“Sveglia! Sei tra noi?”
All’improvviso Marco ritornò in se. Si era perso di nuovo tra i suoi pensieri, tra stelle e pianeti. Lisa lo stava fissando da diversi minuti, mentre il resto dell’aula di Anatomia continuava ad essere rivolta verso il professore, pendendo dalle sue labbra. Camice ed abito, coadiuvati da una voce roca ma decisa, conferivano a quest’uomo un aura di solennità, che lo rendeva una calamita per i suoi studenti.
“Ho solo la testa tra le nuvole, non ci fare caso.”
“Ed io sono in pensiero per te,” – disse Lisa – “sono 3 giorni che sembri un fantasma, sei assente.”
Bastò uno squillo sul cellulare per distrarlo: SMS.
Il mittente era B. “Devo parlarti. Sono sotto casa tua, scendi.”
La stanza era quasi immobile in quel suo continuo ciclo: Presentazione. Slide.
Spiegazione. Domanda. Slide. Spiegazione. E così via, fino alla fine delle tre ore concordate.
11.40; mancano 20 minuti alla fine, ma l’ansia è troppa per rimanere lì. Esce dall’aula, deve arrivare a casa sua il prima possibile.
Appena arriva è lì. Dove la immaginava.
E’ comunque amore quello che prova per lei, è comunque un sentimento che va oltre la repulsione verso di lei.
Lo guardò con occhi stanchi e disse:
“Te l’ho detto l’altro giorno con un messaggio, ma volevo dirtelo di persona.”
Sospirò. “Per me è finita.”
“Ne sei così sicura?”
“Si, è quello che penso, ed è quello che voglio.”
“Anche se io avessi trascorso gli ultimi due anni vivendo per te?”
“Cosa vorresti dire?”
“Vuol dire che in realtà ho scelto Milano e non Roma per te. Vuol dire che la mia università, il mio posto, poteva essere molto lontano da qui. Vuol dire che se mi avessero chiesto di scegliere tra New York, ed un monolocale anche a 30 km da casa tua, avrei scelto la seconda possibilità. Vuol dire che ogni volta che degli amici mi hanno chiesto di uscire, se tu non c’eri, la risposta era no. Vuol dire che ogni volta che sono venuto a casa tua, ed ho perso una giornata di studio, ero felice. Vuol dire che se dovessero mai chiedermi di scegliere tra te e la luna, la risposta sarebbe stata ovvia. Te.”
“E pensi che questo possa farmi cambiare idea? Non sei mai stato tutto questo. Sei solo una persona egoista, che non ha mai avuto un briciolo di coraggio.”
“Già. Non ho avuto il coraggio di dirti, la prima volta che ti ho visto, che ero già innamorato di te. Non ho avuto il coraggio di mandarti via, quando dovevo. Non ho avuto il coraggio di dirti quanto sia stato bene in quella vacanza in Puglia. Quanto mi sia sentito a casa. Ed ora, dopo tutti questi anni, cambia tutto. I miei pensieri. Se esco per andare a lavoro la mattina, è perché so che la sera tornerò da te. Ogni volta che vedo il mare e posso ammirare le stelle penso a quella notte in cui ci siamo buttati in acqua, quella fredda notte di gennaio. Ogni volta che vedo una foto, o sento una canzone di Pink, penso al tuo stupido cd in macchina. Non ho avuto il coraggio di dirti che in realtà mi piaceva, quel cd. Non era così orrendo. Ogni volta che mi metto quel maglione giallo, penso al tuo sorriso, visto che ti piace tanto quel colore. Non ho avuto il coraggio di dirti, in fin dei conti, che forse tutto quello che ti ho detto è solo nella mia testa.”
#mdp
∀α∈ 
M.