fragili fanciulle

17 Gen
photo by margherita calati

Fragili fanciulle,

focose femmine,

fidanzate fedeli,

fidatevi del freddo,

frequentatelo,

favoritelo.

Vi faràn più fascinose

i fiocchi sulla faccia.

Fingetevi faine nella falcata,

fatevi furtive come furetti,

fameliche come falchi,

fluttuate come farfalle e

fornicate felici come formiche.

(da una proposta di gioco di Eletta Senso (https://inchiostroneroweb.com/2026/01/12/poesia-in-effe/)

andando a Cocconato

15 Gen

                                       

La bici in inverno è per lo più un telo impermeabile che l’avvolge sul terrazzo a proteggerla dall’umido e a nasconderla al rimorso che da un mese preferisco il divano ai suoi pedali e i piedi li tengo spesso sotto il tavolo ad abbuffarmi come avessi pedalato. Ho collezionato scuse, le più varie, per non uscire in bici, il giorno poco adatto, il raffreddore, la scrittura, il vento, gli amici, i pranzi, le letture, il gatto, la moglie, il cane, l’età, gli scacchi, la digestione, l’indigestione, ho trovato sempre qualcos’altro da fare di più impellente, per esempio niente. E ogni scusa aveva il soprannome di pigrizia.

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la bella età

13 Gen

                                              

Anna portava la sua età come un vestito della domenica da indossare fuori da messa, lei lo indossava tutti i giorni, in casa e fuori, con naturalezza e convinzione, senza l’ostentata negazione di chi la ricchezza d’anni ha rifiutato e s’arrabatta a truccare le carte e il volto.

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il signor Renè

10 Gen

Iniziava la sera quando uscì sul balcone con la pipa in bocca e una bombetta in testa. Studiò a lungo l’aria, la luce, le ombre, il cielo. Tirò due poderose boccate mescolando nel freddo fiato e fumo. Quindi rientrò e si mise subito al lavoro.

la prima nevicata dopo anni

8 Gen
photo by margherita calati

                                   

Aveva nevicato tanto negli ultimi giorni e adesso, col primo sole, era ripreso lo sgocciolio che dal tetto penetrava dentro casa, quasi nel mezzo della sala grande. Le gocce rimbalzavano nel secchio di ferro, piazzato lì per necessità, con un suono secco, metallico, severo.

Camillo era seduto su una seggiola e ascoltava come ipnotizzato quello stillicidio, dove ogni goccia era una condanna, un segno dello sfacelo imminente di cui lui si sentiva il solo responsabile.

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Pax Americana

5 Gen

              

Quando bombardarono la Nigeria

Non dicemmo niente, c’erano le feste.

Quando vennero di notte per Maduro,

noi brindavamo al nuovo anno.

Quando si presero l’isola di Cuba

Dicemmo tanto Castro non c’è più

Quando invasero Groenlandia

Borbottammo sono solo ghiacci

Ma quando arriveranno in Europa

avremo ancora gli occhi a oriente,

e ci stupiremo inutilmente

vedendo in televisione a Notre Dame

la corona ferrea scompigliare il ciuffo all’Imperatore.

la meraviglia senza immagini

3 Gen

                                       

Stamattina sono uscito sul presto, cielo limpido, temperatura parecchi gradi sotto lo zero, nei campi galaverna fino in cima agli alberi come avesse nevicato, l’unica parvenza di neve che ci è concessa. E poi lei, la luna piena che resisteva nel cielo ormai azzurro.

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fiore di ferro

2 Gen

                                        

Fabbrica fiori a fasci con faticosa facilità, come un falsario i franchi o le favole una fanciulletta. La fedele finzione della forma favorisce la fantasia, tu fissi il falso come fosse un fresco fiordaliso fuori dal suo firmamento di frumento, o una fucsia felice di fiorire pur nel freddo di febbraio.

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duemilaventisei*

31 Dic

Dovrei

Urlare,

Esercitarmi a

Muovere le Mani,

Intervenire Intrepido per Intercettare

La Locomotiva Logora che

Avanza

Velocissima, una Vera Vertigine, Verso l’

Eterno

Nulla.

Trattenerla in Tempo, Trattenere il Tempo,

Impedire che

Si Schianti

E noi con Essa,

In un’Infinita Inesistenza.

*da una proposta di acrostico di Eletta Senso (https://inchiostroneroweb.com/2025/12/29/duemila-ventisei/)

dopo la pioggia

29 Dic

                                       

Il ritorno del sole ci regala scenari che avevamo dimenticato, la luce giusta sulle cose, il cielo terso, la bianca corona di montagne, un candore che t’abbaglia, il paesaggio minimo e fiabesco lungo il canale, passi tranquilli, il cane in frenesia che tira e ti trascina, gli alberi dorati dalla luce come donne al sole e le pecore che quiete brucano nel prato. Ma presto spariranno gli scenari, così com’erano apparsi.

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