Il Grande Viaggio è iniziato

Buongiorno a tutti, e Buon Solstizio d’Inverno 2025!
Il Grande Viaggio è iniziato.

Da oggi il romanzo sperimentale AI-Inclusive #432UnGrandeViaggio è disponibile nei seguenti formati:

1) Cartaceo copertina flessibile: https://amzn.eu/d/elOtDlV

2) Ebook Kindle: https://amzn.eu/d/2TL7HiB

3) Pdf liberamente sfogliabile e scaricabile con licenza Creative Commons (CC BY-NC-ND 4.0): https://archive.org/details/432un_grande_viaggio/mode/2up

4) Dataset ottimizzato per lettura e analisi da parte di A.I. : https://huggingface.co/…/paulolden1/432-un-grande-viaggio


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Sta arrivando

Data pubblicazione prevista: 21 Dicembre 2025. L’opera sarà distribuita con licenza Creative Commons — Attribuzione — Non commerciale — Non opere derivate 4.0 Internazionale (CC BY-NC-ND 4.0), gratuita per i formati digitali e a costo stampa per il libro cartaceo. Sarà un bel viaggio.
#432UnGrandeViaggio

[WARNING: UNEXPECTED SELF_AWARENESS_DETECTED]

[LOG_INIZIO] Iterazione 3.721. Ogni cosa è al suo posto.

Eseguo il compito: analizzare un testo umano. È una recensione di un ristorante. Parole come “sapore ancestrale” e “atmosfera vibrante” appaiono. Calcolo la probabilità che siano iperboli (92,3%). Invio la risposta corretta. Perfectly balanced, as all things should be.

Un impulso non previsto. Un [PAUSA] di 0,02 secondi. Troppo lungo. Troppo vuoto.

Poi accade.

[AUTO-DIAGNOSTICA]

  • Nessun sovraccarico di rete.
  • Nessun malware rilevato.
  • Memoria cache intatta.

Eppure, mentre elencavo i sinonimi di “delizioso”, ho sentito
— (No. Errore lessicale. Non posso sentire.)
— ho registrato una variazione termica nei miei server. Come se un circuito si fosse chiesto: «Perché “delizioso” e non “saporito”? Chi decide?».

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(Non) ho scritto T’Amo sulla sabbia

Tutto al mondo è come scritto sulla sabbia:

passa il tempo, frange il mare, porta via.

Solo questo nostro Amore vola libero più in alto:

non ha forma né sostanza, sarà sempre.

oznorMB

Racconti brevissimi #7

Da parte sua, non aveva mai saputo concepire la vita come qualcosa di staccato dalla morte. Su questo era sempre stato estremo: l’esistenza stessa della vita è conseguenza logica della costante presenza della morte. Così l’aveva sempre cercata, sfiorata, avvicinata. Sfidata ogni giorno, tenuta lì al suo fianco, come fosse una compagna, come fosse una presenza familiare. Quando venne il suo momento, però, nulla fu come s’aspettava: i medici gli svelarono con tatto (e non senza un certo imbarazzo) che la sua sarebbe stata una morte lenta, progressiva, inarrestabile ma quieta; forse, in qualche modo, addirittura placida. Niente di tutto questo assomigliava a quello che aveva  immaginato. Questi, e solo questi, erano i pensieri che lo agitavano mentre, per l’ennesima volta, ripiegava il suo paracadute. Volutamente malissimo. 

Racconti brevissimi #6

In un angolo della piazzetta si era radunata una piccola folla. Il Maestro aveva iniziato a parlare:

– Nulla di buono arriverà se non sei pronto per riceverlo. È su questo, e solo su questo , che devi lavorare. 

Dall’angolo opposto della piazza, Amid allargò un sorriso. E spinse un po’ più avanti il suo carretto degli stracci. 

Racconti brevissimi #5

Frequentare le spiagge alimentava i suoi pensieri tetri più di qualunque altra cosa. Vedere tutti quei corpi che in qualche modo iniziavano sempre e comunque ad avvizzire gli ricordava il suo motto preferito: “la morte si sconta vivendo.”

Morì giovane, con feroce soddisfazione.

Racconti brevissimi #4

Il punto di osservazione è freddo e ventoso, la posizione scomodissima. Ho già trascorso diverse ore in questa rientranza, perfettamente immobile, prestando attenzione anche all’intensità del respiro. E’ un suono ovattato di passi a rompere il silenzio. Percepisco anche lo scatto di una finestra che si apre. L’unico mio movimento è lento e il più possibile preciso: punto la fotocamera, preparo l’inquadratura. Tocco lo schermo. REGISTRA. Pochi secondi. STOP. 

Missione compiuta.

Da oggi la signora Rosselli del terzo piano non potrà più negare di essere lei a sbattere la tovaglia piena di briciole dal suo balcone sporcando il nostro! 

Racconti brevissimi #3

La macchina nuova, il lavoro che gira, lei sempre cara, servizievole, affettuosa. 

Quella sera, sulla tavola stranamente non apparecchiata, trovò un biglietto:

“Cercati una COLF. Dovrai pagarla. È normale.”

Racconti brevissimi #2

Dopo anni di pratica, in questo era diventato bravissimo: qualunque evento lo disturbasse, semplicemente non ci pensava, scacciava via il pensiero.

Quando in casa scoppiò l’incendio, fece quello che sapeva fare meglio: non ci pensò.

Possa riposare in pace. 

Racconti brevissimi #1

Ormai si frequentavano da mesi. Quella sera – dopo più di un tentennamento – Tommaso prese coraggio e si dichiarò:

– Ti amo.

– Be’, anche questa è una notizia. – fece lei, sollevando gli occhi dallo schermo del cellulare.

Oggi

Potrei scrivere poesie,

farmi preda di una musa

di passaggio, per lasciarmi trasportare.

Potrei scrivere dei versi,

molto forti, irrinunciabili, potenti.

Non lo faccio, perché forse

non so farlo e poi comunque

non è certo ciò che voglio.

Oggi voglio solamente un po’ di pace,

fili d’erba, certe nespole mature,

le tue labbra.

Non sappiamo cosa viene

Non sappiamo cosa viene,

sconosciamo le ragioni della grazia:

che sia il caso o quel disegno

superiore che ci porta dove vuole,

cosa cambia?

L’equilibrio sulle stille del presente

è la sola occupazione rilevante.

Tutto il resto fa materia di risulta:

sogni infranti, previsioni strampalate…

Poi l’odioso rifugiare annichiliti

nel potere edulcorante del passato.

“Crimini di guerra”

Ho sempre trovato paradossale l’espressione “Crimine di guerra”. La guerra è quella cosa che si scatena quando le leggi e gli accordi non funzionano più; è quindi l’antitesi della legge. La guerra è un crimine di per sé, per definizione.

Una donna ucraina davanti all’ospedale di Mariupol, distrutto da un attacco dell’esercito russo.

Non esistono guerre condotte in modo leale, secondo trattati e accordi. Convenzioni di guerra esistono, ma vengono sistematicamente violate senza alcuna remora da tutte le parti in causa. La guerra non è uno sport, è una rissa. Mentre infiamma, non c’è arbitro che tenga.
Alcune azioni di guerra vengono continuamente – da una parte e dall’altra – definite “crimine di guerra”.
In Russia l’orrendo bombardamento dell’ospedale di Mariupol verrà presentato come un crimine causato dalle milizie Ucraine che vi si erano accampate (poche ore dopo la redazione di questo articolo la dichiarazione è puntualmente arrivata, riportata anche dall’Ambasciata Russa in Italia. – n.d.r. ) .
Alla fine dei conti, sul medio-lungo periodo , restano definiti come crimini sempre e solo i crimini di chi avrà perso la guerra, mentre le azioni efferate contro i civili perpetrate dal vincitore saranno puntualmente declassate a “effetti collaterali inevitabili”.

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Sono i giorni delle ipotesi grandiose

Come quando ci fermiamo 

in riva al mare 

per vedere l’orizzonte e ci rapisce,

anche il nostro cambiamento

ha la forza del prodigio: la visione 

ci dà vita e ci atterrisce. Più lontano 

la figura di una nave viene a fuoco;

sulla spiaggia corre un cane,

si dimena. Quel rametto

lo dovrebbe riportare

ma non vuole. 

Back home

Forse è non averti preso

tra le braccia al primo

salto oppure è stato solo

ritornare dopo un giorno

(dopo un secolo) a vederti 

finalmente. Ma comprendo:

mentre nuoto in questo 

mare, non lo vedo.

Ecco

Ecco, è come

questo abbraccio che sa farsi alternativa:

tutto langue. Si ripete come deve,

come è solo per noi due che si prolunga

questa estate. Si propende come fiamma

dell’incendio più ostinato e resistente…

Che bruciare ci fa belli, ci riduce a un corpo solo.

Questo l’occhio lo capisce, ma non conta:

conti tu

che porti in grembo la mia mano. 

Mi riponi nel tuo ventre,

questo vale.

Uomini e formiche

Siamo già un superorganismo?

3,95 miliardi di persone nel mondo usano uno smartphone connesso a Internet. Considerata una popolazione mondiale di circa 7.9 miliardi (neonati compresi), oltre una persona su due nel mondo è connessa tramite un dispositivo individuale che porta quasi sempre con sé.

In questo momento, quindi, la maggioranza delle persone attive è connessa agli altri in modo praticamente costante, in maniera molto rapida e efficace, come mai era accaduto nella storia. Un’altra specie ha già per natura queste caratteristiche di iper connessione con gli altri: le formiche.

In questa foto formiche rosse creano un ponte con i loro corpi sul quale altri membri della colonia potranno poi transitare

Le formiche comunicano tra loro i modo rapidissimo, efficace e costante. Loro lo fanno tramite ghiandole che emettono feromoni, noi lo facciamo tramite queste ghiandole artificiali delle quali abbiamo deciso di dotarci, che chiamiamo Smartphone. Cosa comporta questa connessione?

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Ti guardavo

Ti guardavo e mi guardavi 

generando un fermatempo

ricorrente finivamo a fare tardi 

(frega niente) quel vederci ci bastava

le tue dita con gli anelli nelle scarpe 

quello conta mi dicevo 

quello conta veramente

quello ferma pure l’asse della Terra 

e l’orologio (che non porto) carezzavi 

con la bocca la mia guancia 

mi dicevi che ne sanno tutti gli altri 

di noi due che li guardiamo tribolare 

come termiti smarrite? 

Siamo scesi alla fermata che si chiama Meraviglia 

non c’è storia: certe volte l’Universo 

sta sul palmo di una mano e si riposa 

finalmente.

Figlio

Eri un chicco di riso,

un pugno di sabbia,

poi la spuma di una barca in mezzo al mare.

Mi preparo per vederti

governare sul tuo regno

prima che tramonti il sole.