Pensieri #9 – poesia “La metà”

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La Metà

Mi compongo di elementi lasciati a metà:
Esperienze, Passioni,
Speranze, Illusioni.

Sospesi restano là dove li ho conosciuti, apprezzati,
amati, abbandonati.

Poi ho visto te,
Occhi fra gli occhi,
la metà dei miei.

Tutto è chiaro
Tutto ha una forma,
Tutto si completa.

Io, sono completa.

Dellabrù 2016

La Moglie dell’Uomo che viaggiava nel Tempo

La Moglie dell'Uomo che viaggiava nel tempo

“La Moglie dell’Uomo che viaggiava nel Tempo” di A. Niffenegger – Ed. Mondadori

In “La moglie dell’Uomo che viaggiava nel tempo”, scritto da Audrey Niffenegger, ho conosciuto Clare ed Henry e la loro meravigliosa storia.
Henry è il primo uomo affetto da una alquanto bizzarra malattia legata al DNA: la cronoalterazione. Più nel dettaglio lui è un PCD, una persona cronologicamente disorientata.
Cronoalterazione? PCD? Di che diavolo sta parlando? Vi starete chiedendo.
Tranquilli, inutile precipitarsi su Google perché la ricerca vi riporterebbe a questo romanzo, visto che è pura invenzione dall’autrice! Beh, poi, se siete PCD o conoscete qualcuno che lo è, fatevi avanti! 🙂

 A causa della cronoalterazione, Henry viaggia nel tempo: sia nel passato che nel futuro. Figo! Penserete! Hmm, forse, ma non è tutto oro quello che luccica…
La malattia di Henry, non ha nulla a che fare con i viaggi di
Tim, il protagonista di “Questione di Tempo”, oppure con la macchina di M. J. Fox in “Ritorno al Futuro”. La cronoalterazione, infatti, non dà a Henry possibilità di scelta su quando, dove e come: non è lui, a decidere se andare nel passato o nel futuro; non è lui a decidere il momento storico o l’evento; non è lui a decidere in che condizioni; e, per finire, non è semplice comprendere il perché di tutto questo.

Sebbene, da una parte, questi viaggi nel tempo comportino piacevoli sorprese, come conoscere una bambina di sei anni tutta pepe che, nel futuro, incontrerà e diventerà sua moglie: Clare. Oppure, di conoscere Alba, il frutto del loro amore, prima ancora della sua nascita. Dall’altra parte, Henry, quando viaggia si ritrova sempre completamente nudo, dovunque lui appaia (a prescindere dall’epoca, dal luogo e, ancora peggio, dalle condizioni meteorologiche); rivive spesso eventi che è già stato duro affrontare una volta (eventi che fra l’altro non può modificare); viene a conoscenza di fatti che, per quanto gli permetteranno di prepararsi, sono affatto piacevoli da scoprire.

Il romanzo è strutturato a due voci. Sono proprio Henry e Clare a raccontare la loro storia d’amore e di “tempo”. Un tempo che nel presente di Clare diventa difficile da sopportare quando Henry sta via da lei anche per giorni. In realtà, è tempo rubato al presente, ma che Henry, spesso, sta trascorrendo con la Clare bambina o adolescente.

Sui “viaggi nel tempo” si è scritto tanto per cui potrebbe sembrare un argomento poco originale. È proprio qui che sta la bravura dell’autrice che ha rielaborato trame e personaggi creando qualcosa di unico. Così come è unica la semplicità con cui Audrey Niffenegger è riuscita a catapultarmi insieme ad Henry e Clare da un periodo all’altro senza crearmi confusione e senza che qualcosa mi sfuggisse o fosse poco chiara; nonostante, fra l’altro, la storia fosse ricca di eventi e di personaggi. Questa fluidità mi ha permesso di vivere intensamente la loro vita, le loro emozioni, i loro scontri, il loro strano ed intenso amore. Del resto si può parlare di normalità quando si parla dell’amore?

The_Time_Traveler's_Wife_film_posterMentre leggevo il romanzo, ho scoperto che su Henry e Clare è stato girato anche un film, così, finita la lettura, mi sono precipitata a vederlo nonostante le perplessità legate alla fitta trama. Gli attori sono stati, a mio avviso, scelti molto bene: Henry è interpretato da Eric Bana. Clare, invece, da Rachel McAdams; protagonista, fra l’altro, del già citato “Questione di Tempo”.

Credo sia quasi impossibile trovare un film all’altezza del libro da cui è tratto: sarà sempre la nostra immaginazione, il nostro punto di vista, a confronto con l’immaginazione ed il punto di vista di un regista e di uno sceneggiatore (forse qualcosa cambierebbe se l’autore del romanzo fosse sia lo sceneggiatore che il regista). Questa premessa per dirvi che ho preferito il libro; tuttavia, il film non mi è dispiaciuto. Ho però avuto voglia di schiaffeggiare chi ha pensato di cambiarne il titolo originale. È una cazzata tutta italiana che non riesco davvero a comprendere!
Suona così poetico: “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo”; come si fa a dargli un titolo come “Un amore all’improvviso”, che fa tanto commediola americana? Per carità, io sono una della prime a guardarle, ma questo libro e questo film con la commediola americana non hanno nulla a che fare!

Henry, Clare, mi mancherete e non tingerò i miei capelli di rosso, come ha fatto Audrey Niffenegger una volta finito il libro per dire “addio” a Clare (che è una rossa naturale), solo perché il rosso è un colore che già scelto diversi anni fa. 🙂

Voto (al romanzo): 9

Henry:

<<Mi sento come un naufrago, l’ultimo membro di una specie una volta numerosa. Come se, appena scoperta l’impronta rivelatrice sulla spiaggia, Robinson Crusoe avesse capito subito che si trattava soltanto della propria. Me stesso, piccolo come una foglia, trasparente come l’acqua, incomincia a piangere. Lo abbraccio, mi abbraccio a lungo>>.

Clare:

Henry dice di venire dal futuro. Quand’ero piccola non ci vedevo niente di strano, non avevo idea di cosa volesse dire. Ora mi domando se significa che il futuro è un luogo, o qualcosa di simile dove poter andare: come andare in una direzione in modo inverso dall’invecchiare.>>

#Tag: perché è nato il blog

tagÈ la prima volta che vengo nominata in un Tag, quindi, devo assolutamente ringraziare Aspirante Runner per averlo fatto in questo post! 🙂

Regole

  • Nominare l’ideatrice del Tag Carla
  • Ringraziare chi nomina ed utilizzare il logo
  • Nominare 15 blog (non se stessi o chi vi ha nominati, lasciando spazio agli altri) ed avvertirli.
  • Scrivere un post per mostrare il premio.
  • Raccontare, brevemente, com’è nato il proprio blog e dare dei consigli a chi si cimenta da poco.

… Queste sono le mie nomitation:

  1. Un Tocco di Glamour
  2. Vagone Idiota
  3. Signorinarottermeier
  4. Seidicente
  5. Parloditeognigiorno
  6. FlavIa Fisco – Araba Fenice
  7. Agores_sblog italy
  8. Maplesexylove
  9. Giorgia Penzo
  10. Opinionista per caso Viola
  11. Sendeacristina
  12. Strinature di saggezza
  13. Anima Letterari
  14. Shock Anafilattico
  15. Il sabato mattina

 

Perché è nato il blog

Leggere è la mia più grande passione; quella per la scrittura ne è (credo) una conseguenza: quando finisco di leggere un bel romanzo, oltre alla tristezza di perdere quegli “amici” che mi hanno accompagnato fra le pagine della loro storia, c’è sempre il desiderio di poterne scrivere, anch’io, una in grado di regalare queste sensazioni.

Un’idea per il mio primo romanzo ce l’ho già, devo solo trovare il coraggio di mettermi seduta davanti a quel foglio bianco nella “OLIVETTI lettera 32” che mi ha regalato la mia mamma (a sua volta, ricevuta in regalo da mio padre durante il loro fidanzamento) e cominciare a far danzare le ditina sulla tastiera.

Perché la scelta della macchina da scrivere? Forse, perché è cominciato tutto lì quando, a quattordici anni, scrissi una trentina di pagine di un racconto che, poi, non ho mai terminato.
Quando si tratta di scrivere, di raccontarmi, trovo troppo freddo e distante da me il computer; invece, della macchina da scrivere è come se riuscissi a percepirne un’anima. Follia? Forse. Non a caso, però, i redazionali per questo blog non li scrivo mai direttamente al pc; passano prima dalla carta. 🙂

Anche se quello che sembrerebbe rappresentarmi meglio potrebbe essere un quaderno dove raccogliere pensieri o un vecchio diario segreto, lo scorso anno ho deciso di prendere la “via del blog” per provare ad uscire dalle pagine segrete di quel diario e di quel quaderno… ed eccomi qua!

Qualche consiglio per i nuovi blogger –

In questo caso forse non sono la persona più adatta a dare consigli. Concettualmente, ho ben chiaro cosa volevo fare con questo blog, ma non sono ancora riuscita a farlo con costanza e metodo (è quello che mi sono, comunque, ripromessa di fare a Natale in questo breve articolo). Il risultato è un blog ancora poco conosciuto e poco seguito, ma non importa. Questa è il mio spazio, la mia palestra; non devo avere ansia da prestazione o temere giudizi e fraintendimenti. È un modo per capire se quello che scrivo e come lo scrivo può essere apprezzato, condiviso, oppure no.
Ciò che posso consigliare ai nuovi blogger è: buttatevi, seguite il vostro istinto e, anche se non diventerete blogger da milioni di dollari, avrete la certezza di aver fatto qualcosa che vi ha dato modo di esprimervi per quello che siete, senza maschere, senza paura.

In bocca al lupo! 😉

Pensieri #8 – poesia “A stelle spente”

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A stelle spente

La voce rotta dall’emozione,
eppure fissava solo le stelle.
Mi raccontò di una, una nuova,
che in quanto a luce superava le madri.

Con rammarico,
ammisi di non conoscerle
giacché mai rivolsi sguardo al cielo.
– Perché? – mi chiese.
– Non saprei – risposi.
– Forse, certo di trovarle lì in eterno. –
– E adesso? – disse.

– Oh, ora, non vorrei miglior memoria
a illuminare la mia profonda notte. –

Dellabrù 2016

Catalogazione – Io ho scelto “Calibre”

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Chiariamo subito che non sono una maniaca dell’ordine, anzi, se esistesse il “regno del caos” io ne sarei la Regina!
Ho cercato un programmino che mi aiutasse a catalogare i libri  – i miei amati libri – solo perché ne avevo davvero bisogno!

Ho provato diversi software fra quelli messi a disposizione gratuitamente in rete ed alla fine, trovandolo completo e di facile utilizzo, ho scelto Calibre.

Calibre, che potrete scaricare dal link che si aprirà cliccando direttamente sul nome, è disponibile in lingua italiana per Windows (anche a 64 bit), per OS e Linux; ha un’interfaccia semplice ed intuitiva.

Con Calibre, non solo potrete catalogare i libri e gli ebook, ma anche: scaricare ebook gratuitamente o a pagamento attraverso gli store online (come Amazon); convertire un ebook (per esempio, in .pdf); inviare un ebook da Calibre all’eReader.
Per ogni libro o ebook verrà creata una scheda contenente la copertina e tutte le informazioni principali; in più si possono aggiungere anche commenti, inserire valutazioni da una a cinque stelle ed associare dei tag!

A seguire, vi segnalo alcune guide su Calibre che ho trovato online:

Abituarsi a Calibre – Guida alla personalizzazione degli e-book

Calibre per negati: guida minima per scaricare, convertire e trasferire ebook su eReader, con simpatiche illustrazioni

Come convertire eBook da PDF a ePub gratis usando Calibre

Per me, è il top! Spero possa essere d’aiuto anche a voi!
Ciao Ciao! 🙂
Dellabrù

Toni Morrison – Biografia e “Sula”

TONI MORRISON – Biografia

toni morrison

Nata a Lorain, in Ohio, nel 1931, Toni Morrison (Chloe Anthony Wofford Morrison) nutre sin da giovanissima un forte interesse per la letteratura, grazie anche alla sorella maggiore: <<Non ricordo la mia vita prima dei libri. Fu mia sorella Lois, di due anni più grande di me, a introdurmi alla lettura, prima delle elementari; a scuola c’erano solo due persone che sapevano leggere: io e la maestra>> (fonte “Wikiquote”).

È all’età di 40 anni che Toni Morrison pubblica il suo primo romanzo, “The Bluest Eye” (tradotto in Italia nel 1994 – “L’occhio più azzurro”). Fino ad allora, ha insegnato alla Howard University, ha lavorato come editor, come redattore, come critico letterario, ed ha “allenato” il suo talento creativo attraverso la lettura. Durante una conferenza, Toni Morrison ha dichiarato: <<scrivere è un processo lungo e costante di lettura. Leggere è un atto di resa; ci si arrende perché si entra completamente in un mondo immaginario. E’ completamente stimolante; richiede di usare la propria immaginazione. Esattamente la qualità che non è richiesta quando si guarda la televisione, perché lo schermo ti dà già tutto: i colori, i suoni, i dialoghi, le immagini. In un libro siete voi che lavorate, così si allarga il vostro pensiero, la vostra immaginazione e questo aumenta la vostra capacità di essere persone creative nel mondo>> (fonte “YouTube”).

La sua passione ed il suo talento, le hanno fatto conquistare diversi riconoscimenti; fra questi, il premio Pulitzer per “Amatissima” (1998), L’American Academy Award (1997) e, nel 1993, il premio Nobel per la letteratura, con la motivazione: “…che in racconti caratterizzati da forza visionaria e rilevanza poetica dà vita ad un aspetto essenziale della realtà statunitense”. (Fonte “Wikipedia”).
Al centro dei suoi romanzi l’esperienza dei neri americani, in particolar modo di sesso femminile, vittime di razzismo e maschilismo; diventando una denuncia per quell’identità persa e quelle parti di storia che molti sembrano aver dimenticato. Un impegno importante, quello di Toni Morrison, preso non solo attraverso la scrittura, ma anche attraverso l’insegnamento all’università e partecipando a conferenze.

In rete ho trovato diverse informazioni sull’autrice, soprattutto interviste e citazioni: ho scoperto una donna – oltre che intelligente e colta – elegante ed affascinante, che mi ha fatto vedere il problema della etichette razziali da un altro punto di vista. A tal proposito, condivido un video molto interessante pubblicato dal canale “Blogdispiccioli”, in cui Toni Morrison viene intervistata da Charlie Rose.
L’intervista è sottotitolata in italiano.

TONI MORRISON – “Sula

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“Sula” di Toni Morrison – Ed. Frassinelli

Recandomi in una biblioteca romana, decisa a prendere in prestito “Amatissima” (oltre a “La moglie dell’uomo che viaggiava nel tempo” di Audrey Niffenegger), resto un po’ delusa quando scopro che la biblioteca non ha più a disposizione proprio il libro di Toni Morrison. Chiedo informazioni e mi viene detto che molto probabilmente è stato tolto dal catalogo perché non era più in buono stato. Pazienza!
A mia disposizione ci sono, comunque, altri libri della Morrison così decido di prendere in prestito “Sula”, ispirata dalla presentazione in bandella.

Il romanzo è suddiviso in due parti; ogni capitolo è rappresentato da una data.
La prima parte del romanzo (1919, 1921, 1922 e 1923) descrive l’ambientazione e vengono presentate le protagoniste, Sula e Nel, ovvero, la nascita della loro amicizia e le vicende familiari che ne definiscono il carattere di entrambe; si conclude con il matrimonio di Nel e la partenza di Sula.
Siamo a Medallion, nell’Ohio e la popolazione nera vive in quello che, nonostante sia situato in collina, viene chiamato il “Fondo”, perché “[..] quando Dio guarda giù, per Lui è il fondo”. In realtà è il posto dove la comunità bianca emarginava la comunità nera: un posto dove, seppur sotto lo sguardo di Dio, un uomo che avesse voluto coltivare la sua terra, non avrebbe potuto farlo perché troppo in alto.
Sula e Nel: la prima, ribelle, cresciuta con pochi valori, in una casa in un cui regnava il caos. La seconda, più ortodossa, con una madre maniaca dell’ordine e molto attenta al giudizio della comunità.
La loro diversità non ostacola, comunque, la loro amicizia; anzi, si completano e si aiutano a vicenda.

Da tempo si erano rese conto di non essere né bianche, né maschi, e avevano capito che libertà e successo sarebbero stati irraggiungibili per loro; perciò avevano cominciato a costruirsi una nuova identità. […] La loro amicizia fu intensa quanto improvvisa. Si conobbero e si aiutarono.

Nella seconda parte del romanzo (1937, 1939, 1940 e 1965) il rapporto tra le due amiche cambia: al ritorno dal sua viaggio negli Stati Uniti, Sula è la stessa di sempre (era solo cambiato l’abbigliamento “[…] simile a quello di una stella del cinema”), ma Nel è ormai una donna sposata e perfettamente integrata nella comunità; la stessa comunità che spettegola (ho trovato un po’ di Jane Austen nel descrivere l’arte del pettegolezzo) e addita Sula ed il suo atteggiamento:

ma furono gli uomini a bollarla, a macchiarla definitivamente. […] Sula dormiva con uomini bianchi. […] Per loro, ogni unione tra uomo bianco e una donna nera non poteva essere che uno stupro: era letteralmente impensabile che la nera fosse compiacente. In questo modo, finivano per considerare l’integrazione con lo stesso disprezzo dei bianchi. […] però non fecero nulla per recarle danno. Come sempre, i neri osservavano il male con occhi assenti e lasciavano che facesse il suo corso.

In quest’ultima frase (“…Come sempre, i neri osservavano il male con occhi assenti e lasciavano che facesse il suo corso“), Toni Morrison, a mio avviso, non sta semplicemente evidenziando il fatto che nessuno, al Fondo, abbia punito Sula per quel “tradimento” verso la sua razza, ma pone una domanda: perché i neri hanno lasciato che i bianchi facessero loro tutto quel male?

Sula” è un romanzo che va letto con molta attenzione, ma vi assicuro che ne vale davvero la pena.  Non posso e non voglio raccontarvi altro, anche perché rischierei di dire troppo; posso, comunque, dirvi che dall’inizio alla fine avrei voluto sottolinearne troppe parti: vuoi per lo stile; vuoi per la capacità di Toni Morrison di dipingere, attraverso le parole, immagini tridimensionali a colori; vuoi perché fra quelle parole ho sentito anche la musica jazz…

Non so se questo redazionale vi ispirerà al punto da farvi leggere “Sula” o un altro libro di Toni Morrison, quello che so per certo è di non poter fare più a meno di leggere i suoi romanzi. Il prossimo? “Amatissima”, naturalmente.

Voto: 9

<<Mamma, ma tu ci hai mai amato?>> […] <<Hai mai giocato – capisci? – giocato con noi?>> […]
<<Giocato? Nessuno giocava nel 1895. […] Il 1895 era un anno assassino, ragazza. Le cose andavano male. I negri morivano come le mosche. Sei diventata grande lo stesso, o no?>>

Pensieri #7 – Buon Inizio a tutti!

happynewyearAuguro a tutti Buon Anno:
che sia l’inizio di ogni bel sogno realizzato! 🙂

DellaBrù

Pensieri #6 – Buon Natale! oh oh oh

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Cari Amici, ci siamo, è di nuovo Natale. 🙂 Si avvicina anche il primo anno di questo blog, a cui non ho dedicato il tempo che avrei voluto anche perché non avevo ancora le idee chiare su quello che volevo che fosse. Adesso, credo di esserci arrivata. Quindi, per il 2016, mi sono ripromessa tante novità per il mio piccolo spazio.
Grazie ad ognuno di VOI perché, in qualche modo, ne avete fatto parte.

Natale, si sa, è il periodo dei buoni propositi e delle promesse che, almeno personalmente, cerco di mantenere durante l’anno. Proprio per questo motivo ho deciso di condividere una citazione presa da “Canto di Natale” di Charles Dickens, perché i buoni propositi sono importanti, ma è ancora più importante non mentire a se stessi e di conseguenza agli altri. È importante cercare (e riuscire) a non ripetere gli errori commessi; quegli errori che ci hanno, comunque, insegnato qualcosa e che ci permetteranno di affrontare meglio il presente e quindi il futuro.

«Voglio onorare il Natale nel mio cuore e cercare di osservarlo per tutto il corso dell’anno. Voglio vivere nel Passato, nel Presente e nel Futuro. Gli spiriti di tutti e tre vivranno dentro di me. Non rimarrò sordo alle loro lezioni…>>

Buon Natale a Tutti,
DellaBrù

Pensieri #5 – Non voglio smettere di sognare.

Questa mattina per me era cominciate come le altre, mi sentivo solo più fortunata di essere tornata a casa dopo circa otto ore trascorse in ospedale per sospetta appendicite.
Come al solito prendo il mio tablet; lo riaccendo per controllare email e social media.

La timeline di Facebook è sommersa dall’immagine del simbolo della pace con al centro la Tour Eiffel e da espliciti hashtag di sostegno alla città di Parigi, alla Nazione Francese. Temo di aver capito e comincio la ricerca di informazioni che mi confermerà che, mentre io avevo paura per un’appendicite e non controllavo le news (forse, forte del fatto che ieri, 13 Novembre, era la “Gionata Mondiale della Gentilezza“) o cercavo informazioni sul prossimo libro di J. K. Rowling; ancora una volta, da qualche parte nel mondo, uomini si permettevano di decidere della vita di altri uomini.

Dove hanno inizio queste barbarie? Chi fa appello alle sue ragioni, chi fa appello alle sue religioni; chi accusa l’altro di aver cominciato per primo e dovendo difendersi, dovendo reagire, non porge l’altra guancia ma apre il fuoco oppure si fa esplodere, coinvolgendo volontariamente o involontariamente innocenti civili. E’ così da sempre e da sempre, tutta l’umanità, porta sulle spalle questo incombente debito di violenza che sembra non estinguersi mai.

Forse oso troppo, ma non voglio smettere di sognare un mondo in cui le uniche cose ad esplodere siano palloncini colorati, risate coinvolgenti, fuochi di artificio che illuminano il cielo e, mal che vada, la gomma di un’auto mentre si è fermi ad un semaforo.

nonvogliosmetteredisognare

Pensieri #4 – Se Fossi un libro

A Luglio su Twitter, @CasaLettori (se ben ricordo) lanciò l’hashtag #sefossiunlibro; per l’occasione scattai questa foto aggiungendo il mio pensiero…

sefossiunlibro