La vita accade… l’arte rimane.

Quanto tempo che è passato… eppure i miei pensieri creativi si sono alimentati di ciò che ho pubblicato qui per tutti questi mesi.

E’ stato un anno durissimo, emotivamente, fisicamente e lavorativamente.
Non ho completa coscienza del come faccio ad andare avanti, forse ho inserito il “pilota automatico”.

Vivere ogni giorno temendo la perdita di qualcuno che amo, sarà la mia nuova sfida d’ora in avanti.


Un nuovo inizio, un altro.

Esperimenti di Lana: Collare/Sciarpa

Mia Madre ha sempre sferruzzato, orandoci di maglioni, cardigan, sciarpe… e facendo straripare gli armadi di creazioni di Lana, bordi fatti all’uncinetto, ricami…
La passione per il creare da materiali semplici non può che trovare curiosità nel filo che si intreccia creando magnifiche maglie. Cambi l’intreccio ed ecco che cambia il come il disegno sulla maglia si presenta.

Ho sempre cercato di imparare a usare i ferri da maglia e qualche cosina ho imparato, “dritto e rovescio”, ma non ero mai contenta del risultato. Avevo anche iniziato a fare grossi quadrati, che pensavo prima o poi di cucire assieme per fare un plaid di lana fatto a mano.
Sono anni che non tocco la lana, anche quando avevo iniziato a vedere se forse, magari, chissà, potessi capire come usare l’uncinetto… ma non ho mai davvero fatto nulla.

Per il mio compleanno che è stato qualche settimana fa, ho deciso di farmi un regalo, ed eccolo qui:

Il telaio per lavorare a maglia.

Loom

Si inizia intrecciando il filo nei “chiodini” e poi con una specie di uncino (ma non uncinetto) si accavalla il filo oltre il chiodo e si forma il punto che si desidera.

1- Loom cast on 1

Ci sono diversi metodi per fare manualmente, su questo telaio, i punti normali che si vedono fatti a mano con i ferri da lana, ne scriverò presto.
Non avendo mai usato questo punto, ho scelto un punto che ricordo aver visto in molte sciarpe che mia madre ha fatto: punto a coste – in inglese ribbing stitch

3- Inizio Collar +C

Si inizia quindi a seguire il punto da sinistra a destra e di nuovo destra e sinistra, in questo modo ci saranno due fili attorno a ciascun chiodino, si crea il punto e si ricomincia.
Avendo distanziato le due parti del telaio usando i distanziatori, la maglia lavorata scorrerà naturalmente all’interno delle due parti del telaio.

2- Inizio C

Devo ammettere che all’inizio ero davvero lenta, avevo timore di usare troppa tensione nel filo, di non fare tutto correttamente… dopo la seconda/terza volta che mi ci sono messa ho iniziato ad andare decisamente più veloce.
Credo comunque che lavorare con i ferri da maglia sia davvero il metodo più rapido, oh! Senza alcun dubbio, Mamma è velocissima, sarà che conosce benissimo i punti che lavora.

Il punto viene benissimo, devo dire che per me, che quando lavoro a maglia tendo a aumentare la tensione del filo, usare questo telaio impedisce che il punto non sia omogeneo. Il telaio mantiene la tensione/morbidezza in modo costante.

Non avevo in mente qualcosa di specifico quando ho iniziato, l’idea era di imparare un punto, familiarizzare con il procedimento e sentirmi meno impacciata. Non appena ho deciso il punto e la dimensione pensavo avrei fatto una sciarpetta (un’altra!!) ma alla fine mi sono fermata prima e… ta daaa!

Coste - ribbing stitch+ C
E oggi ho finito! Ecco il mio collare sciarposo finito. Ho inventato una chiusura e mi sembra stia bene!

Chiusura+C

L’idea è di avere questo in vece che un lungo sciarpone pesante nel caso in cui mentre lavoro in inverno la solita aria condizionata spifferi sul mio collo.

E qui una fotina del collare appena indossato!
Che ne pensate?

Indossato+ C

Il “punto” della situazione.

Riguardo i progetti di cucito:
– Gonna in Tweed – Finita
– Gonna Verde – Finita
– Camicia – Finita
– Giacca da abito – in corso
– Borsa morbida (primo esperimento) – Finita

Non ho potuto fare molte foto curate,ma ne ho alcune della giacca in corso di creazione.
Le posterò presto, per il momento ecco il modello!

Jacket - Simplicity 2246

Jacket – Simplicity 2246

Inquieto animo creativo

Fin da che ricordo non smetto di pensare a “che fare dopo”, questa attitudine mi ha davvero reso felice in più di una occasione.
So sempre quello che mi interessa, e so molto di quello che amo, e so l’esistenza di ciò, che… forse, domani vorrò interessarmi.

Questo mi ha supportato nell’aiutare persone a me care, e conoscenze nuove… il che è sempre stato un bene.

Il sapere molte cose in tanti campi, mi ha anche reso impotente diversevolte… i sogni a volte non possono esaudirsi, non importa con quanta intesità siano sognati o voluti.
In aggiunta… le persone che conoscono cose, non sembrano essere particolarmente apprezzate o ben-volute, non dalla maggioranza ecco.
Il sapere anche se non vantato, scatura a volte incomprensioni, invidie, e in generale fastidio.Non mi ha mai fermato però, si perchè ho sempre pensato che se:
quando qualcuno si ferma alla prima impressione, forse non pensa che valga la pena passare oltre, e quindi non dovrei combattere o sforzarmi di fargli cambiare idea. A volte ho anche pensato che non ne valesse la pena.

Sono cresciuta però, vita mi ha formata, e mi ha insegnato che non sappiamo cosa vogliamo, e non sappiamo sempre cosa è giusto, o per cosa valga la pena.

Quindi, d’ora in avanti se qualcuno si avvicinerà e chiederà qualcosa o sarà titubante verso qualcosa che mi riguarda o che ha a che fare con me, sarà mia cura rassicurare e spiegare, e perchè no… scherzare sulla mia follia di voler sempre sapere, e immagazzinare cose nella mia memoria, nei cassetti stra-pieni, negli armadi e nei diari.

Il mio conoscere spazia dalla panificazione di pane e dolci, al disegno digitale, all’utilizzo di acquerelli, colori acrilici, ad olio, vernici da legno, sverniciare pontili di yacht, montare armadi, cassettiere, sistemare cavi elettrici, il cucinare primi e secondi, videogiochi, lavorare la creta, la fiolosofia, fare fasi di ceramica, psicologia, scolpire mattoni di gas-beton, fare decoupage, cantare, suonare il flauto, come avere cura di conigli come animali domesitici, scrivere poesie, letteratura italiana, inglese, lavoricchio l’uncinetto, faccio sopravvivere orchidee e bonsai, razza di cane Beagle e cagnoli in generale, disegno tecnico… e ora pure cucire! E… e mi sono stancata di scrivere! ahahaha!!

La mia mente vede costantemente il passo successivo, l’idea successiva, il come migliorare qualcosa, le cose che mi circondano, e se mi viene chiesto aiuto, vedo il modo migliore per aiutare le persone… e le aiuto.
Spesso mi sono sentita dire: “perchè mi hai aiutato?” – “non so come sdebitarmi” e questo mi ha sempre portato timidezza e ho sempre cambiato discorso.
Questo mio voler esserci, mi ha portato ad avere splendide amicizie, quelle che si suol definire “poche ma buone”,  ai miei amici, e ai nuovi futuri amici, dedico le mie creazioni, i miei racconti e il mio affetto.
Grazie per avermi accompagnata, seguita, e sostenuta, grazie a tutti voi.

Amici

…anche a voi che non siete nella foto!

 

Il tempo che passa.

Sono stata parecchio assente da queste pagine. Mi dispiace molto.
So che non ci sono moltissime persone che leggono queste mie, ma con voi, mi scuso comunque. Mi dispiace esser stata assente perchè significa che qualcosa di più forte delle mie passioni e divertimenti mi hanno tenuta lontana.

Ma sono tornata!
E ci sono così tante idee che stanno fiorendo nella mia mente!!

Spero di riuscire a memorizzarle, scriverne, tenerne traccia… e metterle in pratica.

A caccia di idee

 

…e poi

…al solito, dopo aver ritagliato il cartamodello, il lavoro più grosso è sempre quello di tagliare la stoffa.
Il cartamodello deve essere sempre ben fermo sul tessuto con spilli posti adeguatamente per evitare che si sollevi quando si taglia.
Quindi far bene attenzione alla grana del tessuto, seguire tutti i dati scritti e segnati sul modello, e quando si taglia non sollevare mai il tessuto.
Se si solleva il tessuto tagliando senza lasciare che sia il più possibile vicino alla superficie su cui vi state poggiando, si rischia di tagliare verso l’interno, e quindi sotto il cartamodello rischiando di rubare troppo tessuto…

E’ davvero un buon consiglio, infatti tra margine di cuciture (normalmente 1.5cm) e l’utilizzo di un taglia e cuci si rischia davvero di perdere una taglia, o più se non si è stati cauti.

Secondo progetto: La camicia

Ed ecco qui il modello per la prima camicina… il modello sceldo è A.

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L’insegnante ci ha suggerito di comprare un tessuto di contone, non elasticizzato e non costoso che ci possa consentire di, al caso, essere meno tristi in caso di errori.

E’ stato un ottimo consiglio.

Ho comprato due tessuti di colore diverso, stesso tipo di cotone, crema e beige chiaro.

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Per differenziare il bordo del collo, i bottoni il fiocchetto sul retro, e il rettangolo davanti proprio sullo sterno…
Sta venendo benino, mi trovo ad essere un po’ impacciata devo dire, avendo lavorato su un tessuto così pesante come quello della gonna, il cotone mi sembra troppo leggero, e quindi fragile.
Ma dopo le prime cuciture entro in maggiore confidenza e non mi agito.
Incredibile come, anche qui, l’essere quieti e rilassati aiuti tanto tanto nell’eseguire ottime cuciture e proseguire sereni senza sentire lo stess della possibilità di sbagliare.

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Ed ecco i primi passaggi, tessuto ben steso e allineato, messo in sicurezza con gli spilli e pronto per essere tagliato

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Il davanti ha le sue piegoline fatte sia destra che sinistra, i due colori stanno bene assieme, e mi appresto a capire bene come fare gli sbuffettini in cima alle maniche.

E… tra poco nuova lezione 🙂

E… preparo lo studio!

Evvai!! Sta sera in quasi 3 ore ho spostato tutto dalla stanza verde alla stanza piccola, dalla stanza piccola alla stanza sotto tetto, dalla stanza sotto tetto alla stanza verde.

Ho spostato tutti i libri, e il mio tesoro mi ha aiutato a smontare la struttura del lettone che era sotto tetto, e portarla nella stanza verde incluso il materasso!
La batteria è ora nel sotto tetto e presto organizzerò la stanza della musica come desideriamo, così potrò registrare da sola, senza necessariamente andare dal mio amico DJ.

Sono contenta, ci sarà ancora molto da fare, devo procurarmi le librerie, scaffali e poi finalmente far traslocare tutto fin quassù.
Ma le cose procedono… e questo è bene.

La mente non smette di pensare a come migliorare le cose, a come migliorare me stessa.

…dieci settimane trascorse.

E… sono passate 10 settimane. Chi l’avrebbe detto che sarebbero passate così in fretta?
Mi dispiace non aver scritto i progressi ottenuti, e ce ne sono stati eh, perciò non dimenticate di leggere prossimamente.

Sto cercando, al solito, di raggruppare le idee, anche se sembra “la solita scusa” sono assorbita dalla vita di membri della mia famiglia così tanto, da dover attendere a compiti e doveri. Mi fa sentire vicina aiutare la mia famiglia, considerando che vivo così lontana, ma d’altra parte mi schiaccia un po’… perchè perdo il ritmo, perdo la scintilla dei pensieri, il ritmo del tempo che dedico a me e alle mie cose.

MA ECCOMI QUI!!! 🙂

La mia gonna è finita!!! Presto farò foto migliori, ma in anteprima eccola qui (con cagnola di contorno) :
3Devo ammettere che sebbene pensassi che la parte più difficile sarebbe stata la cucitura della cerniera, l’orlo è stato tosto.
Si perchè mentre le altre ragazze del corso avevano una conna “tradizionale” con la parte bassa una linea retta, la mia era curva.
Ciascuna delle sei parti verso l’orlo seguiva la curva. Ho perciò usato il taglia e cuci (overlocker) per pareggiare la gonna e infine effettuare la piega dell’orlo gentilmente seguendo la curva, un po’ misurando un po’ andando ad occhio … et voilat!

Completata la mia prima gonna. Ne ho iniziata un’altra, stesso modello (per evitare gli errorini fatti qua e là, e per impratichirmi).

Inoltre sono a buon punto anche con la camicia iniziata!
Le pieghette, le maniche etc etc tutto tagliato e già cucito, almeno un bel pezzo!

Fare pratica…

Credo che sia giunto il momento di acquistare qualche filo per la macchina da cucire per iniziare ad esercitarmi su pezzi di tessuto intraprendendo progettini anche semplici, per impratichire le mie mani, e il mio piedino sul pedale, e per iniziare a capire come risolvere possibili guai.

Il tipico filo che si annoda quando non vuoi, e altro… eh si, sono proprio contenta di non aver buttato le tende che prima erano in uso in alcune stanze, sono di un cotone pesante ma non troppo che andrà benissimo per il primo progetto che ho in mente, e cioè: copertura di protezione per la macchina da cucire.

…ora devo solo avere tempo!

Per poter iniziare:
– idea del progetto
– schizzo del progetto
– misurazioni
– creare il modello 
– e poi via !!!

Se riesco farò foto del lavoro passo passo.
AH! Solo pensare ad un nuovo progetto e un nuovo traguardo da raggiungere fa sentire bene!

Buona giornata anche a voi.