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Tra le righe della sicurezza: il valore nascosto del nostro mestiere
Tra le righe di un documento tecnico si nascondono vite. La sicurezza non è burocrazia: è cura invisibile. Ci sono mestieri che ti entrano dentro. Sono professioni che portano con sé un senso di responsabilità civile, sociale, umana. Tra queste, c’è anche il lavoro dei Controls: così nel nostro ambiente si definiscono quel manipolo di... Continua a leggere →
Cosa non mi è piaciuto del 2025
La luce non è sempre salvezza. Va filtrata per non farsi abbagliare. Così, i contrasti, possono diventare sfumature e il tutto prende forma. C’è chi vede regresso dove io vedo progresso. C’è chi vede limiti dove io vedo opportunità. C’è chi vede buio dove io vedo luce — non mistica, non ideologica, ma come possibile... Continua a leggere →
Chi non tromba a Capodanno (remix)… tra purille, buoni propositi e moduli tattici difficili da cambiare
La squadra giusta può dare la svolta alla stagione, se no, almeno brindiamo come si deve. Come ho già detto, l’anno vero inizia a settembre. Capodanno è solo la fine del girone d’andata, giusto per dirla in termini calcistici. Fin da giovane ho sempre “sentito” questa data, ma è diventata memorabile solo quando l’ho trascorsa... Continua a leggere →
Quando il silenzio pesa più delle parole
Tra quei fili d’erba e risate di ragazzi, vive ancora la tua lezione più grande. Se n’è andato uno dei protagonisti dei racconti del Club. Chi conosce quelle storie sa bene perché meritasse di farne parte a pieno titolo. Diciamolo senza timore — lui non me ne vorrà — era uno dell’ala più oltranzista, quello... Continua a leggere →
Come le Sirene di Ulisse
Teo, risucchiato nell’iperspazio emotivo dell’eterno femminile. Perché ci sono sguardi che non ti osservano: ti inghiottono. Teo aveva commentato il post d’istinto. Tra l’altro, di getto, gli era uscita una frase ingenua, che alludeva al naso di Pinocchio. Voleva stuzzicare la blogger, che aveva pubblicato una foto, evidentemente realizzata con l’AI, di una donna molto... Continua a leggere →
Lavoro remoto, sì o no? Che ne dite?
Quello che conta sono i risultati, ma attenzione al Dress Code: qui la collezione "business sopra e party sotto". Poi, se nascono altre opportunità, extra orario, se ne può parlare... Il lavoro da remoto continua a fare discutere. Le due fazioni si accapigliano. Eppure se cercassimo di ragionare con calma potremmo accorgerci che può portare... Continua a leggere →
Lacrime analogiche: l’uomo lasciato secondo la musica anni ’70–’90
Parte prima - Milano, anni ’90. Lui cerca parole, lei ha già le risposte. Non è una rottura: è solo un’altra conversazione in cui, nella città che corre sempre, lui riesce ad arrivare tardi. Quando ho scritto il post "Quello che le donne cantano, quello che gli uomini tacciono", ho messo al centro della riflessione... Continua a leggere →
Lacrime in autotune, rivincite in reggaeton
Parte seconda - Milano, anni ’20. Lui parla con voce sicura, ma gli tremano le mani. Lei ascolta, ma non raccoglie: ha imparato a camminare da sola, anche sui tacchi. Tra loro scorre il canale, e nessuno dei due sa più nuotare. La musica italiana contemporanea non la conosco. La ascolto occasionalmente in auto quando... Continua a leggere →
Mentre ci vendono il niente, qualcuno si riprende la vita
Forse, se smettessimo di "comprare" la felicità, potremmo iniziare a viverla. Il valore perduto delle cose Da parecchi anni ormai, multinazionali e aziende difendono e incrementano il loro margine di guadagno laddove ci riescono, e se ci riescono. Lo fanno ricorrendo alla riduzione degli sprechi (forse), alla compressione dei costi delle materie prime che ha... Continua a leggere →