Il nazismo e gli Stati Uniti d’America

Da diverso tempo, e per molti anni, mi sono interessato alle dittature - come si formano, quali sono le loro caratteristiche, come si affermano, come evolvono, come finiscono. Il punto di partenza sta nella convinzione che la democrazia nella quale ho vissuto buona parte della mia vita rappresenti uno dei punti più alti mai raggiunti... Continua a leggere →

Notturno

Notturno Il cielo fuori era ancora buio quando, con la testa appoggiata alla finestra gelida della cucina, aveva guardato la strada sotto: il camion del vetro stava svuotando i bidoni pieni di bottiglie e vasetti, con quel fragore che tante volte lo aveva svegliato, e un uomo con la barba grigia stava portando in giro... Continua a leggere →

Dietro le quinte di “Memorie di un dittatore”

Provo spesso un certo fastidio per gli autori che parlano dei loro libri, che ne fanno l'esegesi come se si trattasse dell'opera di qualcun altro - lo accetto da Philip Roth, da Bellow o, al limite, da Nabokov, ma sotto quel livello inizio a scorgere i segni pericolosi di una megalomania in nuce, una patologia... Continua a leggere →

Un romanziere è come Dio

Tra le cose più misteriose, e allo stesso tempo note, nella storia della letteratura c'è, a mio parere, l'incipit di Madame Bovary di Gustavo Flaubert: la voce narrante è una prima persona plurale non meglio identificata - sono forse i compagni di classe di Charles Bovary, nel giorno in cui questi arriva da un'altra scuola?... Continua a leggere →

La bacheca del pianto

Penso che sia successo a tutti di sperimentare l'inquietudine di parlare di un qualche argomento tra amici, o in famiglia, e di trovarsi, poi, proposto su Instagram o Facebook, o qualsiasi altro social venga usato, qualcosa che ha a che fare con quanto si era detto. Non è piacevole la sensazione di essere spiati. Una... Continua a leggere →

Il muretto

Da qualche anno ho iniziato a dare seguito all'emergere di ricordi che compaiono per caso, senza alcun legame apparente con quanto sto vivendo, e di andare a fondo, nel riesumarli - una volta li avrei scacciati come lampi inspiegabili del passato e invece ora li assecondo. Questa mattina, ad esempio, attorno alle cinque, mi sono... Continua a leggere →

Quel pragmatico conservatore di Proust

Sto leggendo "Alla ricerca del tempo perduto" di Marcel Proust da due anni e mezzo e sono arrivato a un quarto - nel frattempo ho letto mille altre cose (no, una volta ne avrei lette mille, in due anni e mezzo: ora forse cento) ma ho portato avanti anche questa lettura in sottofondo, provando sempre... Continua a leggere →

Humbert Humbert: un ingenuo e sentimentale amante

Nel 1795, Schiller pubblicò il trattato Über naive und sentimentalische Dichtung nel quale cercò di delineare la sua teoria sulla poesia. Tra i tanti temi che affronta (così immagino: non ho mai letto questo libro), uno è arrivato anche a me tramite il più controverso tra i romanzi di John Le Carré (mio autore di... Continua a leggere →

Talvolta scrivere è impossibile

Ci sono stati mesi, anni, forse un intero decennio, in cui di fatto non ho mai smesso di scrivere - racconti, mail chilometriche, romanzi, innumerevoli post, stati di Facebook, Tweet, recensioni, prefazioni e curatele. L'età dell'oro. E non mi limitavo a scrivere: ero "presente", per così dire, in un piccolo spazio formato da autori ed... Continua a leggere →

L’emergere della coscienza del piccolo Pip

Torno di nuovo su un tema che mi è caro: la profondità cognitiva degli autori che amo. Sospetto, oppure non me ne sono accorto, che per molti lettori questo aspetto non sia particolarmente rilevante, nel giudizio di uno scrittore o di un libro. Proust, come scrivevo in un post proprio ieri, possiede una profondità cognitiva... Continua a leggere →

La complessità complessa secondo Proust

Il Kobo tiene traccia del giorno e l'ora in cui si evidenzia una parola o si fa un'orecchia alla pagina; e mi sono stupito, due o tre giorni fa, vedendo che ho iniziato la lettura de "Alla ricerca del tempo perduto" due anni fa. Sono arrivato al 23%. In mezzo, ho letto mille altre cose... Continua a leggere →

L’influenza di Kafka

Ho letto Kafka quando ero troppo piccolo per capirlo davvero - era l'estate del 1983, una delle più belle e importanti della mia vita, un punto di passaggio cruciale dalla fanciullezza all'adolescenza, che forse non è neppure una fase a sé stante (assestante, come scrivono alcune persone che conosco) ma un preludio dell'età adulta, una... Continua a leggere →

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