Non si trascuri che l’arte è la somma compagna.
La casa deve traboccarne.
Vi sia corrente dalla porta
spiffero perenne dalle finestre
aperte sui libri:
che rampino su per i muri
appena sotto la linea dei quadri.
La musica cozzi sugli spartiti
anche quelli appallottolati a terra
le prove
le brutte
le note potenti
penetrate nelle orecchie
per la stabilità dell’anima.
I moti convettivi d’aria siano studiati
per portarvi nei posti dimenticati,
ce ne sono persino dove si vive da sempre.
I quaderni come il pane
fogli sui mobili
macchie e toni, mazzi di pennelli
le penne come dita dei sensi.
Non si tralasci di spolverare poesia,
ma proprio nel senso lato
con straccio o piumino levando il velo
a quei testi sottili dal contenuto lieve, o ruggente
che dopo tempi che parevano vani, ritornano in mente.
farfalla bruna
Seguendo il vetro che ho aperto
come risucchiata
è entrata una farfalla bruna.
Figlia dell’inverno
con le alette dure
un po’ ibernate
un attimo inebriate,
riesce a librarsi soltanto in basso
rigando insensatezze d’ombra
nelle piastrelle calde della cucina.
Non prenderà quota. Si dovrà aver cura
di non pestarla. Ossequiarla.
Fino a che, a breve
sosterà nel posto scelto
da vortici confusi e altre casualità
per aspettare la sua ora
di cui sa e non sa.
(2018)
attendere certi
Poco fa il circo è partito; lo so
da ogni tournée si rientra, ma in quel tempo di mezzo
c’è il dubbio di non aver di che riempir le ore.
Senza l’abituale succedersi di clamore
occorre porre orecchio a meraviglie
più minute
non meno di valore.
Ci fermeremo un attimo al giorno
ad ammirare le une e ricordare gli altri.
Attendere certi.
Assuefatti al colore, senza più voli e cadute
prendere di mira un fischio venuto meglio
una piuma più lucida un occhietto arzillo
adottarlo a progetto;
nulla è concluso. Lontano
resta fisso il rullo di tamburo
che chiama il pezzo forte.
selvatici
Piedi scalzi neri sotto
Nella polvere
Nuvole sui corpi
I corpi dentro.
Mentre la serenità
Si fa tana di bemolli
E la voce delle ragazze
Taglia le gonne
Spacca le campane
E la gente non è gente
È bestia è buona
È selvaggia sensualità
La cadenza.
La cadenza.
Fino al cielo in
Cantilene
Vino sangue e un euro
Per vivere
Non importa più a nessuno
Tutti uguali
Nell’autunno ballerino
Una testa fa capolino
Ipnosi dondolata
Corpi d’altri e di nessuno
Mai tornare – ragazzi ridono,
si spalanca il mandolino
sfuma la polvere
nessuno più parla
è mattino.
(2014)
tranne i gialli
La pianura è fin troppo facile, fino alla macchia
gli alberi sono intervallati perfetti dal caso
luci ed ombre ad arte.
Gli spazi già espansi può espanderli il cuore
restringerli anche, ma sarebbe difficile, oggi;
di rumori la brezza ne porta e ne assomma
quasi tutti verdi
tranne i gialli dei fieni che giacciono a terra
una forma di morte che permette vita.
I boati e lo scatafascio sono altrove
e altrove restano mentre il giorno sfuma
come in un isolamento tra il vigliacco e il beato.
5 poesie su perìgeion
andandone particolarmente fiera, ripropongo in questa sede il link a cinque mie poesie pubblicate ad inizio maggio sul sito perìgeion. grazie a Francesco Tomada.
multiplo
La dimensione sfugge alla regola
dei parametri ordinari.
Compro un biglietto
del backstage del Circo
– costa un baule di soldi
e un grosso pezzo di me –
ci entro di testa
gli incontri si fanno man mano
torbidi e i colori accesi
mentre non mi muovo.
Risento l’indovina che disse
‘mai stata così fortunata
nel leggere male una persona’
ma aveva le unghie lunghe
e nessuno ci credeva.
Gli attrezzi in questo parallelo
sono d’aria
ci si rimbalza si salta e
ne viene confidenza.
Abbiamo paura del fuoco,
ma il mangiafuoco n’è ghiotto.
Potrebbe aver ragione.
Ti sembri un multiplo di due
e questo è forse il numero
che mantiene in vita la costruzione.
tane
In quella storia vivevano
insieme, la loro casa
confinando con spazi scozzesi
prendeva tinte incongrue
appena prima dei temporali.
Nel buio di rovesci scroscianti
sostenevano l’utilità delle carinerie
notando che – l’elemento acqueo che isola
largo oltre le finestre
rammollendo la terra attorno
rende pace alle viole
lava i topini
netta melme insane
allunga la vita a chi intreccia
senza porre scadenza
pensieri grandi in piccole tane
opponendo al vento tè in tazze fumanti.