IL PEZZONE 2025
“Oh, shit, should I be really joking in a time like this?”
(Bo Burnham, “Inside”)
Gennaio
- L’inizio del 2025 è pirotecnico: un incendio di proporzioni mai viste, infatti, devasta la California. Nella zona di Los Angeles, particolarmente colpita, brucia fra l’altro la villa di Paris Hilton; ma tanto le restano la casa di Paris Hilton e il camper di Paris Hilton. O al limite va a dormire da Ken.
- Finisce presto qualcosa che non avrebbe mai dovuto iniziare: la prigionia in Iran di Cecilia Sala, giornalista e blogger, a causa della catena di suicidi dei secondini che per tre settimane Cecilia delizia con i suoi ottimistici notiziari.
- Il neoeletto presidente Trump si insedia a otto anni di distanza dall’ultima volta, in una versione zombie di sé stesso, cioè incattivito e marcescente.
- Israele e Hamas raggiungono un tregua che assomiglia molto a quando il macellaio pianta la mannaia nel tagliere e si stiracchia, prima di riprendere con maggiore lena.
- Muore Jean-Marie Le Pen, di mestiere reazionario razzista francese; che, se questo fosse il Pezzone del 1975, sarebbe stata pure una buona notizia.
- Una tiktoker napoletana esalta le bellezze di Roccaraso, borgo montano abruzzese. Come conseguenza, la località viene invasa da pullman di curiosi, ben al di là della possibile capienza. Come dice il mio amico Paolo, napoletano, “a Napoli fanno tutti la stessa cosa, alla stessa ora”.
Febbraio
- Si svolgono le elezioni in Germania e pare che neanche stavolta sia il turno dei neonazisti; peccato perché avevano fatto così bene, l’ultima volta che han governato: pure loro han fatto anche cose buone!
- L’ex-presidente dell’Inter Massimo Moratti cade in una truffa al telefono con un imitatore di Crozza che gli sifona via 980.000 €. Almeno, però, stavolta non gli hanno rifilato un calciatore sudamericano coi piedi sghembi, limitandosi a derubarlo. Si son fatti efficienti.
- Festival di Sanremo diretto da Carlo Conti, che, dopo anni di frizzante (!!!) Amadeus, si ripropone di riportare il Festival nel solco della tradizione. Infatti, in quattro, di questa edizione non ci ricordiamo niente quindi direi: missione compiuta.
- Incontro-agguato in diretta TV di Trump e J. D. Vance contro Zelensky. Come nella vecchia barzelletta, hanno trovato una scritta fatta con l’urina fuori dal palazzo presidenziale di Kiev che diceva “Zelensky merda”. Due brutte notizie per Zelensky, l’urina è risultata di Trump, ma la calligrafia di Putin.
Marzo
- Firefly Aerospace diventa la prima azienda privata ad atterrare con successo sulla Luna, con la sua Blue Ghost Mission. E c’è un casino di spazio per parcheggiare, la puoi mettere anche di traverso!
- Il PKK, il partito nazionalista curdo, dopo anni decide di abbandonare la lotta armata e di fidarsi di Erdogan. Ehm, auguri.
Aprile
- Trump mette in atto il Liberation Day, imponendo alla cazzo una serie di dazi calcolati con ogni evidenza da Chat GPT, fra cui vogliamo solo ricordare il 100% di dazi al Vietnam che esporta troppi manufatti negli USA senza importare niente (praticamente puniti per essere i produttori schiavizzati delle t-shirt vendute in USA) e i dazi alle due isole Heard e Mac Donald, abitate solo da pinguini.
Vi facciamo solo notare che in questa notizia non c’è alcuna battuta, sarebbe stata ridondante. - Rende l’anima a dio papa Francesco I, un altro grande innovatore (dicono i suoi estimatori) che non si capisce perché scelga di fare il papa, se proprio vuole innovare qualcosa.
- In Canada, un partito di sinistra, molto indietro nei sondaggi fino a qualche mese prima, finisce per vincere le elezioni grazie alle pressioni di Trump; nel senso che, pur di non cedere a quelle pressioni, i canadesi avrebbero eletto anche un alce, se capace di annodarsi la cravatta.
- Una serie di simultanei blackout elettrici a ripetizione lascia Spagna e Portogallo senza energia elettrica per molte ore. Per settimane a seguire, le due nazioni, rimaste indietro sulle serie tv in streaming, interrompono le comunicazioni col resto dell’Europa per timore degli spoiler.
Maggio
- Il Conclave (quel macchinario da laboratorio che serve a sterilizzare i vescovi) sceglie il successore del defunto pontefice: pare impossibile avere un altro papa proveniente da un paese economicamente disastrato, ma – contro ogni pronostico – viene eletto un papa statunitense.
- Il Napoli di Andonio Gonde vince lo scudetto superando l’Inter che, per fortuna, ha la possibilità di riscattarsi prontamente con la finale di Champions League contro il Paris Saint-Germain, dove i nerazzurri, lottando strenuamente su ogni pallone, in ogni metro del campo, riescono eroicamente a impedire ai parigini di segnare anche il sesto gol a zero, un vera vittoria morale.
Giugno
- Israele continua a perseguire la propria opera di pacificazione del Medioriente, stavolta bombardando l’Iran, prontamente seguito da Trump che partecipa ai bombardamenti per posizionarsi meglio nella corsa al Nobel per la Pace, che sarebbe come assegnare a Erode la presidenza onoraria di Save The Children.
- I referendum indetti dalla CGIL di Maurizio Landini si risolvono in una sconfitta di misura, tipo Waterloo. Fallisce fra gli altri – e con i numeri peggiori – un referendum per anticipare di pochi anni il riconoscimento della cittadinanza a figli di immigrati nati qui, che han fatto le nostre scuole e che parlano italiano meglio del leghista medio: l’unica cosa che i referendum dimostrano è che i pensionati (l’anima del sindacato) sono di sinistra (e neanche a sufficienza, visto che falliscono anche gli altri referendum, quelli sindacali) solo se vai a toccargli tocchi il portafoglio; per il resto stanno bene a destra.
- Trump e Musk si insultano a vicenda, dopo mesi di bromance. Inevitabile, in casi come questo, che ci si schieri: intendiamo, tra l’overdose di ketamina da una parte e un infarto dall’altra, con chi stare? Si può, con entrambi?
Luglio
- Raggiunto l’accordo fra Trump e la UE sui dazi: gli USA applicheranno il 15% alle merci prodotte in UE a patto che gli europei si riarmino, comprando guarda caso le armi dagli USA. Come contropartita, la UE ottiene che Trump almeno non gli caghi sullo zerbino. Questo dimostra quanto contiamo. No, ma date retta ai sovranisti come Meloni e Orban, mi raccomando!
- Trionfano per il terzo anno consecutivo le pallavoliste italiane, conquistando il Mondiale. Una squadra multirazziale e multiculturale arriva al dominio del proprio sport grazie a metodi di allenamento rivoluzionari (si allenano con palle con stampata la faccia di Salvini, lasciando evidenti buchi per terra a furia di schiacciate).
Agosto
- Proteste dei canali diplomatici danesi contro l’ingerenza USA nella politica in Groenlandia, dove Trump ha spedito emissari per fomentare un’annessione agli USA, anche se l’85% degli elettori groenlandesi è ostile a questa ipotesi. Essendoci in tutto dieci abitanti in Groenlandia, si vede che otto han capito, uno è indeciso, o troppo ubriaco per esprimere un parere, e l’altro è un pirla.
Settembre
- L’ex-presidente brasiliano Jair Bolsonaro viene condannato dalla Corte suprema del paese a 27 anni di carcere con l’accusa di tentato colpo di stato per l’assalto al Congresso nazionale del 2023; letteralmente, un trumpeiro che non ce l’ha fatta.
- Tira aria di riarmo e di minaccia russa in un’Europa che non può più contare sulla protezione americana, impegnati come sono gli USA a taglieggiare il mondo fottendosene del resto. In questo quadro emergenziale, in Germania si raccomanda alla popolazione civile di fare scorte precauzionali di insaccati e formaggio: è il Würst Kase scenario (questa l’abbiamo rubata, ma ci piaceva troppo).
Ottobre
- La Corte dei Conti blocca il progetto del Ponte sullo Stretto di Messina di cui da anni vaneggia (a suon di miliardi nostri, va ricordato) il ministro Girasagre. La Corte rileva “aumenti di costi ingiustificati, deroghe ai vincoli ambientali e documenti incompleti” perché scrivere “ma che è, ‘sta cazzata, ma chi se l’è inventata? Ma come cazzo starebbe su, ‘sta merda?” su documenti ufficiali fa brutto.
- Parte, naviga e si fa arrestare la Sumud Flotilla, praticamente un pugno di barchette di carta, come dimostrazione pacifica e simbolica dell’impotenza e immobilità europea di fronte al genocidio (sì, genocidio, ripeto genocidio e ci aggiungo andateaffanculo).
Novembre
- A New York, viene eletto, a furor di popolo, il sindaco Mamdani, trentenne e musulmano alla guida della più importante citta del mondo se escludiamo Gallarate (VA). Il successo è dovuto alle promesse in tema di trasporti, istruzione e alloggi accessibili, sì, ma soprattutto al fatto che Trump è stronzo. E con le analisi politiche approfondite siamo a posto.
- Occupa le cronache e i conseguenti dibattiti il caso della famiglia inglese degli Engalls Tipperary Viendalmare che vivono nel boschetto (“della mia fantasia”, direbbero EelST) cacando in confortevoli buche. Ora, è difficile, in assenza di tutte le informazioni del caso – coperto da necessario riserbo in quanto coinvolge minori – capire da che parte schierarsi, se da quella della famiglia di fulminati ruspanti o da quella delle perfide autorità rubafigli. Ma, per fortuna, esiste un infallibile metodo per capire chi ha ragione, che è: Salvini è schierato con la parte avversa.
Dicembre
- Muore Édouard Karali, in arte Edika, fumettista. Il suo umorismo era volgare, assurdo, osceno e adolescenziale: per questo, l’abbiamo amato. (Quasi come gli altri francesi, quelli del PSG. E qui ci sta un yara glaa.)
- Trump affonda un po’ di navi a caso al largo del Venezuela, sempre per quel discorso del Nobel per la Pace a cui tiene tantissimo, ma che non deve avere veramente capito come funziona.
- La cucina italiana viene riconosciuta bene immateriale da tutelare dell’Unesco. Nella votazione finale viene sconfitta di misura l’italica arte della lagna.
- Fabio Giomi, il cassiere licenziato dalla PAM per non aver passato il “test del carrello” (un ispettore in incognito si finge un cliente e nasconde articoli per vedere se il cassiere si accorge del furto), vince il ricorso al Giudice del Lavoro. Il Tribunale di Firenze ha affermato il principio di diritto che, dal punto di vista giuslavoristico, il test del carrello è valido più o meno quanto l’inganno della cadrega.
- In extremis a fine anno Salvini e Meloni riportano al centro del dibattito politico un grande classico: il crocefisso nelle aule scolastiche (livello del dibattito: “te piace o presepe?”). Ci piace ricordare la nostra posizione ufficiale sulla questione: in classe nostra era il crocefisso, che non ci voleva stare.
- Un plauso sommesso ma sincero lo vogliamo infine dedicare al ministro Giorgetti, che, a fine anno, porta a casa una finanziaria certamente non promettente, certamente miope, ma che almeno dal punto di vista dei conti sta in piedi, che, in quell’asilo per rottami ed esaltati fascistoidi, cristianucci affaristi, parenti affamati e veri e propri fenomeni circensi che è l’attuale governo, disastri non ne fa. Glielo riconosciamo, è tantissimo.
Prima di concludere, un accenno al grande protagonista del 2025, a cui qua e là abbiamo solo accennato: l’intelligenza artificiale.
Per onorarne come si conviene la centralità, abbiamo deciso chiesto a ChatGPT di costruire una battuta sul fatto che questo Pezzone a più mani e teste compie 10 anni, e ve la proponiamo:
“È il pezzone di fine anno
lo finiamo l’anno prossimo
dieci capodanni dopo siamo ancora al
ritornello moscio”
Per ottenere questa merda abbiamo in pratica desertificato l’equivalente della provincia di Perugia.
Ma ehi, NO, NON E’ UNA BOLLA!
Va be’, buon anno nuovo anche questa volta.
Sandro, Laura, Massimo, Iorek.


