Codice celeste

giugno 29, 2019

Fin dall’antichità l’uomo ha cercato un rapporto privilegiato con il cielo. Elaborando regole e interpretazioni che sono rimaste nell’astrologia moderna.

codice celesteUn tempo molto lontano, quando ancora gli uomini dormivano all’aria aperta, ogni notte si presentava loro uno spettacolo meraviglioso. Il cielo si riempiva di luci, più o meno brillanti, che si spostavano lentamente e con regolarità. Alcune erano raggruppate in modo tale da suggerire figure familiari, animali per esempio.
“Qualcuno ci sta comunicando qualcosa, sta a noi capire che cosa vuole dirci” devono aver pensato i nostri antenati. È proprio sul tentativo di decifrare la volta celeste, il primo testo sacro della Storia umana, accessibile fin dall’alba dei tempi in ogni luogo della Terra dopo il tramonto del sole, che si fonda l’astrologia. Leggi il seguito di questo post »


Lo spiritismo

novembre 12, 2017

Succedeva un secolo fa: tavoli che si muovevano, ectoplasmi con sembianze umane, voci e scritti di persone defunte erano esperienze comuni nei salotti europei e americani. Gli scienziati del tempo cercavano una risposta. Che cosa stava accadendo, e perché proprio allora?  

“I fenomeni a cui abbiamo assistito sono apparsi davvero inspiegabili: tavoli sollevati da terra con tutte e quattro le gambe, movimenti di oggetti a distanza, mani che ti pizzicano o accarezzano, apparizioni luminose. Il tutto in un luogo preparato da noi, con pochi spettatori e tutti amici fidati, senza la possibilità della presenza di un complice… Come ti spieghi i fenomeni quando uno tiene le mani e i piedi della medium e la luce è sufficiente a vedere tutto quanto stia accadendo?”
Era il 1905 e chi si confidava a un amico con queste parole, dopo aver assistito a una seduta spiritica della medium napoletana Eusapia Palladino, non era uno spettatore qualsiasi: si trattava di Pierre Curie, che appena due anni prima era stato insignito del premio Nobel per la fisica. Morirà l’anno successivo, fino all’ultimo convinto di essersi trovato al cospetto di – sono sempre parole sue – “un intero campo di realtà e stati fisici completamente nuovi, che non possiamo neanche immaginare”. Leggi il seguito di questo post »


C’è qualcuno in casa?

febbraio 10, 2013

L’enigma più affascinante: che cos’è la coscienza? E dove si trova?

“Quando il bambino era bambino, era l’epoca di queste domande: perché io sono io e perché non sei tu? Come può essere che io, che sono io, non c’ero prima di diventare? E che un giorno io, che sono io, non sarò più quello che sono?” Questi versi della “canzone della fanciulezza” di Peter Handke richiamano il mistero dei misteri, la domanda fondamentale che tutti prima o poi si pongono: che cos’è questa “cabina di controllo” che si trova dietro i miei occhi, che mi permette di avere esperienza del mondo, di decodificare la realtà esterna, di interagire con l’ambiente e con le persone, di provare sensazioni ed emozioni, di costruirmi opinioni e valori, ma che resta una dimensione privata, solo mia, a cui nessuno può accedere? Che cos’è questa entità che intorno ai due anni di vita ho imparato a chiamare IO?

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La bellezza è nel cervello di chi guarda

dicembre 8, 2009

A che cosa serve l’arte? Che cosa vuole comunicare un artista? Il “senso del bello” è oggettivo o soggettivo? Sono tutte domande a cui cerca di rispondere la NEUROESTETICA.

Un’opera d’arte è “bella” perché aumenta la nostra conoscenza del mondo. E gli artisti non sono molto diversi dagli scienziati perché, attraverso un metodo e un linguaggio diverso da quello scientifico, hanno scoperto qualcosa di nuovo, “vedono” qualcosa che noi non vediamo, e tentano di comunicarcelo.  E’ questa, in sintesi, la tesi di Semir Zeki, professore di neurologia presso lo University College di Londra che, intorno alla metà degli anni Novanta, ha fondato una nuova disciplina: la neuroestetica.

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La STUPIDITA’

settembre 25, 2009

Perché è così diffusa? Perché tendiamo sempre a sottovalutarla? E come si riconoscono gli stupidi prima che possano compiere irrimediabili stupidaggini?

stupidity“Due cose sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma riguardo l’universo ho ancora dei dubbi”. La frase, attribuita ad Albert Einstein, esprime un’idea ricorrente nella storia del pensiero. Dal biblico Ecclesiaste (“Infinito è il numero degli stolti”) al musicista americano Frank Zappa (“La stupidità è l’elemento fondamentale dell’universo”) passando per lo scrittore tedesco Friedrich Schiller (“Perfino gli dei non riescono a combattere la stupidità”), la stupidità appare come un fattore onnipresente, nato con l’uomo. Anzi: forse fu proprio Adamo, che per degustare una mela perse il Paradiso, il primo stupido della storia. Leggi il seguito di questo post »


Cervelli eccezionali

luglio 19, 2009

brain_pool “In tutte le scienze che ho studiato sono sempre stato attratto più dall’eccezione che dalla regola”. Sono le parole di Vilayanur Ramachandran, direttore del Centre for Brain and Cognition dell’Università della California a San Diego e neuroscienziato tra i più noti al mondo. In contraddizione con il metodo scientifico tradizionale, che impone di trascurare i casi singoli e aneddotici per concentrarsi sulla maggioranza “statisticamente significativa”, Rama (come è chiamato dai colleghi e dai “fans”) ha sempre rivolto la sua attenzione ai disturbi più strani che gli si presentavano in ambulatorio. “Ci sono persone che vedono cose che nessuno vede, che fanno affermazioni assurde, che compiono azioni apparentemente senza senso, eppure, al di là di queste loro peculiarità, sono perfettamente lucide, razionali, certamente non ‘matte’” spiega Ramachandran. “Alla base di questi bizzarri comportamenti ci sono danni cerebrali specifici. Non si tratta però di curiosità che lasciano il tempo che trovano. E’ proprio cercando una spiegazione a questi strani casi che stiamo arrivando a scoprire i principi fondamentali alla base del funzionamento della mente”. Ecco alcuni esempi tra i più significativi. Leggi il seguito di questo post »


Che fine ha fatto l’ISTERIA?

luglio 10, 2009

Ha tormentato le donne per secoli per poi scomparire, apparentemente, nel nulla. E’ un enigma affascinante quello dell’isteria, la misteriosa malattia che fino alla fine dell’Ottocento sembrava un’epidemia mentre oggi è stata cancellata dai testi di medicina. Che cos’era veramente ? E che fine ha fatto?

isteriaVienna, 1880. Anna è  una ventenne di buona famiglia, bella e molto intelligente. All’improvviso, in concomitanza di una grave malattia del padre, sviluppa una serie di disturbi apparentemente slegati tra loro: diventa strabica, prende a tossire in continuazione, ha improvvisi vuoti di memoria, soffre di sonnambulismo, perde l’uso della gamba e del braccio destro. A volte diventa aggressiva e, come sotto l’effetto di allucinazioni (afferma di vedere serpenti neri al posto dei capelli) scaglia oggetti contro gli interlocutori. Inoltre, pur coltissima, comincia a usare espressioni scorrette, fino a smettere di parlare in tedesco (la sua lingua madre) per esprimersi solo in lingua inglese. Sintomi vistosi e disparati, dunque, e senza una causa medica riconoscibile. A curarla viene chiamato un noto psichiatra del tempo, Joseph Breuer. Il quale non ha particolari difficoltà a porre la diagnosi: è un classico caso di “isteria”. Ma la parte facile della faccenda finisce qui. Perché delle cause e della cura di questa misteriosa malattia i medici non riescono proprio a venire a capo. Da almeno un paio di millenni.  Leggi il seguito di questo post »


Il vero potere dei TAROCCHI

luglio 10, 2009

Che cosa ha trasformato un passatempo simile alla briscola, inventato alla corte rinascimentale milanese, nello strumento iniziatico e divinatorio più diffuso del mondo?

taroccoProvate a fare un esperimento. Munitevi di un manuale di Tarocchi, studiatevi i significati principali dei 22 Arcani Maggiori e provate quindi a “leggere le carte” a un amico, dopo avergli confidato di essere in possesso di poteri divinatori. Durante la lettura lasciatevi ispirare dalle figure e cercate di instaurare un dialogo, in modo che a parlare siate un po’ voi e un po’ lui. Il risultato nella maggior parte dei casi è sorprendente: l’amico si riconoscerà in quelle carte estratte a caso, ammetterà che quello che dite è vero e forse completerà il vostro responso leggendo lui stesso altri dettagli che le carte gli stanno comunicando. Leggi il seguito di questo post »


L’I-CHING e la SINCRONICITA’

luglio 10, 2009

ichingA volte nella vita capitano strane coincidenze difficilmente spiegabili come pure casualità. Per esempio pensiamo a una persona che non sentiamo e vediamo da anni, e improvvisamente quella persona ci telefona. Oppure sogniamo una situazione inconsueta, e il giorno successivo ci troviamo a viverla. Questa connessione  apparentemente “magica” di eventi fisici e psichici, che avvengono nello stesso tempo senza che vi sia una relazione causa-effetto, venne battezzata nel 1950 dallo psichiatra Carl Gustav Jung “sincronicità”. Sarebbe proprio la “sincronicità”, secondo Jung, a spiegare il funzionamento del più famoso testo divinatorio di tutti i tempi: l’I-Ching. Leggi il seguito di questo post »


Il mistero dei SAVANT

luglio 10, 2009

kim_peek

Kim Peek ha capacità “paranormali”. Legge un libro in circa un’ora e ne ricorda parola per parola: finora ha memorizzato circa 12.000 libri. Inoltre è in grado di svolgere calcoli complessi con sorprendente rapidità e di scomporre anche numeri altissimi in numeri primi. Ma Kim-puter, come lo chiamano gli amici, non ha mai imparato ad abbottonarsi la camicia o ad allacciarsi le scarpe e, all’età di 57 anni, è ancora accudito dal padre.
Kim Peek è probabilmente il più noto tra i cosiddetti “savant”, individui che, accanto ad alcune capacità sviluppatissime, hanno in genere abilità mentali inferiori alla norma (e infatti in passato venivano definiti “idiot savant”). E’ lui che ha ispirato il personaggio di Raymond Babbit, il protagonista di Rain Man (1988) che valse un Oscar al suo interprete, Dustin Hoffman. Come l’uomo della pioggia, Kim soffre di autismo, una malattia che compromette soprattutto le capacità sociali e che sembra andare a braccetto con il “savantismo”. Leggi il seguito di questo post »


A me gli occhi

luglio 10, 2009

ipnosi Stai cominciando a leggere questo articolo…  Le parole che leggi ti incuriosiscono, alcune frasi catturano la tua attenzione… Ti chiedi che cosa stai per scoprire, ti interessa sapere come questo discorso andrà avanti… L’ipnosi ti affascina, l’idea di essere ipnotizzato ti piace… E allora prova a fare un lungo respiro, profondo… Ancora… Prendi tutto il tempo che vuoi… E ora un altro respiro… E forse ti accorgerai che provi una sensazione di benessere… Accoglila liberamente… Ti accorgerai che i tuoi muscoli si stanno liberando di tutte le loro tensioni, e che a poco a poco si rilassano… La mente e i tuoi pensieri si distendono… Hai una sensazione di calma e tranquillità….  E ora sentirai le palpebre sempre più pesanti… Puoi lasciare che lentamente si chiudano… Continua a rilassarti e a respirare profondamente… Di più… Di più… Ancora… Leggi il seguito di questo post »


Cos’è l’amore? Intervista a E. Jannini

luglio 10, 2009

Emmanuele Jannini è professore di endocrinologia e di sessuologia all'Università dell'Aquila

Emmanuele Jannini è professore di endocrinologia e di sessuologia all'Università dell'Aquila

In molti ritengono che indagare l’amore dal punto di vista scientifico equivalga a “profanarlo”, che il linguaggio della scienza sia inadeguato, o addirittura sbagliato. Ma capirne i meccanismi alla base non potrebbe aiutare ad affrontare meglio un’emozione così complessa?
C’è una certa diffidenza, in effetti, nei confronti della scienza dell’amore, forse soprattutto tra le donne. In realtà gli scienziati non vogliono, né d’altra parte potrebbero, “spoetizzare” o banalizzare questo sentimento, così importante e potente. Vogliono soltanto “cercare la verità”, capire che cosa c’è dietro a quelle strategie che tutti quanti, in modo più o meno consapevole e più o meno efficace, adottiamo per accoppiarci e per procreare. Finora la strada per cercare di comprendere l’amore è stata percorsa da artisti e poeti, attraverso lo strumento dell’intuizione. Gli strumenti della scienza sono altri: gli esperimenti, l’osservazione delle specie simili a noi. Certo, confrontato al poeta lo scienziato balbetta, procede per ipotesi e tentativi, e sottopone le sue affermazioni a continue revisioni. Leggi il seguito di questo post »


L’ormone dell’amore

luglio 10, 2009

Viene rilasciata durante il parto ma anche durante l’orgasmo. E perfino quando vediamo una faccia che ci ispira fiducia. Le ultime scoperte sull’ossitocina

babyLo dicono tutte le neomamme quando accolgono tra le braccia la creatura che hanno appena partorito: il dolore intenso del travaglio sembra passare all’istante, per lasciare il posto a una sensazione di intimità e di rilassamento unita a un legame profondo e a un desiderio di dedizione totale per un altro essere umano, che pure quel dolore l’aveva provocato, ma che diventa all’improvviso la persona più importante della Terra. In quel particolare momento della vita di una donna nel circolo sanguigno si registra il picco massimo di un ormone: l’ossitocina. Non è una semplice coincidenza. Leggi il seguito di questo post »


Ormoni e carriere

luglio 10, 2009

pinkerRiguardo al successo professionale di uomini e donne, c’è un’incongruenza apparentemente inspiegabile: quella tra il rendimento scolastico (migliore per le femmine in tutte le materie e in tutti i paesi del mondo sviluppato) e il fatto che ai vertici, nel mondo del lavoro (ma anche della politica e della società in generale), continuino a esserci in prevalenza gli uomini. Alcuni motivi sono ovvi: pregiudizi ancora diffusi, l’incombenza della nascita dei figli che continua a ricadere più sulle mamme che sui papà. Susan Pinker Susan Pinker, psicologa canadese autrice di Il paradosso dei sessi, pur consapevole di toccare un argomento spinoso, azzarda una spiegazione finora ritenuta tabù: alla base potrebbero esserci  ragioni biologiche. L’evoluzione ha sì predisposto le donne all’eccellenza, ma non a lottare per raggiungerla. Leggi il seguito di questo post »


Una marcia in più

luglio 10, 2009
pistoriusOscar nasce con una grave malformazione. Non ha neanche un anno quando gli vengono amputate entrambe le gambe. Ma il suo desiderio, fin da piccolo, è quello di diventare un grande atleta. Al liceo pratica il rugby e il nuoto, fino a che un brutto incidente lo costringe a una lunga riabilitazione. E’ in quell’occasione che Oscar scopre la sua vera passione: la corsa. Utilizzando un particolare tipo di protesi in fibra di carbonio, si allena duramente per anni, coltivando un sogno apparentemente impossibile per un uomo senza gambe: partecipare alle olimpiadi. Non le paraolimpiadi, organizzate pergli atleti con handicap, lui ambisce a quelle vere, vorrebbe gareggiare con gli atleti migliori del mondo. Nel 2008, forte dei suoi tempi straordinari, sottopone la sua richiesta alla IAAF, l’associazione internazionale delle federazioni di atletica. Ma la risposta è no: le protesi non sono paragonabili a gambe umane, funzionano molto meglio. In altre parole: il suo handicap lo avvantaggia. Leggi il seguito di questo post »

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