Gli scacchi, come l’amore e la musica, hanno il potere di rendere l’uomo felice.
(Siegbert Tarrasch)
Fu alla tenera età di dieci anni quando incominciai ad avvicinarmi a questo tipo di gioco. Frequentavo le elementari al tempo in cui la maestra ci parlò dell’opportunità di seguire un corso di scacchi.
Un improvviso attacco di entusiasmo misto a gioia prese il sopravvento, la curiosità di imparare qualcosa di nuovo mi aveva fatto cogliere al volo l’invito a parteciparvi. Ad onore del vero, però, io, non conoscevo affatto il vero significato della parola “scacchi”. Avevo accettato la proposta senza pensare né al suo significato né agli effetti che un simile consenso avrebbe determinato su di me e sui miei cari.
Primo pomeriggio, abbottonai il mio grembiulino color bianco annerito dalle varie pennate che puntualmente mi davo ogni volta che in mano prendevo una semplice biro, presi il mio zainetto e mi recai a scuola. Continua a leggere