https://corrieredelveneto.corriere.it/notizie/venezia-mestre/cronaca/23_novembre_20/lettera-elena-cecchettin-a165ccdc-5bd8-4db1-bdaf-963424ba0xlk.shtml
E mi spiace per chi si risente, ma la penso come lei.
Siamo onesti, quante volte abbiamo ascoltato conversazioni al limite dell’orrido? Dal datore di lavoro che ci prova spudoratamente, ai colleghi che fanno le battutine sconce, allusive, denigratorie, solo perché sei donna, fino ad arrivare alle molestie, per strada, dagli ex partner, dai partner, mentre stai per i fatti tuoi, magari sul treno per andare a lavoro. E il tutto viene liquidato con una narrazione che non sta né in cielo né in terra… Che siamo privilegiate… Dove? Neanche lo stipendio paritario riusciamo ad ottenere e poi si meravigliano se una moglie/madre maltrattata, fa fatica a lasciare l’inferno in cui vive… E come fai? “Senza soldi non si cantano messe” si diceva un tempo.
Fino ad arrivare al classico e schifosissimo “Se l’è cercata”, massima espressione di questa cultura malata, dove si fa il processo alla vittima invece che all’aggressore.
E parliamo dell’indifferenza, di gente che vede e fa finta di non vedere, di gente che ascolta e fa finta di non sentire, di gente che sa e fa finta di non sapere.
Che siamo arrivate al punto che accettare un appuntamento, è da equipararsi a una roulette russa.
E le persone che conosciamo invece? Gli insospettabili che poi quando accade qualcosa tutti a dire: “È sempre stato un bravo ragazzo”. Chissà perché la donna brava ragazza non lo è mai, lei è sempre in difetto, fa sempre qualcosa di equivoco, ammiccante o è sempre troppo ingenua tanto da essere dichiarata stupida, magari pure con qualche problema mentale.
PAZZA, la parola più gettonata. Perché se hai paura ad andare in giro da sola “Eh, la colpa è tua, perché ti fissi”. Perché ci raccontano che non c’è nulla di cui aver paura, che le città sono sicure e poi…….
E se ti accorgi che c’è qualcosa che non va, qualche comportamento strano, subdolo, manipolatorio, no, sei tu che te lo immagini.
E se una sera esci con le amiche e ti aggrediscono, la colpa è tua, perché sei ancora in giro la sera tardi.
È colpa tua se ti fidi del tuo partner, colui che non dovrebbe mai farti male, è colpa tua se ti fidi dei tuoi amici maschi… “Eh ma son sempre maschi!” Come se questa fosse una scusante per disattivare qualsiasi neurone E PUDORE e avere la giustificazione per tutto.
“Eh ma l’uomo e cacciatore”… Di cosa? DI PREDE!!
Che basta farsi un giro sui social e beccare qualche gruppo o chat adibita all’utilizzo soltanto di partecipanti maschi… Potresti vomitare per settimane.
Che basta mettere in allerta l’orecchio e ascoltare le conversazioni per strada, al bar, vicino a qualche comitiva esclusivamente maschile… Vi si accapponerà la pelle. Avrete talmente tanto schifo riversato addosso, da sentire la vostra anima tremare.
E le situazioni familiari? Dove ancora si insegna ai figli maschi che un domani la loro compagna dovrà stare a casa o che il suo lavoro è SACRIFICABILE, dove sorelle, madri, figlie sono adibite a colf.
Viene raccontata con compassione la fragilità di questi “poveri esseri” che si sentono inadeguati, abbandonati, inadatti, quasi vittime… LORO???
E le madri sono le prime a dire e a comportarsi come se “al loro pargolo”, di 20 anni e passa, ma molto spesso anche fino all’età senile, è tutto dovuto. Mai una critica, mai un voler responsabilizzare, macché! Ci pensa mamma, un domani ci penserà la moglie!! Neanche fossero deficienti, neanche avessero qualche disabilità fisica o mentale, con tutto il rispetto per i disabili, che LORO SÌ, ne hanno tutte le ragioni. E COMUNQUE ci sono persone diversamente abili che si sono costruite una carriera, una famiglia, una vita onesta, pulita e nel rispetto di sé E DEL PROSSIMO! PRENDETE ESEMPIO!!!!
E quindi, questi “poveri esseri fragili” che vanno compatiti , perché poverini, non c’è la fanno…
Eh giustamente, perché se il disagio interiore/psichico ce l’hai tu, è corretto riversarlo sulla prima malcapitata che passa, che ha fatto l’imperdonabile errore di provare empatia per te e per i tuoi traumi tutti da dimostrare.
Io sono stanca!! Stanca e schifata! Da una cultura, da un paese, da uno stato che sta lì a guardare, mentre l’ennesima cittadina viene uccisa a sangue freddo, senza possibilità di difesa, senza possibilità di aiuto, senza la possibilità di aver voce.
Perché molte sono tragedie più che annunciate, ma NESSUNO FA NIENTE.