A night journal

I'm not crazy, I'm just a little unwell

  • Tra le cose che mi hanno sempre attratto del Giappone c’è la totale, o quasi, assenza di religione come la intendiamo noi occidentali. Templi buddhisti e shintoisti costituiscono la maggioranza e, presenti in tutto il paese, sono privi di opulenza. Quelli che preferisco in assoluto sono i templi shintoisti perché mi piace l’idea di credere Read more

  • Del lupo amo ogni cosa. La sua bellezza estetica, gli occhi ambrati, il pelo folto, l’espressione fiera e dignitosa. La sua capacità di sopravvivere e adattarsi in condizioni e luoghi ostili, la caparbietà, l’elusività. Le mie storie preferite sono quelle che raccontano il lupo solitario, in dispersione. Ci vuole coraggio –e anche un po’ di Read more

  • Arrivo sempre tardi sui casi letterari. Di solito le fascette con il numero di copie vendute o l’opinione entusiasta di qualche altro scrittore mi fanno passare oltre. Probabilmente perché le poche volte che ci sono cascata sono rimasta delusa e dalle delusioni io imparo molto in fretta. Però è anche vero che i libri brutti Read more

  • Camminare mi piace. È l’unico momento in cui i miei pensieri rallentano e la mia mente detta un ritmo diverso. Pensieri, ricordi e parole si mettono in fila, al massimo in coppia, e io li gestisco come una maestra paziente. La sensazione di caos che ho nella testa quando sono ferma, scompare appena mi muovo. Read more

  • Difficilmente leggo gialli. Insieme al romance è un genere con cui proprio non riesco a entrare in sintonia. Forse perché ne ho letti troppi al liceo, quando la mia prof. di italiano me li piazzava sul banco dicendo “ho la casa piena ma non ho il coraggio di buttarli, vedi tu cosa vuoi farne” (e Read more

  • It, di Stephen King

    E il bello di rileggere Lessi It la prima volta quando avevo undici anni. L’avevo preso in prestito da un’amica, la stessa che per il mio compleanno mi aveva regalato Cujo, il mio primo libro del Re in assoluto. It, mi aveva garantito, non mi avrebbe fatto dormire, così le aveva detto suo fratello maggiore. Read more

  • Questa novella è un piccolo gioiello finemente lavorato. Si legge in un paio di giorni, ma è tutto fuorché un comfort book e il merito va allo stile dell’autrice, denso di descrizioni vivide, senza parole di troppo. Furlong, il personaggio principale, lavora come venditore di legna e carbone; con il Natale imminente è molto occupato Read more

  • Cormac McCarthy era eccezionale, secondo me. Aveva un modo di scrivere secco e conciso con cui riusciva a dare vita a personaggi e situazioni fuori dall’ordinario, la maggior parte delle volte tremende, nelle quali è facile immedesimarsi. Una sorta di mondo inaccessibile ai comuni mortali eppure così vicino, fatto di persone che vivono ai margini, Read more

  • Il mondo ha bisogno del sentimento di orizzonti inesplorati, dei misteri degli spazi selvaggi. Ha bisogno di un luogo dove i lupi compaiono al margine del bosco, non appena cala la sera, perché un ambiente capace di produrre un lupo è un ambiete sano, forte, perfetto. George Weeden, 1958 Ho sempre amato i lupi, o Read more

  • Perché scrivo

    I witherAnd render myself helplessI give inAnd everything is clear Wither, Dream Theater Ho creato questo blog a luglio. L’ho fatto perché nei vari articoli su come superare il blocco dello scrittore, uno dei consigli era uscire dalla propria comfort zone. Scrivere è sempre stato, per me, un atto privato e l’idea di mettere i Read more

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