Ai tiranni di oggi

No, voi non prenderete per sempre il pianeta,
vecchie canaglie prepotenti
anche voi con i vostri viscidi servi 
prima o poi sarete terminati.

Ombre che camminano, questo sono, 
questo siamo alla fine tutti.
Il mondo no, marcia e cammina.
Le generazioni si succedono.
Il potere inebria, ma sempre effimero.

Avrete un sacco pesante :
il  dolore delle vittime
da portarvi sempre appresso. 

Chi mai vi perdonerà?
No, non la Storia, la grande Giustiziera
che mostrerà, a vostra vergogna eterna, 
le tracce del sangue, 
i corpi esamini degli innocenti, 
dei bimbi sterminati da voi, 
dalla vostra demoniaca ambizione.

E quando calerà il sipario
sulla vostra vita 
sarete terra immonda
contaminata da voi
che solo una pietra ricoprirà.

Nessun onore, nessun ricordo, nessun perdono.
Gli angeli piegheranno le loro ali 
a raccogliere i miti, i poveri, le vittime
e chi ha amato.

Non voi, non voi
e i sassi gemeranno per sempre il vostro disonore, 
nemmeno la terra vi sarà amica.
Non andrete lontano.

L’odio perde sempre la sua lotta
e invano la canaglia si scaglia
contro la Giustizia
contro l’Amore.

Il femminismo non s’addice al vescovo Laterza

“Frate, la nostra volontà quïeta

virtù di carità, che fa volerne

sol quel ch’avemo, e d’altro non ci asseta.

[…….]

E ’n la sua volontade è nostra pace:

ell’è quel mare al qual tutto si move

ciò ch’ella crïa o che natura face”.

(Dante, Commedia, Paradiso, dal Canto III)

Suggerei cautela prima di buttarsi come affamati d’odio sulle parole dell’arcivescovo Laterza a proposito delle quali mi sembra utile ricordare che la teologia non è violenza, ma studio complesso. Immagino e spero che Mons Laterza avrà studiato molto e eccepisco solo sul fatto che quando ci si rivolge a un pubblico esteso e senza preparazione allora la prudenza vuole che ci si misuri con la capacità di ascolto.

A proposito di “obbedienza della donna” direi che intenderla solo come obbedienza al “maschio” sia frutto di un pregiudizio di un’antica ferita non cicatrizzata che lascia tracce di rancore. Ma mi fermo e rispetto le opinioni.

A proposito invece di obbedienza e volontà mi sono tornati in menti pochi luminosi versi danteschi. Non che io speri (e lo dico ironicamente) di eguagliare il Benigni dantista tuttologo alla moda. Mi metto nel mucchio amichevole, come ho sempre fatto, molto comune e banale.

Mi piacerebbe tuttavia che tutti conoscessero almeno il canto III del Paradiso della Commedia dantesca. lo dico senza che io speri di poter dare luce all’ignoranza essendone io stessa sovente afflitta.

Le parole di Dante mi sono venute in mente, un po’ come quando nel marasma si vede una luce buona.

A margine: il “citazionismo” è la volgare e diffusa pratica di estrapolare una frase da un contesto e farne l’uso raramente a proposito, spesso invece “a capocchia”. In attesa di leggere tutta l’omelia (se c’è) auguro pace e luce lunare a tutti.

L’oziosa pratica delle etichette: filo qua, anti là

Osservo come l’attribuzione di determinate etichette quali sionisti/antisionisti, putiniani/putinisti/antiputiniani, filoucraini/antizlenski, propal/no_propal e potremmo continuare sono utili solo a che risolve per le spicce questioni di livello mondiale. E Calenda in questo sport è campione del mondo.
Tali questioni si sarebbere potute risolvere, o almeno così avevano desiderato e creduto generazioni più evolute delle attuali (anche storicamente risalendo dagli anni ’60 del secolo scorso fino all’Illuminismo) solo ispirandosi a idee e ideali, concezioni filosofiche, messaggi religiosi, principi e progetti che siano scevri di particolarismo e di affrettate definizioni.
Il mondo in cui si era fortemente creduto e che aveva dato vita a alle grandi istituzioni quali l’ONU era sostenuto da intellettuali e idee che partivano dal principio fondamentale della difesa della pace (essendo reduci dagli oltre 60.000.000 morti causati dalla seconda guerra mondiale nata dal nazifascismo), dell’uguaglianza e della libertà, dello sviluppo come diritto di tutti i popoli della Terra, senza distinzioni nel quale ultimo si condensava il principio fondamentale della fraternità propugnato sempre dall’Illuminismo, ma prima ancora dal Vangelo di Gesù di Nazareth.
Questo sciagurato pianeta è infelicemente caduto, ancora una volta, nelle mani di coloro che si sono nel tempo chiamati satrapi o tiranni, imperatori o re, dittatori o führer, tecnocrati o oligarchi o plutocrati se non “presidenti” solo apparentemente eletti democraticamente, ma che hanno comprato col denaro dei loro finanziatori potenti (di solito produttori di armi) l’immenso assoluto potere che detengono, per non approfondire il tema del potere dei signori della cosiddetta AI.
Stiamo ritornando indietro, stiamo colpevolmente regredendo, nella Storia dell’Umanità.
Non ci sono più idee, valori, principi condivisi né condivisibili: ma solo apparenza, cinismo laicista, esibizione di potere, indifferenza per i poveri, disprezzo per gli emarginati.
No, in queste condizioni le questioni quali se ammettere o no a gare o eventi esponenti o rappresentanti di nazioni diverse (qualunque siano) diventa ozioso gioco salottiero. (E dovremmo anche dire: “e allora noi? con un governo stabilmente alleato di chi sappiamo).
Ma sì, io speravo illudendomi che i salotti fossero definitivamente archiviati come orrori da dimenticare.
Speravo che noi, che siamo quelli che leggevano Martin Luther King e si sono commossi per il “discorso della luna” di papa Roncalli, non avremmo dovuto mai vedere questo scempio di bambini, uomini, donne che non avviene solo sulla disperata Gaza.
Ma ci siamo sbagliati.
Concludo: aspetteremo nasca un nuovo sole di giustizia sociale e di rinascita culturale e anche spirtituale, lo spero per i nostri nipoti e / o pronipoti.
La generazione dei nostri figli (e non parlo di casi di famiglia, ma di attuali quaranta/cinquantenni in generale) non sembra abbia ancora realizzato che siamo tutti sottoposti al regime dei media: loro comandano e loro dicono cosa di deve pensare.
Aspetteremo senza paura, ma non sarà una breve attesa.

UN CORSO per militari  FORSE UN RICORSO (e un mea culpa?)

Mi sgomenta la leggera disinvoltura con cui da qualche parte si afferma che, tutto sommato, non si vede perché una delle nostre più prestigiose Università non debba accettare di istituire un Corso di Filosofia (e non, da quel che appare, di più generica “Storia della Filosofia”) dedicato ed esclusivamente riservato ad allievi di un’Accademia Militare. Prima di lasciarsi andare a conclusioni del tipo “perché no?” si dovrebbe ricordare chi siano e come sono stati scelti il Ministro della Cultura e la Ministra dell’Università e della Ricerca, forzista, e per la quale il MUR è stato creato ad hoc. Proprio proprio loro, ovviamente in accordo con la premier, potrebbero stabilire, e con la risolutezza di tanta carica, i docenti del corso stesso.
A questo punto faccio un mea culpa.
Ho insegnato (certo qualcuno l’avrà fatto meglio di me) Italiano e Storia in scuole oggi denominate Liceo Linguistico e Liceo Telematico;  in classe non pensavo che fosse indispensabile smascherare con insistenza le “logiche”, se si può dir così, del nero periodo del fascismo e del nazismo perché ritenevo che le tragiche conseguenze di quei regimi dittatoriali fossero ancora evidenti anche ai più giovani: privazione della  libertà,  razzismo, nazismo, guerra. Mai avevo pensato potesse tornare quel regime col suo duce e non penso sia tornato tale e quale. Tuttavia sono tornate le logiche della prepotenza verbale, le mimiche torve, le irrisioni dei sindacati e della (pur ahimè inefficace) opposizione. Sono tornati, non proprio dallo storico balcone di Piazza Venezia, ma da Palazzo Chigi e dalle pagine dei social media i proclami perentori e le voci stentoree insieme alle smorfie vittimistiche o gli occhi roteanti e le posture arroganti tipiche del nefasto duce.
Vado dunque al mea culpa: probabilmente non ho sufficientemente spiegato  ai miei studenti quante e quali fossero le colpe degli intellettuali, dei giornalisti, degli artisti e soprattutto dei filosofi che fiancheggiarono il fascismo avallandone la credibilità e l’autorevolezza e attribuendogli perfino uno spessore che si voleva fosse culturale. E forse dovevo sottolineare come nel contempo tacquero o minimizzarono l’assassinio degli oppositori.
Soprattutto m’accuso (?) di non aver spiegato chiaramente cosa fosse la maledetta Scuola di “Mistica Fascista”. Pensavo fosse un orrore evidente., ma non era così.
Concludo: in un corso di Filosofia riservato ad allievi militari possono emergere proprio quelle logiche di addestramento ideologico, di mistica  che consideravamo seppellito insieme ai morti a causa della seconda guerra mondiale: 68 milioni di vittime. Ma purtroppo non tutti vedono questo pericolo.
Cito da wikipedia, ma su web ci sono tutti i documenti necessari.
L’apertura della Scuola servì quindi per permettere ai suoi adepti di dedicarsi completamente a una sorta di culto verso Mussolini, meditando sugli scritti e sui discorsi del Duce, e vivendo la sua dottrina con uno spirito di assoluta fedeltà e intransigenza, come specificato nella voce «mistica fascista» presente nel Dizionario di Politica edito dal Partito Nazionale Fascista nel 1940 […]
https://it.wikipedia.org/wiki/Mistica_fascista