NDI – 2026 l’inizio

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Dall’esperienza digitale e grazie all’uso assente di super calcolatori, con uno spasmodico utilizzo di risorse di scarsa qualità, ecco nascere una nuova rubrica su queste pagine: il racconto creato dalla Natural Digital Imbecility, dove tutto sembrerà uscire nello stesso modo, con gli stessi simboli a indicare il capoverso, eccetera eccetera non dimenticando di lasciare le frasi di commento della nuova NDI nel testo copi-ncollato.

Il covo dei ragni

Certo, ecco un riassunto breve e chiaro

Il castello avito si erge in tutta la sua imponenza a sovrastare la valle antistante Quacchio Maggiore, paese a cavallo tra la Valle Autilaia e la Valle Bromulese. È qui che il nostro1 protagonista Romualdo Maurilio della Bossa2 arriva la mattina presto di quel freddo gennaio.
Il giovane spiantato ma di famiglia nobile ha ereditato il palazzo da un noto puttanie… ehm dongiovanni, il nonno materno Diliberto Aldobrando della Bossa, dedito all’alcol alle donne e anche al gioco (va’ che omino) tant’è che i possedimenti li aveva vinti a carte da tal Alderico Filotracio Bonettini Zanganò3 che il giorno in cui si imbatté nel fortunato avversario lo maledisse
-M’hai vinto castello vigne e armenti4, ma pagherai col terrore la fortuna tua-

Ma vediamo adesso dove minch… caspita è Quacchio Maggiore

1. Massiccio del Monte Vidicese

  • La vetta più alta del comprensorio, 1.482 metri, famosa per le sue pareti di granito rosso.
  • È spesso avvolta da una nebbia lattiginosa chiamata localmente “la barba del maiale”.
  • Il posto è stato anche sede di una nota congrega di fungai dediti all’adorazione di divinità sumere5

2. Lago di Smilandrone

  • Un lago glaciale situato a 920 metri di altitudine.
  • Le sue acque hanno una tonalità verde brillante dovuta alla presenza di microalghe endemiche.
  • È circondato da piccoli insediamenti di pastori dediti alla stagionatura dei formaggi di montagna6.

Se vuoi, posso aggiungere:

  • una capitale
  • confini con altri paesi immaginari

No però se invece di iniziare a descrivere il posto mi cominciavi il periodo dicendo: il paese di, sorge alle pendici del, eccetera eccetera, magari era meglio, ma vabbè il lettore capirà lo stesso7.

Dove si era rimasti? Ah sì, gli armenti e la maledizione, dunque sì, ecco che il nostro fortunato e spiantato giovane nobile parcheggia la stagionata auto di lusso del padre. Nella mente un po’ offuscata dal lungo viaggio di Romualdo Maurilio (della Bossa) echeggiano ancora le parole del nonno poco prima di lasciare questa valle di lacrime
-Occhio mi raccomando, lascio tutto a te perché sei l’unico erede, ma mi sa che finisci male, del resto potevo lasciare qualcosa a tuo padre, così impara a sperperare tutti i soldi di famiglia, ma mi stava sul- era spirato così, l’ultra novantenne.
Il giovane sceso dall’auto si arresta di fronte alle mura coperte di muschio, rischiarate da un timido sole8. Nello scrutare le torri svettanti contro il cielo, un brivido gli percorre la schiena, uscire di macchina in camicia non è ‘sta grande idea.
Mentre infila il giaccone, osserva l’insegna posta sul portone di legno borchiato: un ragno che mangia una cavalletta, il simbolo della famiglia Bonettini Zanganò, che nonno Diliberto Aldobrando9 non ha mai rimosso.
-Nonno è morto per la puntura di un ragno che gli ha fatto infezione- pensa Romualdo Maurilio -vuoi vedere che la maledizione di cui mi raccontava per farmi paura, lo stron…, quel simpatico vecchietto, è vera?-

Vuoi espandere il racconto?

Direi di no, mi pare già un buon mix tra descrizione e azione, Aristotele sarebbe contento, forse… poi c’è pure il nobile, è quasi un’epopea… finirà in tragedia?


Note al testo

  1. un po’ desueto ma adorabile quando il narratore si rivolge al lettore o sarebbe meglio narratario? ↩︎
  2. si spera di non avere imbroccato per caso il nome di una vera famiglia alto o anche medio locata. ↩︎
  3. vedi nota numero 2 qui sopra, ‘nsisa mai ↩︎
  4. vai con la botta di Leopardi, no no il poeta non i grossi felini ↩︎
  5. …che per definizione portano male male male, chissà perché, poveri Sumeri ↩︎
  6. questo l’ho aggiunto io, vedeste che cazzata aveva scritto la NDI ↩︎
  7. mumble, questa è meta narrazione? ↩︎
  8. si sa, la luna in questo è più spavalda e sicura di sé ↩︎
  9. oh, ma sti nomi te li ricordi davvero tutti? No dico, li metti su Excel(tm)? ↩︎

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Articolo interlocutorio 2025-26

Come da titolo…

Alberino di Natale
Lo consegna finito alle 23:54 del 24 dicembre all’ingegnere capo. Mancava solo quell’albero per terminare in tempo, sennò non sarebbero potuti andare a casa a festeggiare.
Lo provano subito, aprono la scatola, lo posizionano, si innesta liscio e va al posto giusto tra le altre parti, non resta che accendere e vedere se va.
Qualche attimo di emozione, giusto un controllo ancora, una spalmatina di grasso, non si sa mai ed ecco l’accensione, ecco che l’albero comincia a girare sempre più con un leggero ronzio che diventa sibilo.
Natale osserva col fiato sospeso, pure l’ingegnere trattiene il respiro. Ancora qualche attimo e avranno il responso: verifica finale delle oscillazioni e della deformazione, bene i valori sono come da specifiche.
-Bravo Natale, lavoro egregio l’alberino è perfetto-
Spengono il prototipo del meccanismo dell’aspirapolvere automatico e, presi i cappotti escono.
-Buon Natale ingegner Bianco-
-A lei e famiglia ingegner Natale-
Escono, nel cuore la sensazione di avere concluso degnamente quel progetto.


Time

È tutto un andar su e giù col naso mentre aspetta sulla banchina il diretto delle 19:36. Orologio a lancette, naso su, ora espressa in cifre, naso verso quello strano tabellone colorato che funge, lo capisce, da pannello con gli arrivi. Tira fuori l’orologio a cipolla che sbuca dal taschino e ne consulta i numeri; naso giù, tutto quadra: sono le 19:39 e ancora non si vede nulla. Eppure era sicuro: il diretto delle 19:36 doveva prendere quello.
Ferma un passante che, dall’uniforme, sembra un dipendente delle ferrovie, e chiede. Questo alza le spalle, lo guarda per un attimo perplesso, poi pensa: «Ormai, di che ci si stupisce?» e risponde che tutto quel che arriva o parte viene scritto lì, sta su quei tabelloni luminosi, e diretti non ne passano più.

19:42: ancora il pannello colorato con gli arrivi e quello con le partenze non danno segno del suo diretto delle 19:36; attende.
Due passanti lo adocchiano; una signora dai capelli bianchi annuisce, altri ignorano: vestito così forse va a una festa in maschera?
L’uomo verifica di nuovo l’ora, poi capisce: sono le 19:48 adesso; il diretto non arriverà mai, non esiste nemmeno più nel dizionario delle ferrovie, il Diretto è stato sostituito dalle Frecce o dagli Intercity. Scruta intorno, chiede a un tizio ben vestito che giorno sia e capisce. Deve rimediare.
Un paio di ragazzi che corrono con lo zaino in spalla distraggono chi sosta sul binario con lo sguardo perso verso il basso; il momento è buono. L’uomo digita numeri su di un congegno cilindrico, ruota delle ghiere e sparisce. Nella fretta ha sbagliato ed è finito nel 2025, 10 dicembre, e non nel 1905: niente diretti nel 2025. Poco male: prenderà quello delle 20:31, l’ultima corsa, un’ora e poco meno; in fondo, che cambia?


note:
racconto nato per partecipare e poi non partecipante a niente

Crom Award Hall of Fame

O giù di lì…
Qui sotto le storie vincitrici delle varie annate o edizioni che dir si voglia del Crom Award

grande gloria a tutti i partecipanti e soprattutto a chi si è messo in gioco per la gloria di Crom, però tanto a Crom, da divinità un po’ così, mica importa! O forse sì?

Crom vuole te – 2025

Presto che si fa tardi… Tra meno di 4 giorni termina il termine per inviare i propri racconti e partecipare così al Crom Award! Si ricorda: invio possibile fino alle ore 23:59 del 15 novembre sarà possibile inviare i racconti che rispettano il regolamento all’indirizzo

Inserendo nell’oggetto dell’email “cromaward2025

Crom si avvicina – 2 giorni

Il Crom Award – pochi giorni…

Estratto dal regolamento 2025

Articolo 7 – saranno accettati solo racconti spediti nel periodo 9 novembre (ore 8:00) 15 novembre (ore 23:59).

Articolo 9 – i racconti verranno pubblicati in pagine separate su questo blog dal 17 novembre alle ore 09:00.
Articolo 10 – I racconti considerati non pubblicabili (perché contengono offese gratuite, riferimenti a fatti realmente accaduti, o fuori tema) verranno scartati.