Il Gennaio

Come spesso è già accaduto

A volte sopravvivere vuol dire

Saper vivere il gennaio

A volte saper vivere vuol dire

Sopravvivere al gennaio

Nel gennaio vi è il germoglio

Custodito dal dolore

Della primavera che sarà.

Genetliaco – Altrimenti non sussisto

Minuti della mia vita per aspettare
Minuti che passano;  la tua si rinnova
Sotto le braci di rovinose battaglie
Sei dunque vincitore di attese

Donare il tempo è oggi il più prezioso dei doni

Ti lodo, ti bramo e ti custodisco come statua di un santo
Ti spezzerei il pane e lo porterei alla bocca
La vista della tua mano si farebbe comune visione
In quel calore dormire e risvegliarsi

Se mi guardi mi fai reale, altrimenti non sussisto.

Nuoto – Mai completamente

Io nella vita volevo essere una che in estate, a orario afoso, presa dalla calura, con un tuffo preciso si immergeva in acqua, e con pochi o nulli schizzi iniziava a nuotare. A nuotare bene. Una ventina di metri a largo, e poi con calma fare ritorno a riva, rinfrescata, agile, felice. Invece sono una che non sa nuotare, che poi alla fine non lo fa quel tuffo lì. Un po’ per incapacità, un po’ per noia, un po’ perché mi stanca. Allora, penso, forse mi piace solo l’idea. È che rimango male se devo ammettere che io non sono quel tipo di persona che nuota. È come se mi fossi sempre immaginata in un modo, per poi scoprire che sono diversa. Io sono diversa, allora, da ciò che penso di essere? Io sono colei che più mi conosce? Se si, ebbene, mai completamente.

(soffio)

Poesia ritorna su un alito di vento

Un mattino di settembre

Un pensiero scalzo, leggero

Un desiderio di pioggia

Un labbro inferiore

Il soffio di un sogno

Ad occhi chiusi

Una foglia si sposta

Io me ne accorgo

Jenuary

L’ombra, il silenzio, l’attesa.

Una fotografia.

Riconosco questo modo di piangere.

Il cinguettio dell’abbandono è celato tra le ciocche dei miei capelli.

Qualche bocciolo d’ordichea intanto appassisce.

Ho sempre freddo.

L’amore l’ho conservato per bene.

Questo dolore pochi sanno.

Autunno

Mi sveglio nella coltre bianca
L’umidità che sale dalla terra
Avvolge le mie caviglie
Il mio corpo si fa vapore
Si mescola al fiato
Di una foglia verde
Che non cade
Autunno
L’ombra dei pini segna un confine
Tra l’alba e me stessa
Il cuore di ogni cosa batte
Il sole sorgerà oggi
Quando gli occhi tuoi si aprono
Al pensiero d’amore
Se tu ti ricordi di me
Io mi sveglio di nuovo
Autunno
Nel mare che copre il sole
Si può respirare questa acqua
Da cui nascesti per me.

Paura

Tutto ciò che ho sempre desiderato, scopro adesso che mi fa paura. Il mio desiderio e la paura del mio desiderio rappresentano la stessa entità. Scopro adesso il significato di tutte le mie azioni e inazioni, del dolore quando qualcosa penetra dentro di me sempre più vicino. Ho barriere costruite dalla primissima infanzia. Queste barriere fanno parte di me. Io nasco con la paura di vivere. La minaccia di distacco di placenta di mia madre era la mia paura di vivere.
Eppure io vivo, ho sempre voluto vivere. Riuscii a nascere. Crescevo poco, con difficoltà. Il mio corpo reagiva scontroso ad ogni tipo di latte. Fu allora che la mia pelle cominciò a parlare, prese a disegnare le sue paure sopra, come una tela su cui bisognava comunicare. Ma crescevo comunque. La mia paura è una figlia della mia voglia di vivere. La mia stessa sofferenza è una figlia della mia felicità. Questo è ciò che sono. Questo è l’intreccio più antico.

Day 3: The Story

Lo vedo, di fronte a me. Piego un po’ la testa, di lato, per dirgli che mi è mancato. Mi fermo e gli parlo: “Ti devo raccontare.”
Ha sette sfumature, oggi. I sassi sono scale bianche di sale.
Il posto è una curva tra pini e ginestre, ha ombre che arrivano fino al mare. Mi muovo lentamente, mi fermo vicino a te. Sei in mezzo al mare, bruno, seduto, frastagliato, dove sei sempre stato. Preparo una stanza all’aperto, poi entro nel mare, senza fretta, gentile. Ogni piccolo movimento è una parola, non posso sbagliare. Mi avvicino, per la prima volta. Fai un suono che non avevo mai sentito, di acqua che entra. Ci sono posti dentro te che non si possono neanche vedere. Ti giro intorno, con gli occhi, la bocca dentro l’acqua. Alla fine trovo il coraggio, ti tocco. Mi nascondo dietro di te, per non essere vista.

Torno a riva. I sassi nel mare, le onde lo sanno, mi accarezzano il corpo, riconoscono i segni della battaglia finita.

Quando riapro gli occhi un uomo sale sullo scoglio. Mi infastidisco, non so chi sia, cosa vuole. È un pescatore, quel ragazzo è suo figlio, quell’uomo un vecchio nuotatore di passaggio. “Dipende anche dal tempo.” Apre una cassetta, si siedono. “In bocca al lupo”, non si dice. Il nuotatore se ne va.

L’ombra non è ancora giunta. Ricevo una visita. Mi porta una canzone. Gli chiedo come sta. È un uomo che ama i Boschi, e lui sa che sono Mare. Mi dice che vuole una casa e un bosco tutto suo, gli dico che accadrà. Ci salutiamo.

Il pescatore è ancora lì, sorveglio la scena. Cosa state facendo? Provo a capire se tu lo vuoi. Tu vuoi essere lasciato in pace. Il ragazzo rompe la canna da pesca. Sono stata io. Non avranno nessun piccolo di questo mare che non è loro. Nemmeno tu sei mio, mentre ti tengo stretto, proteggo la tua libertà.

Creazione

So che provieni da uno squarcio profondo
Più antico di questo Mondo
Selva, minerale, animale
In te c’è il primo atomo
Scheggia, scintilla primaria
So cosa significa per l’onda
Che si increspa su ogni riva
È il tuo respiro la corrente
Degli oceani
Di te si nutre la Terra
Sei primario, primitivo
In te risiede il primo Uomo
Il Padre, il Figlio
Sei nelle leggi dell’universo
L’archetipo
Conosco i solchi di aratro
Che personalmente ho disegnato
Sulle tue labbra io stessa
Gli incavi, gli angoli, le discese
Il giorno in cui misi con cura
Il seme delle tue ciglia
Sopra i tuoi occhi
Ho visto ogni cosa della tua vita
Il tuo Viaggio, il tuo Sogno
È il mio viaggio, il mio Sogno
Ho il tuo stesso calore
La tua pelle è sopra la mia pelle
Vivo nel tuo sangue
Sono dentro e sono fuori
Ti avvolgo
Ti proteggo
Nata in te nell’uno
Nell’uomo la donna
Materia
Cellula
Origine
Creazione
Respirami
Ad occhi chiusi
Lasciami vivere in te
In eterno

Senza di te io non esisto

Mattino

Oggi al risveglio

Il tuo respiro

La tua esistenza

Il mio respiro

Tutto mi dice

Che non posso

Più morire

Ho perso in te

Spoglie umane

La tua Vita

Il tuo Sogno

Mi hanno reso

Immortale

Oggi al risveglio

Ero già eterna