Io li conosco i domani che non arrivano mai

Io li conosco i domani che non arrivano mai
Conosco la stanza stretta
E la luce che manca da cercare dentro

Io li conosco i giorni che passano uguali
Fatti di sonno e dolore e sonno
per dimenticare il dolore

Conosco la paura di quei domani lontani
Che sembra il binocolo non basti

Ma questi giorni sono quelli per ricordare
Le cose belle fatte
Le fortune vissute
I sorrisi scambiati che valgono baci e abbracci

Questi sono i giorni per ricordare
Per correggere e giocare
Si, giocare a immaginare domani

Perché il domani quello col sole vero arriva
E dovremo immaginarlo migliore
Per costruirlo

Perché domani non dovremo ricostruire
Ma costruire e costruendo sognare

Perché rinascere vuole dire costruire
Insieme uno per uno

Adesso però state a casa pensando a domani

E costruire è bellissimo
Il gioco più bello
Cominciamo…

E. Bosso

Adoro

Adoro il tuo irrompere nella vita delle persone, come il vento fra le frange dei salici, che smuove con spontaneità la stasi di una giornata assolata, ridondante di pudore ed egoismo.

Adoro ascoltare il tuo respiro, che lento si posa sul mio petto, assieme alle tue perplessità, folte come i tuoi capelli sciolti. E in quell’attimo il mio animo inquieto sorride.

Adoro aspettare l’estate per vedere le lentiggini farsi brace sul tuo viso, e poi d’inverno per vederti bianca, nuda su di me.

Adoro sentire la carne dei tuoi fianchi sotto le mie mani, che stringono, si aggrappano forte alla tua voracità danzante sul mio fragile bacino. E mi fa sentire ancora un uomo.

Adoro te, che non mi hai mai detto ti amo, ma che mi sei stata vicina quando qualsiasi altra sarebbe andata via.

 

foto: Marc Chagall, le paysage bleu

 

Le persone cambiano, fanno esperienze, crescono.

Le persone cambiano, fanno esperienze, crescono.
In una coppia è importante crescere insieme, fare molte esperienze forti che possono segnare la crescita e il consolidamento della coppia, oppure che riescano a farne capire i limiti, rendendosi conto così, non senza conflittualità e malumori, che si hanno esigenze diverse da ciò che riesce a dare il partner.
In ogni caso è difficile rinunciare alla propria crescita personale, le esperienze capitano all’improvviso, quando meno te lo aspetti. Ed è importante che in una coppia si condivida, azzerando l’egoismo, evitando di pensare che il partner non possa capire. Perché se si pensa ciò, si è già arrivati al punto che uno dei due è cambiato, trasformandosi così da confidenti ad estranei.
Divenendo una coppia di estranei, inevitabilmente si cercherá comprensione in altri individui, col rischio che diventino più importanti del partner.

Ah, ma c’è la Copa America.

13 giugno 2015.

Ah c’è la Copa America e torno con la mente a 4 anni fa, quando la guardavo dal letto del San Raffaele. Di notte, con la chemio che scendeva lentamente nelle vene, mentre l’infermiere peruviano, tra un cambio di fisiologica e il conteggio delle urine nel reparto, veniva a chiedere ogni 5 minuti “quanto stanno?”. Era una compagnia piacevole, ché le partite non sempre erano spettacolari, come tradizione sudamericana vuole, e poi il compagno di stanza non era interessato all’evento. Il Perù intanto arrivò lontano, in semifinale. Lasciando tutti sbigottiti. Tutti pensavamo che quella squadra si fermasse ai quarti di finale. Fu una fortuna per me, perché mi assicurai compagnia e diazepam per molte notti insonni, dovute ai dolori e ai fastidi causati dai farmaci.
Viva la Copa America.

 

La sedia di lillà

 

Un uomo scopre di avere una malattia che “fra poco più di un anno”, lo costringerà all’infermità totale. Pensa al suo futuro ed al fatto che non potrà avere ciò per cui ha vissuto: un lavoro,una famiglia,una vita normale. Si sente tradito dagli amici che lo abbandonano, continuando la loro vita di sempre e non comprendendo il suo dramma interiore, e per amore non tanto verso di lui, ma verso qualcosa di più grande, non approvano l’idea del suicidio, che egli vede invece come una liberazione.

 

Hallelujah

Avatar di FabioSuoni Ancora?

davide-e-betsabea

Incontrai questa canzone per caso in un disco di Jeff Buckley. E’ uno dei rari casi in cui la versione cover è superiore a quella dell’autore, deriva dalla spiritualità molto intensa di Buckley, dalla sua voce indefinibile, dalla chitarra cristallina e da quell’inquietudine malinconica che solo la voce di Buckley riesce a regalare. E’ molto popolare,  troppo, e spesso non si va sotto la superficie della canzone, come per un iceberg, la parte bella è sommersa, ed è quasi impensabile provare a separare musica dal testo. Eppure non ho resistito e ci ho messo le mani. Per separare qualcosa dal testo, devi conoscerlo e provare ad infonderlo nelle note che suoni. Non è mica affare semplice donare parole alle note. Eppure nelle grandi canzoni c’e’ sempre un legame simbiontico tra musica e testo, la musica segue il testo e viceversa.

In questo brano ci sono un sacco di richiami tra…

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Mi piaci perchè…

Avatar di 2firstline Tantipensieri

mi-piaci

Mi piaci perché sei pazza. Pazza in un modo diverso da tutti gli altri pazzi. In un modo dolce.
Starei ore a guardarti e ad accarezzarti.
I tuoi baci mi fanno impazzire.
Sei l’ora d’aria in questa galera di vita.
C’è quella targhetta, ricordi? Quella che porta scritto sopra il perché mi piaci così tanto, il perché sei capitata proprio a me. L’ho disegnata nella testa quella targhetta e ogni giorno aggiungo un motivo.
Io che odio i dubbi e le incertezze, sono arrivato a capire che mi piacciono i tuoi chissà, i vedremo, perché quando siamo faccia a faccia ti guardo negli occhi mentre li dici e vedo fiorire un sorriso meraviglioso sulle tue labbra. E mi piacciono anche quando siamo al telefono, perché quegli occhi e quel sorriso li devo tirare fuori dalla mia memoria.
Una volta hai scritto “…mi piace perché mi fa ridere e non mi…

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Attrazione

Avatar di Ben Tantipensieri

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Ti aspetti possa colpirti chi hai sempre sognato.

Ma ti accorgi che non dipende da ciò. Ti passa dinanzi, basta uno sguardo, l’odore che lascia nell’aria che respiri per un attimo insieme a lei/lui. E le prime parole, già.

Quelle che misurano, che ti misurano, che ti fanno costatare quale possa essere la lunghezza d’onda dei sentimenti, che magari sono già scattati tra voi, l’empatia, in primo luogo.

E’ questa che vi prende, se vorrete. Se è solida, te ne accorgi, a pelle. Molte volte ti piomba addosso, all’improvviso. E non è una roba da poco. Può capitarti, te che già hai un legame stabile, matrimoniale o no. Se ti prende, ci prendi gusto, come un pasticcino che ti attende lì, e ti chiama ad assaporarlo. E che tu già sai ti piacerà. Lo senti già prima di aver scelto di morderne il sapore.

Può capitarti tutto questo anche facendoti…

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Perché mi fai soffrire?

– Perché mi fai soffrire?
– Perché ti amo.
Ora era lui ad arrabbiarsi: – No, non mi ami! Chi ama vuole la felicità, non il dolore.
– Chi ama vuole solo l’amore, anche a costo del dolore.
– Mi fai soffrire apposta, allora.
– Sì, per vedere se mi ami.
La filosofia del Barone si rifiutava d’andar oltre. – Il dolore è uno stato negativo dell’anima.
– L’amore è tutto.
– Il dolore va sempre combattuto.
– L’amore non si rifiuta a nulla.
– Certe cose non le ammetterò mai.
– Sì che le ammetti, perché mi ami e soffri.

 

tratto da “Il Barone Rampante” – Italo Calvino