Cronachette della fase tre (23 giugno – 1 luglio)

Questa settimana non ho seguito molto le vicende del mondo, è morto mio padre e tanto mi è bastato; certo rispetto ai miei genitori sono stato molto più fortunato perché mia madre è rimasta orfana di sua madre a cinque anni e mio padre del suo a sedici;  come orfano sono abbastanza attempato dunque, e sono grato a mio padre di aver aspettato la fine dell’emergenza per mollare gli ormeggi, altrimenti non avrei potuto andare nemmeno al funerale.

Funerale con mascherine, distanziamento, ma non ho potuto né voluto evitare gli sbaciacchiamenti di parenti e amici… ero un po’ timoroso perché consapevole che erano loro a rischiare di più, sono io quello proveniente dalla regione ancora infetta! Abbiamo reso onore alla vecchia cerqua¹, se fossimo stati a New Orleans avremmo chiamato anche la banda comunque abbiamo passato due giorni a bisbocciare con i miei fratelli e qualche parente rimasto, più che un lutto è stato un bel rito di esorcizzazione. Il prete mi ha detto che in quest’ultimo periodo sono morti un sacco di anziani (e me ne ero accorto dalla quantità di manifesti appesi sui muri) ma non di Covid, perché mica si muore solo di quello, ma semplicemente di vecchiaia. Mio padre è morto in poltrona, buffo per uno che le comodità le ha sempre schifate: ci metterei la firma, ma non su questa poltrona da smart working che è scomoda, come sapete.

Comunque l’economia riparte: in autostrada per 550 chilometri una fila ininterrotta di camion e il prezzo della benzina sta pian piano ritornando ai livelli pre-Covid. Nessuno metterà mai un freno a questa deriva, possibile che andiamo su Marte e non siamo capaci di far viaggiare le merci su rotaia anziché su camion? A proposito di merci su rotaia, sono già passati 11 anni dalla strage della stazione di Viareggio… riporto dal Fatto Quotidiano dell’altro giorno: “La prescrizione ha già cancellato i reati di incendio e lesioni colpose gravi e gravissime. Gli unici capi d’imputazione rimasti, ovvero il disastro ferroviario e l’omicidio colposo plurimo, sono legati al filo dell’aggravante dell’incidente sul lavoro.” e non commento, ma mi chiedo come possa esistere prescrizione per certi reati. O ci sono o non ci sono, la prescrizione è solo una beffa per le vittime, ma nel paese dei cavilli e degli avvocati tutto è possibile.

Visto che il frigorifero era vuoto ho anticipato la visita alla Coop e ho constatato ancora una volta che non esiste più l’alcool. Purtroppo non mi sono ricordato di farmene una scorta al paese, perché lì si trova, ma tutto sommato meglio così perché non sarei stato troppo tranquillo a viaggiare con una tanica nel portabagagli, ricordo la fine che fece il povero Scirea in Polonia, quando venne tamponato…

Per il resto non mi sembra sia cambiato molto durante la mia assenza: Berlusconi (anzi, di più i suoi a dire la verità) strilla al complotto dei giudici politicizzati, l’Iran ha spiccato un mandato di arresto contro Trump per l’assassinio del generale Soleimani, oggi a Salerno sono state sequestrate 14 tonnellate (!) di droga per un valore di oltre un miliardo di euro. Roba da non credere… che fine farà? L’altro giorno dopo il funerale ho rivisto un pezzo di “Quelli della San Pablo” con Steve Mc Queen, dove gli americani per far sparire un carico di oppio lo bruciavano nelle caldaie della nave, creando una nuvoletta stupefacente. Succederà la stessa cosa agli 84 milioni di pasticche o con qualche cavillo dovremo restituire pure quelle e con tante scuse?  Tanto qua liberiamo tutti..

Amiche e amici, basta mugugni, basta reprimende: chi vuol essere lieto sia, del doman non v’è certezza; per farmi compagnia mi sono comprato un nano da balcone, l’ho nascosto tra le piante ed ho aspettato che la giardiniera se ne accorgesse; dopo qualche giorno l’ha scoperto ed ha guardato in alto, forse pensava fosse caduto dal cielo, volevo lasciarglielo credere ma purtroppo mi è scappato da ridere, mi ha sgamato e ha riguardato in alto scuotendo stavolta la testa. L’ho chiamato Pappolo, un po’ mi assomiglia, tiene le mani dietro la schiena e gli piace guardare chi lavora, e anche lui racconta pappole…

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¹ Non è un errore: da noi la quercia si chiama così…

Olena in convento (5)

Nel lungo corridoio del piano seminterrato che collega le cucine con gli accessi alle cantine, e dove si trovano la farmacia antica e i nuovi laboratori dove le suore producono il famoso unguento Santa Ferragna, utile sia per le emorroidi che per ridurre le rughe del viso (a seconda di dove venga applicato), ombre furtive si aggirano con fare circospetto. Due di queste, all’apparenza suore, una alta e una non molto, si dirigono decisamente verso la cucina; controllano che nessuno sia nei paraggi e poi con movimento fulmineo si infilano dentro e si chiudono la porta alle spalle.
«James caro, il menu del convento mi ha lasciato, come dire, insoddisfatta. Non discuto la qualità del minestrone, verdure dell’orto, chilometro zero, tutto biologico, ma avrei trovato una bella bistecca, magari con due patate, decisamente più adatta per la missione alla quale siamo stati chiamati. Capisco che non si voglia indulgere ai piaceri della carne, ma almeno un po’ di pesce l’avrei gradito… Pensi di riuscire a rimediare qualcosa?» chiede al fido maggiordomo, che nel frattempo si è messo all’opera e nei ripiani del capiente frigorifero ha già individuato delle pietanze da utilizzare all’uopo.
«Se la signora si accontenta di qualcosa di riscaldato, ci sono qui un interessante timballo e un arrosto. Le teglie hanno un cartellino “Riservato per il Vescovo”. C’è anche una torta, se gradisce»
«James, non deludi mai. Sono sicura che il Vescovo ci perdonerà, anche perché con tutte le donazioni che faccio a questo convento potrei svuotare tutta la dispensa e ne avrei sempre di avanzo. Vada per timballo e arrosto, crepi l’avarizia. Ma il desinare andrebbe innaffiato con un buon bicchiere di vino, non trovi? Rosso, corroborante, antiossidante e coadiuvante del sonno. Tanto più che quello scellerato di Svengard mi ha lasciata sola, e se non bevo un goccetto quando mi addormento? Facciamo così: tu inizia a preparare, io faccio un salto in cantina e sgraffigno una bottiglia. Vado e torno!» e così dicendo Gilda esce, diretta alla cantina dove il vino è messo a stagionare in enormi botti, e dove ci sono file di scaffali divise per annate.
Stranamente, la porta è socchiusa ed un filo di luce filtra dalla soglia. La prudenza consiglierebbe una pronta ritirata ma la curiosità, che come si sa è donna, spinge la Calva Tettuta ad accostarsi per cercare di capire chi ha avuto la sua stessa idea. Già pronta a redarguire qualche corista dispersa o qualche suora diversamente astemia, con grande stupore quelle che sente sono le voci di due uomini che parlano a voce bassa.
«E’ tutto pronto dottore, attendiamo solo il suo ordine. I test sugli animali sono soddisfacenti, abbiamo avuto solo il 10% di perdite, ma ora bisogna passare alla sperimentazione umana. Se fosse pronto il volontario, potremmo procedere…»
«Il volontario c’è, non preoccuparti. Mi servono solo un paio di giorni per organizzarmi. Tu tieniti pronto, e nel frattempo niente sciocchezze. Questa è una cosa che cambierà la storia del mondo, saremo osannati come benefattori dell’umanità, ma che dico, saremo venerati, saremo i nuovi dei!»
Gilda sente i peli del corpo rizzarsi. Non tanto per quello che ha sentito, che del resto non ha capito, ma per chi l’ha detto. Corre in cucina e si chiude la porta alle spalle, restandoci appoggiata con la schiena. James la guarda perplesso, e alza un sopracciglio.
«Non ha trovato il vino, signora?»
«Lascia stare il vino adesso, James. Abbiamo un problema più grande, anche se in effetti un goccio non avrebbe fatto male. Sei pratico di riti vudù?»
«Signora?»
«Sì, insomma, quella roba con bambole e spilloni, Baron Samedi e tutto il resto, hai presente 007 vivi e lascia morire?»
«Mi duole deluderla signora, ho passato un bel periodo ad Haiti, paese pieno di meraviglie naturali come le cascate turchesi del Bassin Bleu, con delle spiagge incantevoli, ma niente vudù»
«Peccato, James. Non prenderlo come un appunto, ma pensavo facesse parte del bagaglio del governante»
«Se può interessare ho anche visitato l’isola dei pirati, signora»
«James, lasciamo da parte i pirati per ora, vuoi? La minaccia è ben più grande. Lui è vivo!»
«Lui, signora? Temo di non capire. Si riferisce a qualcuno in particolare?»
«James, non fare lo gnorri. O il furbo, se preferisci. Sai benissimo a chi mi riferisco quando dico “Lui” e non è quello col mascellone che faceva arrivare i treni in orario. “Lui” è lui, è Evaristo, l’ho sentito con le mie orecchie!»
«Deve esserci un equivoco, signora. Il signor Evaristo è morto da parecchio. Lei ha addirittura ricevuto la visita del suo fantasma, e più di una volta. Come può essere?»
«Non lo so James, so solo che la prossima volta che lo seppellisco gli pianto prima un paletto di frassino nel cuore e poi per sicurezza lo faccio cremare. Adunata, James, tutti nella mia cella, gabinetto di guerra. Revocate tutte le licenze, dress code giubbetto antiproiettile e armi leggere. Ah, James, porta tutto il timballo e l’arrosto, e anche la torta. Il Vescovo digiunerà, una volta tanto»

I miei personaggi ci tenevano a salutare tutti i lettori ed augurare loro una splendida fine anno ed un migliore inizio. Sono un po’ arrabbiati perché li faccio lavorare poco, cercherò di rimediare. Buon anno a tutti!

Dizionarietto dell’anno (U-Z)

U

Ucraina

Secondo i dati comunali, a fine 2024 gli ucraini residenti a Como erano 773, rappresentando la quarta comunità straniera più numerosa, dopo rumeni, filippini e srilankesi. Qualcuno di questi lo conosco, e non ci pensa nemmeno a tornare al proprio paese, anche se quando si parla di guerra è favorevole alla continuazione a oltranza. Io continuo a pensare che in questa situazione non dovevano ficcarcisi, che i negoziati andavano fatti prima o anche subito dopo l’inizio della guerra, avrebbero ottenuto molto di più e soprattutto non avrebbero sacrificato centinaia di migliaia di giovani per niente, che la carneficina e le distruzioni servono solo a ingrassare oligarchi e mercanti di armi. Il loro Stato si è ormai impegnato anche le braghe e ha venduto tutto il vendibile, non hanno ancora capito che chi gli si presenta come amico è quello che gli ha messo un cappio alla gola. I migliori amici che avevano erano quelli che venivano spernacchiati come pacifinti e filoputiniani. Poi andassero a piangere da Calenda però… chi è causa del suo mal pianga sé stesso.

Urania

Urania è un periodico di fantascienza della Mondadori; i suoi libri mi hanno accompagnato in tantissimi viaggi in treno da pendolare, da qualche anno li ho persi di vista, un po’ perché in treno ormai ci viaggio poco e perché ho altre letture che non riesco a fare. Ma vale la pena di leggere libri, quando ormai nella fantascienza ci siamo dentro in pieno? Droni aerei, navali e terrestri, controllo delle comunicazioni, processi alle intenzioni, blocchi arbitrari di conti correnti e spostamenti, pandemie originate da ricerche sfuggite di mano, guerra atomica sdoganata, neolingua, dissenso trattato come terrorismo (o al minimo tradimento della patria), transumanesimo, teorici della divisione in caste in base al QI, fanatici messianici, ma non saremo finiti in un universo parallelo? 

V

Venezuela

Non mi sembra di udire strilli di aggredito e aggressore mentre un paese si arroga il diritto di bombardare navi civili affondandole e uccidendo gli equipaggi, sequestrare petroliere, chiudere spazi aerei, minacciare invasioni e auspicare cambi di regime (dopo averli finanziati per anni, ma andati male). Lo sappiamo benissimo che tutto è per il petrolio venezuelano, altro che lotta al narcotraffico. Però in questo caso l’aggressore è un amico, allora va tutto bene.

Verba volant, scripta manent.

Ma solo se scritti sulla carta, però. Di tutto quanto scritto sul digitale non rimarrà più niente, rassegniamoci cari blogger.

Z

Zelenskji, Vladimir

Come carriera non c’è male, da suonatore di piano con l’uccello a presidentissimo. Gli ucraini l’hanno votato, lo sostengono (anche se non so ancora in quanti, bisognerebbe che votassero per saperlo), contenti loro contenti tutti. Finirà male e questo credo che lo sappia anche lui, lo faranno fuori proprio quelli che più lo appoggiano, è un po’ troppo ingombrante per il dopoguerra.   

Zero virgola.

E’ la crescita economica stimata per il nostro paese nei prossimi anni. Il nostro governo fa proclami trionfalistici, non so che erba fumano, deve essere buona davvero. Di aumento degli stipendi manco a parlarne. Quello che aumenta sarà solo la spesa per le armi: sospetto che prima o poi ci toccherà usarle, mica possiamo lasciarle ad arrugginire in qualche deposito.

Amici e amiche, ce l’ho fatta! Ho finito l’alfabeto prima di Natale, come mi ero ripromesso. Tralascio K, J e W che non appartengono all’alfabeto latino, ci pensi qualcun altro. Questo mi pare di buon auspicio per il prossimo anno, chissà che non riesca a continuare e magari finire l’ultima avventura della cara Olena? Intanto auguri a tutti voi e alle vostre famiglie i migliori auguri di Buon Natale e Buone feste. Un abbraccio!

Dizionarietto dell’anno (R-T)

R

Russia

A fine giugno 2018 sono stato in Russia, con un viaggio organizzato, in occasione del trentesimo anniversario di matrimonio. Dopo pochi giorni sarebbero iniziati i campionati del mondo di calcio, poi vinti dalla Francia: l’Italia non si era qualificata, con grande dispiacere dei russi che si aspettavano un gran numero di tifosi dal nostro paese. Sono stati dieci giorni bellissimi, visitammo San Pietroburgo (che io mi ostinavo a chiamare Leningrado), Mosca e il cosiddetto Anello d’Oro, ovvero le cittadine storiche che formano appunto un anello intorno alla capitale: Vladimir, Suzdal, Kostroma, Jaroslavl, Rostov, Sergei Posad… faceva un caldo micidiale; imparai lì che il Cremlino non è solo a Mosca, ma in pratica ogni città aveva il suo Cremlino, che era il centro del potere amministrativo; una quantità esagerata di chiese, che mi fece dubitare di quanto si raccontava da noi, che i comunisti avevano bruciato tutte le chiese (e mangiato i bambini, tanto per gradire). La Crimea era stata annessa nel 2014, ma non fu un impedimento tale da bloccare i giochi. A quel tempo ai russi in Italia stendevamo tappeti rossi (specialmente a quelli con tanti soldi); i nostri politici avevano rapporti a tutti i livelli, anche parecchio amichevoli. Gli italiani erano ben visti; qualche sanzione in realtà era già stata messa, ma su quello i russi ci prendevano un po’ in giro, come ci capitò in un ristorante: “Siete fantastici. Non ci mandate più le mozzarelle e abbiamo  imparato a farcele da soli, grazie”. Vidi, ovviamente da turista, delle città forse più “europee” delle nostre: vive, piene di giovani, con gente affaccendata per andare al lavoro ma curatissima (donne bellissime), piene di musei, di teatri, di cultura, e con un grande orgoglio di quello che erano e della loro storia, il comunismo lasciato ormai alle spalle ma con un respiro di sollievo per quello che avevano rischiato di diventare nel periodo seguito al crollo del comunismo. Salire sulla collina Plokonnaja, sopra Mosca, e addentrarsi nel Parco della Vittoria, è un’esperienza che fa capire molto di quel popolo. La Grande Guerra Patriottica, chiamano la carneficina della Seconda Guerra Mondiale. Mi ero preparato qualche mese imparando a leggere il cirillico (mi sarebbe anche piaciuto capirlo e parlarlo, ma avrei dovuto studiare molto di più…). Ora cercano di convincermi che i russi sono il mio nemico, che prima o poi verranno a invaderci, che se non ci armiamo fino ai denti ci attaccheranno per conquistarci. Ma che se ne fanno di noi? Sono già in parecchi, mi pare. E poi le mozzarelle ormai se le fanno da soli. Fino a prova contraria siamo stati noi che abbiamo provato a invaderli, nel 1941, e ci siamo rotti le ossa. Comunque spero che per il quarantennale, ammesso che sia in grado di andare da qualsiasi parte, tutto questo delirio sia finito, perché un altro giretto mi piacerebbe proprio farcelo. Devo ancora andare a vedere un balletto al Bolshoi… 

Rassegna musicale.

Quest’anno ho organizzato una rassegna musicale. Voci e suoni nel silenzio, si intitola, e si svolge d’estate nella Basilica di San Carpoforo, la seconda più antica di Como. Era la terza edizione, nelle prime avevo dato una mano ma cercando di non farmi coinvolgere troppo; poi l’ideatore se ne è andato e il dilemma era se chiuderla lì o continuare, assumendosi le responsabilità del caso. Ci siamo guardati in faccia, con il gruppetto promotore, ed alla fine qualche scriteriato ha detto: “Giò, tu sei bravo a organizzare, provaci. Noi ti veniamo dietro, poi se va male pazienza”. Ci farò un post su questa esperienza, davvero formativa. Fatto sta che la rassegna è partita, ho sudato sette camicie e maledetto mille volte il giorno che ho accettato, ma alla fine devo dire che è venuta bene e sono abbastanza contento. Ora sto preparando il calendario 2026 e sembra incredibile ma ho problemi di abbondanza: cioè c’è più gente che vuol venire a suonare/cantare delle date che abbiamo a disposizione. Considerando che non li paghiamo, non è male…

S

Sostenibilità

Altro argomento passato nel dimenticatoio. Continuiamo allegramente a consumare più di quello che dovremmo: suolo, risorse energetiche, acqua, aria… invece di ragionare tutti insieme come umanità,ovvero che le risorse che ci sono al mondo andrebbero divise tra tutti, i più forti come sempre se ne accaparrano di più (e sempre di più), che gli altri si fottano. Prima o poi però anche le formiche si incazzano…

Suocera

Quest’anno è morta mia suocera. Mi mancano i momenti in cui ci trovavamo da lei con cognati e nipoti. Questo sarà il primo Natale senza, e già gli effetti si vedono: se ci fosse stata ci saremmo trovati tutti a casa sua per festeggiare, invece così è un po’ un liberi tutti, e ognuno andrà dove vuole e con chi ha più piacere. Legami che si allentano, consuetudini che si perdono. Un po’ di malinconia, a incrinare la gioia del Natale. 

T

Trump, Donald

Come è stato possibile che un uomo rozzo al limite della brutalità, ignorante, vanitoso, dotato di un ego smisurato, avido di potere e denaro, sia diventato l’Imperatore del mondo? Forse nella domanda sta già la risposta. Detesto tutto quello che rappresenta, però detesto di più quelli che quando si spende per la pace (anche se sicuramente non per spirito umanitario) fanno di tutto per boicottarne gli sforzi. Politicamente, anche per le compagnie che frequenta, discutibile. In materia di gusti femminili, niente da eccepire.

Tennis

Non mi piace. Quando ero ragazzo era uno sport per “ricchi”, i proletari giocavano a pallone, e tale per me è rimasto. Mi annoia, non riesco a rimanere ore a guardare due che si tirano una pallina lanciando degli urletti. Ancora ancora le tenniste, alle quali almeno si può sbirciare le mutandine. Ma dieci minuti, non tre ore. Sinner per carità, bravissimo, magari se pagasse le tasse in Italia sarebbe meglio, ma come ti giri te lo ritrovi dappertutto, nella pubblicità dei telefonini, dei wurstel, della trippa per gatti, insomma non se ne può più. Peraltro l’altro giorno è morto Nicola Pietrangeli, mi è dispiaciuto perché è stato il capitano – non giocatore quando la nazionale di Panatta, Bertolucci, Barazzutti e Zugarelli vinse la Coppa Davis nel 1976 in Cile, tre anni dopo il colpo di stato di Pinochet. Ecco, quella volta il tennis mi piacque. 

Dizionarietto dell’anno (O-Q)

O

Orsini, Umberto

Grande attore, classe 1934: l’altra sera al Piccolo Teatro a Milano (al Grassi, la sede storica) ho assistito a “Prima del temporale”, dove racconta la sua avventura di attore. Mi sono commosso, innanzitutto per l’ammirazione verso la sua bravura, ma perché, avendo lui l’età di mia mamma, le cose che raccontava degli esordi televisivi e del successo erano quelle che ricordavo da bambino: gli sceneggiati televisivi, i grandi varietà con le gemelle Kessler, la Tv in bianco e nero… I fratelli Karamazov, dove interpretava un tormentato Ivan Karamazov, personaggio che ha affrontato più volte nel corso della sua carriera, e che alla fine dello spettacolo ha voluto riprendere, nel dialogo con il fratello Alioscia, forse come testamento spirituale? Enorme. Dietro di me una pensionata, in onore alla nazionalità di Dostoevskji, ha russato beata per una buona metà dello spettacolo.

Olimpiadi Invernali

L’anno prossimo tra Lombardia, Veneto e Trentino Alto-Adige si terranno le Olimpiadi Invernali. Devo dire che non sono amante del freddo, non so sciare ne pattinare e pertanto, anche se ammiro molto gli atleti che praticano questi sport, non mi sento molto coinvolto. Da cittadino mi auguro che lo sforzo economico fatto per la realizzazione non sia stato vano, come in altre occasioni, e che gli impianti faraonici non rimangano cattedrali nel deserto. Sarebbe anche bello che almeno la Rai, TV di stato, facesse vedere ogni tanto qualcuno di questi sport anche nei canali generalisti, invece di relegarli nei canali sportivi e ad ore improbabili. Specialmente il curling, che assomiglia alle bocce dei pensionati ma con in più lo spazzolone.

P

Politica

Probabilmente in ogni tempo i vecchi pensavano che prima si stesse meglio (tranne forse quelli che avevano vissuto le guerre). Ormai sto diventando vecchio, e la guerra spero di non viverla anche se stanno facendo di tutto per farci finire nella merda. Ma a livelli così bassi non mi pare ci siamo mai arrivati. Un deficit culturale, una mancanza di basi comuni, un’arroganza e una protervia, un menefreghismo verso chi sta peggio, una esaltazione del potere e dei soldi, un abbandono di tutte le regole, un disprezzo verso chi la pensa diversamente, politiche ispirate da fanatici messianici, la criminalizzazione dei buoni e l’esaltazione dei cattivi. Sinceramente, forse una guerra ci vuole per spazzare via tutta questa marmaglia. 

Prostata

Ho visto su youtube un divertentissimo (almeno per me) filmato di Checco Zalone su un uomo colpito da infiammazione alla prostata. Temutissima, ad una certa età! E’ un po’ l’incubo di tutti gli uomini… specialmente se poi si arriva a doversi operare. Spero che sia ereditaria! Nel senso che mio padre a quasi 90 anni ce l’aveva perfetta, almeno così disse l’urologo che lo “stappò” perché non riusciva più ad urinare. E gli lasciò una perla di scienza, da tramandare ai posteri: “se non cachi cacherai, se non pisci morirai”. Meditate uomini, meditate!

Q

Quorum

Come tutti sanno, credo, in Italia abbiamo due tipi di referendum: quello abrogativo, che vale per le leggi “normali”, e quello confermativo, che vale per le leggi costituzionali. Per il primo è necessario ottenere il quorum, ovvero la maggioranza degli aventi diritto al voto (non di chi si reca a votare), per il secondo invece basta la maggioranza dei votanti. A me pare che sarebbe meglio fare il contrario, cioè per confermare il cambiamento della Costituzione richiedere la maggioranza degli aventi diritto e per gli altri referendum la maggioranza di chi va a votare. Ma evidentemente mi sfugge qualcosa. Tra l’altro, a proposito di quorum: com’è possibile che una assemblea di condominio non è valida se non è presente la maggioranza dei proprietari, e le elezioni invece, che siano comunali, regionali, statali o europee sono valide anche se va a votare una esigua minoranza degli aventi diritto? Non sarebbe meglio in questo caso estrarre a sorte i rappresentanti, come ipotizzato da autorevoli colleghi di blog?

Qualunquismo

Per anni mi sono indignato quando qualcuno diceva, riferito alla politica “tanto sono tutti uguali” intendendo che comunque non stanno lì per fare il bene del popolo ma farsi gli affari loro. Sono di una generazione che ha visto, anche se non vissuto in prima persona,  combattere grandi lotte sociali, e grandi battaglie civili. Per cui mi ribellavo all’idea che siano tutti uguali. Ma ora, sinceramente, ne salvo pochi anch’io. Quando vedo il maggior partito di opposizione sulla questione più importante del momento, ovvero la corsa al riarmo e di questo passo alla guerra, votare ogni volta insieme al governo, che devo pensare?  

Dizionarietto dell’anno (L-N)

L

Leone XIV, Papa

Secondo me è stato eletto un ottimo Papa. Non così simpatico come Bergoglio, non così mediatico come Woytila. Ma deciso dalla parte dei poveri; le ha già cantate chiare riguardo al “riarmo”; e anche dal punto di vista politico-diplomatico, con la visita in Turchia e Libano, ha fatto quello che i nostri rappresentanti avrebbero dovuto fare da tempo. Ha il compito di tenere unite le varie anime della Chiesa, e di rinvigorire una spiritualità spesso oscurata o dall’indifferenza, o dal troppo “fare”. L’accento italiano è ancora terribile: e restaurare magari  il latino? Una lingua universale per una Chiesa universale… si, è una stupidaggine, però mi è capitato di andare a messa in altri paesi, e pensavo che magari se almeno le preghiere le avessimo dette tutti nella stessa lingua, ci saremmo sentiti ciascuno meno straniero all’altro…  

Luci a San Siro

Continuano ad emergere gli illeciti delle costruzioni a Milano. Palazzi edificati nei cortili, costruzioni milionarie fatte passare per ristrutturazioni di cascine o capannoni. Con danni notevoli alla comunità, grave perdita di oneri urbanistici: ma affari d’oro per i costruttori. Cittadini che hanno acquistato la casa se la trovano sequestrata prima ancora di poterci entrare: si arrabbiano con i giudici, ma dovrebbero prendersela con la giunta comunale e soprattutto con i costruttori, che sapevano benissimo quello che stava facendo. Tra parentesi, con quello che costano quegli appartamenti, non è che provo proprio tanta pena. 

M

Mutuo

Il pargolo sta comprando casa, e quindi è alla ricerca di un mutuo. Il bonus giovani, pensato come aiuto per i giovani sotto i 36 anni, è stato praticamente svuotato: la garanzia dello Stato viene data solo ai ragazzi con un lavoro a tempo indeterminato e con un’Isee familiare inferiore a 40.000€. La maggior parte dei giovani un contratto a tempo indeterminato se lo sogna, e un’Isee inferiore a 40.000€ in una famiglia dove si lavora in tre è strettina. Comunque il governo che aiuta le famiglie ha tolto le agevolazioni sull’acquisto della prima casa per le spese del notaio. Magari con quei soldi ci comprano qualche cannone. Poi dicono che i giovani non se ne vogliono andare di casa…

Machado, Marìa Corina

Premio Nobel per la Pace 2025. Cosa ha fatto per meritarlo? In Venezuela gli elettori sono 21 milioni e mezzo, e alle elezioni lo scorso maggio sono andati a votare in poco più di 6 milioni, di cui l’83% ha votato per il Grande Polo Patriottico di cui fa parte il Partito Socialista del presidente Nicolas Maduro. Vuol dire che l’opposizione non è stata capace di portare al voto nessuno. E quindi, dato che con i voti non sono capaci di andare al potere, si aspettano magari un altro colpo di Stato, come quello tentato con Guaidò, o magari direttamente l’invasione americana, per scalzare Maduro. Pronti a svendere le ricchezze del Venezuela, ovvero il petrolio, al caro amico democratico che li sponsorizza. Una bella pace, non c’è che dire.  

N

Natalità

In Italia ci stiamo estinguendo. I nati del 2024 sono stati meno di 300.000; quando sono nato io eravamo quasi un milione! Certo, adesso stiamo andando in pensione e dicono che non ci sono i soldi per pagarcela. E grazie, se i giovani sono sempre meno, e guadagnano pure sempre meno (nonostante i proclami roboanti del governo), dove si prendono i soldi per le pensioni? Tantopiù se i soldi li spendiamo per le armi a Zelenskji (per non parlare dei cessi d’oro comprati dalla sua cricca). 

Natale.

E anche quest’anno siamo arrivati a Natale. Sono tornato a fare sia albero che presepio. Mi piace fare il presepio, ma servono due cose fondamentali: il tempo e lo spazio. Lo spazio in casa mi è stato sempre più ridotto, fino a segregarmi su una mensola (spostando i libri che ci si trovavano) ma stavolta ho conquistato il tavolino all’ingresso e ci ho piazzato il mio capolavoro. Per il resto il Natale, senza bambini, è un po’ triste: quest’anno poi è il primo senza mia suocera, dove ci trovavamo tutti a pranzo, e quindi saremo un po’ in ordine sparso. Mio figlio tra l’altro (che non è più un bambino, anche se sua madre si ostina a chiamarlo “piccolo) lavorerà: gli alberghi a Natale non chiudono… i regali li ho fatti quasi tutti, tutta roba alimentare; nel pacco per gli amici metterò anche una copia di Olena regina d’Abissinia: che ne facciano quel che vogliono, ma in cantina mi danno fastidio!

(continua)

Dizionarietto dell’anno (G-I)

G

Giubileo.

Lo scorso novembre sono stato a Roma per il Giubileo delle Corali. Si sono trovati tantissimi cori, da tutto il mondo; il clou è stato domenica 23, con la messa solenne in piazza San Pietro e l’Angelus, quando ci siamo ritrovati tutti a cantare (in latino. Non sarebbe male abbandonare l’inglese e recuperare il latino come lingua universale…) Noi eravamo in 16, dieci coristi e 6 accompagnatori, l’organizzatore come al solito sono stato io, quindi prenotazione treni, alloggi, ristoranti, visite… devo dire che ci sto prendendo gusto e magari quando andrò in pensione mi dedicherà a quello. Abbiamo varcato tre porte Sante su quattro; io conosco Roma abbastanza bene ma ogni volta c’è da scoprire qualche meraviglia non vista, e stavolta è toccato alle chiese di San Clemente e di Santa Prassede. Rivisto volentieri Sant’Agnese in Agone e San Luigi dei Francesi con i suoi Caravaggio; siccome una ragazza del gruppo non era mai stata nella Città Eterna abbiamo fatto anche un giro turistico: Colosseo-Fori Imperiali-Piazza Venezia-Altare della Patria-Teatro Marcello-Trastevere e naturalmente Piazza Navona e Piazza di Spagna. Abbiamo mangiato sempre molto bene, in posti che già conoscevamo ma anche in altri dove siamo entrati per caso e non ci aspettavamo niente. Il prossimo giubileo ci sarà nel 2033, in occasione dei 2000 anni dalla morte di N.S. Forse per quell’epoca i lavori in corso saranno conclusi e le buche tappate, speriamo. Io non so se ci sarò, comunque l’anno prossimo ci sarà un nuovo grande raduno di corali, chissà che non ritorniamo.

Gaza.

Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio. Genocidio.

Vergogna sul mondo, che non ha saputo (o meglio, non ha voluto) fermare la furia e i crimini di quella che ha ancora il coraggio di proclamarsi ”unica democrazia del medio oriente”. Vergogna su chi ha taciuto e continua a tacere, vergogna su chi giustifica e distingue, vergogna sui complici.

H

Hobby.

Letture (sempre di meno). Scrittura (sempre di meno). Quando facevo il pendolare avevo molto più tempo per curare i miei interessi. Teatro (poco ma buono). Cantare in coro (se ci sono o non ci sono, vocalmente, non si nota molto, ma si fa giusto per divertirsi). Borbottare. Politica (per borbottare). Ah, organizzare gite e rassegne musicali. 

Hogan.

Le scarpe Hogan si fabbricano a pochi chilometri dal mio paese natale, zona tradizionalmente ricca di calzaturifici, anche se negli ultimi anni la concorrenza estera ne ha fatti chiudere parecchi. Mi hanno meravigliato, ma non troppo, le accuse al gruppo Della Valle di cui fanno parte Todt’s e Hogan, di usare in subappalto ditte cinesi che sfruttano gli operai con paghe da fame e condizioni di lavoro disumane. Accuse che peraltro qualche tempo fa avevano toccato anche Armani. Allora mi domando: ma questo tanto vantato made in Italy si basa sullo schiavismo? Si fanno dei bei documenti di rispetto di standard, iso-2000, etica aziendale, e poi come è possibile che si venda un paio di scarpe a 300€ pagando un operaio 2-3€ all’ora? 

I

Intelligenza (artificiale).

Sembra che negli Stati Uniti delle canzoni create con l’I.A. siano ai primi posti delle classifiche di ascolto. Non so se sorprendermi. Tantissimi articoli di giornale sono scritti con l’I.A. e sono quasi sicuro che anche dei romanzi siano scritti con l’I.A. Frequentando i social (cosa che per fortuna faccio pochissimo) credo sia sempre più difficile distinguere account veri da account che hanno dietro l’I.A. Magari si scopre che è più interessante parlare con l’I.A. che con gli umani. Specialmente con quegli umani che l’intelligenza non ce l’hanno. 

Internazionale.

Intesa come squadra di calcio di Milano: quest’anno da ricordare una grandissima vittoria contro il Barcellona e una sconfitta miserevole con il Paris Saint Germaine, ma da sempre l’Inter regala grandi gioie e grandi delusioni. La giunta Sala, flagello di Dio, ha deciso di vendere il mitico stadio San Siro, e le aree circostanti (con una procedura accelerata e un rogito fatto 3 giorni prima che lo stadio potesse rientrare nei vincoli architettonici della Sovrintendenza alle belle arti: vergogna!), ai fondi americani che possiedono le due squadre di Milano. Uno schifo assoluto, secondo me, che prelude ad una enorme speculazione edilizia (l’ennesima). Qualche tifoso decerebrato dice che è giusto, bisogna essere al passo con i tempi, ormai lo stadio non può essere solo uno stadio ma centro commerciale, boutique, ristoranti… capirai, come se a Milano ce ne fossero pochi. Ma io non dispero, può darsi che a Milano un giudice ci sia ancora, come a Berlino.

(continua)

Dizionarietto dell’anno (D-F)

D

Donne.

In generale credo che le donne siano migliori degli uomini, in tutti i campi. Più volontà, più capacità di sofferenza, più passione e compassione, più empatia.  Per questo credevo che un mondo governato da donne potesse essere migliore, ma mi sono dovuto ricredere. In Europa poi ne abbiamo esempi illuminanti. Tanto vale allora lasciar fare agli uomini, che gli stronzi li sanno fare bene da sempre.  

Devolution.

Ve lo ricordate quando il dibattito politico verteva attorno alla devolution? Sembra passato un secolo. Hanno tentato di reintrodurla sotto mentite spoglie come “autonomia differenziata”, ma finora senza successo. Piuttosto oggi si discute (ancora) di ponte sullo stretto (utile per evacuazione in caso di attacchi da sud, dice il nostro ministro degli esteri, che di evacuazioni se ne intende) e reintroduzione della leva militare. I giovani saranno entusiasti, poi ci credo che nessuno va più a votare. Di cose serie come lavoro, ambiente, salari, precariato, scuola, sanità, qualità della vita quando si comincerà a parlare e soprattutto a fare qualcosa? 

E

Ecologia.

Che fine ha fatto l’ecologia? Sembrerebbe sepolta sotto le macerie della guerra in Ucraina, che ha cambiato tutte le priorità che si era data la UE spostando gli investimenti dal green alle bombe, e che ha bloccato di fatto il passaggio alle fonti rinnovabili. I verdi tedeschi sono diventati i più grandi sostenitori della guerra a oltranza, scelta decisamente ambientalista. I ragazzi che per anni hanno manifestato per i temi ambientali (“gretini” li hanno chiamati gli stessi che offendono tutti i giorni la Albanese) hanno perso la voce, del resto la TV ha di meglio di cui parlare, cronaca nera a go-go e delitto di Garlasco. Greta, onore a lei, ha capito che l’ambiente non è solo la natura, ma che l’ecologia è integrale, come predicava Papa Francesco inascoltato come sempre, e infatti si spende per la causa palestinese. Perché ambiente e giustizia sociale non possono viaggiare separati.  

Enciclopedia.

Mia suocera ha lasciato una Enciclopedia Motta completa, degli anni ‘70, comprata con i sudati risparmi per far studiare i tre figli. Di fatto però solo mia moglie, perché agli altri fratelli non interessava molto. Ora che è morta, in casa nessuno ha il posto per tenerla e si voleva dare a qualche associazione o biblioteca. Nessuno l’ha voluta, le enciclopedie non vanno più di moda. Forse anche questo è uno dei motivi per cui siamo messi come siamo messi. E’ sufficiente affidarsi a google e wikipedia? E all’Intelligenza Artificiale? Nel frattempo magari noi diventiamo meno intelligenti. Senz’altro più pigri.

F

Francesco. 

Il prossimo anno sarà l’800° anniversario della morte di San Francesco di Assisi. Non credo sarebbe stato molto contento di questo evento. Tirato di qua e di là come un’iconcina sacra, buona per film e libri, ma guai a seguirne gli insegnamenti. Sono stato ad Assisi anche quest’anno, ad ottobre, alla marcia per la Pace. Tanta bella gente, quella a Francesco sarebbe piaciuta. Quelli invece che vanno in chiesa per farsi il selfie non credo li avrebbe apprezzati molto. Ma nemmeno io, che non sono santo. A proposito di un altro Francesco, Papa Francesco, a novembre sono stato a pregare sulla sua tomba insieme al coro e accompagnatori, ma ne parlerò sotto la voce Giubileo.

Forza (diritto della).

Nella storia tutti gli imperi hanno governato facendo uso della forza. Si sperava che, entrati nel terzo millennio D.C., i popoli potessero vivere in pace, ma evidentemente ci si era sbagliati. Eppure la storia insegna pure che tutti gli imperi prima o poi crollano, buttati giù da qualcun altro più forte. L’ordine mondiale che bene o male ha retto per ottant’anni è stato distrutto dalla volontà di potenza di chi pensava che la fine della guerra fredda significasse la fine della storia; ma la storia non è finita, e siamo nella fase terminale del “nostro” impero. Vaneggiamo di guerra come se fossimo ai tempi degli otto milioni di baionette, noi che facciamo meno figli dei panda, noi che la sera guardiamo i pacchi in TV: che vengano i barbari, infine! 

(continua)

Dizionarietto dell’anno (A-C)

In attesa dell’anno nuovo, con la speranza che sia migliore di quello corrente, al posto del calendario dell’Avvento che va tanto di moda da qualche anno a questa parte, propongo un personale dizionarietto dove riporterò fatti o persone scelti a caso, ma che hanno per me importanza. Confesso che è solo una scusa per scrivere qualcosa. In teoria entro Natale dovrei finire, se riuscissi a tenere una media decente.

A

Albanese, Francesca.

Francesca Albanese è una persona che ammiro molto. E’ uno specchio per tutti gli ignavi, i vigliacchi, gli opportunisti, i complici. Si batte per i diritti dei palestinesi e non tace sul genocidio di Gaza, che continua nonostante lo si stia silenziando in tutti i modi; difende il diritto internazione e accusa governi e aziende. Per questo è attaccata in tutti i modi, nemmeno fosse una terrorista. Aspetto il giorno in cui Mattarella la chiamerà per ringraziarla di salvare la dignità del nostro paese, ma temo che quel giorno non ci sarà mai. Se fossimo un mondo giusto sarebbe candidata al Nobel per la Pace, invece lo danno ad una venezuelana che propugna l’invasione del proprio paese da parte degli Stati Uniti. 

Articolazioni.

L’anno prossimo andrò in pensione. Se non mi passa il dolore alla spalla non potrò giocare a bocce: che disdetta! Del resto i campi da bocce sono spariti, non saprei nemmeno dove andare. In Francia giocano a bocce in ogni angolo, da noi questa tradizione sembra persa. Gli anziani si dedicano ad altre occupazioni, prima di tutto a fare le baby sitter ed autisti ai nipoti. Per fortuna di nipoti non ne ho.

B

Borbottio.

Leggo il giornale e borbotto. Guardo i telegiornali e borbotto. Sono paziente ma non sopporto più niente. Borbotto. I monopattini, i cellulari, la raccolta differenziata, le cacche dei cani, i coinquilini. Borbotto. Una volta non ero così. Ad una fiduciosa speranza è subentrata una sdegnata disillusione. Si stava meglio quando si stava meglio. E borbotto.

Bomba atomica.

Mi sembra che si stia un po’ troppo giocando con la bomba atomica. Si parla di riarmo, di ritorno della leva, di attacchi preventivi… Un paese con un’età media di 50 anni, come il nostro, che sembra lanciato verso la guerra. Contro i russi, poi, chissà mai perché. Quando abbiamo avuto il Covid mi risulta che i russi siano venuti a aiutarci, e anche i cubani: gli americani e inglesi invece chi li ha visti? Comunque, se proprio qualcuno deve farla, propongo la leva obbligatoria dai 60 anni in su. L’Inps risparmierebbe un sacco di soldi e ci sarebbe la sicurezza che il conflitto durerebbe poco. 

C

Cellulari.

O smart-phone che dir si voglia. A casa solo io ho quattro telefonini funzionanti. Due spenti e due accesi: il penultimo perché non sono ancora capace di spostare delle app dall’uno all’altro. Tra l’altro l’ultimo è stato un regalo non richiesto che non ho potuto rifiutare per non offendere. Strumenti infernali. Vi ricordate quando si parlava di farsi installare un chip sottopelle? Il telefonino è il nostro chip sottopelle: sempre rintracciabili, sempre connessi, spiabili in ogni momento e movimento. Quanto tempo si perde per i messaggi su whatsapp, per i social, per le notifiche anche interessanti come quelle di WP? Quante altre cose faremmo (e facevamo) quando non avevamo i telefonini? Se bomba deve essere, che per prima cosa metta fuori uso i cellulari.

Cerchi magici.

Piccona il cerchio magico e l’edificio del potere crolla. Dalle stelle alle stalle è un attimo; e chi viene osannato fino al giorno prima, di colpo diventa l’emblema del malgoverno, malaffare e corruzione. Basta avere un po’ di pazienza.

(continua)

Allora qualcosa funziona ancora!

Amiche e amici,

questa settimana sono stato positivamente impressionato dal SSN (servizio sanitario nazionale, insomma la sanità pubblica che si cerca in tutti i modi si smantellare). Sabato scorso sono andato al CUP (centro unico di prenotazione, sono dovuto andare di persona perché per il tipo di cura che dovevo fare io non era ammessa la prenotazione online. Poco male, il CUP ce l’ho a dieci minuti a piedi da casa). Dovevo prenotare un ciclo di onde d’urto per una spalla che ultimamente mi fa un po’ tribolare, calcificazioni che sfregano sui tendini e legamenti che si infiammano e causano dolore. Anni e anni di postura sbagliata, spalla in tensione a causa del mouse (fa ridere, ma è una delle malattie professionali più diffuse tra i programmatori, insieme alla cervicale) e naturalmente la vecchiaia che incombe, e mi ritrovo di notte a rigirarmi nel letto con la spalla indolenzita. Fisioterapia, magnetoterapia, benefici molto blandi; mi è stato consigliata una pomata svizzera miracolosa (Perskindol si chiama) efficace sia come antiinfiammatorio che antidolorifico, non l’ho ancora sperimentata ma tra poco lo farò, anche perché come sapete la Svizzera è qua a due passi.

Bene, con mia grandissima sorpresa l’appuntamento mi è stato dato per oggi, dopo appena 4 giorni lavorativi! E, dato che si tratta di un ciclo di 3 sedute, sono già prenotati i prossimi 2 giovedì. La dottoressa che mi ha fatto le onde era giustamente orgogliosa, perché dice che quel tipo di macchinario ce l’hanno pochi in Italia, ed ha dei pazienti che arrivano addirittura dalla Sicilia, con voli low-cost, per curarsi. Va be’, la situazione della sanità in Sicilia e in generale nel sud Italia è abbastanza drammatico, magari invece di spendere soldi in ponti immaginari e armi inutili sarebbe meglio spenderli per quello, ma se i cittadini non si incazzano perché mai i governanti dovrebbero farlo? Tanto vengono votati lo stesso.

Ma non voglio indulgere in polemiche. Sono contento, e spero proprio che la terapia funzioni. Anche perché per verificarlo dovrò fare una risonanza magnetica, e i medici di famiglia non sono abilitati a fare le ricette per questi esami, possono farle solo gli specialisti. Quindi se la mia dottoressa mi prescriverà la visita ortopedica, o fisiatrica, stavolta non me la caverò con 4 giorni (la visita fisiatrica precedente l’ho dovuta fare privatamente, i tempi d’attesa erano di sei mesi: e la maledetta fisiatra si è rifiutata di prescrivermi la RMN _ risonanza magnetica_ perché diceva che non ero così grave, così oltre alla visita mi sono dovuto fare privatamente anche la risonanza). Nessuno ormai nel panorama politico ha più il coraggio di criticare il legame perverso tra assicurazioni e cliniche private. Le società invece di dare aumenti ai dipendenti danno i buoni pasto e li iscrivono ad assicurazioni, finiremo come in America, anzi ci siamo già, del resto siamo uno stato satellite e ora più che mai.

Quindi quando sistemerò la spalla magari scriverò un po’ di più: anche se sinceramente con tutto quello che succede per il mondo non è che ne abbia tanta voglia. Non vorrei essere catastrofico, o menagramo, ma quegli stolti (per non dire peggio: si diceva che Netanyahu aveva scatenato il massacro a Gaza per salvarsi le chiappe, non è che niente niente Macron, Merz, Starmer e compagnia bella vogliono fare la stessa cosa? Sanno benissimo che quando nei loro paesi si andrà a votare se li toglieranno dalle scatole) che governano l’Europa ci stanno portando dritti dritti alla guerra. Ma forse ci vuole, dopo tutto: l’altro giorno dei delinquenti dopo una partita di pallacanestro di serie A2 (!) hanno attaccato a colpi di pietra il pullman della squadra ospite e ucciso il secondo autista, di 65 anni, ad un passo dalla pensione come me. Ecco, questi io li manderei direttamente in Ucraina, scelgano loro da che parte stare, tanto durerebbero poco.

A presto, e scusate se non alzo il braccio per salutarvi!

Olena in convento (4) – Stay Human

«Skogall ivösjön skogssallat havbäck!¹!

Sull’agile drakkar che veleggia veloce Uppallo I e Uppallo IV, gemelli monozigoti e autori di canzoni tradizionali vichinghe, intonano una cover del famoso Teorema di Marco Ferradini, dedicata al loro amico fraterno Svengard che sta patendo gravi pene d’amore. 

«Sven, sono ore che te ne stai in silenzio al timone della barca. Sei sicuro che tutto questo ti giovi? Voglio dire, almeno potresti togliere  l’elmo cornuto che ti appesantisce e ti ispira brutti pensieri» lo sollecita Uppallo I, il primogenito, ricevendone in risposta un grugnito.

«Amico di mille bisbocce» interviene allora il minore dei due gemelli «lasciati dire, e non prenderla come una critica, che ci stai un po’ rompendo le palle. Io ci rifletterei sù, se fossi in te. Insomma, chi vorrebbe sposare un musone capace di starsene in silenzio per ore, e che si sveglia all’alba per spaccare tronchi di albero? Non sei certo l’anima della festa, amico mio. Inoltre non sai una cippa di niente, detto sempre in amicizia, non ti occupi di politica, non sai niente d’arte, di storia e geografia, non ti piace andare al cinema o a teatro a meno di non essere costretto, capisci bene che anche una con le migliori intenzioni potrebbe essere leggermente titubante al pensiero di averti al suo fianco finché morte non vi separi. E passi finché il fisico ti regge. Ma poi? Potrebbe anche essere tentata di accelerare la tua dipartita. Tu sei un uomo fatto per l’azione, renditene conto. Non puoi dolerti se il tuo destino non è quello di languire in una villa negli agi e nei lussi,  con un giardino grande come cinquanta campi di calcio. Tu sei destinato a gesta eroiche, altro che piscine jacuzzi e massaggi thailandesi!» 

Svengard scuote la testa, e tira sù dal naso.

«Voi non potete capire. Io la amo! Senza di lei non posso vivere.»

I due gemelli si guardano, increduli. L’uomo capace di sollevare un barile di aringhe salate e lanciarlo a 30 metri di distanza è lì, dinanzi a loro, confuso e piagnucolante. Comprensivi, si avvicinano e lo prendono sottobraccio, come per consolarlo; poi simultaneamente gli afferrano la grossa cintura in cuoio, lo sollevano e lo buttano in mare, sghignazzando. 

«Figli di una vichinga disonesta!» li apostrofa l’amico, che nel tuffo ha perso le corna e l’elmo che le reggeva. «Tiratemi una cima, appena risalgo vi sistemo per le feste!»

Ma i due gemelli rimangono perplessi a guardare l’orizzonte.

«Allora? Sbrigatevi, che fa un freddo dell’accidente qui in acqua!»

«Svengard, non ci avevi detto che andavamo verso nord?»

«Certo, che diamine. Dritti verso l’aurora boreale. Perché? Su, tiratemi fuori di qua, che sto congelando.»

«Da quanto tempo non controlli la bussola, Svengard?» chiede un insolitamente calmo Uppallo I.

«Ma che bussola!» risponde il norreno. «Non ho bisogno di nessuna bussola. Io mi oriento con le stelle, il vento e l’odore della salsedine. »

«Allora, caro il mio navigatore, o quelle navi con le stelle di David sono degli israeliani che stanno per invadere pure la Groenlandia, oppure siamo finiti fuori rotta.»

«Ma che diamine dici, sei scimunito? Forza, tiratemi a bordo!»

Riluttanti i due cantautori issano Svengard a bordo, che afferra di corsa un binocolo e osserva le navi che gli si parano davanti.

«Non capisco … » dice Svengard, grattandosi la testa libera dell’elmo.

«Cosa c’è da capire, citrullo? Siamo andati dalla parte opposta! E questi altri che stanno arrivando chi diavolo sono?»

Da dietro di loro infatti sbuca una cinquantina di barche, di foggie e grandezze diverse; a bordo ragazzi, uomini, donne, con bandiere di colori varipinti e lingue diverse. Vengono quindi avvicinati da una di queste, e un ragazzo si rivolge loro in spagnolo: «Ola amigos, siete anche voi della flotilla?»

«Flotilla? Che è questa flotilla?» chiede un confusissimo Svengard. «Noi stiamo andando a vedere l’aurora boreale.»

«Bravo, così si fa!» lo elogia lo spagnolo. «Sdrammatizzare. Facciamogliela vedere, a quelli là, che non abbiamo paura di loro. Noi siamo dalla parte del diritto e dell’umanità. Siamo dalla parte giusta della storia. Ci attaccano da tutte le parti, cercano di ridicolizzarci e delegittimarci, addirittura ci accusano di voler sabotare gli accordi di pace. Noi, che siamo partiti dai nostri paesi per portare aiuto alla popolazione di Gaza massacrata e stremata, quando tutto il mondo è rimasto inerte a guardare. Saremmo noi a non volere la pace!»

«A Gaza? Ma gli israeliani non vi faranno mai passare» obietta Uppallo IV, il più informato del trio.

«Non ne hanno diritto. Noi portiamo aiuti, non armi. Lo sappiamo che cercheranno di fermarci in tutti i modi, e i nostri governi non alzeranno un dito per difenderci. Ma noi ci proveremo lo stesso. “Stay Human” diceva il nostro amico Vittorio Arrigoni. E in mezzo a tutta questa barbarie noi umani ci vogliamo restare. Allora che fate amici, venite con noi? Qualche braccia in più non fa male.»

Svengard e i due Uppalli si guardano. Guardano il gruppetto di barche che li attornia, quelle facce pulite, stanche ma decise. E guardano le navi che hanno davanti, armate di tutto punto, al comando di gente senza nessuno scrupolo.

«Amici, io non so niente di Gaza, non so niente di niente per dire la verità. Ma so che le prepotenze non mi piacciono, e nemmeno ai miei antenati sono mai piaciute. Loro pensano di avere il diritto della forza? Vedremo chi è più forte, se loro non i loro cannoni e droni o noi con le nostre idee e la ragione dell’umanità. Siamo con voi amici, noi non vi lasciamo soli. Ma prima lasciate che prenda una cosa.»

I gemelli Uppallo e i ragazzi delle barche vedono il gigante norreno sparire un attimo nella stiva, e ricomparirne dopo poco con un astuccio di cuoio, da cui estrae un elmo vichingo.

«Porto sempre la scorta, non si sa mai» dice ai due Uppalli, sorpresi.» Lo infila in testa calmo, poi fissa le navi da guerra che ha davanti con occhi gelidi, allunga il braccio per indicare la rotta, e dice:

«Rotta su Gaza. Vada come vada.»

¹ Ma fuori dal letto nessuna pietà