SETTEMBRE MI PARLA

Sono il margine che non si nota

finché non ti ci trovi sopra

Sono il respiro che cambia ritmo

la luce che si piega

senza chiedere il permesso

Ti ho vista camminare

con il passo che cerca

non una meta

ma un senso

Ti lascio foglie

come appunti sparsi

nomi che hai detto sottovoce

errori che hai amato

perché erano tuoi

La città si è chiusa

ma tu hai aperto

una finestra nel silenzio

e io sono entrato

come suono

come eco

come settembre

Non sono fine

sono soglia

Non sono malinconia

sono memoria che si rinnova

E tu Lia

sei il passo che mi attraversa

senza paura di perdersi

Lia Grassi

Foto dal web

SEI

Sei presenza che non chiede

sei voce che arriva anche nel silenzio

cammini accanto senza fare rumore

ma il tuo passo mi sostiene

Quando il giorno pesa tu lo fai luce

quando il cuore si chiude tu lo apri

non servono parole per capirsi

basta uno sguardo e siamo già lì

Sei tempo che non scade

sei memoria che resta

sei quella parte di me

che non ho mai dovuto spiegare

Lia Grassi

IL TRAMONTO DENTRO ME

Il sole non tramonta sul mare

tramonta dentro me

Scivola piano tra le pieghe del giorno

come una carezza che non osa restare

Sono seduta sulla sabbia

le mani affondate nel tempo

e ogni onda che arriva

mi racconta qualcosa che ho dimenticato

Il cielo si fa rosso

ma non grida

È un rosso che consola

quando non si ha voglia di parlare

Il mare mi guarda

non chiede nulla

Sa già tutto

le attese

le partenze

le parole che ho lasciato a metà

Una conchiglia mi sfiora il piede

piccola imperfetta

come me

La raccolgo

la stringo

e per un attimo

mi sento meno sola

Il sole si nasconde dietro l’acqua

ma non è una fuga

È solo il modo che ha

di dire ci vediamo domani

senza promettere nulla

E io resto lì

con il cuore pieno di luce

che non so dove mettere

e il silenzio che finalmente

non fa paura

Lia Grassi

MEMORIE SULLE CIME

Tra le pieghe delle montagne dove il cielo si stacca in veli d’argento

le nuvole si abbracciano alle cime come memorie

al silenzio che pesa e consola

nel respiro antico della terra che racconta

Tra pietre e muschio cammina il calore

quella voce senza volto che chiamiamo casa

la famiglia è l’orma che resta nei sentieri

è il fiato che scalda quando l’inverno bussa

è il passo che non si perde

E sopra il borgo un campanile si leva come veglia

le sue campane sfiorano il vapore del cielo

ricordano l’ora del ritorno

la preghiera che non ha nome

e tutto intorno il mondo tace e ascolta

Lia Grassi

IL CANTO DELLA GABBIA (autismo)

Io sono l’altro
in memoria disarmata
in voce propria

Io non parlo grido sottopelle
nel bianco delle luci al neon
le voci mi cadono addosso
come uccelli malati

Mi dicono stai attento agli sguardi
alle pause giuste
ai sorrisi a comando

ma io non conosco
la liturgia delle maschere

C’è poesia nelle mattonelle
quando danzano in righe perfette
c’è amore nel ticchettio
del mio dito sul vetro
voi chiamate gabbia
quello che per me è canto

Il mondo grida troppo forte
e io ascolto tutto
ogni sussurro ogni forma
ogni ferita lasciata dagli sguardi
che non aspettano risposta

Io sono l’altro
quello che cammina
fuori dal coro
non per scelta
ma per verità

Lia Grassi 

IL BACIO DELLA MEMORIA DI UN PORTO

Sotto il cielo che ondeggia sopra il porto

fra vele che respirano antiche distanze

lui la stringe la trattiene

come se tra le mani potesse fermare il mare

Quel bacio è un soffio senza tempo

tra labbra che sanno di salsedine e amore

il vento raccoglie il fiato che trema

lo sparge tra le onde come un segreto

L’addio si mescola al sale del pianto

lei si scioglie nell’ombra del molo

col vestito cucito dal tempo

lui rimane a contar le maree

E quel bacio rubato al destino

resta appeso al silenzio del porto

come un filo di voce che dice

torna se il vento vorrà

Lia Grassi

Civitavecchia “Il bacio della memoria di un porto”

LETTERA A ZIA VERA

Cara zia Vera,

Sei partita senza rumore, come fa il vento quando cambia strada. Eppure, nel silenzio che hai lasciato, c’è ancora la tua voce, il tuo sorriso che sapeva di vita, i tuoi occhi che raccontavano storie più belle di quelle scritte nei libri.

Resterai sempre nel mio cuore, tra le pieghe della memoria che il tempo non sbiadisce, nei giorni che profumano di passato e nelle sere in cui i pensieri fanno visita. Ti porterò con me, come si portano le canzoni che hanno fatto bene all’anima, come si porta un segreto che scalda il cuore.

Ovunque tu sia ora, spero che il cielo ti sia dolce e la luce gentile. Qui, nel mio piccolo mondo, il tuo ricordo sarà un filo d’oro che non si spezzerà mai

Con affetto infinito

Lietta

❤️

MAMMA

MAMMA

Mamma è la strada che corre lontano

il vento caldo di un giorno d’estate

la voce che chiama senza far rumore

Mamma è il cielo che aspetta paziente

è il sogno che resta anche quando svanisce

è quel passo leggero che sa dove andare

Mamma è l’abbraccio che scioglie la sera

la luce che guida e non chiede mai

è il ricordo che torna quando tutto tace

Mamma è il tempo che scivola piano

nelle mani che sfiorano il destino

nelle parole che non servono più

eppure restano

sempre

Lia Grassi

IL PROFUMO DELLE ROSE

Sopra i tetti di una città stanca

il profumo delle rose si alza

come un canto dimenticato

entra nelle finestre socchiuse

dove la gente respira in silenzio

tra sogni e ricordi sereni

Scorre tra le strade vuote

sfiora le panchine di un parco

dove qualcuno ha lasciato il suo cuore

cammina accanto ai passi lenti

di chi non ha più fretta

di chi guarda il mondo con occhi sicuri

Il profumo delle rose

racconta storie

di amori sbocciati e persi

di mani che si sono cercate

e poi lasciate andare

dipinge ombre e luci

su muri che ascoltano tutto

E quando arriva il tramonto

il cielo si tinge di un rosso appassionato

le rose continuano a scrivere

un poema senza fine

per chi ha ancora voglia di ascoltare

Lia Grassi

Roseto comunale di Roma 🌹

LIBERTA’

La libertà non è mai arrivata in prima classe

ha preso botte

ha sanguinato sotto gli stivali

ma non ha mai chiesto scusa

Oggi la chiamano in mille modi

la mettono nei titoli dei giornali

nelle frasi ad effetto

nei discorsi scritti troppo bene

ma la libertà

è quella che resta

quando tutto crolla

è l’urlo che nessuno riesce a zittire

non è perfetta

non è pulita

non è comoda

è quella scintilla che sente

che il mondo può cambiare

E noi

noi che viviamo tra luci fredde e calendari pieni

abbiamo il dovere di ascoltare

quella voce roca

quella storia scomoda

quel silenzio che ha sparato più di mille armi

La libertà

non è un premio

è un rischio

una scelta

una ferita che non si rimargina

ma che vale tutto il dolore

se ancora possiamo

alzare la testa

Lia Grassi