Bel film con due adori che attoro, o meglio… con due attori che adoro: Peter Sellers e Shirley MacLaine. Che narra della (dal principio) triste vicenda di un uomo di mezza età cresciuto (direi piuttosto irregolarmente) rintronato dalla televisione, in una villa dalla quale non è mai uscito, il quale si ritrova a dover abbandonare quella residenza poiché l’anziano tenutario un giorno muore, e la governante anche lei deve andarsene.
Così, questo novello Candido (che si intuisce abbia qualche problema di ritardo mentale, o forse solo qualche grossa neurodivergenza, chissà) esce per il mondo esponendosi a una serie spropositata di pericoli e gente pratica… La sua fortuna però sarà quella di essere quasi investito da una ricca signora la quale se lo porterà a casa per curarlo, anche per evitare che il Candido le possa chiedere danni milionari. Lì, il Candido conquisterà tutti, con i suoi motti di spirito, con la sua malinconica aria riservata, con quella sua semplicità che sembra sgorgare direttamente dalla fonte più pura della saggezza. Così verrà avvalorato molto più di quanto non sia e la cosa innescherà una serie di situazioni comiche che vogliono anche fare della satira sulla politica, sulla comunicazione e sull’idiozia dell’essere umano (ma non quella del Candido bensì quella dei cosiddetti “normali”).
Se vi fermate ai primi minuti potreste erroneamente credere che si tratti di un dramma dickensiano, cioè uno di quei film in cui non c’è mai fine alle sciagure del povero protagonista. Ma non è questo il caso.
Curiosissima la scena finale, per la quale talvolta il film viene ricordato.
Visto su Raiplay. 🙂