Questo blog, in origine una sorta di diario pubblico, è diventato un diario privato. Credo proprio che nessuno più lo segua, magari qualcuno ci arriva per caso grazie ai motori di ricerca. Per questo non mi perito a scrivere di cose personali che di certo non interessano a nessuno: sento il bisogno di scriverle e penso che possano essere utili a futura memoria, almeno a me.
Oggi in farmacia ho avuto un momento non breve di confusione mentale. Sto per finire due farmaci, uno erogato dal sistema sanitario e l’altro a pagamento. Mi è arrivata la ricetta elettronica del primo, la mostro alla farmacista e poi rimango stupito perché non mi dà il secondo. Poi capisco ma uscendo mi viene in mente che devo prendere anche il secondo, rientro con la ricetta “ripetibile” in mano e lo acquisto.
Lí per lì interpreto i fatti come un episodio di confusione mentale di quelli che capitano ai vecchi, anche se tanto vecchio non sono. Poi ci rifletto meglio e mi confermo l’interpretazione. Metto l’episodio accanto ad altri simili come quello di mettere -alla cassa self del supermercato- la spesa nel sacchetto senza passarla allo scanner. La cosa si ripete con una certa frequenza, da un po’ di tempo (fortuna che me ne sono sempre accorto, almeno lo spero).




