Ogni volta che mi invitano ad una cena di gruppo con ex compagni di classe e/o ex colleghi, sono sempre titubante nel partecipare.
L’idea di dover incontrare anche persone con le quali non avevo molto (per non dire “nulla”) da condividere 40 anni fa, mi fa essere reticente soprattutto partendo dal presupposto che dopo tanto tempo di lontananza, di acqua passata sotto ai ponti e di non condivisione della Vita quotidiana, gli argomenti di conversazione possano ridursi solo a futili chiacchiere sul tempo, su quanto manca alla pensione o sul sapere come passa le giornate chi l’ha già raggiunta.
Poi però mi faccio convincere, sicuramente non mi interessa incontrare alcuni di loro ma, altrettanto sicuramente, ho piacere nel rivederne altri.
In effetti si, anche il meteo e la pensione finiscono per essere argomenti di conversazione tra un “ti ricordi quando …?” e un “ma chi sa che fine ha fatto tizio o caio?”.
Ma rivedere gli amici di una volta, confrontarsi con loro, conoscere la loro storia durante la mia assenza, scambiarsi compiaciuti i cellulari con le foto dei figli e dei nipoti, sorprendersi a scoprire dietro le rughe e gli occhi un po’ cadenti lo stesso sguardo vivo e intelligente di allora e ritrovare il suono di risate conosciute su questi volti invecchiati dallo scorrere inesorabile (e per alcuni, impietoso) del tempo … mi fa tornare indietro e pensare … pensare soprattutto a quanto sono stata e a quanto sono fortunata ad avere dei ricordi e delle persone così belle nella mia Vita.









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