Volveré y seré María de Filippi

Un día de estos volveré con el blog, lo juro por las uñas postizas de Wanna Marchi; sabrán entender: atravesé una de esas típicas crisis bloguísticas que te hacen replantear para qué carajos escribe uno. O para quién. Pero no les voy a negar que me gustaría tener todo más ordenadito. También en casa. Y empezó un nuevo año, que promete profundos cambios y crisis interiores que ya preveo, pero ahora mismo estoy saldando la coraza para enfrentar el momento de la mejor manera posible. Eso no significa que lo logre. Ya les contaré.

Por lo pronto, rezo para mis adentros para que irme de Buenos Aires no sea tan pesado, y pienso en las lindas cosas que me esperan en Italia, y cruzo los dedos para no cansarme pronto… o jamás. Buenos Aires me mata. Y ya la extraño. Siena y sus cantuccini me esperan, y para marzo, me auguro que Rimini empiece a viciarnos con lindos días, porque ahora hace un frío de perros. Y yo agradezco estar en B.A.

5 enero, 2009 at 9:36 am Deja un comentario

Qué lástima pero adiós

RIMINIRIMINI

RIMINIRIMINI

Mi sa che chiudo baracca e burattini 🙂

25 julio, 2008 at 1:09 am 2 comentarios

Decollo definitivo?

Argentina; Kirchner cerca consensi con statalizzazione Aerolineas.

E Austral; mega-festa con 2mila invitati alla Casa Rosada

Nel peggior momento dei suoi sette mesi di governo, la «presidenta» argentina Cristina Fernandez de Kirchner ieri ha tentato di rilanciare il suo governo presentando la «ri-statalizzazione» di Aerolineas Argentinas e Austral, negli ultimi 18 anni gestite da aziende spagnole, come un successo della sua amministrazione. Per questo ha organizzato un sontuoso ricevimento per le persone che contano nel salone bianco della Casa Rosada – scrive «El Mundo», che riporta la notizia – al quale sono state invitate 2mila persone, tra funzionari, uomini d’affari e politici, un numero inusuale per questo tipo di eventi organizzati dalla leader argentina, che ha inoltre tenuto un discorso trasmesso alla tv nazionale. La popolarità della presidente peronista è precipitata al 20%, secondo un sondaggio diffuso da «Clarìn». Assieme all’ex presidente-marito Nestor Kirchner, Cristina pensa che una ri-nazionalizzazione di Aerolineas Argentinas e Austral, entrambe vicine al fallimento e gestite da Marsans, potrebbe farle riguadagnare i consensi perduti. «La dura e grave realtà di entrambe le compagnie – ha spiegato Fernandez – hanno obbligato lo Stato a prendere questa decisione per poter garantire il servizio e la sussistenza della nostra compagnia di bandiera». L’Argentina – ha aggiunto – ha duplicato il numero di turisti, passati da due a quattro milioni all’anno, ed è fondamentale avere una compagnia di volo di qualità e efficente, che faccia partire i voli in orario.

apcom.net

La «sovversione economica» delle Aerolíneas Argentinas
Nino Carotenuto
A volte singoli esempi servono più di grandi analisi a mostrare l’intollerabile follia dell mondo contemporaneo. Ci svelano le speculazioni finanziarie, l’appropriazione delle ricchezze del Sud da parte del Nord, la colpevole rinuncia, da parte del capitalismo servile delle classi dirigenti del terzo mondo, allo sviluppo ed alla difesa dell’interesse nazionale e come anche il terziario più avanzato ne sia toccato. Nel 1987, Oliver Stone raccontò in un film, «Wall Street», una storia che di lì a poco in Argentina avrebbero imitato. Michael Douglas era Gordon Gecko, uno speculatore che comprava una compagnia aerea, la BlueStar, la svuotava, gettava sul lastrico i dipendenti e poi se ne disfaceva. Nel 1990 Carlos M*n*m privatizzava con un semplice decreto legge, Aerolíneas Argentinas e la vendeva per appena 541 milioni di dollari allo stato spagnolo, all’epoca proprietario dell’Iberia. Un regalo tanto più generoso se si pensa che l’Argentina aveva appena speso 860 milioni di dollari nell’acquisto di nuovi apparecchi, nella costruzione dell’unico simulatore di volo latinoamericano e nella ristrutturazione dei due aeroporti della capitale. Era l’epoca della «reconquista»: gli spagnoli facevano compere nel Río de la Plata telefoni, gas, acqua potabile, elettricità, petrolio, banche. Come cinquecento anni fa, il metodo era la rapina. La Repsol per esempio a causa del dissennato sfruttamento dei giacimenti, senza alcun controllo pubblico fra nove anni, avrà completamente prosciugato le riserve petrolifere argentine. Quando venne privatizzata, Aerolíneas produceva utili e non doveva dare un peso a nessuno. Volava in 29 aeroporti di tre continenti, sette capitali europee, sei città in Nordamerica, 14 in Sudamericana, oltre a Aukland e Sidney in Oceania. Era inoltre proprietaria della sua flotta, all’epoca composta da 29 aerei, ed occupava il primo posto in varie classifiche mondiali di efficienza.

Grazie ad Aerolineas sono andata a scuola e ci siamo fatti tante belle vacanze. Come dice mio babbo…

NO TE MUERAS NUNCA, AEROLÍNEAS.

22 julio, 2008 at 8:01 pm Deja un comentario

Voglia di remare eh eh

Argentina, Inverno 2008.

 

19 julio, 2008 at 11:20 pm Deja un comentario

Intercambio culturale

A destra, il miglior calciatore di tutti i tempi.

A sinistra, il miglior calciatore dell’Independiente di Argentina negli anni Settanta e Ottanta.

Il primo, Maradona. Il secondo… lo si legge nella maglia.

indep

Il mitico calciatore argentino pelato che vedete nella foto sarebbe nientemeno che l’omonimo «cognomisticamente» parlando del mondialmente famoso tennista Pete Sampras.

7 julio, 2008 at 12:53 am Deja un comentario

Ariminum

1in||dia – s.f. Sentimento di astio, ostilità e rammarico per la felicità, il benessere, la fortuna altrui.

22 junio, 2008 at 4:31 am Deja un comentario

A por ellos!

È chiaro che gli Europei sono una sorta di Mondiali di Calcio senza l’Argentina ed il Brasile. Non li seguo perché non me ne può fregare di meno, detto proprio schietto schietto… magari in qualche istanza decisiva mi guardo molto volentieri il secondo tempo, soprattutto se gioca l’Italia. Benché io abbia più motivi per ambire la vittoria dell’Italia anche questa volta, per motivi personali desidero sinceramente che la Spagna finisca con gli scongiuri di ben ottantotto anni di sconfitte infinite contro gli Azzurri.

Oggi mi sono imbattutta con un sito spagnolo molto simpatico, nel quale hanno già partecipato più di undicimila persone con poca inventiva… insomma, (quasi) tutti spagnoli. Loro pregano San Cuartos di fargli scrivere una nuova storia e far fare le valigie agli ultimi Campioni del Mondo, e in che modo? Lasciando una candelina accessa sulla zona del campo desiderata, alla quale può essere anche aggiunto un piccolo messaggio. Chissà se ci riusciranno, fanno prima a bruciare l’erba che a vincere mi sa!

Io spero per una vittoria netta e pulita dell’Italia, altrimenti preferisco che siano gli spagnoli a passare. Pare che loro non siano molto convinti.

20 junio, 2008 at 3:58 pm Deja un comentario

Versus

Argentina – […] «… io lo faccio per precauzione, non sono mica MacGyver» (mácguíver)

Italiano – «e chi è questo?»

Argentina – «MacGyver, impossibile che non lo conosci!!!»

Il silenzio regna sovrano. Ancora non riesco a capacitarmi dell’idea che ‘Los Tres Chiflados’, ovvero ‘The Three Stooges’ non siano arrivati in Italia, chissà se avrei potuto digerire questa differenza culturale! Ho incominciato ad immaginare la versione tradotta di MacGyver, senza esito positivo. Gogglo il nome della serie televisiva e leggo le prime parole tanto per far capire di cosa parlavo, quando sento dall’altra parte della cuffia (la modernità…)…

Italiano – «ahhhh MACGYVER!!!» (mácgÁiver)

… ma vaff… va là!

11 junio, 2008 at 2:52 am Deja un comentario

L’abito non fa il monaco

Il Corriere della Sera ha pubblicato sull’edizione cartacea una breve relazione ironica sulle note doti di fastosità della nostra cara Presidente Cristina Fernandez in K nella Città Eterna. Non hanno mica scoperto l’acqua calda! Comunque, ad una velocità simile a quella impiegata per sottoscrivere qualsiasi decreto presidenziale, è già stata inviata una lettera scritta in SPAGNOLO (?) al direttore del giornale summenzionato, chiedendo la rettifica dell’informazione pubblicata.

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C’è da aggiungere un piccolo particolare: Roma è considerata, per noi forestieri argentini responsabili della riproduzione smisurata dei negozi di abbigliamento di origine coreano, l’apice della moda e dello stile. Vuoi che a) una donna b) ambiziosa c) e miliardaria d) a Roma e) e in veste di Presidente f) della Repubblica AR-GEN-TI-NA non si degni a fare qualche acquisto? Molti Presidenti fanno la sfilata di donne promiscue a pagamentosi dedicano al turismo sessuale, e la nostra Presidente viene giudicata per aver comprato qualche capo griffato? Per l’amore di Dio!!! Neanche fosse andata alla FAO (Organizzazione per l’Alimentazione e l’Agricoltura dell’ONU) per combattere contro la fame nel mondo!!! GULP.

Nota: «La FAO lavora al servizio dei suoi paesi membri per ridurre la fame cronica e sviluppare in tutto il mondo i settori dell’alimentazione e dell’agricoltura». (Wikipedia). Che cacchio ci sarà andata a fare?!?!?!? Neanche fosse la Presidente della Bosnia.

Puro machismo? Perché non dedicare quel prezioso spazio per ricordare i messaggi tra Berlusconi e le neo e giovanissime deputate oppure i risultati sul consiglio alla precaria di sposare un imprenditore? Perché non criticare i commenti non molto felici sulla presenza delle donne in Parlamento, e la sua volontà non più voluta di creare il reato di clandestinità che contrasta alla perfezione la Bossi-Fini…?

Cristina e Silvio sono fatti l’uno per l’altro. Lasciateci almeno il gusto. Siamo noi gli aventi diritto!

7 junio, 2008 at 3:47 am Deja un comentario

Diego, Cesenatico ed io – ultima parte.

… continua dal post precedente.

Diego y Naty en Cesenatico

La macchina fa l’ingresso al parcheggio privato dello stadio senza grossi problemi. In Argentina quella stessa Mercedes con dentro il miglior calciatore di tutti i tempi ci avrebbe impiegato cinque minuti, avrebbe pestato più di un fanatico e qualche fotografo e sarebbe strapiena di impronte digitali umane. Dentro lo stadio, una tribuna gremita di italiani, argentini e napoletani che facevano il tifo per Diego, tutti muniti di macchina fotografica e/o cellulare. Testarda, ho provato ad avvicinarmi ad un gruppo di curiosi che sapeva dell’arrivo di Maradona. Ho trovato un angolo di graticolato libero, e mi ci sono infilata. Si intravede Diego che saluta e si avvicina sempre di più per entrare negli spogliatoi che erano a pochi metri da noi. Io accendo la macchina fotografica ma lui sparisce per qualche minuto, proprio quando mi accorgo che non avevo caricato le pile. Ho pregato tutti i Santi: PROPRIO ORA non mi PUOI abbandonare, brutta cretina. Ho aperto e riaperto il robino per cambiarle di posizione, tanto per intrattenere le mie ditta tremanti. Gli uomini erano calmi, io guardavo solo la vecchia Can*n con incommensurabile pietà, tant’è vero che soltanto dalle urla disperate dei tifosi mi sono accorta che Diego era pronto per entrare in campo. Appena uscito dagli spogliatoi decide di fermarsi per salutare e concedere qualche foto di rito agli amanti maradoniani. Io schiaccio Power e premo il pulsante di scatto a più non posso. Diego sparisce, ma la gente urla ancora, quindi non dovrebbe essere molto lontano, ho pensato. Non vedo niente, chemifrega, salgo su un tavolo e sono più alta del resto. Il mio lui mi guarda sbalordito, forse non se l’aspettava da me proprio in quell’occasione, circondata da qualche ultrà. Intravedo la chioma del Dieci immaginando che si sarà avvicinato solo per qualche autografo saltuario. Se fosse arrivato all’altro estremo del graticolato, e le pile non avessero tenuto botta, non me lo sarei mai perdonata in vita mia. Maradona nell’immaginario si avvicinava sempre di più, ed io un metro sopra il livello dello stadio fissavo la mia macchina fotografica e la lucina scintillante che mi indicava la morte imminente davanti ad una delle personalità mondiali più famose. Io bestemmiavo come un turco e, come di consueto, intendevo liberarmi da ogni colpa, quando veramente ero l’unica responsabile. 

Volete sapere com’è andata a finire? Fortunatamente Diego non si avvicinò completamente per permettermi di fotografarlo così vicino da far invidia al più argentino degli argentini. La mia Can*n mi ha abbandonata solo in tarda serata, quando ormai era troppo tardi per cancellare dalla memoria l’unica partita che avevo appena visto giocare a Maradona.

3 junio, 2008 at 2:02 am Deja un comentario

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