Si può o non si può avere tutto?

Sono cresciuta con questa frase ridondante nelle orecchie ogni qualvolta provassi ad avere di più, qualcosa di meglio. In genere funziona cosi:

fase uno: ci si lamenta di quello che non va

fase due: si cerca di capire cosa altro si voglia

fase tre: ci si fissa un obiettivo

fase quattro: si fa un piano

fase cinque: azione

Ho conosciuto diverse persone incastrate in ognuna di queste fasi; tante ahimè persino nella fase uno. Altre senza capire cosa volessero veramente, altre senza sapere come fare per ottenerlo.

Io mi chiedo spesso: è davvero possibile avere tutto? O è necessario arrendersi a prescindere perchè è una cosa che non si può avere?

Forse ci sono modi più o meno convenzionali per coniugare i vari punti di vista delle cose che ci mancano, forse non basta una determinata cosa; forse il segreto sta nel cogliere le piccole sfaccettature di ogni situazione, di ogni emozione e usarla come un colore per dare quel tono di luce alla propria tela, su cui si dipinge ad ogni passo la propria esistenza, smettendo di cercare in un qualcosa di unico quello che non c’è. Spetta forse a noi creare quell’unicum con tutti gli strumenti, le situazioni e le opportunità che la vita ci presenta, per cogliere quello che ci manca; quando così ci pare.

Ci sono anche momenti no

Poi però arrivano anche i si. Non è così immediato né così scontato, ma come in natura tutto passa, tutto cambia, tutto evolve e si trasforma così anche noi pian pianino ci riprendiamo da qualsiasi bastonata e ci rimettiamo a camminare. A volte in ginocchio altre persino a quattro zampe oppure ci ritroviamo persino più forti, più consapevoli e meno vulnerabili di fronte alle nuove sfide.

Basta saperle accogliere, guardare, analizzarle ed affrontarle. E’ inutile cercare di scamparle. Ne arriveranno altre peggiori cui non saremo pronti se non superiamo uno alla volta ogni momento di difficoltà che ci fa le ossa e ci allena per il prossimo.

La cosa bella è l’intervallo. Tra un momento no e un altro: PICCOLI MOMENTI DI PACE

Come fare per sentirsi liberi 

Non è un concetto astratto. Le catene più ferree sono dentro la nostra testa. I limiti più drastici li abbiamo costruiti noi stessi.

Come fare per sentirsi più liberi? Basta sapere che come li abbiamo fatti, costruendoli con le nostre stesse certezze, credenze, speranze ed altro, allo stesso modo li possiamo anche sciogliere, in un modo ancora più semplice. Come fare una discesa dopo aver scalato per una vita intera. 

Nessuno è come te

Puoi provare a essere più bello,

più buono,

più educato,

più sincero.

Puoi provare ad avere anche più coraggio, se necessario.

Ma perchè farlo?

Perchè così ti sentiresti più accettato? In qualche modo migliore?

Può darsi che funzioni.

e se la bellezza per uno è rosso e per un altro è blu, che colore dovrei scegliere?

e se piuttosto dell’essere educato fosse meglio essere più simpatici, come si fa?

Forse la cosa migliore è scegliere attorno a noi chi ci apprezza per quello che siamo davvero;

è meno impegnativo e più gratificante.

o magari cercare di migliorare e crescere insieme a chi la vede come noi.

Anno Nuovo

Mi chiedevo perché avessimo deciso ad un tratto che ci dovesse essere un nuovo inizio ….

perché avessimo deciso di mandare via le cose da un anno per provare ad entrare in uno migliore.

Tirare una riga, voltare pagina, tuffarci altrove.  

Ricominciare.

Forse il nuovo anno potrebbe avere inizio ogni mattina al risveglio, dopo aver dormito sopra le esperienze del giorno prima, perchè no? Come un nuovo game in una partita, restando ancora in gioco.

Invece preferiamo farlo diversamente perchè abbiamo bisogno di darci del tempo con la consapevolezza di poter ancora sbagliare, infrangere le regole; darci lo spazio per creare nuovi obiettivi e riprenderci, dovessimo non averli raggiunti.

Per me il nuovo anno inizia ora, qui, con questo regalo che ho voluto farmi: riprendere in mano il mio piccolo spazio nel mondo, rivolto ai miei pensieri e alla vostra voce.

Buoni propositi?

Cercare strade alternative alla routine, la bellezza nelle piccole cose, l’amore dove manca e gratificazione nella possibilità di poter continuare a sbagliare, per poter poi farne tesoro e ricominciare: un nuovo giorno, un nuovo anno, un nuovo game.

Hello world! I’m back

Lungo la strada

Semaforo rosso: tutti fermi ad aspettare impazienti il verde. Le poche volte invece, in cui si spera che duri a lungo, per me significa che in quella macchina sono in buona compagnia.

E se non mi importa di quante deviazioni si debbano fare, quanto tortuoso possa essere un cammino, e nemmeno se per caso a volte sia necessario persino scendere e fare due passi a piedi o addirittura salire in sella ad un cavallo, per me vuol dire che in mente ho ben precisa la meta.

Non sempre la strada più giusta è quella più corta e nemmeno quella più bella la migliore. L’unica via per me è quella di uscita da una realtà per entrare in una migliore.

Ma come ho fatto?

“Sono davvero stato io a fare questo?”

Vi è mai capitato di chiedervelo dopo aver fatto qualcosa? Magari a distanza di tempo.

Quando è successo a me credevo fosse la cosa più naturale del mondo, l’unica da fare.

Non si sa come ma a volte ce la si fa e basta ed è solo guardando indietro che ci si domanda:

“ma sono stato davvero io?”

SCARTI DI FELICITA’

Hai presente quando provi a fare una foto e cerchi il sorriso giusto?
L’angolazione  perfetta, la luce e tutto che quadri?
Nei vari tentativi ce ne sono un sacco che vengono scartati perché non sembrano andar bene.
Ecco, secondo me sono proprio quei scatti i pezzi di puzzle che creano la vera felicità 
Imperfetta, sfocata, un po’ sballinata

non è mai troppo tardi

Per chiedere scusa si è sempre in tempo. Per fare un passo indietro, per cambiare idea, per disfare e rifare da capo tutto.

Non è mai troppo tardi nemmeno per cambiare lavoro, sport, né abitudini alimentari.

si fa sempre in tempo anche a dire “No grazie” o”Preferisco questo o quello”.

C’è qualcosa però, che una volta scoccata, è impossibile spegnere.

Oggi

C è nulla di più spaventoso della paura. Nulla di più pesante del pensiero. Non è così terribile restare in casa quanto il pensiero di non poter uscire.

come faccio io? Invece del pigiamo scelgo i vestiti belli  così invece di girare come uno zombie, dormo vestita bene.

penso alle miliardi di cose che dovrei fare in casa così sembra che il momento giusto per farle non arrivi mai comunque:)

e aspetto, aspetto come tutti. Non so cosa ma EVITO DI FARE PROGRAMMI. Aspetto senza fare programmi. Così evito ulteriori frustrazioni. Una specie di, “quando sarà finita, quando sarò grande, un quando al quale nel frattempo mi preparo che possa anche non arrivare più.”

insomma, non vivo come fosse già  l’ultimo giorno, ma apprezzando lo stesso iltantissssimo che abbiamo. Forse l’unica cosa che manca è proprio la PAZIENZA.