Siamo agli sgoccioli della campagna elettorale. Siamo alla fine delle ostilità, almeno quelle ufficiali, fatte di comizi e interventi televisivi. Si è tanto parlato dello strapotere dei social network ma questa campagna elettorale decisiva, per tutti, ma proprio tutti, si è svolta scegliendo le vie tradizionali: comizi in piazza e presenze in Tv. E le reti tradizionali sono state quelle più gettonate, proprio perchè la partita non si gioca sui canali “personalizzati” ma su quelli generalisti. Una campagna, dunque tutta giocata sulla popolarità e l’effetto mediatico. Evidentemente a giocare un ruolo importante sono ancora le piazze e le piazze catodiche.
Anche Grillo cambia strategia e torna in tv dopo 21 anni di assenza a Rai1, perchè la rete non basta più. Berlusconi, oramai poco decisivo, ma frequentatore abituale, ha spopolato un po’ qua e un po’ là, ripetendo un repertorio conosciuto: ” noi eravamo, siamo e saremo all’opposizione di un governo che presenta la faccia giovane di Renzi ma, che sappiamo bene essere di sinistra, che il governo è di sinistra, che fa le stesse cose che ha sempre fatto la sinistra“. Insomma la sfida finale della campagna elettorale per le Europee si è giocata in televisione. Beppe Grillo a “Porta a Porta” per un faccia a faccia con Bruno Vespa che non si vedeva dal 1983, Matteo Renzi a “Piazza Pulita” su La 7 e da Barbara D’Urso, poi Silvio Berlusconi a “Quinta Colonna”. 
Se gli ultimi sondaggi prima del silenzio pre elettorale parlavano di oltre il 40 per cento di elettori ancora indecisi su chi votare, i tre leader di M5S, Forza Italia e Partito democratico lanciano l’ultima offensiva sul piccolo schermo per accaparrarsi un voto in più. Quel voto di chi non sa ancora per chi votare e che sfiora i quattro milioni, il 15% dei voti validi e che determineranno vittorie e sconfitte.
E per i big politici i comizi e la tv restano l’arma finale. Tutti sicuri del successo. Grillo :” siamo il primo partito e vinceremo sicuramente“, ma anche Renzi si dice sicuro di vincere e ricorda che ” il derby, domenica è tra rabbia e speranza, tra protesta e proposta, tra vaffa e idee“.
Una campagna elettorale fino all’ultimo respiro e utilizzando tutti gli strumenti anche quelli che qualcuno snobbava e considerava superati. Il leader M5S che tanto ha attaccato i talk show in passato, marca, comunque, un cambio di strategia. Raggiunti tutti i cybernauti, finite tutte le piazze anche il guru della modernità deve inchinarsi – suo malgrado – al totem della televisione. Altro che web. Per sapere chi vincerà le elezioni bisogne attendere lunedi ma per molti chi ha vinto la campagna ellettorale sono stati la “strana coppia” formata da Grillo e Vespa. “La tv vince perchè è autoreferenziale – afferma Carlo Freccero – e da Vespa si è visto un pezzo di tv, il 29% di ascolti, incredibile”. Gril
lo, l’uomo della comunicazione globale, l’uomo della rete, dell’antitv, della comunicazione diversa si è seduto in poltrona, davanti a Vespa. Il futuro è la rete ma il presente, quello in cui Grillo deve prendere i voti, è la tv. Era d’obbligo lavorare su quel target che non riesce mai a toccare, quello trasversale che non usa la rete, doveva giocare là il suo colpo finale. Grillo è scaltro e utilizza il suo messaggio a seconda del medium che utilizza. Nelle piazze parla in un modo, nella rete cerca i colpevoli, e in tv fa il bravo ragazzo evitando le parolacce. Appare colui che racchiude in sè il malcontento generalizzato. Usa in modo assai spregiudicato parole e simboli. È un comico, un capo popolo, non un politico. Ha un movimento che lavora per lui e che dirige da dietro le quinte.
Leader molto più mediatici di quelli del passato, basti pensare a Renzi, così differente da Bersani, che come Grillo ha dimostrato indubbie doti di comunicazione, ben al di sopra di quelle della media dei politici, come al di sopra sono quelle di Berlusconi. Comunque tutti e tre, dal punto di vista comunicativo, sono tre numeri, uno!
Avranno effetto sugli indecisi, cioè su quelli che hanno deciso di votare ma non sanno ancora per chi, e su quelli che sono propensi a non votare ma non ne sono ancora sicuri. Un elettorato sul quale le doti di comunicazione dei leader possono avere grande presa, tenendo presente che il voto per le Europee è meno legato alla vita, alle scelte ed alle necessità quotidiane o vinceranno gli euroscettici e gli eurocritici? Moneta unica o addio all’euro? L’Europa avrà una via d’uscita?
La cosa sicura e più rilevante, è che la televisione si riconferma punto centrale. E che dopo tutti questi incontri/scontri televisivi, l’Italia attende la sua terza Repubblica.

tipici. Mentre non c’è nessuna difesa sostiene, sempre Coldiretti su alimenti da animali clonati e importati. Una mozzarela su quattro venduta in Italia è prodotta con semilavorati industriali che vengono dall’estero. L’Unione consente che su molte carni possa non essere indicata l’aggiunta di acqua fino al 5%. Due su tre prosciutti consumati inItalia sono ottenuti da maiali stranieri. Ancora troppi i cibi su cui non è richiesta l’eticchettatura che indica la provenienza.
el 17,3 per cento, in netta controtendenza rispetto al calo generalizzato dei consumi dovuto alla crisi.


itico che si possa paragonare a queste figure, l’ultimo forse è stato Berlinguer. Persone che avevano al loro fianco grandi collaboratori. Anche Renzi, nel suo interesse, che in questo caso coincide con quello del paese, ha bisogno di collaboratori competenti, ha bisogno di squadra, uomini con capacità tecniche, esecutive, ideative e motivati. Invece questa classe dirigente non ha ancora dato prova di cosa sa fare, e se è veramente in grado di ricostruire il paese.


ese mazziniane, al sacrificio di Pisacane, alla chiamata a raccolta a Roma di tutti i ribelli del mondo. Eroismi troppo presto repressi e disinnescati dai politici e dai diplomatici, ibernati per sempre nella retorica e nell’agiografia dei manuali o abbandonati all’oblio. Sentimenti buoni solo per un romanzo, che solo in un romanzo potevano continuare a pulsare. Così, mentre l’Italia si muoveva verso Adua, Salgari conduceva solitariamente la sua polemica anticolonialista e antimperialista. Così nel 1883 i veronesi si svegliano, trovando la città tappezzata di manifesti raffiguranti una tigre…il giorno dopo compaiono scritte che annunciano l’arrivo di una mangiatrice di uomini…solo il terzo giorno L’Arena svela l’arcano e annuncia che la tigre è arrivata, leggete!
Janez adottano le stesse strategie imperialiste dei loro nemici.
imasta. Fu la sua estrema rivolta contro chi si era arricchito con il suo lavoro, gli editori sanguisuga per i quali scriveva “a tutto vapore”, non meno di tre pagine al giorno, e che lo avevano abbandonato in uno stato di “semi-miseria” e di autentica disperazione.
a manca.
to vacillare e non poco l’EXPO. Lo sfondo politico fa muro e respinge l’impianto accusatorio. Primo Greganti, nome noto delle Tangentopoli milanesi e appena sospeso dal PD, poi Frigerio ex parlamentare di Forza Italia nel cui ufficio si stabilivano le spartizioni degli appalti e Luigi Grillo ex senatore di Forza Italia. Considerati i promotori, negano tutto, anche le loro visite ad Arcore per portare a Berlusconi delle buste…”Insinuazioni diffamatorie” ha prontamente replicato il fedele avvocato Ghidini, dimostreremo che Frigerio ha portato solo delle lettere con considerazioni politiche…






gine di 30metri quadrati. La Reggia continua a cadere a pezzi, dopo il crollo del 2011 di alcune parti architettoniche della facciata, una settimana fa è andata giù anche una porzione del tetto. Ha ceduto una trave di legno e le tegole sono cadute su una volta in muratura proprio sotto le ex camerate degli allievi della scuola dell’areonautica e al primo piano degli appartamenti reali aperti ai turisti. Ad accorgersi del grave danno, proprio i responsabili dei militari che hanno subito informato la Sovrintendenza.
poco tempo. In arrivo altro denaro per tamponare un’emorragia che pare inarrestabile; denaro che si va ad accumulare ad altri soldi stanziati e non ancora spesi. 5.000.000 di € per l’emergenza Reggia che, assicura Dario Franceschini, sta lavorando al piano complessivo per restituirla alla sua destinazione culturale e museale.

è colui che è nella verità, perchè l’impotente è il fallimento del potente. Il mondo è cambiato, dopo la caduta del muro di Berlino. Un mondo nuovo che ha accelerato il suo ingresso, e che ha come potere la tecnologia. Il potere di Google e di Facebook non certo paragonabile a quello di Obama o della Merkel. Un mondo variabile, veloce, in mano alla tecnologia e a chi la sa sfruttare.
al vecchio ordine. La crisi è un passaggio verso il nuovo e l’Italia guarda al suo declino. La crisi è cambiamento. E non saranno i Renzi o i Grillo che potranno fermare il tempo. La crisi è sinonimo di rinascita dopo il decadimento del sistema. Ci sarà una nuova destinazione della nostra civiltà tecnologica. Ogni forza, di destra o di sinistra è interessata a potenziare la sua porzione di potere. Ma è solo un disperato tentativo di profitto. La crisi di rappresentatività dei partiti, la loro incapacità a raccogliere e farsi portatori negli ambiti a ciò preposti dalle instanze del’elettorato, unitamente agli scandali che negli ultimi anni ne hanno costellato l’attività e minato la credibilità, indistinatmente, hanno indotto una progressiva disaffezione nei riguardi delle pubbliche istituzioni e di colori i quali operano in esse. Il rifiuto dell’evoluzione che è insita nell’idea stessa di progresso tutela ogni posizione precostituita dallo squilibrio fisiologicamente indotto dalla ricerca di un nuovo e più efficiente assetto. Così si mantiene tutto fermo per assicurarsi la tutela della porzione di potere e la tenuta del vecchio sistema.

entali. Nell’America di Reagan è in atto una rivoluzione digitale. Nel mondo comunista invece, si continuano a sfornare carri armati, camion e veivoli, mentre la produzione di prodotti di consumo rimane molto indietro. Cresce inarrestabile il debito dell’Urss. Le infrastrutture sono arretrate rispetto a quelle occidentali. Nel paese in cui l’età media della classe dirigente è intorno ai 70anni la potente ideologia comunista non è più in grado di rispondere adeguatamente. Regna la corruzione e la mancanza di valori morali. I mercati neri e le imprese illegali prosperano. Quando sale al potere Gorbaciov, L’Urss è malconcia.
ivolta alla pace e allo sviluppo mondiale. Questa realtà europea, peraltro ineluttabile, che parte dei cittadini non ha ancora compreso nella sua importanza di proceso virtuoso non può e non deve eliminare il prezioso “senso di comunità” fin’ora conquistato.

a situazione è ferma ormai da diversi anni, visto che un secondo atto del protocollo di Kyoto è stato abbandonato sul nascere perchè boicottato da Cina e India. La nuova autocritica deve necessariamente coinvolgere tutto il mondo dell’ambientalismo. Il cambiamento climatico è una realtà che incombe sul nostro pianeta. Già ora la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici hanno superato i limiti e gli effetti stanno avendo conseguenze negative sull’umanità, causa stressa del problema.