Cercherò di spiegare la finalità di questa tecnica nel modo più semplice possibile: considerate una scena reale in bianco e nero; nella realtà dal punto di bianco al punto di nero ci sono 100.000 toni di grigio. L’occhio umano riesce a percepirne 10.000 ed il sensore della nostra macchina fotografica … 400!!! E dove finiscono tutti gli altri?! Per approssimazione si uniscono creando zone di bianco e nero più ampie facendo risultare così la nostro foto con zone sovraesposte ed altre sottoesposte.
La tecnica HDR (High Dynamic Range) consente, unendo un numero dispari di esposizioni differenti tramite appositi algoritmi, di aumentare il range di illuminazione abbassando le alte luci ed alzando le ombre; questa tecnica è utilissima per foto che hanno zone con illuminazioni molto diverse fra loro.
Più tecnicamente: “L’HDR, acronimo di High Dynamic Range, è una tecnica utilizzata in computer grafica e in fotografia per consentire che i calcoli di illuminazione possano essere fatti in uno spazio più ampio (un high range appunto) e si possano rappresentare valori di illuminazione molto alti o molto bassi.
Le tecniche HDR sono fondate sulla natura fisica della luce. Per i calcoli si utilizzano le stesse unità di misura della fotometria, dove, per esempio, al sole viene assegnato un valore di luminosità milioni di volte più grande di quello del monitor del personal computer.
L’HDR dà la possibilità di immortalare una scena avendo poi il totale controllo sull’immagine finale; ad esempio è possibile esporre nuovamente la foto, correggendo o perfezionando il risultato finale.
L’uso dell’HDR in computer grafica venne introdotto da Paul Debevec, probabilmente la prima persona a creare immagini usando la mappatura HDR per visualizzare realisticamente le luci e animare gli oggetti. Gregory Ward invece è il creatore del formato di memorizzazione per le immagini HDR.” (fonte Wikipedia)
Una buona guida a questa tecnica la trovate nella sezione experience del sito nital.
Alcuni esempi su cos’è possibile ottenere con questa tecnica li potete trovare su
Ci sono diverse interpretazione di questa tecnica che si basano sul gusto personale: personalmente amo le elaborazioni che esaltano i toni reali e non stravolgono la realtà.
Quindi armatevi di cavalletto, scattate possibilmente in RAW ed elaborate con Photomatix (gratuito).
Buon divertimento!
