Eccolo, ve lo presento con gioia! Placenta è il mio secondo figlio letterario, come amo chiamare i libri che ho scritto.
Come il primo, PsicoPoetica, è un libro insolito. Non è semplicemente una silloge poetica ma è soprattutto un racconto, in prosa e in versi. È la storia di un cambiamento, di come a volte la solitudine può insegnare l’arte di custodirsi.
C’è la storia di una bambina che impara cos’è la libertà, e di un adulto che accudisce il suo bambino interiore. E il desiderio di raccontare che nelle relazioni più dolorose si può vincere la paura, e lasciare andare un dolore.
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