poi qualcuno
si siede da una parte
e aspetta qualcosa che assomigli alla morte
ma che non lo sia
potevamo salvarlo?
ma soprattutto, voleva essere salvato?
poi qualcuno
si siede da una parte
e aspetta qualcosa che assomigli alla morte
ma che non lo sia
potevamo salvarlo?
ma soprattutto, voleva essere salvato?
e a noi non rimane
che dare questo esempio fragile
per poter dire
che almeno una volta
ci abbiamo provato
a salvare una vita
guardo i tuoi occhi e mi chiedo
perchè non sai più portare la tua bellezza
così ce ne andiamo incerti nella notte
seguendo una vena di luce
tu mi dici:
-dimmi qualcosa-
ma non dico niente
non si difende la luna
può solo diventare trasparente
quasi si scioglie
come quando ami qualcuno
e lui non se ne accorge
siamo tutti a tavola
so che non può durare per sempre
e vi guardo con gli occhi
e abbiamo avuto così tanto
spero solo che un giorno possiate capirlo
siete il mio processo alla storia
perchè io si ho avuto molti padri
e adesso vi guardo
e mi riconosco
vi siete fatti grandi
lo capisco dalle voci che puliscono i piatti
dai contorni che cercano le mani
e ce ne sarebbero ancora
di cose da dire
se le labbra della radio
non mi rubassero il silenzio:
Natale calmo
Adriatico poco mosso
a uccidere
non è mai solo una cosa
si muore veramente
un pò prima
quando si cammina
in quei pensieri d’olivo
e l’aria, piano, accusa il canneto
Uno dice: andiamo tutti a Roma
stavolta li mandiamo a casa tutti
destra, sinistra e centro
io gli dico: ma se non sei venuto
nemmeno alla riunione per lo spostamento del mercato
e neppure all’assemblea di bilancio del consorzio
Un altro urla: via tutti; ladri!
neppure lui c’era
invece un tale che era presente
sia alla riunione che all’assemblea
si è alzato in silenzio, mi ha guardato
è andato al bancone e ha pagato anche il mio caffè.
tu l’hai mai conosciuto
uno che ama in silenzio?
come un ramo di una pianta
che si allunga verso la luce?
nessuno sospetta che io scrivo
continuo a fare la mia solita vita
l’unica cosa che mi permetto
è questo sguardo sul porto
controllo
non chi esce
ma chi rientra
amo la bella stagione
se è bella
adoro l’agosto nevoso
degli operai di Atene
ma devo ricordarmi
della sconfitta consapevole
il default pilotato
se amare in silenzio
è la cosa più difficile
c’e stato un tempo
in cui anche io aspettavo
che cadesse qualcosa dal cielo
poi venne quello
del no grazie
mi slego da solo
infine sono arrivate un pò di cose gratis
tra cui una tua cartolina e un raffreddore