Da Firenze a Londra, poi in Medio Oriente per finire in Brasile, dove Ilenia Mancini, alias Ilema, ha trovato (forse) una stabilità di vita e creativa, unendo musica e gli studi legati all’attività motoria e allo yoga che l’hanno portata in giro per il mondo.
Ora per lei giunge il momento del primo singolo, un brano dedicato alle asimmetrie dei sentimenti, alle ‘briciole’ di cui si deve accontentare l’amante quando dall’altra parte non si prendono decisioni.
Chitarra, voce e un’interpretazione di carattere per un pezzo che però non riesce troppo decollare, mancando di un qualcosa in più.
Romano, all’anagrafe Davide Mauro, Connos Las Americas utilizza la metafora calcistica per una riflessione sul mondo della discografia, in cui la propria identità musicale spesso entra in conflitto con logiche commerciali che, trattando gli artisti come prodotti, tendono spesso a snaturarne le inclinazioni originali.
Ecco che quindi chi già si pensava a calcare campi di livello, si ritrova in panchina, decidendo, come lo stesso Connor, di ripartire da categorie meno prestigiose pur di giocare o, fuor di metafora, continuare a fare ciò che si sente più proprio.
Intento certo lodevole, che però trova una forma troppo consueta, all’insegna di un pop / trap cui l’autotune toglie parecchia personalità, paradossalmente per un brano che parla del voler essere sé stessi in un settore che invece spesso punta troppo sull’omologazione.
In attesa della prossima pubblicazione di un EP, i Minerva mostrano in questo singolo la
loro attitudine, certamente eclettica: un mosaico in cui si mescolano AOR, citazioni classiche, alcune ‘complicazioni’ che tradiscono una vena vagamente progressive.
Forse un po’ troppa carne al fuoco per meno di tre minuti, ma suscitano curiosità.
I Caspio, progetto nato in quel di Trieste nel 2019 e reduce dall’uscita, a marzo dello scorso anno, del secondo album, tornano con un brano che mescola malinconia e sferragliamenti, strizzando l’occhio agli ’90 degli Smashing Pumpkins e anche di un filo di psichedelia dell’epoca. Efficaci, tutto sommato.
Tornano i Blind Loops con la loro proposta all’insegna di una sperimentazione a cavallo tra jazz ed elettronica, fiati e suoni sintetici, un’attitudine che richiama il progressive, senza eccedere in tortuosità, ma mantenendo un canale di comunicazione aperto anche con gli ascoltatori meno abituati al genere.
La buttano sugli anni ’70, gli ITMI: un funk anche abbastanza coinvolgente, tra chitarre e fiati con qualche afflato jazz; testo e attitudine all’insegna dell’ironia.
Singolo d’esordio per il progetto solista del padovano Davide Cassaniti, ‘Undefined’ è il classico pezzo che risente di tutte le influenze di un autore ancora alla ricerca della propria identità musicale.
L’esito è un pezzo saldamente ancorato al pop britannico di ieri e oggi che, che si ferma a una riproposta formale, comunque discreta.
Un disco già all’attivo, il triestino Giorgio Di Gregorio torna con questo singolo all’insegna della collaborazione con Voina; un rock alternativo con più di una strizzata d’occhio ai ’90.
Il ‘giro di danze’ degli NFF è una metafora della lotta di classe, accompagnato da un video che partendo dall’11 settembre, mostra immagini assortite di sommosse, guerre e guerriglie in giro per il mondo.
Il risultato finisce per essere vicino a certi episodi dei Nomadi, all’insegna di un hard rock ‘all’italiana’ con intenti sociali.
L’impressione è che la band viaggi un po’ col freno a mano tirato, e che il voler tenere a bada l’aggressività si traduca in un certa timidezza sonora.
Come ogni anno, ecco arrivare il classico brano natalizio all’isnega dei buoni sentimenti.
Stavolta lo propone Mario Signorile che, assieme al Coro dell’Accademia Musicale Battista Bia, si mette nei panni dei bambini rifugiati che scrivono una lettera a Babbo Natale, il tutto accompagnato da un video all’insegna dell’infanzia.
La richiesta di un po’ di pace e di un mondo migliore più che a una figura fantastica come Babbo Natale, andrebbe inviata a certi str***i molto più reali che governano il mondo, che al momento è veramente un brutto posto dove vivere.
Il pezzo comunque raggiunge il suo obbiettivo, almeno per i cuori teneri.
Tommaso Bertini, alias TiBi è cresciuto nella Romagna di Rocca San Casciano, e a quel mondo, assieme a tutti i ricordi che porta con sé, dedica questo brano, tra pop e un abbozzo di rap, con tanto di filtro vocale.
La durata, poco più di due minuti, dà l’idea di un abbozzo.
Ambra Di Marte si è già fatta conoscere, anche attraverso l’esordio sulla lunga distanza.
‘ Ti maledirò’ è un brano all’insegna di influenze da r’n’b contemporanee un accompagnamento elettronico essenziale; un brano che, nonostante una certa verve interpretativa, resta un po’ lì, senza spiccare il volo.
Cresciuta in un Paese del varesotto, la carriera musicale accanto a quella cinematografica, tra Milano e Roma, Asia Morellini è una giovane donna con un’esperienza di abuso infantile che, ovviamente, l’ha segnata.
Oggi trova la forza di mettere in musica quell’esperienza. con quel ‘Respira’ del titolo che è un’esortazione e una rassicurazione a quella sè bambina che in parte è ancora dentro di lei.
Il doloroso racconto dell’accaduto e delle conseguenze, lo sguardo dell’oggi a quella ferita almeno in parte impossibile da rimarginare, la necessità, ancora oggi di dare a quella ragazzina un porto sicuro.
La forma è quella di un classico pop dai suoni essenziali (forse superfluo l’inserimento qua e là di una chitarra elettrica), ma ad essere importanti sono la sostanza e il messaggio.
Non è mai troppo tardi, viene da pensare, davanti a chi, come Vincenzo Scarpulla, già oltre la mezza età, ha ripreso la passione generale per la musica, cominciando a pubblicare i propri pezzi.
Stavolta, è il turno una dedica alla propria figlia, con modi all’insegna di un pop – rock che non si stacca dalla consuetudine.
Cantautorato pop se vogliamo un po’ di maniera, per suoni e parole, nel nuovo pezzo di Roberto Funaro, che affronta, in controluce, il tema dell’incomunicabilità.
Eleonora Marazzita e la sua famiglia sono dei sopravvissuti: un incidente in autostrada, cinture di sicurezza e airbag che salvano la vita a tutti. La cantautrice di origini calabresi di stanza a Milano parte da qui e dalla ferita interiore lasciata dall’accaduto per disegnare un pezzo dedicato alle cose importanti, a cominciare dai rapporti affettivi di fronte ai quali niente o poco altro importa. Un convincente pop cantautorale dai tratti vagamente eterei.
I Tundra tornano con un brano dalle venature post hardcore dedicato alla necessità di una fuga, di accettare anche dei rischi per conservare la propria identità.
A poche settimane dal precedente, nuovo singolo per la giovane Olivia XX, che conferma le buone impressioni: un pop rock dai contorni sintetici certo non originalissimo, accompagnato da un’interpretazione di carattere e da una personalità che si fa notare.
Secondo singolo (a cui si aggiunge la collaborazione con Acqua Distillata) per la cantautrice calabrese di nascita, cresciuta artisticamente a Bologna,
Dopo il folk a tratti etereo degli episodi precedenti, stavolta i ritmi sono più elevati, i suoni più forti, colorati delle spezie delle ballate popolari.
Chiara Furfari mostra un suo nuovo lato, probabilmente più legato alle sue orIgini, con intensità.
Il giovane Josten torna dopo una pausa di riflessione e un trasferimento in quel di SidneY, con un brano sentimentale abbastanza classico, un ultimo tentativo di salvare una relazione agli sgoccioli.
Nonostante il già sentito, si fanno apprezzare una certa cura per gli arrangiamenti, con sprazzi orchestrali, e il tentativo di costruire un brano più strutturato, senza la fretta che caratterizza il pop attuale.
I due romani DannyZ e Lortex uniscono le forze per un tipico brano a base di sentimenti e abbandono, nella forma di un pop giovanile abbastanza consuetudinario.
Il capitolino Giovanni Carnazza torna con un pezzo che una volta tanto cerca di parlare di sentimenti o comunque di rapporti interpersonali uscendo da certi limitati del quotidiano spicciolo (che non sempre diventa poetico) per cercare qualcosa di meno immediato, in un’invocazione alla pace come dimensione delle relazioni tra le persone.
Una cover straniante e lontanissima dall’originale e non poteva essere altrimenti, visto che il duo dei Not My Value non si dedica certo abitualmente al ‘liscio’.
Versione post punk venata di oscurità gotica che rende l’esperimento più che mai riuscito.
Frida Martini in realtà è un ‘lui’, Febo, che ha già collaborato come autore con nomi anche importanti della musica italiana.
Il suo nuovo progetto omaggia Kahlo e Martini e offre in questo primo assaggio un cantautorato vagamente pop, all’insegna di un’interpretazione in cui l’origine capitolina del cantante è forse fin troppo evidente.
Ramo chiude l’anno con un singolo natalizio che è un campionario abbastanza ritrito di astio e recriminazioni contro l’ipocrisia della ‘festa obbligata’.
Insomma, la festa ha stancato, ma cominciano a stancare anche quelli che se ne lamentano.
Al secolo Claudia Iacono da Agrigento, Ibla ha trascorso gran parte della sua carriera diffondendo le parole di Rosa Balestrieri con alterne fortune, arrivando nel 2021 anche sul palco di “Amici”.
Oggi avvia una strada più personale, con un pezzo dedicato ai matrimoni combinati e alle donne – spesso adolescenti, se non proprio bambine – che ne sono state vittima in Italia e in Sicilia per secoli e che lo sono ancora, in molte zone del mondo.
Dialetto e suggestioni mediterranee per un brano che coinvolge.
I capitolini Cyrus e Briga danno vita a un colloquio intergenerazionale dedicato alla fragilità maschile, tema a dire il vero raramente considerato, visto che per ovvi e più che giustificati motivi, il machismo e i suoi effetti più deleteri tendono a prendersi la scena.
Anche gli uomini piangono, insomma, anche se il brano nella sua brevità, non sembra poi andare troppo oltre la superficie.
Torna il giovane Gianmarco Servadei da Forlì, con la sua formula che unisce un pop ‘giovanilistico’ nelle parole e nell’interpretazione, all’utilizzo di un elettronica crepitante e vagamente rumoristica.
Stavolta al centro c’è la difficoltà nei rapporti umani, e l’immaginazione che finisce per darne una lettura magari distorta, per pura autodifesa.
Il risultato continua a essere vagamente straniante, suscitando quanto meno curiosità.
Diplomato al Conservatorio in Viola da Gamba, poi l’attività cantautorale, con un EP nel 2022, Luca Cescotti anticipa con questo singolo il suo primo disco lungo, in rampa di lancio per il 2026.
Un pezzo all’insegna di un pop dai profumi anni ’70, colorato coi toni caldi del jazz elettrico, portati in particolare dall’organo, affrontando il tema del ricominciare dopo la fine di una storia tra la nostalgia per quanto di bello vissuto e la voglia di lasciarsi alle spalle quanto di negativo ha portato alla rottura.
Non credo sia il primo, sicuramente non sarà l’ultimo, Mirkotek, ad affidare all’Intelligenza Artificiale la ‘manovalanza’ per la creazione di un brano musicale.
Lui ci ha messo la scrittura, la melodia, la scelta dell’arrangiamento e una traccia vocale di base; il resto lo ha affidato all’assistente digitale.
Un pezzo un po’ fuori stagione data l’ambientazione estiva, che parla della ripresa dopo una storia finita senza fare lacrime né melodrammi, ma con la semplice voglia di andare avanti. L’esito è un pezzo che trova i riferimenti dichiarati in Lunapop, Velvet e 883, con una bella dose di ‘elettronica ballabile’.
Pop dai riflessi latini e inclinazione dance con cui Raffaele Poggio prende di mira la mancanza di comunicazione ai tempi dei social; il tema non è nuovo, le parole per esprimerlo un filo troppo semplici, l’interpretazione a tratti approssimativa.
Sentimenti che rischiano di diventare sentimentalismo per Marco Di Nunno che percorre il sentiero assai battuto del lasciarsi e riprendersi.
Si salva in corner grazie a sonorità quel tanto sospese e con quella vaga rumorosità che almeno non fanno precipitare il tutto nel ‘largo consumo’ e con una vocalità che può ricordare alla lontana Nino Buonocore.
Dopo qualche singolo all’attivo, Givo torna con un pezzo crerato applicando l’IA alla propria voce.
L’esito è vicino a quello dei filtri utilizzati comunemente per ‘correggere’ la voce, in un brano in cui ciò che si ha da dire sulle solite complicazioni nei rapporti di coppia viene esaurito in nemmeno due minuti di durata. La confezione sonora è almeno accattivante, ma tutto il resto è ampiamente rivedibile.
Una carriera cominciata verso la fine degli anni ’80 e proseguita con alterne vicende, Federico Vassallo sembra aver ritrovato una certa vena creativa negli ultimi tempi.
Il cantante padovano è al secondo singolo in pochi mesi, in questo caso una ballad dai contorni vagamente rock che può ricordare qua e là gli Stadio.
Nolo
Komorebi
Believe Music Italy
‘Komorebi’, ovvero in giapponese, la luce che filtra tra gli alberi.
Fuor di metafora: la luce che arriva nei momenti bui della vita. La band milanese dei Nolo traduce il concetto attraverso un rock impastato di elettronica non eccessivamente originale.
Secondo singolo originale per la padovana Lisa Ardini, con la produzione di Alessio Bernabei.
Soul e r’n’b con un discreto profumo internazionale e un pezzo dedicato alle relazioni finite e a ciò che si lasciano dietro, tra rimpianti e occasioni di crescita.
Nati a inizio anni ’10, i brianzoli The Sunset hanno già all’attivo alcuni EP e tornano con un inedito all’insegna di un hard rock condito con qualche spezia alternativa anni ’90.
Il rapper torinese Err Naif torna con un pezzo che prende di mira il mondo dei militari, attacca chi decide di mandare i soldati in guerra, cerca di mettersi dalla parte di chi in guerra ci va, magari seguendo degli ideali.
Un rap incisivo, un flusso che fa pochi scontri. Breve ma intenso.
Il biglietto da visita di questa band capitolina, ma i cui componenti vengono da o hanno girato mezza Italia, è un indie pop leggero, discreto, tenue che qua e là si accende vagamente.
Certo, ricordano tanto altro, ma la formula la ripropongono in modo efficace.
A qualche settimana dal precedente, secondo singolo per Roberto Montisano, all’insegna di una cantautorato dall’ispirazione che mescola vaghi accenti jazz e suggestioni più oniriche, in un pezzo che incentrato su una quotidianità sentimentale.
L’atmosfera è un po’ da ‘lavori in corso’: una lettura del genere non eccessivamente originale, nella quale si avverte la ricerca di una propria cifra stilistica.
Qualche anno di carriera in gruppo, poi la carriera solista e questo singolo – il secondo – ad anticipare l’uscita dell’esordio sulla lunga distanza, previsto nei primi mesi del prossimo anno.
Una ballata rock che guarda con rabbia trattenuta al mondo che ci circonda, ricorrendo a un rock che si tinge quasi di metal.
Un messaggio da padre a figlio in forma di rap, l’incoraggiamento a vivere senza condizionamenti: Rigo da Cesena, di professione insegnante di storia, con l’accompagnamento del giovane Paco, dà vita a un pezzo che al di là delle buone intenzioni non riesce a spiccare.
In vista dell’uscita del disco di esordio, previsto entro fine anno, Blue27 da Fermo pubblica un singolo che si aggiunge al pugno di quelli già pubblicati.
Un cantautorato che si colora di swing e tinte cha cha cha per un brano che affronta con
ironia il tema dello sviluppo delle relazioni in qualcosa di più serio.