Oggi sento il bisogno di scrivere e mi chiedo: Perché le cose non sono mai andate come avrei voluto? Perché mi ero immaginata la vita con una persona e poi ognuno ha preso strade diverse? Perché siamo riusciti a farci del male e a far del male involontariamente alla nostra bambina? Perché nonostante sia stata io a volere la fine del matrimonio ci sto ancora così male? Non so darmi delle risposte, ma so cosa ti direi se potessi parlarti apertamente. Tu non mi manchi, non mi manca nulla di te, anzi senza di te sto ricominciando a sorridere e ad essere più serena, eppure ogni volta che ti vedo mi viene una fitta allo stomaco e quando te ne vai perché mi hai riportato mia figlia o te la vieni a prendere e chiudo la porta di casa mi scendono le lacrime. Non è tristezza è rabbia, perché non ci hai mai difeso, non hai protetto la tua famiglia, non mi hai mai considerata, per te esisteva solo la bambina e i tuoi genitori. Io ero quella che ti dava uno status nella società, così potevi dire: “ le presento mia moglie”, ero quella che ti accudiva, quella con cui andavi in vacanza perché dicevi: “così a I. restano le foto”, (come se la famiglia fosse solo la foto di una vacanza). Io ero quella che ti preparava la colazione ogni mattina, che ti accompagnava a compare i vestiti, quella che ti spronava (anche bruscamente lo ammetto) a migliorarti, ma tu te la prendevi e così ho smesso. Ho smesso di fare tutto, se non provvedere alle cose quotidiane, ho smesso di parlarti, di esserti amica, tanto non l’hai mai voluta la mia amicizia. D’altronde da te non ho mai avuto gesti d’amore o di affetto, non hai mai avuto un pensiero gentile per me, era tutto dovuto. Quando ti ho chiesto la separazione tu l’hai accettata perché in fondo ti ho sollevato anche da questa incombenza, ho fatto quello che non hai avuto il coraggio di fare. Anche dal punto di vista legale sei stato meschino e hai contrattato su tutto. Ma ora va meglio sai? Io sto meglio e pure la bambina che ci vede entrambi più rilassati e non respira più quell’aria pesante. Perché in tutte le famiglie si discute ma poi si fa pace, i bambini questo lo sanno perché litigano pure loro, ma poi dopo il pianto si torna a sorridere. A noi invece non capitava così. Noi alzavamo barriere e chiudevamo le porte. Ti auguro una vita tranquilla, ora sei di nuovo con i tuoi che sanno cosa è meglio per te e sapranno rigirarti al meglio. Io sono libera finalmente e penso solo a mia figlia. Purtroppo non riesco a fingere con lei quando parla di te, lo vede che mi viene la faccia ombrosa, ma mi sforzerò di stare più tranquilla, tu invece non so, sicuramente lei non mi nominerà mai davanti a voi. Ma vorrei sapessi un’ultima cosa e poi ti saluto per sempre. Un giorno I mi ha detto: “mamma parlando con le mie compagne abbiamo pensato che forse è meglio se non ci sposiamo mai” e io le ho chiesto perché e lei mi ha risposto: “perché se un giorno al marito gira la testa di mandarti via, ti prepara la valigia e tu devi andare via di casa”. Io credo che siano pensieri di bambine che parlano di cose che non sanno o di quello che interpretano da un film che hanno visto o dai discorsi degli adulti. Io però le ho risposto che non poteva decidere adesso di una cosa che accadrà tra 20 anni minimo. Magari incontrerà una persona e si ameranno per sempre. Allora lei mi ha richiesto: “mamma, quando tu ti sei sposata, pensavi che era per sempre”? E io le ho risposto: “Sì”.