Le nostre anime di notte – Kent Haruf

Le nostre anime di notte è un libro che procede piano, quasi in punta di piedi. È delicato perché si svela per gradi, senza fretta, proprio come accade in ogni relazione umana. Non c’è nulla di improvviso, nulla di forzato: solo due persone che imparano a riconoscersi.

All’inizio Addie e Louis non si conoscono davvero; si salutano da vicini, e le loro vite scorrono parallele. Poi arriva quella proposta che potrebbe sembrare indecente: «Ti andrebbe di venire a dormire da me, la notte? Solo per parlare. Per non essere soli.» Dentro questa richiesta c’è timore, ma anche coraggio. C’è la consapevolezza che la solitudine, soprattutto la notte, pesa in modo diverso.

Quando Louis accetta, non nasce subito l’amore: nasce l’intimità. Prima poche parole.Poi confidenze. Poi l’uno entra nell’abitudine dell’altro. Finché diventano amici — o più che amici — quelli che nella notte si parlano delle cose che contano. È una vicinanza fatta di piccole azioni e cura silenziosa: occuparsi del nipote, offrirsi presenza, ascoltare senza giudicare. La loro relazione non ha un nome preciso, è una forma d’amore che non chiede definizioni, ma costanza e tempo.

“All’improvviso fuori dalla stanza buia il vento si alzò e si infilò con forza nella finestra aperta, facendo muovere le tende avanti e indietro con la violenza di una frusta. Poi cominciò a piovere.

È meglio se chiudo.

Non del tutto. Non è un buon profumo? È delizioso, adesso.

Davvero.

Louis si alzò, socchiuse la finestra e tornò a letto. Erano sdraiati uno accanto all’altra e ascoltavano la pioggia. E così la vita non è andata bene per nessuno dei due, quantomeno non come ce la aspettavamo, disse Louis.

Anche se adesso, in questo momento,mi sta piacendo molto.

A me sta piacendo più di quanto io pensi di meritare, disse lui.

Oh ma tu meriti di essere felice. Non credi?”

Quello che ferisce è lo sguardo degli altri. Il giudizio della figlia, della comunità, di chi crede che alla loro età certe cose non si devono fare.Come se invecchiare o essere vedovi significasse smettere di provare qualcosa: desideri, paure, bisogno di essere visti. Ma questo romanzo dice il contrario: abbiamo bisogno di compagnia, tenerezza, qualcuno che si prenda cura di noi — a qualsiasi età. E anche quando vengono separati, il filo non si spezza. Qualcosa rimane. Una traccia. Un possibile ritorno.

Ho chiuso il libro con la sensazione che la vita non finisce quando invecchiamo, ma quando smettiamo di credere di non poter provare più nulla.

Rebe

TITOLO: Le nostre anime di notte – pag. 224

AUTORE: Kent Haruf

EDITORE: NNE

Una questione di famiglia – Claire Lynch

Una volta finito di leggere Una questione di famiglia, dentro di me ho trovato un groviglio di emozioni: dolcezza (nelle prime pagine, piene di frasi d’amore semplici e universali che fanno sorridere chiunque sia stato innamorato), rabbia (parole offensive che colpiscono nel personale una donna – o chiunque essere umano – e che in tribunale vengono usate per dmolire la dignità) e sensazione di completezza (quando la verità emerge, e madre e figlia si ritrovano dopo quarant’anni).

Siamo nell’Inghilterra del 1982. Dawn ha 23 anni, una figlia, Maggie, e un marito. La sua vita sembra sicura, già tracciata. Ma l’incontro con Hazel la cambia per sempre: se ne innamora e decide di parlarne con il marito, convinta che lui possa capire. Si ritrova invece di fronte a un processo crudele, e in tribunale viene descritta come una donna “depravata”, persino “pericolosa”, con gli avvocati che non esitano a speculare sulla sua intimità. Risultato? Perdita della custodia e separazione forzata dalla figlia, la quale cresce credendo di essere stata abbandonata. Solo nel 2022, quando Maggie è adulta e madre a sua volta e il padre è malato terminale, saltano fuori dei vecchi documenti e la verità emerge. È allora che Maggie trova il coraggio di cercare quella madre che non aveva scelto di lasciarla.

Quando Dawn parlava davvero di sé, ha notato, per la primissima volta, che non c’erano spazi nella sua vita, nessuno iato tra la scuola e il lavoro, o la casa e il matrimonio. Non aveva avuto il tempo di accumulare esperienze da trasformare in una storia che valesse la pena raccontare. Era agosto quando Dawn si è accorta che non era né per il taglio di capelli né per le cose di cui parlava che Hazel le piaceva tanto. Era per il modo in cui l’atmosfera cambiava quando c’era lei. […]

Claire Lynch racconta con precisione e intensità il peso dell’omofobia in quegli anni, ricordandoci che troppe vite sono state spezzate da leggi e pregiudizi. Nelle note finali, l’autrice chiarisce che la storia non è tratta da esperienze reali, ma dalle molte situazioni simili che ha osservato attorno a lei nel corso del tempo. Le uniche cose tratte dalla cruda realtà sono le frasi degli avvocati. È un libro, questo, che richiede tempo e concentrazione ma che ripaga in consapevolezza. Non consola, non addolcisce: apre gli occhi.

Rebe

TITOLO: Una questione di famiglia – pag. 216

AUTORE: Claire Lynch

EDITORE: Fazi

GDL del mese di dicembre 2025

– Han Kang— La vegetariana

Sinossi: Corea del Sud, moderna. La tranquilla e conformista Yeong-hye, dopo un sogno violento, decide di smettere di mangiare carne. Questo gesto apparentemente semplice, in realtà una radicale ribellione del corpo e dello spirito, scatena una reazione a catena di orrore e repressione nella sua famiglia, diventando una metafora potentissima sulla violenza, la libertà e il desiderio di purezza in un mondo corrotto. 

Osservazioni: Una scrittura nuda e cruda, uno stile nuovo. Tutto è portato all’esasperazione, facendoci ragionare sul chi è il diverso da cosa?

– Lily King — Cuore l’innamorato

Sinossi: Nell’ultimo anno di college, una ragazza entra nel magnetico cerchio di due studenti brillanti che la trascinano in un’intimità fatta di amicizia, ambizione e letteratura. Un romanzo di formazione sui legami che nascono giovani e su ciò che resta, anni dopo, di quell’inebriante promessa di vita. 

Osservazioni: Anni ʼ80-ʼ90 Un libro sulla ricerca di se stessi, nel passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Tanti riferimenti alla filosofia e alla letteratura

– Andrea Bajani — L’anniversario

Sinossi: Un uomo, a distanza di dieci anni dal taglio netto con la famiglia d’origine, torna a guardare indietro per raccontare ciò che lo ha spinto a sparire. Ne emerge il ritratto di una casa dominata da una violenza sottile e pervasiva dove l’amore può diventare possesso e silenzio.

Osservazioni: Un libro che è piaciuto tanto, un’evoluzione inaspettata del ruolo della madre, quando da una prima lettura se ne prova empatia fino ad arrivare quasi a provarne rabbia e disprezzo. Stile particolare e coinvolgente.

– Alice Sebold — Amabili resti

Sinossi: Susie Salmon, quattordici anni, viene uccisa tornando da scuola. Dall’aldilà, in un “cielo” tutto suo, osserva la famiglia che si disfa e si ricompone, l’assassino che continua a vivere accanto a loro e la vita che va avanti senza di lei, mentre il desiderio di verità non smette di bruciare. 

Osservazioni: Un’americanata, il libro non convince e risulta noioso a tratti. L’unico personaggio veramente riuscito è la figura della nonna, figura inizialmente quasi messa da parte ma che alla fine si rivela il punto di forza dell’intera storia.

– Dario Ferrari — La ricreazione è finita

Sinossi: Marcello, trentenne in bilico, entra nel mondo dell’accademia quasi per caso e finisce risucchiato da un’indagine intellettuale: la figura di un terrorista e un manoscritto perduto che potrebbe raccontarne la verità. Romanzo universitario, formazione e memoria politica si intrecciano in un gioco di specchi tra chi cerca e chi è stato “trovato e rinchiuso”. 

Osservazioni: Libro in lettura, piacevole, a tratti prolisso. Si ritrova molto nella descrizione dell’ambiente universitario. Apprezzato il fatto di leggere una storia ambientata nei nostri luoghi (Versilia, alta Toscana).

– Carla Maria Russo — Il velo di Lucrezia

Sinossi: Rinascimento italiano: Lucrezia Buti, giovane donna cresciuta in convento, incontra il pittore Filippo Lippi. Da quell’incontro nasce un amore proibito che travolge reputazioni e destini, e che resta impresso anche nell’arte, tra desiderio di libertà e regole che strangolano. 

Osservazioni: Romanzo storico appena cominciato, non esprimo commenti ma mi ha incuriosita subito, fin dall’inizio.

– Antonio Manzini — Sotto mentite spoglie

Sinossi: Natale ad Aosta: Rocco Schiavone indaga su una rapina finita male e su un cadavere ripescato da un lago di montagna, mentre un chimico sparisce nel nulla. Tra piste che si incastrano, mascheramenti e malinconie private, il caso diventa un labirinto dove la verità è sempre “truccata”. 

Osservazioni: Un’altra indagine firmata Rocco Schiavone, Manzini non delude. Stile riconoscibile, lettura piacevole, l’alternarsi tra indagini e privato, ci fa affezionare ai personaggi, tanto che quando chiudiamo il libro, un po’ questi “amici ci mancano”.

– Sophie Kinsella — I love shopping con mia sorella

Sinossi: Becky Bloomwood torna a Londra dopo la luna di miele: budget sotto controllo, tentazioni ovunque e nuove complicazioni familiari. La scoperta di una sorella (e la promessa di shopping “a quattro mani”) accende equivoci, spese e gag, tra moda, amicizie e guai splendidamente evitabili. 

Osservazioni: Una lettura leggera e piacevole, a tratti ripetitiva. Ben riuscita la contrapposizione tra le due sorelle.

– David Zsalay — Nella carne

Sinossi: Seguiamo István dall’Ungheria a Londra e ritorno, attraversando decenni di Europa che cambia: crolli politici, ascesa sociale, guerra e pandemia sullo sfondo. È la parabola di un uomo trascinato dagli eventi e dai desideri, in cui la “carne” diventa bussola e trappola insieme.  

Osservazioni: Le aspettative disattese. Non ho trovato risposte che cercavo. L’empatia con i personaggi viene meno. La magia dell’autore non ti libera dalle pagine, il protagonista, un uomo in balia degli eventi, fa la scelta delle scelte e appare come un perdente ma non lo è.

– Jennifer Weiner — Brava a letto

Sinossi: Cannie Shapiro, brillante e ironica, si ritrova esposta e ferita quando l’ex fidanzato trasforma la loro relazione in un articolo pubblico. Da lì parte una resa dei conti con corpo, autostima e amore: una commedia agrodolce che usa l’umorismo per parlare di vulnerabilità e ripartenze.

Osservazioni: Libro denso e ironico, si ride e ci si commuove. Letto in una notte. Racconta la storia di una ragazza costretta a guardarsi dentro, a fare i conti con la propria “abbondanza”. Parla di coraggio, dedizione e dolore. Ma soprattutto della capacità di riprendere in mano le redini della propria vita, e viverla.

– Nara Marrucci — Caporale, dammi un soldo!

Sinossi: Angiolino attraversa una grande Storia senza averla scelta: leggi razziali, guerra, Resistenza, emigrazione, lavoro duro e persino l’alluvione del ’66 (Firenze). Un racconto di vita di un uomo qualunque dove l’ostinazione quotidiana diventa eroismo silenzioso.

Osservazioni: Biografia narrata in prima persona. L’autrice ci racconta la storia di suo padre, e in qualche modo la storia di ogni padre. Lo fa con sapienza e ironia, usa capitoli brevi, una sorta di piccole storie all’interno di un’unica grande vita, quella di Angiolino, uomo comune e sincero con uno spiccato senso dell’umorismo.

– Mario Cancogni — Caro Tonino

Sinossi: Dopo la devastante alluvione in Versilia (Cardoso, Seravezza, giugno 1996), l’autore scrive una lunga lettera all’amico Antonio Cederna a testimonianza del lutto collettivo. Una terra sconvolta, una comunità nel panico, ma il Cancogni ci racconta tutto ciò con grande maestria inframezzando con frequenti analessi e ricordi d’infanzia in modo da alleggerire notevolmente la lettura.

Osservazioni: Un libro di neanche 100 pagine in forma epistolare, capitoli stringati, alcuni dei quali con meravigliose descrizioni di scorci panoramici della natura di zona e in particolare di alcune vallate e cime delle Alpi Apuane. Per chi ama la storia di cronaca e la natura.

– Francesco Casolo — La scalata dei Giganti

Sinossi: Saga familiare che inizia nella seconda metà dell’Ottocento. La storia dei Menabrea (quelli della nota birra) e della costruzione di un marchio, con al centro figure femminili che devono conquistare spazi in un mondo ostile. Tra lutti, scelte e riscatto, l’ascesa non è solo economica: è una prova di carattere, generazione dopo generazione. Ambientazione che si divide tra la città e la montagna, tra Biella il Monte Rosa e i paesi circostanti, tra i quali spicca Gressoney.

Osservazioni: Libro in lettura. Piaciuto fin da subito!

B U O N E

F E S T E

Il blog vi aspetta con le ‘Recensioni del mercoledì‘, a partire dal prossimo

7 gennaio 2026

Lida – Manuela – Rebe

I buoni propositi – Sabrina Gabriele

Appena finito I buoni propositi ci sono rimasta male. Da un titolo così ti aspetti che i nodi si sciolgano, ma qui niente si risolve davvero.

Tutto inizia in libreria, con l’incontro tra Ermanno e Costanza, mentre Vanni, il libraio, osserva silenzioso. Costanza, Ermanno e Vanni diventano amici all’università in un tempo segnato dalla guerra: il passato pesa sulle loro scelte e sulle ferite che attraversano i decenni.

Costanza

Costanza resta sola, non rivede l’amico e non consegna il manoscritto al legittimo proprietario, forse l’unico ad averla amata davvero, in silenzio — Vanni. Vende la casa. Le resta addosso il peso del marito, anche da morto. Il suo buon proposito era accettare la figlia lesbica e passare più tempo con la famiglia. In parte ci riesce, ma resta in lei un rimpianto vivo: non essere riuscita a vivere pienamente il passato, segnato dalla guerra e dalla deportazione di Vanni perché ebreo. Nel romanzo ci sono molti salti temporali, dal momento in cui il trio si conosce fino agli anni ’80, quasi quarant’anni dopo, quando ognuno si ritrova a fare i conti con ciò che è rimasto incompiuto.

Virginia e Marta

Virginia presenta alla sua famiglia la fidanzata Marta e, con grande sorpresa, sua madre accetta la relazione tra le due donne. Il suo buon proposito era ripristinare i rapporti con la famiglia, dopo tanto tempo lontana da casa. E ci riesce: tanto che, nel momento della morte, sua madre Costanza va a vivere insieme a loro a Milano.

Mirco

Fratello di Virginia, il suo buon proposito era Agata, ma indagando per scoprire la verità sul legame tra i suoi genitori, il libraio e il manoscritto, perde ciò che lo teneva vivo: l’amore.

Agata

Aiutante del libraio Vanni, figlia di un ex maresciallo, scrive una tesi sui buoni propositi e sul rischio di piegarsi alle regole degli altri. Il suo buon proposito era Mirco, ma dopo una discussione con lui e la fine dell’università si ritrova a fare il volere del padre. Entra in polizia, sposa l’uomo “giusto” e non sceglie né Mirco né se stessa.

Signora Franca

Solo la signora Franca trova un piccolo lieto fine: il suo buon proposito era leggere un libro scritto da Vanni. Infatti, Vanni riscrive un libro dedicandolo a Costanza e Ermanno, i suoi amici, e lo pubblica. Lei lo legge, ma non aveva messo in conto che poi si sarebbero innamorati. Una volta chiusa per sempre la libreria dei buoni propositi, si sono trasferiti insieme.

La servitù

La servitù che lavorava nella casa di Costanza scompare, non viene più accennata nel libro. Forse si può interpretare come l’unico segno di libertà in questa storia.

Alla fine, I buoni propositi mostra che spesso i propositi non si compiono, che i rimpianti restano, e che la vita raramente ripaga. Leggendo questo libro resta addosso quella sensazione strana — di aver guardato vite piene di tentativi, di promesse non mantenute, di verità rimandate — e di sentirsi un po’ parte di loro. La morale? Il tempo non è infinito.

Rebe

TITOLO: I buoni propositi – pag 256

AUTORE: Sabrina Gabriele

EDITORE: Salani

GDL novembre 2025

D.

Libri:

– Margaret Mitchell— Via col vento

Sinossi: Georgia, guerra di Secessione ed era della Ricostruzione: la giovane Rossella O’Hara vede crollare il mondo dorato delle piantagioni e deve imparare a sopravvivere con ogni mezzo. Tra amori impossibili, matrimoni di convenienza, cresce e si indurisce senza smettere di desiderare.

Osservazioni: Una nuova versione, più moderna nel linguaggio (epurato) e nel lasciare i nomi dei personaggi originali, arricchita di descrizioni. Una terza lettura (per D.) che fa emergere ancora di più il personaggio di Rossella come la donna forte, all’avanguardia, controcorrente anche verso una società classista: “Io non sono così e non voglio essere così!” Ben delineata la contrapposizione dei due grandi amori, quello verso Ashley e quello per Rhett.

L.

Libri:

– Francesca Sgorbati Bosi — Guida pettegola al Settecento Inglese

Sinossi: Attraverso aneddoti, scandali e curiosità di corte, il libro racconta la Londra e l’Inghilterra del Settecento dal punto di vista del pettegolezzo. Salotti, bordelli, club politici e case borghesi diventano una mappa vivacissima di vizi privati, mode e ipocrisie collettive.

Osservazioni: Un saggio dal taglio molto divertente, una lettura godibile sul panorama settecentesco dell’Inghilterra, soprattutto di Londra, tante curiosità, ma soprattutto pettegolezzi. L’autrice pur non essendo una storica, fa un ottimo lavoro di ricerca. L. consiglia anche le altre “Guide” dell’autrice, soprattutto quella sulla cucina francese ai tempi di Luigi XIV e Luigi XV.

S.

Libri:

– Alessia Gazzola — Miss Bee e il cadavere in biblioteca

Sinossi: Londra, 1924: la ventenne Beatrice “Miss Bee” Bernabò, italiana in trasferta, sogna una vita più grande dei confini domestici. L’invito a cena della vicina aristocratica si trasforma in incubo quando in biblioteca viene trovato un cadavere e lei viene coinvolta nell’indagine. Tra balli, convenzioni sociali e segreti di famiglia, un giallo leggero che mescola atmosfera anni Venti, ironia e romanticismo.

Osservazioni: In lettura. Primo libro con personaggio Miss Bee, il libro scorre, leggero ma una scrittura piacevole, ben caratterizzato personaggio e ambientazione. “Una lettura che ogni tanto ci vuole!”.

F.

Libri:

– Valentina D’Urbano — Figlia del temporale

Sinossi: Albania, 1974: rimasta orfana, la tredicenne Hira lascia Tirana per un villaggio di montagna dove la vita è ancora regolata dal Kanun, il codice arcaico d’onore e vendetta. In quella comunità sospesa nel tempo, il corpo e il destino delle donne sono sorvegliati e decisi dagli uomini. Il romanzo segue la sua lenta ribellione, tra tempeste reali e simboliche, alla ricerca di una propria voce e di una libertà possibile. 

Osservazioni: Un libro che fa piangere, “Mi ha commosso”, incentrato sul tema delle Vergini Giurate. Una storia forte che parla di libertà, identità, coraggio. Una scrittura potente e coinvolgente molto descrittiva. Parallela c’è anche una storia d’amore.

S. e A.

Libri:

– Chiara Valerio — La fila alle poste

Sinossi: Scauri, anni Novanta: l’omicidio della piccola Agata sconvolge il paese, e la fila alle poste diventa il luogo dove tutti osservano, sospettano, giudicano. Intorno alla madre accusata e alla comunità che mormora, si compone un coro di voci che mescola struttura da giallo e ritratto di provincia.

Osservazioni: Sequel di “Chi dice e chi tace” Rispetto al primo libro, in questo la Valerio punta più all’interiorità dei personaggi, ai ricordi della protagonista lasciando il caso solo ai margini. Un romanzo sulla maternità, sulla colpa (reale o presunta) e sul potere spietato dello sguardo degli altri. Il finale delude un po’, affrettato “Manca una chiusura vera e propria”.

A.

Libri:

– Daria Bignardi — Nostra solitudine

Sinossi: Partendo da sé, dai viaggi e dagli incontri in Palestina, Vietnam, Uganda e non solo, la voce narrante interroga la propria solitudine tra privilegio, guerra, maternità e condizione femminile. Reportage, memoir e saggio si intrecciano in un percorso che restituisce valore al dubbio, alla contraddizione, all’incertezza.

Osservazioni: Un diario di Viaggio ne quale si cerca la solitudine, non sempre negata. “Ironico, quasi cinico, paragonabile alle chat di famiglia!”. Libro piaciuto meno di altri, perché nonostante la tematica, quella della solitudine, sembra troppo ‘guida da viaggio’. 

N.

Libri:

– David Szalay — Nella carne

Sinossi: Dall’Ungheria degli anni Settanta alla Londra contemporanea, seguiamo István, nato povero e diventato ricchissimo, sempre in balìa di forze più grandi di lui: la Storia e i desideri del proprio corpo. Una parabola sulla maschilità e sul nostro smarrimento moderno: successi e disfatte attraversati con un distacco laconico, come se l’unica difesa fosse dire “Okay” e continuare.

Osservazioni: A cavallo tra gli anni Ottanta/Novanta, questo libro tratta dell’evoluzione sessuale maschile. Sullo sfondo di un mondo che cambia, dal crollo della Cortina di Ferro passando per la Seconda guerra del Golfo e l’ingresso nell’Unione Europea dei paesi dell’ex blocco sovietico, l’uomo resta in balia di forze che non può controllare. István, diventa uomo attraverso varie esperienze sessuali, di violenza e di solitudine. Alcune lo segnano profondamente, senza che lui ne abbia grande consapevolezza o responsabilità, e influenzano il resto della sua vita e il suo rapporto con il mondo: le cose gli succedono, ma come succede la pioggia. “Sono gli eventi sintomatici che ti plasmano e non il contrario”

M.

Libri:

– Matteo Bussola — La neve in fondo al mare

Sinossi: In una città di provincia, un gruppo di adolescenti fragili incrocia i propri destini mentre gli adulti – soprattutto i genitori – cercano di amarli senza perderli. Una scelta estrema di uno dei ragazzi costringe tutti a guardare in faccia dolore, colpa e aspettative tradite.

Osservazioni: il libro affronta tematiche importanti e dolorose che sempre più spesso riguardano gli adolescenti, l’anoressia, il suicidio, l’incomunicabilità che dilaga tra ragazzi e genitori, ma anche tra i genitori stessi.

“Spesso noi puntiamo a vedere e pretendere la normalità, lo standardizzare i giovani. Ma se questa normalità fosse nell’accettarsi?”.

M. 

Libri:

– Gianni Rodari — Diverse letture

Osservazioni: “Leggere Rodari per disintossicarsi da tutto!!!”

L’errore di Platini – Francesco Recami





“Pagavano trecentocinquantamila lire di affitto mensile per dieci mesi l’anno in quanto il proprietario, un negoziante di alimentari di Firenze, aveva bisogno dell’appartamento per i mesi di luglio e agosto, per affittarlo a tariffe estive. Durante questi mesi Gianni, Sabrina e Marina si trasferivano vicino a Lucca, nella casa della zia di Sabrina, eccetto un breve periodo di vacanza a Pianosinatico. L’appartamento era detto il motel a causa del suo arredamento estremamente provvisorio, le lampade da venticinque candele, la carta da parati verdina, i letti a rete; c’erano inoltre molti quadretti con cornici brunite anticate, raffigurazioni di anatre da immigrazione, studi leonardeschi, una pianta di Ferrara. […] Nello stanzino ripostiglio dove nei mesi estivi veniva riposta tutta la loro roba e di cui possedevano la chiave, la stanza di Barbablù, c’era anche una lavatrice portatile, in plastica ed il proiettore circolare per diapositive.”

Ci sono libri che per vari motivi non trovano subito la strada della pubblicazione, vengono scritti poi adagiati in un cassetto anche per vent’ anni o più. ‘L’errore di Platini’ è uno di questi. Pubblicato per la prima volta da Sellerio nel 2006, è stato scritto dall’autore fiorentino Francesco Recami – recentemente scomparso – sul finire degli anni 80 e, considerato che è pure ambientato a Viareggio e in Lucchesia, oltre a mostrarci una cartolina di un’epoca ormai andata, per i nostalgici e per chi – come me – ama i libri ambientati in territorio familiare, rappresenta una vera e propria chicca da non perdere! Se poi aggiungiamo la peculiarità di una scrittura originale e a tratti inquietante, schietta, senza compassione, capace di vincolare il lettore dentro a una tragedia familiare per poi accompagnarlo verso un finale tragico sì, ma comunque liberatorio e portatore di speranza, si può tranquillamente affermare che il romanzo che segnò l’esordio tardivo dell’autore maestro di pessimismo e di radicalismo sociale, è una lettura necessaria e stimolante nonché formativa per chi volesse intraprendere un percorso di scrittura. Anche in altre sue opere, Recami ci racconta con estrema facilità la vita dei nuovi miserabili, quelli della nostra epoca, quella classe media, diffusa, e tutte quelle persone apparentemente realizzate ma intimamente non serene e, peraltro, prive di ogni coscienza di sé, cui il destino ha riservato la brutta sorpresa di una illusoria felicità.
I protagonisti sono una coppia trentenne, Gianni e Sabrina, lui lavoratore autonomo, lei casalinga, con una vita assolutamente normale da Middle-Class di quei tempi. Nell’arco di pochi anni due eventi straordinari intaccano la loro quotidianità banalmente composta da giorni né troppo felici né del tutto infelici: una figlia gravemente cerebrolesa, immote e silenziosa, e una vincita al Totocalcio non così irrisoria da spenderla spensieratamente ma nemmeno abbastanza consistente da cambiare completamente le loro vite.


“Gorbaciov e Reagan si abbracciavano tirando le freccette su un bersaglio a forma di ombrello nucleare, Nancy e la Gorbachova prendevano il tè versandosi l’un l’altra nelle tazze la polverina per starnutire, Bearzot faceva scintille dalla pipa, vestito da ladro, cercava di rubare la Coppa Rimet dalle mani di un piccolo terremotato, Berlusconi e Mitterand, Raffaella Carrà, Zico vestito da reuccio seduto su una montagna di soldi, Pippo Baudo e Katia Ricciarelli che gli alza e gli abbassa il parrucchino, e a terminare il corso, i cantanti Righeira, Sting, i Police, Michael Jackson che ingozzavano bambini etiopici di dischi con un enorme imbuto. […] I carri del carnevale di Viareggio sfilavano rapidamente, quando piove si rovinano, vengono rifatti tutti gli anni e costano molti milioni, alcuni sono considerati delle opere d’arte. I tempi del corso furono accorciati, quando Cossiga passava davanti al Principe di Piemonte Julio Iglesias era già dentro il capannone. Sabrina guardava infreddolita e delusa le viareggine sovrappeso, le fidanzate e le commesse, e le vetrine del nuovo negozio di Versace … […] le scappava, con tutta quell’acqua, la pipì, decise di tornare a casa e di togliersi la casacchina tirolese che con l’umido puzzava ancora di più di naftalina. Ma l’anno prossimo non mi ci ribeccano! Lo sai quanto mi hanno fatto pagare? disse Sabrina entrando in casa. Ha piovuto tutto il tempo. I carri facevano schifo. Non toccare niente sul tavolo, disse Gianni. Ho controllato cinquanta volte, disse in stato di eccitazione. Aspetta, Ho controllato cinquanta volte, abbiamo fatto Tredici! Tredici!”


Consiglio questo breve romanzo a chi si domanda da dove provengano le vite lacerate e i loro dilemmi fatali squadernati nelle cronache dell’attualità.

Lida



TITOLO: L’errore di Platini – pag. 124

AUTORE: Francesco Recami

EDITORE: Sellerio

Tra lei e me – Giampaolo Simi

E se l’amore fosse il peggior alibi? 



Con Tra lei e me Giampaolo Simi torna alla Versilia e costruisce un noir ipnotico che è, prima di tutto, un duello verbale. In una sola notte – quella che precede l’interrogatorio ufficiale – l’avvocato Pietro Valvassori mette alle corde Leandro Nava, primo indiziato per lo strangolamento di Lorena Danesi, agente immobiliare trovata morta in un immobile che stava trattando. È il difensore “dei deboli” che per la prima volta difende un uomo accusato di femminicidio: una virata etica che accende la miccia e sposta subito il baricentro del romanzo. 


Forse ha ragione, avvocato. Però…

Però?

Io la dovevo amare di più. Non l’ho amata abbastanza. Ora ce l’ho chiara questa cosa, ora… perché ce l’ho chiara solo ora?

– Cazzate – sospira il Massori 


Simi orchestra la storia come un lungo corpo a corpo, più ring che aula di giustizia: domande che sono jab, obiezioni come ganci al fegato, confessioni potenziali che sfiorano il tappeto ma si rialzano di scatto. Valvassori – cinquantenne dalle cravatte bizzarre, bici nera e fama di difensore delle donne – interroga e incalza, cercando la verità dentro le crepe di una relazione, più che nei verbali di polizia. Il risultato è un romanzo-dialogo teso, dove la scena si illumina a lampi e la morale si offusca a ogni risposta.

Ma dopo poche pagine si va indietro nel tempo e il libro cambia faccia, assume una voce diversa, quella del narratore onnisciente. Lorena è viva per tutto il romanzo con le sue luci e le sue ombre. 


Leandro e Lorena non erano come tutti gli altri. Ma la normalità conosce modi subdoli di tendere agguati alla vita delle coppie. Se qualcuno glielo avesse chiesto, cosa che non successe mai, Lorena avrebbe parlato sicuramente di una sera d’inizio ottobre.

Chi ha ucciso Lorena? Leandro, o qualcun altro? L’autore semina mosche minuscole: indizi infinitesimali e false piste che ronzano. A quali dare ascolto? La tensione non molla perché il romanzo non è “solo” un noir: scortica la zona grigia dei sentimenti, dove amore, possesso e controllo si scambiano la maschera. Il titolo ritorna come un sussurro – tra lei e me – a ricordare la violenza opaca delle storie che ci raccontiamo. È un libro verticale su tre figure ma più largo del genere: un ibrido tra legal-thriller e commedia nera, con un’adrenalina che resta addosso.


Fu il buio il primo ad avere pietà di Lorena Danesi, dei suoi talloni nudi e arrossati, della sua biancheria firmata, la migliore che aveva nel cassetto, della sua frangia scomposta che copriva a malapena il collare di pelle sempre più violacea.


Per chi ama i noir psicologici, dialoghi- duello, ambiguità morale. Per i lettori curiosi di strutture a più prospettive (avvocato/indagato/vittima) e di un narratore che cambia fuoco, con una notte che diventa palcoscenico morale.


Manuela

TITOLO: Tra lei e me – pag. 531

AUTORE: Giampaolo Simi

EDITORE : Sellerio

Chiara – Antonella Lattanzi

Marianna e Chiara crescono una accanto all’altra, nella Bari degli anni Novanta, in due famiglie che sembrano lontane: una ruvida e irrequieta, l’altra ordinata e colta. Eppure, fin da bambine, si riconoscono. Marianna vede in Chiara “lo sguardo sottile che deve vedere e prevedere tutto. Io lo conoscevo benissimo, perché era pure il mio. Non si addice ai bambini.”

Il legame tra loro nasce proprio lì: nel riconoscersi nelle ferite. Marianna chiama suo padre e il padre di Chiara “il Mostro”. È una parola che tiene insieme paura, somiglianza, destino. Le due crescono così, inseparabili: infanzia, scuola, adolescenza. Marianna fa varie esperienze. Si lega sentimentalmente con un ragazzo, ma è con Chiara che si sente viva, vista, accolta, capita. Tra loro c’è un sentimento che non si nomina: un amore che somiglia all’amicizia ma la supera, fatto di gesti piccoli, di mani che si cercano, di parole non dette per paura di perdere l’altra. “Nella vita, da un certo punto in poi, uno dei miei pensieri fissi sarebbe stato come riuscire a far ridere Chiara.”

Poi arriva la fuga. Marianna scappa via dal padre e dal divieto di vedere Chiara. Chiara avrebbe dovuto seguirla, ma non lo fa. La paura – e i padri – interrompono ciò che stava diventando qualcosa di più grande. Ma non lo distruggono. La narrazione si sposta avanti e indietro nel tempo. Le ritroviamo adulte, cinquantenni. Marianna è diventata fotografa. Chiara ha due figlie, un ex marito e una vita che continua a pulsare dove fa più male. Non si sono più viste. Ma non hanno mai smesso di pensare l’una all’altra. Ciò che è stato non si è sciolto: è rimasto lì, in attesa. Finché, un giorno, Chiara scrive: “Cara Mari, ci provo di nuovo. Se mi leggi, vuol dire che il Terrore è tornato.” È un segnale. La promessa fatta da bambine ritorna: esserci. Si cercano, si scrivono, si riavvicinano. Non per nostalgia, ma perché alcune presenze non passano, restano incise nel profondo oltre il tempo e le scelte. Accettando anche le ferite. “Io penso, sono convinta che l’amicizia sia questo: amare, giocare, piangere, ridere e, anche se non avrei saputo dirlo con queste parole allora, fare l’amore. Non mi viene proprio in mente che quello che provo possa essere altro. Che errore. L’ho già detto, Chiara voleva solo vivere senza essere vista, in pace. Ma per due motivi era impossibile: uno era suo padre, l’altro ero io.”

Forse il vero amore è questo: chi ci riconosce prima ancora che ci riconosciamo noi, e rimane – anche quando fa male.

Rebe

Titolo: Chiara – pag. 176

Autore: Antonella Lattanzi 

Editore: Einaudi

GDL ottobre 2025

Libri:

Éric-Emmanuel Schmitt — L’amore invisibile
Sinossi: Racconti in cui l’amore si manifesta dove meno te lo aspetti:
passioni taciute, maternità ferite e legami che salvano, fino allo sguardo di
una ragazza malata che cambia due vite.
Osservazioni: Un libro scritto bene, che scorre. Racconti
apparentemente diversi ma che mostrano l’amore in tutte le sue forme.
-Vittorio Parlanti — Avanzi americani
Sinossi: Thriller nel Vermont del 1986: la scomparsa e l’omicidio di una
diciassettenne spingono un ex profiler dell’FBI a scavare nei segreti di
provincia.
Osservazioni: Un libro che corre su due binari, scritto bene,
approfondito; carico di tratti psicologici oltre che di tensione, tiene incollati
alle pagine.
-Paola Darò — La finestra del terzo piano
Sinossi: Commedia gialla a Torino: la morte di un vecchio pittore e
quadri pieni di indizi trascinano Adele in un’indagine tra bugie di
condominio e memorie d’artista.
Osservazioni: Un libro piacevole, un giallo ben costruito, molto delicato.
‘Avanzi americani’ e ‘La finestra del terzo piano’ sono stati finalisti al Premio Giallo di Camaiore 2025

Luisa



Libri:

Georges Simenon — La morte di Auguste
Sinossi: Alla morte del celebre ristoratore Auguste, la famiglia si
raccoglie attorno al locale parigino: in poche ore emergono avidità, amori e
rancori che decidono un’eredità
Osservazioni: Ottima la descrizione sociale di Parigi e dei parigini degli
anni’40-50, un libro crudo ma non troppo duro, che apparentemente
discosta dal tradizionale noir.

Letizia


Libri:

Agnese Pini — La verità è un fuoco
Sinossi: Memoir-indagine: una figlia scopre che il padre è stato prete e
interroga i silenzi familiari per dare un nome alla verità tra memoria e
identità.

Lucy


Libri:

-Doris Lessing — Il quinto figlio

Sinossi: L’idillio domestico di Harriet e David si spezza con la nascita del quinto figlio, Ben: un bambino “altro” che sconvolge casa e legami.

Osservazioni: Un libro che prende la parte oscura della maternità, raccontato con una scrittura semplice che tiene incollati alle pagine. Particolarmente duri i termini che riguardano il “diverso”. Ambientato negli anni ʼ60, i personaggi non sono molto calati nel periodo che stanno vivendo.

Afra

Libri:

– Sam Savage — Firmino

Sinossi: L’autobiografia di un topo nato in una libreria di Boston da una “Topa ubriaca”: divora libri, impara a leggere e sogna di essere umano; un canto malinconico per i lettori e gli esclusi.

Osservazioni: In apparenza un libro per bambini, leggero che fa sorridere. Un topo, come una scatola vuota, che corrisponde a quelle personalità in cerca di riscatto. Una bellissima metafora su come la “lettura ci può salvare.”

Monica

Libri:

– Milena Palminteri — Come l’arancio amaro

Sinossi: Sicilia, 1960: Carlotta fa i conti con un passato di spine e con il desiderio di libertà; il suo destino si intreccia a quello di altre donne in una storia vera di coraggio e costrizioni.

Osservazioni: Un libro di tabù e violenza, che si racchiude tutta nel titolo, come la pianta della zagara (arancia amara) che viene innestata (violentata) da poi frutti buonissimi. Un buon libro nella riproduzione fedele di quegli anni.

Laura

Libri:

Francesca Giannone — La portalettere
Sinossi: Salento, 1934: la forestiera Anna diventa la prima portalettere di Lizzanello; tra lettere, segreti e pregiudizi, trova la propria voce e cambia il paese.

Osservazioni: Un libro intenso che scorre, nonostante sia piuttosto lungo non si sente mai la pesantezza. L’intreccio di due amori, uno carnale e uno platonico. Un ritratto forte e fedele della Puglia di quegli anni e della protagonista: una donna capace di emanciparsi contro tutto e tutti.

Sara

Libri:

José Saramago — L’uomo duplicato

Sinossi: Un professore scopre in un film un attore identico a lui e lo rintraccia: l’incontro innesca un pericoloso gioco di scambi, controllo e identità.

Osservazioni: Buona, anzi geniale l’idea della trama ma il libro non la sviluppa bene, l’autore lo porta un po’ troppo per le lunghe. Peccato!

Maria

Libri:

Fëdor Dostoevskij — Le notti bianche

Sinossi: A Pietroburgo, un sognatore vive quattro notti di confidenze e innamoramento con Nasten’ka; all’alba resta il rimpianto di una felicità sognata.

Osservazioni: Ines ha 19 anni e dice, nonostante la grandezza dell’autore, di non apprezzarlo a pieno. Le altre rispondono: “E mi sembra giusto!” 

Ines