Se sono luce posso aiutare qualcun altro a vedere

In provincia di Polonia

Ieri non ce l’ho fatta. A un certo punto uno studente, interrogato, inizia a parlare dell’ Olanda e io gli chiedo “sì ma l’Olanda in che Stato la troviamo?” E questo risponde subito “in Polonia”, ed io con tono conciliatore “No, non è in Polonia, bensì….?”.

Risposta “Noo, è lì vicino, diciamo in provincia! In provincia …di Polonia!!”.

La classe è scoppiata a ridere, io ho fatto di tutto per trattenermi, ma poi non ce l’ho fatta, era troppo bella! Ho chiesto scusa al ragazzo, ma la sua battuta era davvero da show🤣🤣🤣 e oggi mi chiedo se mai diventerò una insegnante più matura, capace di accogliere con imperturbabile benevolenza le stratosferiche battute che tirano fuori… A voi capita? 😅

#testing 2: il vasetto

Prompt: Buongiorno, come va?

Ed ecco che mi è tornata in mente la frase guida che è stata scritta per me “Siate felici sempre, pregate incessantemente ed in ogni cosa rendete grazie a Dio”( 1 Tm 5,16). Anche oggi posso dire che, ci sto dentro bene!

A seguito di una (spero) ultima mirabolante avventura, ho ancora dei punti da farmi togliere, e messaggiando, ieri sera, con una cara amica che sta passando un momento molto più complicato del mio e mi chiedeva come stavo, ho scritto una cosa che mi piace riportare qui nel mio diario virtuale, copiando e incollando direttamente dalla chat.
—–

Prompt: Come procede oggi?

Ho accompagnato mio figlio a prendere l’ultimo libro di scuola che non era ancora arrivato e ho imparato un sacco di cose:

tipo che le buche prese con la macchina, sono da evitare,

ma che quando sei stanca anche ridere troppo potrebbe fare lo stesso effetto (anche se ti diverti di più!!!🤣🤣🤣)

Ho imparato che non devo sopravvalutare le mie energie, che anche se mi sento bene devo considerare che nessuno verrà a dirmi tra quanti km o passi si accenderà la spia della riserva, e infatti sono tornata a casa che ero più simile ad uno straccetto

ma poi stare nel letto è stata una esperienza quasi paradisiaca e che ho pensato, che se persino un letto può rendersi così piacevole, attraente e elargitore di grandi soddisfazioni…. vedi quante opportunità Dio ha dato persino a un semplice materasso!!!! e quante ancora potrebbe darne a me anche quando mi riduco a un rottame??

Spero di strapparti qualche sorriso, però la domanda la faccio anche a te. Come sta andando? Come è andata oggi?

Orazio

Ebbene sì, il giovanotto di casa cresce, Quello che era il nostro passerotto, e che adesso assomiglia più una specie di armadietto a due ante semovente.

Ieri era suo primo giorno di scuola superiore, si è iscritto a un liceo, oggi c’era anche il primo incontro con l’insegnante del temuto latino. Nei primi giorni di scuola per chi non lo sapesse, si passa più tempo a spiegare regole, regolamenti, accessi agli account, patti di corresponsabilità e tanta altra roba in burocratese spinto su ciò che la scuola fa, e non c’è quasi mai tempo per trasmettere cosa la scuola è.

Nonostante questo, qualcosa trapela ugualmente e quel qualcosa poi viene ancora filtrato e ribaltato in ciò che quello che ciascuno riporta a casa.

Superato il copione di rito del “Come è andata?- Bene– Cosa avete fatto?-Niente“, oggi ho ascoltato più o meno questo:

«E la professoressa di latino ci ha fatto tutto un discorso, che mi fa pensare che in questa scuola faremo tanta filosofia, e poi, a un certo punto, ha detto una cosa tipo “io sono qui presente non solo fisicamente ma anche mentalmente, catturando così tutta la bellezza di ogni attimo come se fosse l’ultimo, e per farlo è come se bloccassi il tempo avvicinandomi, così, all’ eterno” .

E a me è venuto in mente “carpe diem“, l’ ho detto, e lei, guardandomi, ha continuato:

-Ecco come dice Orazio, – e a me è venuto da ridere, perché guardava proprio me ma io non sono Orazio (!!!) – carpe diem vuol dire cogli l’attimo, anche se penso che tu l’avrai forse sentita in un film, giusto?-

-In realtà ho visto solo la clip su you tube, che forse è la scena principale del film. Il film ce l’ho nella lista di quelli da vedere, però ho visto altri film, ad esempio Fight Club… –

Che poi, mamma hai capito che film è? Quello di carpe diem, l’attimo Sfuggente! Comunque poi ho anche chiesto alla professoressa: -Ma chi è Orazio? Perché io non mi chiamo così…”e mi ha detto che era l’autore della frase.»

E dal diario dei primi giorni di scuola è tutto, ora possiamo cominciare…

Postilla: pare che all’inizio dell’ora la prof lo aveva già scambiato per un ragazzo del terzo anno, poi si era sentito chiamare Orazio, il dubbio di non sentirsi riconosciuto era lecito.

Ci sono momenti in cui sento il bisogno di staccare il naso dai miei libri e mi parte l’embolo di partire all’avventura. Durante la quarantena ho scoperto che esiste una caccia al tesoro permanente i tutto il mondo capace di attrarre l’attenzione di grandi, piccini e gente che non ha mai messo da parte il senso della meraviglia per quanto di bello ha ancora da offrire questo mondo (https://www.geocaching.com/).

È capitato, così per caso, di scoprire che un giorno le condizioni astrali erano tutte favorevoli: zona bianca, c’è, geocatch in un comune vicino, c’è , la temperatura accettabile , c’è, … ed è partito l’embolo. Tempo due ore ho messo insieme una mini squadra di cercatori, pronta a mettersi in gioco per il primo geolog della nostra storia.

Il ritrovamento in sé era facile, ma ci sono quelle fotografie del cuore che me lo ricorderanno come unico:

1) mio figlio che chiede «Ma davvero c’è un tesoro vicino a un cimitero??? Allora mi porto la pala!» e poi la porta davvero

2) lui e il suo amico intenti a confabulare, parlandosi fitto per non farsi sentire, ma poi si sentiva lo stesso e cercavano di capire come trovare la strada giusta senza farsi imbrogliare sul percorso dal navigatore che, si sa, a volte prende iniziative turistiche ed è capace di farti transitare dal comune vicino, quando invece bastava attraversare la strada al primo bivio…

2) io che prima ancora di partire avevo spiegato accuratamente che questo tipo di ricerca va fatta in assoluto segreto senza dare nell’occhio, perché ai babbani non venga in mente di rovinare il gioco distruggendo gli innocui tesori. Come da manuale … a un passo dalla meta, mio figlio e il suo amico sollevano al cielo il bussolotto del tesoro come la coppa Uefa e prorompono in un «È quiiiii!!» così limpido e pieno che ha riecheggiato in tutto il viale alberato del cimitero (che per fortuna era a quell’ora già deserto).

3) Dulcis in fundo, c’è lei, Rosa, una maestra in pensione, coptata per la missione e nostra custode in questa ricerca, perché abita già nel paesello del nostro tesoro obiettivo, e che ci deliziato con storie legate ad alcuni dei luoghi che abbiamo attraversato.

L’immagine che mi ha colpito è che quando lei passeggiava si guardava intorno, ma non con gli occhi di chi deve solo controllare dove mettere i piedi. Lei “vedeva” il mondo con uno sguardo curioso e sereno al tempo stesso, come chi guarda il mare quando la tempesta è già passata da un po’.

Quando sorrideva, le brillavano gli occhi.

Quando invece salutava le persone, lo faceva davvero, chiamando tutti per nome, facendoli sentire conosciuti, e in un modo che non so spiegarmi, benvoluti, apprezzati. Conosceva le loro storie e quelle delle loro famiglie, anche se non erano stati suoi alunni!

E questo aveva tutta l’aria di essere un super potere da maestre. Uno di quelli che mi piacerebbe imparare in fretta, ma ogni cosa ha bisogno del suo tempo per maturare e portare frutto.

4) ci vogliamo mettere che poi l’avventura non poteva concludersi senza una fermata in gelateria per sugellare il nostro patto di amicizia e divertimento? I patti sono patti e, no appunto, era così piacevole stare a zonzo in una mite sera d’estate, che era un peccato non rispettare questo rito delle uscite da ricordare!!!

Il lingotto di ferro

Questo è un lingotto di ferro,il suo valore è di circa 100 dollari.Se fosse ferro usato varrebbe circa 25 dollari.Se decideste di farne dei ferri da cavallo, il suo valore salirebbe a 250 dollari.Qualora, invece decideste​ di farne aghi per cucire, il valore salirebbe a​ circa 70.000 dollari.Se invece decideste di produrre molle per orologi il valore salirebbe a circa 6 milioni di dollari.Il vostro valore non è solo “in ciò di cui siete fatti” , ma soprattutto ” in quali modi siete in grado di trarre il meglio da ciò che siete”.

Dr. Wayne Walter Dyer

Qualche giorno fa a scuola mi hanno detto: si vede che sei appassionata e tu piace quello che fai.

Considerando che avevo dormito pochissimo e mi sentivo quasi pronta a posare anche per una versione di “Santa Lucia con gli occhi sul piattino” tanta era la stanchezza, allora sì, siamo su una buona strada!

L’album dei ricordi

E Luca è tornato a casa con occhi sognanti, ancora emozionato all’idea di essere stato ricevuto di persona dalla sindaca Luciana Laera, e con voce flautata ancora diceva:”Mamma…. che bello, sono stato vicino alla sindaca!Ma un giorno potrò diventare sindaco pure io?”

😆

Grazie Francesco Russo per lo splendido servizio realizzato per TELEBARI! Qui il link al tg online https://youtu.be/BribUZEEeHM?t=733

L’ultimo incontro mi è accaduto nel giorno della vigilia del Natale ed ecco che ci ho messo un giorno intero a contemplare in me quello che avevo vissuto, prima che il fluire dei pensieri, senza pudore, né minima esitazione, venisse scritto di getto e inviato al Ganzo, ormai uno dei custodi viventi di questi segni che continuano a succedere e a lasciare traccia, senza alcuna apparente motivazione razionale.

Penso che non ci sia categoria più adatta di “incontri da yensid” per riportarvi la trascrizione dei messaggi che gli ho inviato per raccontargli quello che è successo.

In pratica è accaduto che scrivevo a lui con la netta sensazione che dell’altra parte ci fosse Upi a leggere, anche se poi razionalmente so che sono due persone distinte e che se scrivo al Ganzo, è il Ganzo che legge.

Rileggendo quelle righe, ma anche mentre le scrivevo, respiravo davvero la stessa libertà, la stessa certezza di essere capita come quando scrivevo o parlavo con Upi.

Ho messo in corsivo proprio le parole in cui la sensazione è che non mi rendessi conto di parlare a tutt’altra persona e la cosa bella è che il tratto e le espressioni usate sono proprio quelle che coloravano i dialoghi di quei tempi ormai trascorsi da tanto.

Nell’incontro, in fondo a ciò che resta, io ora lo riconosco, c’è sempre stato Lui… ad intrecciare la mia vita con quella degli altri fratelli di cammino.

——————————————-inizio trascrizone——————————-

Ieri  siamo andati al cimitero a trovare Eleonora Laterza, di cui tu hai conosciuto la famiglia a pranzo da noi.

Era incredibile essere lì e in qualche modo sentirsi connessi con Upi a Roma.

C’è un filo segreto che tiene insieme tutte le nostre storie, che siano scritte a penna o scarabocchiate al carboncino, tutte si ritrovano a seguire linee invisibili che ci mettono in connessione con pagine già scritte e altre sulle quali è ancora possibile lasciare il segno.

E poi per tutte resta la grande incognita del foglio bianco.

Assolutamente vuoto e disarmante a prima vista e poi maggior fonte di ispirazione non appena lo stilo incomincia a poggiarsi su quella superficie morbida e accogliente dove tutto, ma davvero tutto, può sempre succedere.

Non so perché ti scrivo ‘ste cose a quest’ora del giorno di Natale, forse perché per me hai ereditato qualcosa di uposo a cui posso far riferimento, nel momento in cui i pensieri mi portano lontano o troppo in alto.

Io che ancora nemmeno so se sono penna o se sono carboncino!

 

Il tag “incontri da yensid” sembra essere rimasto in sospeso in un tempo in cui incontri e dialoghi surreali passavano dall’essere solo parole al diventare persone e cose vissute.

Poi la vita, con tutte le sue stranezze e tutte le pieghe e i risvolti che nessuno si aspettava, ci ha portati a incontrarci ugualmente e a far nascere situazioni, pensieri e incontri che, a partire dalle persone, necessitano di tornare a essere parole capaci di lasciare traccia per non essere dimenticate, asfaltate dal tempo, dalla fretta e da millemila altre distrazioni…

Di fatto non non ho mai smesso di incrociare,  più spesso nel web e molto più raramente di persona, alcuni dei personaggi mitologici incontrati tramite questo blog.

E nonostante le liste di cose da fare, tutti i progetti e i sogni da inseguire, ci sono momenti in cui le variazioni nella Forza non passano inosservate. Si riconoscono sempre da quell’inconfondibile tocco di surreale e dolcissima poesia che incanta e scalda l’anima.

L’ultimo è accaduto nel giorno della vigilia del Natale, ma per capire di cosa si tratta rimando al prossimo post. Per ora basti sapere che ho capito che gli “incontri da yensid” hanno trovato linfa anche in un serbatoio in cui accadevano cose, ma che non sapevo neanche più bene se e come riportare…

In punta di piedi

Dal web…❤️🙏🏻
“Mia madre faceva la maestra. La ricordo di sera, dopo cena, china sullo stesso tavolo dove poco prima c’erano i nostri piatti, a correggere i compiti dei suoi alunni. Non usava la penna rossa per evidenziare gli errori, li sottolineava invece con un pastello verde chiaro, come le prime timide foglie di primavera.
Una di quelle sere che non avevo sonno e mi piaceva starle accanto a leggere Topolino, le chiesi perché quel colore invece del rosso che usavano tutte le altre maestre.
Mi rispose senza alzare la testa da quei fogli :
– È che nelle cose degli altri devi entrarci in punta di piedi, specialmente quando hai il compito di correggerne gli errori. Il rosso è un urlo, un’accusa alla quale non si può replicare. Dice “Tu hai sbagliato!” con il dito puntato contro.
Il verde è gentile, come una piantina che cresce e per farlo ha bisogno di sostegno. Il verde non demolisce, sostiene.”

È vero, è “in punta di piedi” che dovremmo correggere gli errori, i nostri compresi.

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