RNG

il suono non l’avevo previsto

il punto esatto è un colpo

sordo che disfa ogni lato

smussa la punta agli zigomi

poi si pensa alle preghiere

alla fuoriuscita dello stupore

che sembrate dire un sorriso

quella fossetta sulla guancia

così fumante

ABBRACCI E CANTI – SU NEOBAR

by maurizio manzo

di certo stai aprendo le finestre
abbracci il cielo e chi presto
ti porterà le nuvole
è bello e giusto che sia così
che ci siano canzoni e danze
vessilli che ora coprono gli assilli
loro non devono aprire niente
...

DISPOSIZIONI

vi mettiamo qui a lato

dove diciamo noi

al mondo si sta così

in sudditanza affamati

bombardati

ti chiediamo di stare

zitto abbandonare l’infinito

trattenerti i pezzi d’arti

sarà un attimo

un soffio l’esistenza

CONFERMA

conferma se esisti

nel momento che esplodi

ci sarà un lato positivo

una rotazione colorata

una giostra disseminata

conferma se piangi

nel momento che ridi

e ti abbandona la normalità

che appartiene ad altri confini

e ti arrotoli tra il filo spinato

conferma che sei umano

nel momento che fai uno sguardo

che a nessuno sembra importare

che hai gli occhi le guance

avevi le anche e un pallone

TERRITORI – SU NEOBAR

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hai detto è solo il vento
però ha mosso tutto come nei film
per caso nel viale percorso
ha spettinato le jacarande
e il tuo passo si è fatto lilla
...

RIGHE

non appena può rotola

l’aria sottomessa tra i volti

i solchi dei vetri rigati

si riempiono di vapore

così smettiamo di guardare

distante avvolti dagli specchi

ci si abbandona a noi stessi

AZIONI

dopo la fase di sterminio

avviene quella di appropriazione

che è già passata per l’umiliazione

prima ancora la privazione

potere che strana invenzione

unilaterale non serve avviso

non servono le preghiere non calmano

non serve nascondersi al cielo

ti stanano uccidono i poeti

calpestano forte i loro bisbigli

si nota la volontà affamata

la dignità offesa sferzata

dopo lo sterminio l’appropriazione

con il fumo tra gli orizzonti

e nessuna tela di ragno

da cui guardare gli arcobaleni

DISTACCO

apprendere è un po’ appendere

le inclinazioni della voce

come tende rivolte alle nuvole

che sembrano del vento

ma senza sibilo solo

confidenza che lascia le cose

incompiute compiersi

e disfarsi ogni giorno che ti allontanano