Ultimi Aggiornamenti degli Eventi
“Ispirazioni esonDate” di Cristina Adragna
Con Ispirazioni esonDate, Cristina Adragna ci consegna una silloge intensa, vibrante, dove l’amore non è semplice sentimento, ma destino ineludibile, forza cosmica, ferita aperta, ossessione vitale.
Pubblicato da Accademia Edizioni ed Eventi nel febbraio dello scorso anno, il libro raccoglie testi composti tra maggio e novembre 2024, in un flusso continuo di emozioni che si rifiutano di essere dimenticate o razionalizzate.
La poesia di Adragna non cerca consolazione: vuole bruciare, risuonare, lasciare traccia.
Vuole, consapevolmente un inferno che contiene un paradiso, e viceversa.
Il volume, curato con notevole eleganza tipografica e accompagnato da una prefazione del critico Vincenzo Fiore, si distingue per la sincera e nitida carica emotiva e per la ricchezza simbolica.
Il tema centrale è senza dubbio l’amore assoluto, vissuto nella sua dimensione più carnale e spirituale insieme.
“Passo a due”, di Doris Bellomusto
Con Passo a due, Doris Bellomusto compie un gesto raro: trasforma il lutto in danza, la nostalgia in respiro, il ricordo in presenza viva. Il libro è un incontro — intimo, fragile e necessario — tra la voce della nipote e quella immaginata della nonna Dora, figura centrale del testo, “rosa sbocciata a Maggio / caduta a Marzo / senza fa frusciu” (p. 80). Attraverso un tessuto ibrido di poesia, prosa lirica e frammenti diaristici, l’autrice costruisce un memoriale affettivo che sfida il tempo, la malattia (l’Alzheimer) e l’oblio, restituendo alla parola il potere di tenere in vita chi non c’è più.
Nata in Calabria, Doris scrive con una lingua carnale, radicata nei gesti quotidiani — il sugo sul pane, il profumo della menta, le mani impastate — ma capace di slanci metafisici e visionari. La sua scrittura è “un vizio”, come lei stessa confessa: “Scrivo per trovare riparo, per accantonare le cose che mi consumano senza che io lo voglia”.
E’ permesso, Signora Morte?, romanzo di Massimiliano Nuzzolo
Un nuovo romanzo noir a tinte thriller per l’autore mestrino, pubblicato da Libraccio editore nella collana Agatha, 168 pagine, ISBN-13: 978-8885619159 prezzo Euro 15,50. E’ permesso Signora Morte? è il vincitore del VII NEROMA Noir Festival, conferma il talento di Nuzzolo nel tessere trame psicologiche e la sua capacità di scavare dove le esistenze entrano in corto circuito e sono destinate a bruciare.
Mostra personale di GILLES GEORGES ROUX – ispirata al LHC. LATUM HADRONUM COLLISTRUM
LHC. LATUM HADRONUM COLLISTRUM
Ovvero quando la Fisica Quantistica incontra l’Arte Medievale
Inaugura domani 23 ottobre e resterà in mostra fino al 22 novembre la mostra personale di GILLES GEORGES ROUX – StudioLab 138 – Pavona di Castelgandolfo
Il 2025 è stato proclamato Anno Internazionale della Scienza e della Tecnologia Quantistica (IYQ2025) dalle Nazioni Unite, per celebrare il centenario della meccanica quantistica.
Ed è nel 2025 che l’artista francese Gilles Georges Roux, inizia a creare una serie di quadri frutto delle visioni del monaco Gilles de Rouxville, alter ego del pittore, ispirati dal Large Hadron Collider (LHC), il più grande acceleratore di particelle del mondo, situato al CERN di Ginevra in Svizzera. Sempre per una “curiosa” coincidenza, il LHC è situato in una città il cui nome ricorda una delle novelle medioevali più romantiche, la storia tra la regina di Camelot e moglie di Re Artù e Lancillotto.
Flavio Vacchetta: inediti e segnalazione libri
Pubblico qui di seguito alcuni inediti di un poeta “felicemente sui generis”, lontano dai cliché. Per introdurlo riporto alcuni passaggi della recensione che ho scritto qualche mese fa per il suo libro Per Aspera ad Astra.
È una poesia coraggiosa, fuori dagli schemi e dai cliché, quella di Flavio Vacchetta. Non è scritta per piacere agli altri o per compiacere l’ego, ma (e non accade di frequente), è messa nero su bianco senza filtri per dare forma di parola a pensieri e stati d’animo sinceri. Condivide le sue parole con chi lo legge, come lo condividerebbe con chi si siede accanto a lui su una panchina o sulla sedia di un bar, tra un sorriso e una riflessione profonda, sul tempo e sulla vita, sulle nuvole leggere e quelle cupe, sulle foglie che cadono, sui sorrisi che diventano pianto e lottano per tornare chiari e luminosi.
“Cielo abbastanza”, la nuova raccolta di poesie di Maria Teresa Coppola
Maria Teresa Coppola è poetessa di passioni, di inquietudini, di irrequietezze, ma anche di ragionamento, di riflessione e in seguito di appagata contemplazione dello stato delle cose, della natura e dell’interiorità. Perfino corteggiare una quiete passeggera è passione. Fermento in attesa di deflagrare nuovamente, rivelazione e profezia. «Il vento convocherò / a soffiarti / il grigio dai capelli, / il velo dagli occhi, / dalle mani la tristezza, […] E non importa / se rotola la testa di Iokaan, / la bacerò sulle labbra / e avrà per noi un sorriso.»
In questo articolo una mia lettura della sua recente raccolta di poesie Cielo abbastanza.
IM
Cielo abbastanza, Maria Teresa Coppola,
Edizioni Helicon, Poppi (AR), 2025
«Guardiamo il mondo una volta, da piccoli. Il resto è memoria». Questa frase di Louise Gluck, tratta da Nostos, è stata scelta da Maria Teresa Coppola come esergo e posta a fianco ad un citazione da Esistere psichicamente di Andrea Zanzotto, «Da questo nulla che non è niente ed è tutto ciò che io sono.» Si tratta di due riferimenti per orientarci nel libro e individuarne il percorso e l’essenza. L’infanzia, innanzitutto, rimane fino ad un certo momento appartenenza ad un luogo e sete di libertà, amore per le tradizioni, le radici, il dialetto, scoperta di un mondo che porteremo sempre e comunque dentro di noi, in ogni attimo e ogni circostanza. E, soprattutto, quel guardare il mondo una volta equivale ad essere il nostro stesso stupore. In poche parole significa, forse, essere vivi, da piccoli, ed essere felici, magari senza saperlo, senza esserne coscienti, contenti della terra e del cielo che abbiamo avuto in sorte.
Corsi di Scrittura Emozionale di “Elisir letterario”
Diffondo volentieri la notizia riguardante i Corsi di Scrittura Emozionale di “Elisir”. Le notizie e i dettagli sono nelle foto qui sotto qui sotto pubblicate e nella nota esplicativa che ho tratto dalla pagina Facebook di Manuela Minelli.
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Prefazione al libro INTINGO LE DITA NELLA PAROLA di Donatella Nardin
INTINGO LE DITA NELLA PAROLA
di Donatella Nardin
Prefazione di Ivano Mugnaini
“Vieni, saremo solo noi due / – diceva l’ombra assisa / sulle spalle ossute del tempo – / vieni, diceva, in quel punto / perfetto di luce in cui, / affratellati, saggiare eternità / e bellezza.” Questi, versi tratti dalla poesia “L’attesa”, aiutano a cogliere alcuni nuclei tematici della raccolta, o più esattamente ci mostrano alcuni simboli, spesso contrapposti, in un dialogo che possiede una direzione ben precisa, ineludibile. L’ombra assisa, quasi una rappresentazione grafica dell’uomo prostrato dallo scorrere degli anni e dagli eventi, si rivolge ad un destinatario che forse è la stessa persona di cui rappresenta la proiezione (un po’ come l’eliotiano J. Alfred Prufrock che sussurra a sé stesso “Let us go you and I”), e lo esorta a dirigersi assieme a lei in un punto ideale, ma anche esistente nella realtà, in cui, finalmente riconciliati e armonici, potranno saggiare eternità e bellezza.
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