ancora i brividi addosso per quell’incontro, ogni volta che ci penso.   

Svizzera

Cantone di Berna, Kandersteg. Questa cittadina turistica ha 1300 abitanti ed è piuttosto isolata e circondata dalle alpi svizzere. Ma uno dei luoghi più belli non è questa cittadina, ma un lago a 1.600 metri di altezza. Oeschinen, questo è il suo nome. Zona protetta decretata dall’Unesco, pattugliata da ranger che cercano di fare rispettare le regole di pulizia e decoro. Un paradiso fra le alpi svizzere.

In realtà Kandersteg offre molti percorsi fra le montagne, fra cui quello citato qui sopra. Per esempio, per chi fosse interessato a scalare (in sicurezza) una parete alta 350 metri, c’è una delle vie ferrate più suggestive della Svizzera: Almenalp. Un’esperienza elettrizzante che ho fatto di persona.

2024 – ultime letture

Con questo post vorrei fare un breve riepilogo delle mie ultime letture, dopo una lunghissima pausa durata diverso tempo. Oltre ad aver ripreso a leggere, ho ripreso anche a scrivere, e questo per me è un vero sollievo.

The book of Accidents, di cui ho già scritto ciò che penso in un post sul blog.

Le montagne della follia, scritto da H. P. Lovecraft. Presto pubblicherò un post inerente a questa particolare lettura.

The Junkie Quatrain – gli infetti di Baugh – scritto da Peter Clines.

Locuste dell’abisso, scritto da Alessandro Girola.

La prossima lettura, invece, sarà Petrademone – il libro delle porte – scritto da Manlio Castagna.

Per quanto riguarda le mie storie, invece, sto lavorando a Dreamworld – Sean Balducci, il seguito di Io, Katy e Lupo.

Ho iniziato a scrivere anche un nuovo racconto: La baita, un horror thriller che spero vi piaccia.

In futuro scriverò un altro racconto dal titolo: La signora del lago.

Tutti questi racconti inediti, un giorno, li aggiungerò al libro Angeli, Diavoli e Zombie, che verrà ripubblicato con una nuova copertina e nuovo editing.

La baita (2° Parte)

Giorno 2

   Ho molte cose da raccontarvi e non so nemmeno da dove cominciare.

   Questa vacanza si sta rivelando piuttosto inquietante e surreale. Dentro la cassettiera ho trovato una scacchiera con tutti i pezzi degli scacchi (adoro giocare a scacchi), così l’ho approntata come se dovessi giocarci. E fin qui nulla di strano. Il problema è che questa mattina, appena sveglio, ho notato che un pezzo (il cavallo bianco) era spostato di tre caselle, la classica mossa a “L”.

   Non è tutto, a volte vedo la sedia a dondolo muoversi da sola. Nella baita non ci sono spifferi e, dalla porta e dalle due finestre, non passa aria. Per sicurezza ho controllato anche il camino: nessuna anomalia.

   In questo posto non c’è nessuna connessione a internet e non si possono fare telefonate, il mio cellulare non ha campo. Se dovesse succedere qualcosa, proverò con i segnali di fumo.

   Tornando agli scacchi, ho mosso uno dei miei pedoni di due caselle, chissà che la partita non prosegua.

   Non sono una persona impressionabile, però sto valutando l’ipotesi di non essere solo in questa baita, oppure sono vittima di uno scherzo di pessimo gusto. Per adesso mi sto godendo questa particolare vacanza.

   Sto scrivendo questa sorta di diario sul mio portatile, in attesa di avere la connessione per potervi rendere partecipi di quello che mi succede.

   Aggiornerò questa specie di diario ogni volta ci sia qualcosa da raccontare.

   Il tempo, in montagna, cambia spesso e anche repentinamente. Ieri, per esempio, c’era un sole caldo e poche nuvole innocue. Oggi è nuvoloso ma non piove. Non ho la possibilità di aggiornarmi sulle future condizioni meteo.

   Trascorro del tempo a fare fotografie ai boschi, al lago e alle montagne che mi circondano, tutto materiale per la futura recensione che farò molto presto. Inoltre mi rilasso e progetto i futuri viaggi.

   Se domani dovesse fare bel tempo, credo proprio che farò un’escursione dall’altra parte del lago: ho visto che ci sono delle grotte vicino a un torrente, forse meritano una visita.

   A domani.

The book of accidents – cosa ne penso

Come avrete notato il blog non è abbandonato, l’ho solo messo da parte per diversi motivi che non starò certo a elencarvi. Comunque scrivere, come leggere, è una delle mie passioni. A proposito di letture, ho da poco terminato “The book of Accidents – il libro delle cose sconosciute”. L’autore si chiama Chuck Wendig e questo è il suo primo libro che leggo. Il genere è una miscela di thriller, horror e fantascienza. Di cosa parla?

Quarta di copertina:

Tempo prima, Nate viveva in campagna con il padre violento. Con la sua famiglia non ha mai fatto parola di ciò che successe in quella casa. Tempo prima, Maddie era una bambina che costruiva bambole nella sua cameretta, quando vide qualcosa che non avrebbe dovuto vedere. Tempo prima, qualcosa di sinistro, di famelico, si aggirava per i boschi e le rocce della zona. Ora Nate e Maddie Graves sono sposati, e insieme al figlio Oliver sono tornati dove tutto ebbe inizio. E ciò che avvenne tanto tempo prima sta accadendo di nuovo… e sta accadendo a Oliver, il quale diventa il migliore amico di uno strano ragazzo custode di oscuri segreti e con un debole per la magia nera. Oliver però deve stare attento, perché la loro amicizia li trascinerà al centro di una battaglia tra il bene e il male. Solo che Nate e Maddie hanno un’arma segreta che nessuno potrà mai sottrargli: l’amore che li lega e li rende più forti.
La famiglia di Nate torna nella sua casa d’infanzia – e all’oscuro passato che ancora la funesta – in questo capolavoro horror dell’autore di I vagabondi.

Il romanzo è lungo la bellezza di 500 pagine, che per me sono scivolate via con piacere. La famiglia Graves, i protagonisti della storia, viene descritta in maniera sfaccettata e credibile: Oliver mi è piaciuto molto e l’ho seguito più che volentieri in questa vicenda.

Si tratta di un romanzo particolare per vari motivi e i punti di vista sono tre: Nate Graves (il padre), Maddie (la madre) e Oliver. Si alternano molto spesso, ma questo, a mio parere, aiuta ad addentrarsi nelle vicende narrate. Il fatto che l’autore divida i punti di vista, a seconda di ciò che sta accadendo, aiuta a seguire meglio la storia.

In questo romanzo c’è molta carne al fuoco ed ecco alcuni esempi: un serial killer, misteri da risolvere e alcuni viaggi tra dimensioni. Non posso essere più specifico, altrimenti rischierei di svelarvi dettagli troppo importanti ai fini della trama.

La storia si svolge in una piccola comunità e ci sono anche i personaggi secondari molto interessanti.

Consiglio la lettura a tutti gli amanti dei generi sopraelencati.

La baita (1° Parte)

Giorno 1

   Ho affittato uno chalet in montagna, a pochi passi da un lago. Ah già, che stupido, mi chiamo Luca Corsi e sono un Instagrammer. Ho parecchi followers e ogni santo giorno devo reinventarmi per continuare a guadagnare e vivere.

   Mi hanno offerto un alloggio a prezzi stracciati, purché lo pubblicizzi attraverso le mie reti social. Ho accettato dopo aver fatto una ricerca sul posto, sul lago e sulla struttura in affitto. Gli accordi li abbiamo presi via mail: niente strette di mano, nessuna voce al telefono, soltanto un paio di fredde mail fra le parti. Però mi hanno promesso che mi sarei divertito da morire, testuali parole.

   Quindi adesso mi trovo alla fine di una strada sterrata e, davanti a me, una baita. C’è un silenzio impressionante, a parte il vento e il canto di vari uccelli.

   A una cinquantina di metri vedo un lago dal colore verde smeraldo: uno spettacolo per gli occhi.

   Il posto è isolato. Nell’ultima mail ricevuta, quella di conferma, mi hanno suggerito di portarmi dietro tutto il necessario per dormire e mangiare.

   Questa zona, come promesso, è favolosa, silenziosa e completamente immersa nella natura.

   Mi trovo di fronte all’ingresso e, come da accordi, la chiave l’ho trovata sotto a una curiosa casetta in legno, una sorta di mangiatoia per uccelli.

   Mentre apro la porta, un cigolio sinistro mi da il benvenuto. La baita è fatta interamente in legno, una sorta di parquet riveste il pavimento. L’arredamento è povero: una pratica cassettiera, un letto comodo, un divano dal rivestimento logoro, una sedia a dondolo e un caminetto montato a un angolo.

   La sedia a dondolo è comodissima!

   C’è un piccolo bagno e una micro cucina per prepararsi dei pasti.

   Per adesso non posso lamentarmi. Passerò il resto della giornata a sistemare le mie cose e a prepararmi la cena.

   A domani.

Ghost Car (Seconda parte)

   “In quel caso, sempre attraverso il satellite, bloccheremmo il congegno montato in quella auto. Non siamo sprovveduti, abbiamo pensato a tutto, anche a farlo off-line, quando il mezzo viene parcheggiato e nessuno ne sta facendo uso.”

   Adesso mi trovo fuori dall’officina, con le chiavi in mano, e osservo alcuni adesivi che hanno messo sugli sportelli e sul cofano. La scritta è nera e dice: Autovettura sperimentale dotata del dispositivo Ghost Car.

   Apro lo sportello con cautela e osservo il cruscotto. I meccanici mi hanno spiegato dove hanno montato il tasto di avvio del dispositivo. Mi affaccio all’interno con prudenza e lo vedo subito, proprio a sinistra dell’accendi sigari. Un pulsante rosso acceso spicca sul nero della plastica di cui sono fatti gli interni della macchina. In pratica un cazzotto nell’occhio.

   “Quando lo premerò, non succederà assolutamente nulla” mi sono detto a voce bassa, quindi sono salito in auto, chiudendo la portiera.

   Mi sono addentrato nel traffico di Roma, tornando verso casa. A ogni semaforo rosso, davo un’occhiata a quel bottone, ma avevo un po’ di paura a premerlo. Mi sono tornate in mente quelle regole del messaggio, quindi ho deciso di fermarmi a un benzinaio per preparare tutto l’occorrente.

   Ho montato sul paraurti la mia GOPRO nera, ho fissato una SONY HD sul pannello del portabagagli e ho bloccato sul cruscotto il cellulare, pronto a filmare.

   Male che vada, faccio qualche video al traffico di Roma, ho pensato. Quindi ho avviato le tre registrazioni e sono salito. Motore acceso e auto ferma. Schiaccio il pulsante rosso e mi sento emozionato.

   Avverto delle strane vibrazioni e vedo alcune persone che si fermano a guardare, qualcuno prende in mano il telefono. Ho i finestrini alzati e non riesco a sentire quello che si dicono.

   Sul display dell’autoradio appare una scritta che non avevo mai visto: Attendere prego. Dispositivo in attivazione. La scritta scorreva da sinistra verso destra. Procedere con prudenza. Buon viaggio da Ghost Car Solution.

   Metto la prima e tolgo la frizione. Intanto, sul piazzale del benzinaio, si è radunata una piccola folla di curiosi che osserva la mia macchina. Che diavolo ha che non va?

   Mentre mi immetto sulla strada, vedo un riflesso strano sulle vetrine di un bar e non mi accorgo della fila di auto davanti a me. Non avviene nessun urto. Con stupore, passo attraverso la prima macchina e sento un leggero formicolio a braccia e gambe. Per un attimo mi è sembrato di sentire delle voci, forse di quelli che ho appena attraversato.

   In pochi minuti ho raggiunto il semaforo, passando dentro a una decina di macchine ferme. Alcuni suonavano, qualcuno aveva aperto lo sportello ed era sceso, incredulo.

   A dire la verità, non riuscivo a crederci nemmeno io.

   Ho proseguito a viaggiare sulla corsia di destra, senza frenare, mentre mi avvicinavo all’ennesima auto e la superavo passandoci attraverso. Stavo guidando un’auto fantasma.

   Sul display ora appare un’altra scritta: Prestare attenzione, mancano due minuti al termine del funzionamento assicurato del congegno. Esaurito il tempo, fermare il veicolo e premere di nuovo il tasto per disattivarlo. Grazie per la vostra fiducia.

   Decido di fermarmi, così accosto e metto le quattro frecce. Premo il bottone e quelle strane vibrazioni cessano immediatamente.

   Qualcuno si ferma dietro e mi lampeggia. Io lo ignoro e cerco di ripartire appena il traffico me lo consente.

   Ora sono a casa e con me ho tutte le videocamere che ho usato poco fa. Sono curioso di vedere ogni singolo fotogramma, così riverso le memorie su PC. Ho trenta minuti di video da esaminare.

   L’auto è parcheggiata in garage e non corre rischi.

   Controllo i filmati e non riesco a credere ai miei occhi. La videocamera montata sul paraurti anteriore ha ripreso ogni istante in cui la macchina passava dentro le altre, senza causare il minimo danno. Adesso mi sento elettrizzato per questa inedita esperienza.     

Ultime novità

Come avrete notato, ho ripreso ad aggiornare il blog. Per parecchi mesi sono rimasto fermo, bloccato, sia sul lato scrittura, che quello della lettura. Ora, però, tutto si sta muovendo di nuovo.

In ballo ci sono molte cose: due romanzi da terminare e svariati racconti da continuare.

Ho ripreso a scrivere Dreamworld – Sean Balducci, il seguito di Io, Katy e Lupo. Nel primo romanzo, mi è anche stato fatto notare da parecchi lettori, mancano diverse risposte sui sogni che fanno i Dreamers. C’è tutto un meccanismo abbastanza complesso, ecco perché il seguito ha molta importanza per me. Spero di terminare la prima stesura entro dicembre.

Ghost Car è un racconto di fantascienza scritto in poche ore, anche se l’idea principale ce l’avevo in mente da tempo: troppo ore in mezzo al traffico, temo.

Ho anche ripreso a scrivere Sogno Globale, nel blog ci sono già due parti pubblicate e, presto, chi vorrà, lo potrà leggere.

Magic Warehouse – Questi mobili che magia è un altro romanzo che ho già iniziato, ma è fermo per dare la precedenza a Dreamworld.

La casa editrice Lettere Animate ha chiuso, quindi Any man e Angeli, Diavoli e Zombie sono svincolati dai vecchi contratti di edizione. Li ripubblicherò su Amazon, migliorati e ampliati, con copertine nuove e storie inedite.

Per quanto riguarda le letture, invece, mi sono addentrato in “La casa in fondo a Needless street”. L’autrice è Catriona Ward e la storia, per adesso, mi sta piacendo. Ha dei punti di vista diversi, particolari, ma intriganti. Il genere è thriller.

Appena avrò terminato la lettura, ve ne parlerò volentieri.

Ghost Car (prima parte)

Siete stanchi di passare ore e ore in mezzo al traffico cittadino?

Siete in ritardo a un importante appuntamento di lavoro, oppure con la vostra dolce metà?

Avete difficoltà a parcheggiare la vostra auto?

Affidatevi al nuovo brevetto della Ghost Car Solution, e non patirete più le interminabili code cittadine.

Stiamo sviluppando un avveniristico congegno che eviterà incidenti mortali, o con feriti, o semplici fastidiosi sinistri. E tutto questo con un semplice click dall’abitacolo della vostra auto.

   Pochi giorni fa mi era arrivato un SMS particolare, strano, non quei messaggi sgradevolissimi dichiaratamente SPAM. Il testo diceva:

Vuoi diventare collaudatore per il futuro dei mezzi di trasporto? Vuoi testare in prima persona l’assoluta novità che rivoluzionerà il traffico in tutto il mondo? Tu ci metterai la tua auto, noi il nostro congegno appena brevettato. A patto che, quando testerai la Ghost Car, ti munirai di telecamere esterne e interne, per registrare in diretta ciò che avverrà intorno a te. Sarà un’esperienza che ti toglierà il respiro. Ah, la durata massima del funzionamento garantito, per ora, è di dieci minuti assicurati.

Ci sono alcune regole da seguire:

1) Prima di avviare il congegno, ricordati di fermare l’auto. È tassativamente obbligatorio per assicurarsi che il meccanismo di trasformazione non crei danni a terzi.

2) Quando riterrai opportuno usare il dispositivo, ricorda di non invadere la corsia opposta: tu conosci le funzionalità del prodotto, gli altri no. Potresti provocare incidenti, oppure panico fra gli automobilisti. La sicurezza stradale va sempre rispettata.

3) Allaccia sempre le cinture di sicurezza e non usare il telefono mentre sei alla guida.

4) Se hai bevuto alcolici, non metterti alla guida, anche se hai a disposizione il nostro dispositivo.

5) Non oltrepassare i limiti di velocità, guida responsabilmente e rispetta il codice della strada attualmente in vigore.

Rispondi con un SI a questo messaggio e ti ricontatteremo per fissare l’appuntamento.

   Beh, dopo aver letto questo invito, sono rimasto incuriosito. Prima di accettare, avevo fatto qualche ricerca in rete, per capire se fosse stata una sorta di truffa. Sembrava di no. Hanno anche un sito. Quindi gli ho inviato il mio SI. Pochi minuti dopo ho ricevuto una telefonata e mi hanno fissato l’appuntamento.

   Mi sono recato in auto nella loro officina. Mi hanno chiesto di lasciarla per almeno un’ora, mentre mi avrebbero illustrato cosa avrei dovuto fare.

   La segretaria, molto cordiale, mi ha fatto firmare alcuni fogli: si trattava di una modifica sperimentale all’auto e che, in caso fosse successo qualcosa, la responsabilità sarebbe ricaduta sul sottoscritto. In cambio mi avrebbero lasciato il congegno e, con l’esperienza, avrei imparato a gestirlo nel migliore dei modi.

   “Quando premerò quel pulsante, cosa succederà effettivamente?” le ho chiesto. Assolutamente niente. Mi sono risposto.

   Io ero seduto sulla sedia, i fogli sparsi sulla scrivania con la mia firma ben leggibile. Lei mi ha sorriso rispondendo: “In parole povere, la sua macchina diventerà un fantasma, uno spettro, mi creda.”

   Si lallero, mi sono detto.

   Poi aggiunse: “Il suo dispositivo è collegato a un nostro satellite, che controllerà quello che succede. In caso di problematiche, l’avviseremo tempestivamente.”

   Annuisco in silenzio, però una domanda mi esce per pura curiosità: “Ammettiamo che sia tutto vero, non avete pensato all’uso che ne potrebbe fare qualche malintenzionato?”

   “Una banda di rapinatori in fuga intende?”

   “Già, proprio loro.”